Non solo Scozia// Islanda parte 2: Landmannalaugar e la costa di Vik

GIORNO 3: LANDMANNALAUGAR

Il nostro viaggio oggi ci porta nell’entroterra, nella magnifica regione montuosa di Landmannalaugar. Per arrivarci abbandoniamo la nostra Yaris e saliamo sul cattivissimo bus 4×4 della Trex  guidato da un ragazzo islandese con una barba importante che sulle strade sterrate se la cava egregiamente: due ore passate in gran parte su piste sterrate, dissestate, sassose, strette. Due ore spettacolari procedendo letteralmente nel bel mezzo del nulla, tra paesaggi lunari e desertici e ampie e verdissime valli montane. Due ore con la sola presenza di qualche pecora solitaria ed un paio di avventurosi viaggiatori in jeep che si scansano al nostro passaggio, lasciando passare il bus guidato da Ragnar (ho ribattezzato così l’autista per la vaga somiglianza al protagonista della serie tv “Vikings“) che senza timore procede a velocità sostenuta guadando anche alcuni torrenti.

Il paesaggio che ci circonda è un’alternanza infinita di colori con qualche macchia di neve bianchissima qua e la. E pensare che siamo in agosto, piena stagione estiva per noi! Guadato l’ultimo corso d’acqua giungiamo in fondo alla pista, alla fine della strada. Qui, nel bel mezzo del nulla, si trova un campeggio con un chioschetto che fornisce informazioni sulla zona e vende la mappa dei sentieri da percorrere: la possibilità di trekking sono infinite e per tutti i livelli! Qui si trova anche una magnifica sorgente calda che sgorga direttamente dall’entroterra, un fiume dove è possibile fare il bagno standosene al calduccio, in barba al cattivo tempo ed alla pioggia che qui nell’entroterra sono all’ordine del giorno.

Dato il limitato tempo a disposizione, decidiamo di percorrere i sentieri ad anello bianco e rosso, anche se devo ammettere che la mappa non è per nulla chiara e dopo aver perso la via un paio di volte decidiamo di orientarci senza consultarla. Nelle quattro ore che seguono camminiamo fermandoci ogni 3 minuti per osservare a bocca aperta il paesaggio circostante ed in particolar modo le incredibili montagne di riolite colorata che sembrano quasi dei dipinti. Piove, esce il sole, si alza un vento freddo, piove di nuovo, ma noi continuiamo a camminare, estasiati da tanta bellezza. Calpestiamo la neve, osserviamo fiori che sembrano cotone, attraversiamo un immenso campo di lava nera ed aguzza, procediamo difficoltosamente all’interno di una palude, sempre con lo sguardo verso quelle affascinanti montagne che sono già la cosa preferita di tutto il nostro viaggio!

Landmannalaugar

Landmannalaugar

Proseguendo, il sentiero ci porta su un terreno fumante dall’intenso odore di zolfo, poi su per il crinale di una montagna fino a giungere in vista di un lago azzurrissimo contornato da montagne innevate, che a me ricordano delle torte glassate! Scendiamo a valle entrando in un labirinto di lava solidificata, incontriamo degli altri turisti coi quali condividiamo il fatto di aver perso il sentiero principale (segnalato malissimo) ed infine giungiamo in vista del campeggio. Ha iniziato a piovere davvero pesantemente e continuare a camminare non ci sembra una buona idea così decidiamo di anticipare il rientro ad Hella.

GIORNO 4: LA COSTA SUD FINO A VIK

La costa Sud dell’Islanda è un susseguirsi di meraviglie che ci “costringono” a continue fermate lungo la via. La prima è alla cascata Seljalandfoss che significa cascata liquida (embè?) e che è una delle più fotografate d’Islanda: si tuffa dall’alto di una roccia ed attraverso un sentiero molto scivoloso è possibile camminarci dietro, cosa davvero emozionante nonostante se ne esca belli zuppi! Pochi minuti a piedi e raggiungiamo Gljúfrabúi, nascosta all’interno di una grotta. L’atmosfera è magica, con l’acqua vaporosa che scende da un’apertura alla sommità della grotta ed un enorme masso tondeggiante alla base.

Seljalandfoss Islanda
Dietro alla cascata Seljalandfoss

A questo punto ci concediamo un pò di relax ed andiamo alla ricerca di una hot pot che si trova nei dintorni: la Seljavallalaug pool. Pochi km dopo Seljalandfoss svoltiamo a sinistra nella strada 242 direzione Raufarfell e procediamo su un pezzo di sterrato (messo davvero male!) che porta a Seljavellir. Parcheggiamo l’auto in fondo alla strada e proseguiamo a piedi, addentandoci nella stretta valle verdissima e nebbiosa, con una leggera pioggerella fastidiosa. Una decina di minuti ed ecco la vasca alimentata da acqua geotermica pronta ad accogliere i visitatori in cerca di pace, purchè non siano schizzinosi: ci sono degli spogliatoi ma sono luridi e la vasca è piena di muschio, con un’acqua verde e con un vago odore di lumache bollite. Poco importa, la sensazione di starsene a mollo al calduccio mentre fuori c’è la nebbia e piove non ha prezzo!

E’ la volta poi di un’altra cascata, Skogafoss, dove pare che l’antico vichingo Þrasi Þórólfsson abbia nascosto un tesoro di monete d’oro e quando il sole colpisce l’acqua con i suoi raggi, c’è ancora chi dice che si possa vedere il riflesso dorato delle monete. C’è chi dice che Skogafoss abbia un potere magico: chiunque si bagni nelle sue acque troverà un oggetto perduto ed a lungo cercato. Un tremendo acquazzone ci coglie all’improvviso, come spesso accade qui in Islanda, nell’esatto momento in cui torniamo in auto dopo esserci arrampicati sui circa 500 scalini che portano in cima alla cascata ed aver fatto una passeggiata sulla sommità.

E poi ecco che mi viene l’idea peggiore di tutta la vacanza! Dirigendoci in auto verso Vik vedo moltissime auto parcheggiate a lato della strada e convinco mio fratello a fermarci. Se c’è così tanta gente c’è sicuramente qualcosa di bellissimo, possiamo arrivare fino al mare, sembra vicino. Invano mio fratello prova a dirmi che il mare è lontanissimo, che sembra vicino perchè ci troviamo in una vastissima zona pianeggiante, sassosa e brulla. Quella che ero convinta sarebbe stata una passeggiata di 10 minuti per raggiungere il mare si rivela una noiosissima e monotona camminata di 45 minuti su una strada diritta in mezzo al nulla più totale. Alla fine, troviamo una cosa che avevo tralasciato nel nostro programma perchè non ci interessava. Casualmente eccoci qua, se questo posto l’avessimo cercato sono sicura che non l’avremmo trovato!!

Solheimasandur Plane Wreck
I resti dell’aereo precipitato nel 1973 ed abbandonato sul posto

La cosa positiva è che intanto il temporale che interessava la zona sembra essersi spostato e proseguiamo lungo la costa, con il mare a destra ed il ghiacciaio Mýrdalsjökull che fa capolino dalle montagne a sinistra. Siamo vicini al villaggio di Vik, ma prima di arrivarci facciamo una piccola deviazione verso un altro dei miei luoghi preferiti in Islanda, il promontorio Dyrhólaey: tutto ad un tratto il paesaggio desolato in cui ci trovavamo fino a pochi minuti prima si trasforma in un ambiente verdissimo che mi ricorda un sacco la mia amata Scozia. Guidiamo fino in cima al promontorio caratterizzato dall’arco di roccia bucato e dove la vista sulla famosa spiaggia nera di Vik è fenomenale…e dove incontriamo anche qualche puffin!

Reynisfjara Vik
La Reynisfjara Beach di Vik

Altri cinque minuti in auto nell’attesa che passi l’ennesima pioggerella passeggera et voilà…i raggi del sole ci donano una luce magnifica facendo risaltare l’incredibile acqua turchese e rendendo il tutto ancora più bello!

Dyrhólaey
Arcobaleno su Dyrhólaey
Dyrhólaey
Il magnifico mare a Dyrhólaey

Verso sera ci spostiamo alla Reynisfjara Beach che avevamo osservato da lontano dal promontorio. Con il sole che cala all’orizzonte e la magica luce della sera che rendo tutto un pò roseo l’atmosfera è davvero unica. La spiaggia è un’immensa distesa di sassi neri ed i punti di interesse sono la grotta con le colonne di basalto dalla strane forme geometriche e i faraglioni che svettano nel mare nell’estremità orientale della spiaggia. Passiamo un paio di ore buone su questa spiaggia, passeggiando qua e là e godendoci la perfezione del paesaggio e la magia del tramonto.

Reynisfjara

Reynisfjara

La strada verso Vik è verdeggiante, uno di quei posti dove ti aspetteresti di veder sbucare un folletto dall’erba da un momento all’altro. Mi è dispiaciuto molto non avere più tempo per esplorare e appunto la zona nella mia mente per, chissà, un prossimo viaggio.

Islanda Tramonto Vik
Tramonto a Vik

 

DOVE ABBIAMO DORMITO, DOVE ABBIAMO MANGIATO

  • Ad Hella siamo stati in un carinissimo cottage di legno all’Arhus Campsite con cucina e bagno privati. La miglior sistemazione di tutto il viaggio!
  • A Vik abbiamo pernottato all’HI Hostel Norduland: dormitori spaziosi e confortevoli, spazi comuni puliti e pratici;
  • A Vik abbiamo cenato al Sudur Vik Restaurant . Buon cibo, ambiente molto particolare e prezzi in linea con la media islandese

 

9 pensieri riguardo “Non solo Scozia// Islanda parte 2: Landmannalaugar e la costa di Vik

  1. Ciao Beatrice,
    Che meraviglia i viaggi che hai fatto!
    Io e mio marito stiamo un viaggio di 3 settimane a settembre ma siamo terribilmente combattuti : Scozia o Islanda ?
    I dubbi vengono dal periodo (forse in Islanda è meglio andarci a giugno per via del tempo?) e dal fatto di avere 3 settimane, cosa un po’ speciale..
    Tu cosa ci consigli? Grazie mille !

    Liked by 1 persona

    1. Ciao Erica, benvenuta! Scelta difficile!!! Io ti consiglio la Scozia comunque, of course 😉 Settembre è un buon mese per visitarla e tre settimane sono un sacco di tempo…ti uscirebbe davvero un bellissimo viaggio!!!! Mi porti con te?? 🙂

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  2. Che luoghi magici. Sembrano quasi irreali… ecco, l’Islanda mi sembra davvero un mondo a sé, diverso da tutto, con i suoi colori e questi paesaggi incredibili… mi segno subito i posti di cui hai parlato!

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    1. Ciao! Hai perfettamente ragione, l’Islanda è incredibile e stupefacente in ogni suo angolo. Paesaggi immensi, colori brillanti, natura allo stato puro! E questa è solo una piccola parte…ho molti altri luoghi da mostrarvi 🙂 A presto!

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    1. Ciao! sono stata molto indecisa anch’io, mi spaventavano a morte le due ore di sterrato su un autobus, mezzo che soffro tantissimo. Invece sono stata benissimo e sono davvero felice di non essermi persa questo posto meraviglioso! Hai la scusa per tornare in Islanda 😉

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