Non solo Scozia// Islanda parte 1: Reykjavik ed il Thingvellir National Park

Dopo due mesi dal nostro viaggio in Islanda, finalmente riesco a scrivere un racconto di quei magnifici 13 giorni passati lassù, nella Terra del Ghiaccio e del Fuoco. Questi i due elementi che caratterizzano l’isola, gli imponenti ghiacciai (il Vatnajökull, il più esteso, è grande come la Corsica!)  e i vulcani che nel corso dei millenni hanno plasmato una terra selvaggia, sfaccettata ed affascinante. Qui, a due passi dalla Groenlandia ma non così lontano dal resto d’Europa, la forza della natura si è scatenata creando paesaggi incredibili, così vasti da dare un profondo senso di immensità ed ampiezza, con catene montuose colorate, cascate ad ogni angolo, lagune di ghiaccio, faglie, scogliere, grotte, spiagge vulcaniche completamente nere, geyser, zolfatare…

Fjallsárlón Ice Lagoon Iceland
La laguna glaciale Fjallsárlón

In questo viaggio ho visitato luoghi e scoperto cose che non avevo mai visto nella mia vita, paesaggi così diversi da quelli ai quali sono abituata o che ho esplorato nei viaggi precedenti. Questo è stato IL viaggio, un on the road minuziosamente programmato che ci ha portati a percorrere la Ring Road, o meglio la Hringvegur, principale strada islandese che attraversa circolarmente l’isola, con alcune deviazioni fuori rotta verso l’entroterra e nei fiordi orientali. Un viaggio che mi ha fatto sentire piccola piccola in confronto alle meraviglie di madre natura e che mi ha stupita in ogni angolo, facendomi venire la voglia di tornarci ancor prima di rientrare in Italia. Ecco dunque il nostro diario di viaggio, partendo dalla capitale, la colorata e tranquilla Reykjavik.

GIORNO 1: REYKJAVIK

Abbiamo iniziato il nostro viaggio con un ritardo di 6 ore sul volo, che ci ha portati a destinazione alle 5 del mattino anzichè a mezzanotte come previsto. L’Islanda ci ha accolti con una bella alba arancione mentre percorrevamo la lunga e rettilinea strada che collega l’aeroporto di Keflavik alla capitale, affiancando un immenso e desolato campo lavico. Non poteva esserci benvenuto migliore e la mia impazienza di iniziare ad esplorare l’isola iniziava già a farsi sentire! Dopo aver parzialmente recuperato le ore di sonno perse siamo usciti per fare conoscenza con la città. 120.000 persone vivono qui, più di un terzo dell’intera popolazione islandese, in una cittadina che tutto sembra fuorchè una capitale: piccola, con case basse e colorate, estremamente tranquilla e poco trafficata.

Reykjavik
Il laghetto Tjornin, nel centro di Reykjavik

Il centro si visita velocemente, non lo si può certo dire affascinante ma caratteristico di sicuro lo è, soprattutto per la sua semplicità. Punto centrale è la Hallgrimskirkja, l’eccentrica cattedrale di Reykjavik la cui facciata ricorda la forma di un geyser in eruzione e che è dedicata al poeta e pastore islandese Hallgrímur Pétursson, da cui la chiesa prende il nome. E’ senza ombra di dubbio il luogo ideale dove osservare la città dell’alto così decidiamo di comprare il ticket e prendere l’ascensore che porta sulla cima della torre campanaria. I tetti colorati sono adorabili, la città molto verde e la giornata non poteva essere migliore di così!

Reykjavik
La classica vista della città dalla cima della Hallgrimskirkja

Le strade che si diramano dalla Hallgrimskirkja sono viali tranquilli con qualche cafè e negozi di artigianato. La via più frequentata è la pedonale Laugavegur, la più antica “strada dello shopping” della capitale, caratterizzata dall’elevata presenza di ristoranti, locali e negozi di souvenir e che rappresenta un pò il cuore di Reykjavik. Percorrerla a piedi è piacevole e sarete senz’altro attirati dai bellissimi murales che decorano le pareti di alcuni edifici. Ci dirigiamo poi verso l’edificio Harpa, imponente costruzione di vetro colorato che richiama le celle di un alveare e che è il fulcro culturale della città con concerti, rappresentazioni teatrali e convegni.  Poco distante, con una breve passeggiata lungo il mare, raggiungiamo Sólfarið, una scultura conosciuta anche come the sun voyager che rappresenta una nave vichinga, con linee sinuose e delicate.

Reykjavik
La scultura Sólfarið

Tra tutti i musei presenti a Reykjavik decidiamo di visitare il museo nazionale, il Þjóðminjasafn Íslands, che racconta in modo chiaro e coinvolgente la storia dell’Islanda e che ospita la celebre statuetta vichinga di Thor. Visto che la giornata ce lo permette ci rilassiamo un pò nel verde del parco Hljómskálagarður, con il suo laghetto pieno di papere e gli islandesi che, come noi, si godono il tiepido sole d’agosto sdraiati nell’erba o passeggiando. Niente caos cittadino qui e, sarà che è domenica, sembra davvero tutto estremamente silenzioso e tranquillo. Ci gustiamo un delizioso dolcetto alla cannella appena sfornato dal panificio Brauð & Co (sulla via Frakkastígur che parte dalla chiesa- consigliatissimo!!) mentre sfogliamo le tonnellate di volantini e libretti turistici presi presso il Centro Informazioni.

GIORNO 2 – ÞINGVELLIR NATIONAL PARK

Il nostro viaggio on the road ha finalmente inizio! Ritiriamo la nostra piccola Toyota Yaris tramite MyCar  (la più economica e con la quale ci siamo trovati benissimo) e siamo pronti per partire, emozionati ma anche un pò agitati! Guidare in Islanda, vicino alla capitale, si rivela più semplice del previsto e con l’aiuto del navigatore sorpassiamo Reykjavik e ci addentriamo all’interno del Þingvellir National Park, immancabile meta per chi visita l’Islanda…e si vede! Orde di turisti invadono i principali punti d’interesse all’interno del parco costringendoci addirittura ad attendere in fila per trovare parcheggio. Sarà stato per quest’affollamento eccessivo ma questa zona non ci ha entusiasmati come le altre visitate durante il viaggio. In genere io odio i luoghi troppo affollati e quando ho scelto l’Islanda come destinazione pensavo di cavarmela alla grande, invece negli ultimi anni il turismo è cresciuto davvero esponenzialmente e, purtroppo, se una decina d’anni fa l’Islanda era una terra lontana e selvaggia che pochissimi prendevano in considerazione oggi è super gettonata. Il risultato è che in zone come questa, vicine alla capitale e facilmente raggiungibili anche con tour guidati, sembra davvero di essere ad una fiera (una fiera di abbigliamento tecnico!) e si perde quel meraviglioso senso di solitudine che caratterizza il resto dell’isola.

Thingvellir National Park
Una veduta del Thingvellir National Park

Siamo nel cosiddetto Circolo d’Oro che racchiude oltre al Thingvellir anche la famosa zona dei Geyser e la cascata Gullfoss. Questo parco, istituito nel 1930, ha un’importante valenza storica perchè proprio qui, a partire dall’anno 930, si riuniva il consiglio degli uomini islandesi per discutere dei problemi della comunità e per legiferare, costituendo quello che fu il primo Parlamento del mondo, l’AlÞing. E’ anche un punto di grande interesse geologico perchè in questa zona la zolla americana e quella europea si allontanano creando una faglia detta Almannagjá (ossia “la gola di tutti gli uomini”) lunga 5km e all’interno della quale è possibile camminare e visitare la cascata Öxaráfoss.

E’ la volta poi di una delle zone più famose d’Islanda, quella dei Geyser. Qui si trova il più antico geyser conosciuto e che ha dato il nome a tutti gli altri, Geysir, ma che oggi non è più funzionante a causa dell’inciviltà dei turisti, che ci gettavano dentro pietre e sassi. Rimane il più piccolo Stokkur che erutta puntuale ogni 4-8 minuti getti dell’altezza di 30 metri. E così ci siamo messi ad attendere con il fiato sospeso, tra i vapori prodotti dal terreno e l’odore sulfureo, finchè è arrivato l’atteso ed improvviso sbuffo di acqua calda che si è poi ovviamente riversata sopra di noi! Le nuvole grigie che hanno caratterizzato la giornata non erano il massimo per far risaltare il colore del geyser così, per una vista dall’alto, siamo saliti in cima alla collinetta che si trova vicino al sito, dove si gode di un’ottima vista sulla valle Haukadalur.

Poco lontano da Geysir si trova Gullfoss, la “cascata d’oro” maestosa ed imponente. E’ la prima cascata così grande che vedo in vita mia e l’effetto è incredibile: con un doppio salto l’acqua roboante si getta in un canyon, emettendo tante goccioline vaporizzate ovunque. E’ possibile avvicinarsi alla cascata attraverso una serie di sentieri che ti portano proprio sul bordo, tra gli schizzi e il rumore assordante…un’esperienza unica!

Gullfoss Islanda
Punto panoramico a strapiombo sulla cascata Gullfoss

La giornata è volata e ci spostiamo infine ad Hella dove pernotteremo in modo da poter raggiungere comodamente l’entroterra il giorno seguente. L’alloggio migliore di tutto il viaggio è un piccolo bungalow con letti a castello, una minuscola cucina attrezzata ed un bagno privato (cosa per nulla scontata in Islanda!). Ci godiamo un magnifico tramonto in riva al fiume in compagnia dei moscerini e dei simpatici cavalli islandesi!

Hella Islanda
Tramonto sul fiume Ranga ad Hella

 

DOVE ABBIAMO PERNOTTATO:

  • A Reykjavik ci siamo affidati ad Airbnb ed abbiamo dormito a casa di Ragna, zona centrale, camera accogliente, bagno e cucina condivisi. Parcheggio gratuito e vasca geotermale in giardino!
  • Ad Hella siamo stati in un carinissimo cottage di legno all’Arhus Campsite con cucina e bagno privati. La miglior sistemazione di tutto il viaggio!

10 thoughts on “Non solo Scozia// Islanda parte 1: Reykjavik ed il Thingvellir National Park

  1. L’Islanda sta diventando davvero una destinazione ambita da moltissimi, in questi casi io di solito rifuggo…però vabbè, come si fa a resistere a spettacoli naturali di questo genere? Mi piacerebbe tantissimo andarci anche a me!! E le tue foto sono bellissime, davvero!

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    1. Ciao Agnese, grazie mille! Anch’io non amo particolarmente i luoghi troppo affollati, ma non credevo che alcune zone dell’Islanda lo fossero così tanto! Come dici tu, è diventata una meta “di moda” negli ultimi anni e temo lo sarà sempre di più. E’ un peccato, ma per ammirare questi splendidi paesaggi..questo ed altro 😉 Ciao!

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      1. Il cosí chiamtato “circolo d’oro è un giro che quasi tutti turisti che arrivano in Islanda fanno. Se uno arriva la mattina ad esempio a Hakið puo trovare il parcheggio pieno di macchine e pullmann. Il pommerggio e di solitio molto meno affollato. Siamo saliti da 300.000 turisti ad anno a quasi 1.600.000 in un ventina di anni.

        Un commento su queste parole qui: Qui si trova il più antico geyser conosciuto e che ha dato il nome a tutti gli altri, Geysir, ma che oggi non è più funzionante a causa dell’inciviltà dei turisti, che ci gettavano dentro pietre e sassi.
        Non si tratta solo di questo, Geysir quello piu grande che ha dato nome al fenomeno nell mondo erutta secondo l’attivtia sismica perche si trova sulla zona/cintura/strisca vulcanica del paese. Lo faccevano eruttare col sapone fino a 199? ha eruttato una volta nel 2000 quando abbiamo avuto un terremoto. Non si sa mai quando ricomincera.

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      2. Ciao Sòlveig, grazie del tuo commento! Fa sempre molto piacere leggere le parole di un autoctono! Deduco che sei islandese, giusto? Non sapevo che Geysir eruttasse in concomitanza con i movimenti sismici, grazie per avercelo spiegato! Col sapone poi…ma davvero? 😉
        A presto!
        Beatrice

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