Non solo Scozia// Islanda parte 5: Snaefellsnes Peninsula

Giorno 10: Snaefellsnes Peninsula

La nostra destinazione di oggi è la Snaefellsnes Peninsula, chiamata “Islanda in miniatura” perchè racchiude tutti i diversi tipi di ambienti naturali che si possono trovare sull’isola. La giornata purtroppo non è delle migliori ed il brutto tempo ci accompagnerà fino alla fine del nostro viaggio. La prima fermata, dopo quasi due ore passate quasi interamente su strada sterrata, è il villaggio di Stykkisholmur, situato su di un promontorio sulla costa settentrionale. Passeggiando attorno al faro, posto su di un’altura, si ha un’ottima visuale della Breidafjordur bay e delle numerosissime isolette che la caratterizzano.

Attratti dalla misticità del luogo, ci fermiamo alla Helgafell Holy Mountain, uno dei luoghi che fu abitato da Thor in persona. La leggenda dice che se si scala la montagna senza parlare e senza mai girarsi indietro ed una volta giunti in cima si esprimo tre desideri rivolti ad Est, questi si avvereranno. Tra i sassi e le rocce in cima alla montagna si trovano i resti di un muro di pietre risalente, pare, al 1184 e che faceva parte di un monastero. Procediamo verso ovest, verso il villaggio in cui passeremo la notte. Grundarfjörður ci appare all’improvviso dietro una curva, circondato da montagne incappucciate di neve e placidamente appoggiato in riva all’oceano.

Grundarfjörður
Il villaggio di Grundarfjörður, avvicinandosi da est

Ci fermiamo al centro visitatori, dove facciamo il pieno di mappe e volantini sulla zona, per poi dirigerci fuori dal centro abitato dove, a pochissima distanza, si trova il simbolo della Snaefellsnes Peninsula. Si tratta di uno dei luoghi più fotografati d’Islanda dove nasce la classica foto-cartolina che tutti quelli che sono passati di qui si sono portati a casa. Il monte Kirkjufell ha una particolarissima conformazione geografica (sembra fatto “ad anelli”) ed è possibile passeggiare attorno ad esso, ma anche guadagnarne la cima (consigliato solo ai più esperti!). A renderlo ancora più speciale è la vicina cascata Kirkjufellsfoss che crea davvero l’inquadratura perfetta e ricercata da tutti. Foto a parte, è un bellissimo quadretto, molto rilassante, che si rimarrebbe ad osservare per sempre! Ci ritorniamo anche la sera, tanto è magico il luogo!

Kirkjufell
Il maesoso Kirkjufell con l’omonima cascata
Kirkjufell
La cascata accanto al Kirkjufell

Proseguiamo lungo la costa, intenzionati a sfruttare le ore di luce che ci rimangono per esplorare una buona parte delle Snaefellsnens Peninsula. Superiamo piccoli villaggi ed  entriamo nel Snaefellsjoekull National Park, il primo ad essere nato in Islanda e che circonda il vulcano e ghiacciao Snæfellsjökull: un ambiente così selvaggio e fascinoso da aver ispirato lo scrittore Jules Verne per la sua opera “Journey to the Center of the Earth”. Nel parco, ai piedi del vucano ancora attivo, si trova un paesaggio aspro caratterizzato dal colore scuro delle rocce laviche. Ci spingiamo fin sull’estremità più occidentale della penisola, procedendo in mezzo ad un vero e proprio campo lavico. Circondati da rocce nere e licheni raggiungiamo il faro Saxholsbjarg che spicca, col suo allegro color arancione, tra i colori cupi della zona (a poca distanza si trova un altro faro, c’è l’imbarazzo della scelta!).

Snaefellsnes Peninsula
Il faro che si trova all’estremità occidentale della penisola
Snaelellsness Peninsula
Il paesaggio lavico nella punta occidentale della penisola, con il ghiacciaio sullo sfondo

Attorno al faro, una costa incredibile, di quelle che non ho mai visto in vita mia: scogliere alte, nere e minacciose, un oceano arrabbiato che scatena tutta la sua forza sulle rocce e gli stridenti versi degli uccelli a rendere ancora più pazzesco questo posto. Le nuvole danno un non so che di creepy al paesaggio, il vento lo rende ancora più selvaggio. Pranziamo osservando il moviemento delle onde sottostanti, la forza con la quale scavano grotte e creano intricate sculture nelle scogliere.

snaefellsnes peninsulasnaefellsnes peninsula

Tornando sulla strada principale ci fermiamo alla Skardsvik Golden Beach che sembra un’oasi in questo deserto nero. E’ una delle poche spiagge dorate in Islanda e ne approfittiamo per una rilassante passeggiata tra i finissimi granelli chiari.

Skardsvik Golden Beach
La spiaggia dorata a Skardsvik
Skardsvik Goden Beach
Abitanti della spiaggia

A questo punto, decidiamo di concederci una non proprio economica escursione a Vatnshellir, una grotta lavica sotterranea alla quale si accede con delle strettissime scale a chiocciola. Muniti di caschetto e torcia, seguiamo la nostra simpaticissima guida sotto terra, camminando in fila indiana ed in rispettoso silenzio, osservando stalattiti e stalagmiti che mutano in continuazione, in un ambiente che gli esperti credono si sia formato tra i 6000 e gli 8000 anni fa. Esploriamo le due grandi “stanze” della grotta che si estendono per 200mt di lunghezza e 35 di profondità, con interessanti aneddoti e misteriose leggende raccontate dall guida. Il momento più emozionante è stato quando tutti hanno spento le proprie torce e siamo rimasti in silenzio, al buio completo, ad ascoltare il rumore della terra: un infinito gocciolio sulle rocce che va avanti da milioni di anni, un infinito senso di pace.

A poca distanza si trovano le spiagge Dritvik e Djupalonssandur, che in realtà ne formano una unica. Una lunga distesa di sassi tondi conduce all’oceano, desseminata qua e la dai relitti rugginosi di una nave naufragata molti anni fa. All’imbocco della spiaggia si trovano quattro massi di grandezze diverse: sono le pietre che i marinai dovevano sollevare per essere arruolati sulle navi. Pesano rispettivametne 154kg (super forzuti), 100kg (abbastanza forzuti), 54kg (debolucci) e 23kg (schiappe) ed un uomo che non fosse stato in grado di alzare il masso da 54kg non era considerato adatto alla vita in mare.

Dritvk and Djupalonnsandur
La spiaggia in versione black and white
Dritvk and Djupalonnsandur
Le onde che si infrangono sugli scogli sono uno spettacolo magnifico!

L’ultima parte della giornata la dedichiamo alla passeggiata che da Anastarpi porta ad Hellnar, passando attraverso un immenso campo lavico dove si snodano un’infinità di sentieri, che conducono a volte verso il mare, verso le alte scogliere basaltiche che caratterizano la zona. Sinceramente a noi la passeggiata non entusiasma moltissimo, avevo delle aspettative molto alte riguardo alla zona ma sono rimasta un pò delusa.

Anastarpi Iceland
Il Gatklettur arch, simbolo di Anastarpi, dalla forma di due foche che si baciano!

Giorno 11: Snaefellsnes Peninsula ed Akranes

Il meteo più brutto di tutto il viaggio lo abbiamo beccato oggi. Percorriamo la strada 54 che da Grundarfjordur taglia per le montagne per arrivare direttamente sulla costa meridionale completamente immersi nella nebbia. Non si vede nulla a più di 3 metri dal proprio naso! Così, il sogno di vedere la carinissima chiesetta nera di Búðir sfuma così, sotto una pioggia battente, assieme alla visita alla spiaggia Ytri-tunga (o Langaholt Golden Beach), dalla bella sabbia dorata. Ci consoliamo osservando le foche che, nonostante tutto, sguazzano davanti alla spiaggia.

Lasciamo la Snaefellsnes Peninsula con l’amaro in bocca. Ci aspettavamo di più forse, ma il tempo non ha certo aiutato. Putroppo, il meteo è una parte determinante di un viaggio e una brutta giornata può davvero demoralizzare e cambiare l’aspetto di un luogo, o almeno sminuirlo. Ci spostiamo verso sud, riavvicinandoci sempre più a Reykjavik: abbiamo quasi ultimato il giro dell’isola e dopo tanti paesaggi solitari ora sembra di essere tornati alla civiltà. I centri abitati sono sempre più frequenti, così come le case, le fattorie, i segnali stradali, i benzinai. Il paesaggio non è più quello selvaggio ed incredibile del resto dell’Islanda, è tutto un pò più piatto e “normale”. Ci concediamo l’ultima deviazione verso le cascate Hraunfossar, 45 minuti da Borgarnes: queste incredibili cascate sgorgano direttamente dal sottosuolo, infiltrandosi sotto uno strato lavico. Le cascate non sono alte, ma sono molto larghe e proprio questo le rende uniche nel loro genere.

Hraunfossar
Le spettacolori cascate Hraunfossar

L’ultima tappa del nostro viaggio è Akranes, cittadina grigia ed un pò anonima che abbiamo scelto solo per essere comodi a raggiungere l’aeroporto il giorno seguente. Due cose ci piacciono di Akranes: l’Akranes Lighthouse e la piscina pubblica. Ne faro, aperto ai visitatori, vengono organizati giornalmente esposizioni e concerti. Noi lo abbiamo visitato ascoltando la piacevole voce di una ragazza che, su mia richiesta, ha cantato Hey Jude e Let it be, con una voce magnifica! Abbiamo terminato la giornata con un momento di puro relax alla piscina pubblica di Akranes dove, con 3€ a testa, abbiamo avuto accesso a varie vasche calde (esclusivamente all’esterno) ed idromassaggio e ad un bagno turco. Quello della piscina calda è davvero un rito in Islanda e ci siamo trovati in vasche affollate dai locali che chiacchieravano nella loro lngua incapibile ma affascinante, osservandoci curiosi quando ci sentivano parlare in taliano tra di noi. Un ragazzo cicciottello e tatuato, ci ha chiesto da dove veniamo e cosa ci facciamo qui. Alla nostra risposta (we are on holiday in Iceland) è rimasto un pò sconcertato e ci ha chiesto con aria perplessa “Here? Why?”, forse pensando che ci fossimo fermati solo ad Akranes.

Giorno 12: già ora di rientrare!

Eccoci giunti al termine del nostro viaggio. Lasciamo Akranes e grazie al pratico e volece tunnel che passa sotto al Hvalfjordur in un’ora e mezza appena raggiungiamo l’aeroporto, percorrendo le strade che abbiamo visto appena 12 giorni fa. Sembra passata un’eternità! Ci fermiamo a dare un’occhiata alla famosa Blue Lagoon che non abbiamo incluso nell’itinerario perchè troppo costosa e, secondo noi, troppo turistica. Non arriviamo a visitare altro nella Reyjanes Peninsula, è ora di riconsegnare l’auto e correre all’aeroporto per il volo di rientro. E’ stato il nostro primo vero viaggio on the road in questa terra forte, selvaggia ed autentica. Abbiamo visitato luoghi incredibili, vulcani, ghiacciai, coste mozzafiato. Ci siamo goduti tanti bei tramonti, abbiamo visto il sole splendere sopra la neve, abbiamo incontrato simpatici cavalli e timide foche. Dopo 2300km e 12 giorni di viaggio torniamo a casa arricchiti e con in testa i mangifici paesaggi che abbiamo vissuto!

Vik Islanda
Tramonto a Vik

Dove abbiamo dormito:

  • A Grundarfjordur abbiamo dormito all’Hi Hostel, la miglior sistemazine del viaggio. Una camera nuova, spaziosissima, ben arredata in una deliziosa casetta blu.
  • Anche ad Akranes siamo stati all’Hi Hostel della cittadina. Gestito da un vecchietto molto simpatico, l’abbiamo trovato anonimo rispetto agli altri provati fin’ora.

Dove abbiamo mangiato:

  • Abbiamo cenato ad Anastarpi con un fish&chips a conduzione familiare nei pressi dell’inizio della passeggiata che porta ad Hellnar. In realtà, questo fish&chips non era un granchè!
  • Ad Akranes abbiamo voluto provare ad assaggiare la balena al Galito Restaurant, che oltre a farmi sentire tutt’ora in colpa mi è rimasta sullo stomaco fino al giorno dopo. Come gusto è identica alla tagliata di manzo, tanto che sto ancora pensando che ci abbiamo fregati!

4 pensieri riguardo “Non solo Scozia// Islanda parte 5: Snaefellsnes Peninsula

  1. Mamma che foto! A parte il colpo d’occhio mi piace anche come le post-elabori! A volte si richia di rovinare una foto già bella ma tu le fai splendere di vita propria! *_*
    Kirkjufellsfoss, Stykkisholmur, Hraunfossar, Dritvik,Djupalonssandur…ma quanto sono avari di vocali sti Islandesi?! 😛
    Buon quello che resta della domenica! 😉

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