La Scozia raccontata da Ivan: Isola di Skye

Dopo La Scozia nel Cuore ho pensato di proporre questa nuova rubrica intitolata “La Scozia raccontata da….” dove alcuni grandi appassionati della Scozia racconteranno con parole e immagini il loro angolo preferito della notra amata Terra! Sono davvero felice di poter condividere non solo il mio di amore per la Scozia ma anche quello di altre persone, unite da questa grandissima passione! Oggi è la volta di Ivan che ci racconterà il suo angolo preferito da un punto di vista emotivo anzichè turistico, una descrizione diversa dai soliti “see & do”. E tutto anche attraverso le sue meravigliose fotografie. Pronti per partire per l’Isola di Skye?

spazioSkye, l’isola delle nuvole

“ Mai avrei pensato che un viaggio
mi avrebbe cambiato la vita “

Non vi racconterò la storia millenaria che coinvolge la Scozia, nemmeno dei suoi numerosi eroi, delle sue bizzarre tradizioni, delle sue eccellenze e del miglior modo per raggiungerla. Tutto ciò, lo si trova facilmente facendo una ricerca sul web. Vi parlerò, invece, della magia racchiusa nei suoi luoghi, delle persone che vi abitano e della natura incontaminata che potete trovare sull’Isola di Skye, la perla di Scozia.

Tutto ebbe inizio qualche anno fa, non ricordo bene quando, ma ricordo perfettamente ciò che provai dopo aver visto un documentario che parlava delle Highlands Scozzesi. Mi suscitò un turbinio di emozioni ed un’irrefrenabile desiderio di andarci. Probabilmente dovuto al mio essere molto introverso, amante della tranquillità, di luoghi non affollati e appassionato di fotografia naturalistica. In definitiva ci dovevo andare. Come già detto, non sto ad elencarvi tutti i dettagli della preparazione e del viaggio ma inizierò dalla prima emozione provata sul suolo scozzese. Volo con qualche turbolenza che mi ha fatto soffrire molto, come ogni volta. Il tempo a Glasgow era tipico scozzese con vento e pioggia. Durante il decollo, sotto le nuvole iniziarono ad apparire i primi prati verdi puntinati di pecore e come per magia furono colpiti da uno splendido sole, quasi come se l’aereo gli avesse aperto un varco tra le nuvole permettendogli di arrivare a terra. Appezzamenti di terreno di un verde smeraldo da lasciare senza fiato e piccoli paesi costruiti con accuratezza geometrica, in modo da essere belli anche dall’alto, davano il benvenuto. La strada che porta a Skye attraverso le Highlands, è un susseguirsi di laghi, pianure, montagne e paesaggi di una tale bellezza paragonabile ad un dipinto di Monet. Talmente belli che vorresti fermare il tempo per restarvi immerso a guardarli con lo stupore che si vede solo negli occhi di un bambino.

IvanFerrero_fairypools
Fairy Pools

“Forte ruggisce il vento, forte urlano le onde, satura di nuvoli di tuono è l’aria, sbalorditi i nostri amici si fermano sulla riva e non osano seguirci”. Queste sono le parole della canzone popolare scozzese “ the Skye boat song “ che descrive la fuga di Charles Edward Stuart, il Bonnie Prince Charlie, da Uist sull’Isola di Skye, dopo la sua sconfitta nella battaglia di Culloden nel 1746. A quei tempi l’unico modo per raggiungere l’isola era la barca, ma nel 1995 è stato costruito un ponte che la collega alla terraferma. Arrivando da Kyle of Lochalsh lo Skye Bridge appare quasi senza annunciarsi e si ha la sensazione che sia un ponte che porti in paradiso, un paradiso terrestre. Attraversandolo si viene avvolti da una sensazione irreale, credo siano le energie positive e la magia che, ben custodita, racchiude l’isola. Si, perché quello che si sente percorrendo le sue strade, sentieri o anche passeggiando nei prati è una sensazione idilliaca, emozioni indescrivibili che solo provandole si riescono a capire.

IvanFerrero_Skyebridge
Skye Bridge

Gli abitanti di Skye conducono una vita molto tranquilla seguendo i ritmi della natura, estremamente rispettosi di tutto ciò che li circonda e memori di uno sfruttamento eccessivo che in passato ha creato profonde ferite nel territorio. Si occupano principalmente di pastorizia, anche se il turismo è un fattore determinante per la vita sull’isola. Ciò nonostante mantengono vivo il loro essere, persone semplici incredibilmente gentili che racchiudono sani principi morali. A questo punto mi sorge spontanea una riflessione su quanto la società riesca influenzarci positivamente o negativamente. E risaputo che noi italiani non siamo certo conosciuti per le peculiarità che ho appena elencato, ma fa riflettere molto il fatto che riusciamo spontaneamente a trasformarci come loro grazie al modo di vivere che conducono. Ho visto gentilezze offerte da italiani che non pensavo nemmeno conoscessero, in Italia.

Ricordo benissimo il senso di tranquillità che mi venne trasmesso quando ero al bancone del bar per prendere un caffè (poi neanche tanto pessimo come si dice) Il ragazzo lavora con molta calma e tranquillità, con modi molto graziati e cortesi. Osservandolo bene si riusciva a vedere la serenità nei suoi occhi, quella serenità che noi tutti vorremmo avere e che invece il ritmo frenetico del nostro modo di vivere ci priva. Forse dovremmo solo fermarci un attimo e porci qualche domanda.

IvanFerrero_Quiraing
Panoramica sul Quiraing

In questo viaggio ho avuto il piacere di visitare la “ Duncan house “ rinomato laboratorio di metalli preziosi. “Gli oggetti che i nostri antenati hanno creato e lasciati alle spalle diventano un’ispirazione per me. Senza storia scritta, i manufatti devono parlare per loro. E’ una connessione fisica diretta al nostro passato, migliore delle parole, sono le mani umane che hanno creato, lottato, vissuto e amato. . Faccio del mio meglio per onorare la loro memoria in ogni mio pezzo”. Queste sono le parole di Garth Duncan, che dopo un viaggio per fare visita ad amici, nel 2001 non ha più resistito al richiamo delle Highlands. Il laboratorio è situato sulla strada che va verso Broadford sulla A87. La location è a dir poco fantastica, la sala espositiva è stata ricavata da un vecchio fienile riadattato ad hoc. Appena si varca la porta ci si immerge in un mondo a sè, una musica celtica di cornamuse ti avvolge come un caldo abbraccio ed una sensazione di rilassatezza inizia a pervaderti. Luccichii su tutte le pareti riportano la mente alle stelle del firmamento. Un ambiente familiare ed onirico, da non voler più abbandonare.

La semplicità e l’educazione sono la parola d’ordine per chi vive su Skye e ciò mi fa tornare in mente un fatto accaduto durante il mio girovagare. Stavo percorrendo una tipica Single-track road, ad un certo punto mi trovai difronte un trattore fermo che stava scaricando un escavatore. In ragazzo mi vide arrivare e con un gesto abbinato ad un sorriso mi salutò. Mi fermai. Gli chiesi se gli servisse aiuto ma cortesemente mi rispose che non era necessario (sempre con il sorriso). Durante l’attesa giunsero altri veicoli, i guidatori spensero il motore e gli occupanti scesero ad ammirare il panorama che il loch vicino ci offriva. Provate ad immaginare la stessa situazione in Italia…

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Neist Point Lighthouse

Dovremmo imparare molto da questi semplici gesti di civiltà lontano dalle grandi città, infondo quanto ci costa un sorriso? Certo, il luogo è di grande aiuto, ma il cambiamento deve partire da noi. Anche una giornata piovosa risulta migliore se presa dal verso giusto, un esempio eclatante lo dimostra un loro proverbio che dice: “ L’acqua di oggi è il whisky di domani”. È appunto questo spirito molto positivo che contribuisce a rendere questa terra speciale e forte di energie. Esse si possono percepire in molti luoghi, uno di essi è la pietra di Duirinish. Questa pietra si erge su Cnoc Beag, alta 5 metri, fu portata dal sud di Skye ed eretta nel villaggio di Dunvegan per commemorare il millennio. Si erge sulla cima di una bassa falesia sopra il villaggio, ed è facilmente raggiungibile a piedi dalle rovine di St. Mary’s Church percorrendo un comodo sentiero che conduce fino al Dunvegan Castle. Complice il paesaggio mozzafiato ma questo luogo è in grado di trattenerti come fa un magnete.

IvanFerrero_ClaiganCoralBach

I giorni trascorrono in fretta e come in ogni viaggio, prima o poi, giunge l’ora di avviarsi verso casa. Il compito di darci il saluto finale spetta a colui che in precedenza ci aveva dato il benvenuto, lo Skye bridge. Non vi nascondo il fatto che una lacrimuccia sia scesa, ma conscio che porterò sempre con me il ricordo dell’aria mattutina frizzante, il sapore aspro del clima a volte ostile, i profumi dei verissimi prati, l’accecante sole dopo un acquazzone e le splendide persone dall’estrema gentilezza che ho incontrato nel mio cammino. Un viaggio che mi ha cambiato profondamente perché mi ha fatto capire che si può vivere benissimo con poco ed in armonia con la natura. Non occorre essere ricchi materialmente, ma è importante esserlo d’animo. Tutto ciò, inoltre, mi ha aiutato a trovare il mio equilibrio interiore e la consapevolezza che è possibile vivere serenamente, basta solo volerlo.


Testo e immagini di Ivan Ferrero

Sito WebProfilo facebook (personale)Pagina facebook “Ivan Ferrero Photographer”


Volete partecipare anche voi a “La Scozia raccontata da…” ? Se volete raccontarmi il vostro luogo preferito in Scozia scrivetemi un messaggio a nelcuoredellascozia@libero.it 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

Un pensiero riguardo “La Scozia raccontata da Ivan: Isola di Skye

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