Non solo Scozia// Islanda parte 3: Jokulsarlon, Hofn ed i fiordi Orientali

Giorno 5: Da Vik ai fiordi orientali, l’Islanda di ghiaccio

In una bellissima giornata di sole, riprendiamo il nostro cammino lungo la costa meridionale in direzione Hofn, piccolo paese  con un porto molto attivo e secondo per grandezza del sud dell’Islanda. Lasciatoci alle spalle l’ambiente collinare e verdeggiante di Vik, ci ritroviamo ben presto in una landa desolata e pianeggiante, con la strada che corre quasi in linea retta e l’imponente mole del ghiacciaio ??? alla nostra sinistra. D’un tratto eccoci in un posto a dir poco fiabesco: muschio verde a perdita d’occhio che, morbidissimo, ricopre un’immensità di rocce laviche che se ne stanno li da chissà quanto tempo. Una passeggiata è d’obbligo: non c’è nessuno in giro, il silenzio pervade ogni cosa, questo muschio è così morbido che ci si potrebbe dormire sopra!

Prima tappa della giornata è il Fjaðrárgljúfur canyon che ci mettiamo un pò a trovare (indicazioni un pò nascoste!) e che ci porta su di una strada sterrata piuttosto accidentata. Questo Canyon, profondo fino a 100mt e lungo 2km prende il nome dal fiume Fjaðrá  che scorre al suo interno. Contro ogni aspettativa si è rivelato un posto incantevole, verde come piace a me e dove passeggiare è stato un piacere. Abbiamo seguito il sentiero sulla sommità del canyon poichè il fiume ci ha impedito di camminare alla base. Poco distante ci fermiamo a dare un’occhiata a Kirkjugolf, una formazione basaltica che richiama delle piastrelle esagonali, da cui il nome “pavimento della chiesa”.

Fjaðrárgljúfur Canyon Islanda
Il Fjaðrárgljúfur Canyon

Proseguiamo, giungendo in vista del Vatnajokull: il ghiacciaio è il più grande d’Europa per volume (ed il secondo per dimensione) che è grande come l’intera Corsica ed occupata l’8% di tutta la superficie Islandese. La sua mole bianca e nebbiosa ci accompagnerà per un lungo tratto, come un gigante che da lontano osserva, o come un punto di riferimento all’orizzonte. A questo punto era nostra intenzione intraprendere l’escursione alla cascata Svartifoss nello Skaftafell National Park ma siamo stati bloccati dalle pessime condizioni meteo: ecco com’era il cielo proprio sopra la nostra destinazione, non prometteva nulla di buono ed abbiamo preferito proseguire la strada, incrociando le dita perchè il mal tempo se ne rimanesse là in disparte.

Islanda
Qualcuno ha detto brutto tempo?

Abbiamo così deviato in una strada sterrata per avvicinarci quanto più possibile al ghiacciaio, guidando verso una delle lingue di ghiaccio che si sono spinte verso la costa, scavando la terra e la rocce per farsi spazio. Così eccoci, per la prima volta in vita nostra, davanti all’imponenza di un ghiacciaio! La sensazione è incredibile ed ancora una volta mi stupisce il silenzio che caratterizza anche questo luogo. Dietro alla lingua è tutto un muro bianco, è un misto di neve, ghiaccio, nuvole e, incredibilmente, qualche spiraglio blu cielo. Per pranzo ci fermiamo in una piazzola con vista ghiacciaio, rintanati in macchina perchè il freddo è davvero pungente!

Vatnajokull Islanda
Una lingua del ghiacciaio Vatnajokull

La prossima meta è la più attesa del viaggio, quella sulla quale abbiamo più aspettative e che ci incuriosisce di più: Jokulsarlon, la laguna glaciale. Prima di arrivarci però ci fermiamo ad un’altra laguna, meno conosciuta e turistica, Fjallsárlón. La speranza di trovare meno turisti si avvera, ma c’è comunque molta gente. Appena raggiunta la sommità della collina sassosa accanto al parcheggio ecco lo spettacolo che si para davanti ai nostri occhi:

Fjallsárlón
Fjallsárlón, la nostra prima laguna glaciale

Il ghiacciaio sembra un’enorme cascata che si getta nella laguna con piccoli iceberg di ogni tonalità che galleggiano sull’acqua gelata. C’è ghiaccio ovunque, davanti a noi ma anche alla nostra destra, il Vatnajokull si espande per kilometri e kilometri coprendo tutto con la sua coltre bianca.

E poi eccola, segnalata da una lunga fila d’auto e da persone ovunque. Ecco Jokulsarlon, la più celebre delle lagune glaciali e probabilmente l’attrazione più famosa di tutta l’Islanda. Arriviamo che splende il sole ed i pezzi di ghiaccio dalle forme più disparate galleggiano, placidi e spettrali, davanti a noi. Azzurri, bianchi, grigi, con sfumature nere… le tonalità sono infinite! Un corso d’acqua collega la laguna all’oceano e gli iceberg vengono trasportati giù dalla corrente, per poi arenarsi sulla spiaggia nera poco distante. Capiamo subito perchè viene chiamata “la spiaggia dei diamanti”: il ghiaccio, in netto contrasto con la sabbia nera, è così cristallino e trasparente da sembrare proprio una prezioso e sfaccettato diamante!

Jokulsarlon
Jokulsarlon
Jokulsarlon
Jokulsarlon

Ci sono un sacco di coppie cinesi in abito da sposi che si fanno fare romantiche fotografie tra i piccoli iceberg. Passeggiamo tra i pezzi di ghiaccio, colpiti da tanta bellezza, osservando tutte queste strane forme, così diverse tra loro, ed assaggiando il puro e trasparente ghiaccio islandese (all’ovvio sapore marittimo!!).

Jokulsarlon
Jokulsarlon, la spiaggia dei diamanti
Jokulsarlon
Riflessi di ghiaccio

Quando torniamo alla laguna vera e propria, la luce si è fatta di un tenue violetto e tutto sembra molto più tranquillo rispetto al pomeriggio. Ci sediamo su una roccia, cercando di imprimere la scena nella mente  per non dimenticarla mai più. La sensazione che ho avuto in quel momento, i rumori, gli odori. Mi sembra di sentirli anche ora, mentre penso a quella giornata. Immaginatevi una magnifica luce serale, i molti turisti ormai lontani, le foche che (sorpresa!) fanno capolino tra il ghiaccio, il silenzio tranquillo rotto solo dal richiamo di qualche uccello e dallo sciabordare degli iceberg che ogni tanto si rovesciano, dal crepitio dei loro scontri, con i più piccoli che soccombono alla mole imponente di altri. a quest’ora, quando l’alta marea fa tornare indietro le calotte di ghiaccio dal fiume, Jokulsarlon è in continuo mutamento, in un secondo tutto si muove e si sposta, creando nuovi effetti, nuovi riflessi, nuovi punti di vista. Questo, ne sono sicura, è uno di quei luoghi che mi rimarrà nel cuore per sempre!

Jokulsarlon
Jokulsarlon
Jokulsarlon
Jokulsarlon

 Riusciamo a staccarci dalla bellezza di Jokulsarlon solo perchè ci aspetta un bel bagnetto in altre hot pot, questa volta meno “wild”: ad Hofell, poco prima di giungere a Hofn, troverete delle carinissime pozze rotonde dove, con un piccolo contributo, potrete godervi la rilassante acqua calda islandese! Ok, questa volta era davvero troppo calda, ai limiti dell’ustionante, e mi sono limitata a mettere in ammollo i piedi con qualche rada immersione totale per resistere un pò all’aria fresca che tirava all’esterno. Ad Hofn abbiamo fatto un giretto per il porto e mangiato un eccellente fish and chips preparato da un simpaticissimo ragazzo in un furgoncino. A farci compagnia anche stavolta, un magico tramonto!

Hofn IslandaHofn Islanda

Giorno 6: Verso i fiordi orientali!

Prima di partire in direzione est abbiamo trascorso praticamente tutta la mattina poco fuori Hofn (20 minuti d’auto), nella magnifica Stokksnes Headland, un altro di quei posti che mi ha davvero stupita! Scogliere, un faro (nei pressi di una vecchia base NATO), delle drammatiche montagne spigolose ma soprattutto una stupefacente spiaggia con dune di sabbia completamente nere…mai viste prima! Per accedere all’aerea si deve pagare un ticket, ancora non mi è chiaro il motivo, ma lo potete acquistare in un piccolo bar in zona. Con il biglietto potrete visitare anche un villaggio vichingo, set cinematografico per vari film ma che oggi appare molto in rovina.

Stokksnes Headland Islanda
Lo spettacolare paesaggio a Stokksnes, tra mare, sabbia nera e montagne austere!
Stokksnes Headland Islanda
Panorami dal sentiero che porta al villaggio vichingo…

La nostra pausa pranzo oggi la facciamo seduti sotto all’arancionissimo Hvalnes Lighthouse godendoci il panorama della lunga lingua di sabbia che attraversa la baia sottostante. La strada fino a Djupivogur non ci appassiona particolarmente, tranne che per un magnifico tratto dove si passano delle pareti di sabbia e ghiaia che si gettano nel mare. Una volta raggiunto questo villaggio ed aver visitato il piccolo museo locale (molto interessante la raccolta di oggetti d’epoca in soffitta!) decidiamo di percorrere la strada che passa nell’entroterra, anzichè quella costiera che si snoda per i fiordi, per raggiungere più in fretta Egilstaddir. Si tratta di un lungo pezzo di sterrato con pendenze non da poco, col senno di poi credo che siamo stati davvero fortunati ad uscirne con la nostra povera Yaris incolume! Dal punto panoramico in cima alla tortuosa pista che sale la montagna, la vista era mozzafiato…

Islanda
La sterrata 939 che taglia per l’entroterra verso Egilstaddir
Djupivogur Islanda
Casetta sui fiordi a Djupivogur

Dopo esserci ricollegati alla Ring Road (che per un tratto rimane sterrata) procediamo con più comodità fino ad Egilstaddir, il maggiore dei centri abitati dei fiordi orientali. In questa cittadina si trova davvero di tutto e riesco anche a comprare una scheda SD di scorta per la fotocamera, dato che la mia è praticamene piena, oltre che a fare un pò di rifornimenti alimentari in uno dei supermercati locali. Riprendiamo la marcia direzione Seyðisfjörður per raggiungere il quale saliamo in vetta ad una montagna (con stazione sciistica!) per poi ridiscendere dall’altro versante. Ancora una volta, il panorama dalla sommità è qualcosa di unico: il fiordo si apre sinuoso sotto di noi ed in lontananza di vede il piccolo villaggio adagiato sulle sue sponde; l’ambiente è particolarmente verdeggiante, un fiume scorre poco distante creando tante cascate tra cui la più bella è Gufufoss; l’aria qui è pura e frizzantina come nelle nostre montagne Trentine!

Seyðisfjörður  è il villaggio più bello che abbiamo incontrato durante il nostro viaggio, se non per l’ambiente che lo circonda, per le sue deliziose casette in stile norvegese dai mille colori. Sembra di essere in un mondo a parte qui, lontani da tutto e in fondo al lungo fiordo. Un’altra prima volta in questo viaggio…il nostro primo incontro con un fiordo! Il riflesso delle scoscese pareti rocciose ricoperte d’erba, scavate da una moltitudine di cascate nell’acqua placida e profonda del mare è uno spettacolo che rimarrei ad osservare all’infinito! Ci sono moltissime cose da fare in questo luogo fuori dal mondo: una caccia al tesoro tra le allegre casette (potete prendere la mappa al centro visitatori), una passeggiata fino alla bella cascata che si trova poco oltre il centro abitato o alle stranissime “case della musica”, delle escursioni più impegnative per godersi il panorama dall’alto. Ecco, Seyðisfjörður è uno di quei villaggi in cui mi piacerebbe vivere!

Seyðisfjörður Islanda
Il carinissimo villaggio di Seyðisfjörður
Seyðisfjörður
Riflessi nei fiordi, fuori dalla Guesthouse

 

Dove abbiamo dormito:

  • Ad Hofn abbiamo pernottato alla Hafnarnes Guesthouse, poco fuori dal villaggio. Camere confortevoli, ambienti comuni curati ed attrezzati, proprietari gentili e disponibili per dare informazioni/suggerimenti sulla zona.
  • A  Seyðisfjörður abbiamo dormito alla Nord Marina Guesthouse, in un vecchio edificio lungo il fiordo. Alloggio modesto (non lasciatevi spaventare dall’esterno!) ma prezzo bassissimo!

Dove abbiamo mangiato:

  • Ad Hofn abbiamo mangiato il miglior fish&chips del viaggio venduto da un furgoncino al porto
  • A Seyðisfjörður abbiamo cenato al Caffi Lara El Grillo Pub: hamburger e ribs ottimi e birre artigianali, la miglior cena di tutto il viaggio!

 

 

9 thoughts on “Non solo Scozia// Islanda parte 3: Jokulsarlon, Hofn ed i fiordi Orientali

  1. Che foto strepitose che hai fatto!! Ma sai che ti dico…che mi sa che mi piace più il tuo viaggio del mio! Nel senso..mi sembra che tu abbia visto moltissime cose più di me e fatto moooolte più esperienze..! La prossima volta vado in vacanza dopo aver letto il tuo post 😉

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    1. Ahahahah 🙂 Ma sai che anch’io quando leggo i racconti di viaggio di luoghi dove sono già stata ho sempre lo stesso presentimento? Di non aver visto tutte quelle cose, di essermi persa un sacco di luoghi per strada… deduco che sia normale 🙂 Per l’Islanda ormai lasciamo stare, ma se hai in mente di andare in Scozia prossimamente..sai dove trovarmi 🙂

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    1. Grazie Diletta, i complimenti fanno sempre piacere 🙂 E’ stato un viaggio magnifico e, ti dirò, che non avevo sognato a lungo. E’ stata una scelta presa così, da un giorno all’altro. L’anno prossimo Islanda, mi sono detta, e così è stato. Lo considero un pò il viaggio della vita perchè è stato molto costoso. Ma dato che credo che non potrò più viaggiare così tanto per un bel pò, ho voluto coronare così la fine di tutti i viaggi fatti fin’ora 😉

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