CLAN MACDONALD

Tra i vari Clan scozzesi, due acquisirono grande autorità durante il XIV secolo ed ebbero un ruolo fondamentale nella politica dell’epoca: gli Stewart (poi “Stuart”) e i MacDonald. E questi Clan tuttavia non potrebbero essere stati più diversi tra loro. Gli Stewart provenivano dalle Lowlands, con antiche radici risalenti alla Francia Normanna. I MacDonald invece erano originari delle Isole Ebridi, saldamente radicati nel regno gaelico-norreno che nacque a seguito delle incursioni vichinghe del IX secolo. Mentre gli Stewart rappresentavano il nuovo ordine feudale, i MacDonald rimanevano fortemente legati alla cultura celtica.

Le due grandi casate però hanno avuto una cosa in comune: entrambe aspiravano alla sovranità del Paese. Così quando gli Stewart ascesero al trono scozzese nel 1371, i MacDonald, “Lord of the Isles” (Signori delle Isole), con il sangue di Somerled – il grande condottiero gaelico-norreno – nelle vene, videro un’opportunità per accrescere la propria posizione. Si venne a creare il terreno adatto per una grande sfida, una valorosa battaglia. La lotta centenaria tra Stewart e MacDonald non era solo uno scontro tra due Clan, era uno scontro tra due culture il cui esito avrebbe determinato quale tipo di Paese sarebbe diventata la Scozia. Quello scontro, ed il risultato che ebbe, risuona ancora ai giorni nostri.

macdonald-history

STORIA

Il Donald dal quale il Clan prende il nome era il nipote del grande Somerled. Conosciuto anche come Rìgh Erra Ghàidheal (king of Argyll), Somerled era uno dei più potenti condottieri delle Ebridi attorno al XII secolo. Nel 1158 egli sconfisse in una grande battaglia navale suo cognato Godfrey, Re dell’Isola di Man, acquisendo il titolo di Rìgh Innse Gall, re delle Isole, e governando quindi tutte le Isole, da Man a Lewis. Tuttavia, egli non era ancora soddisfatto. Nel 1164 la sua enorme flotta salpò verso est nel Firth of Clyde, facendo rotta verso il cuore del regno scozzese. Questo viaggio purtroppo segnò la sua rovina. Fu ucciso nei pressi di Renfrew Castle, sede degli Steward di Scozia (assistenti al governo scozzese); la sua testa, dopo la decapitazione, fu trasportata nella cattedrale di Glasgow come un trofeo di guerra.

Somerled
Rappresentazione del condottiero Somerled

La morte di Somerled portò alla veloce frammentazione del suo impero e della sua eredità, che secondo le usanze gaeliche vennero divisi tra i due figli. Dugald, probabilmente il più vecchio, divenne Rìgh Erra-Ghàidheal, governando sull’Argyll e le Southern Isles e fondando il Clan MacDougall. Ranald, il figlio minore, assunse il titolo di Rìgh Innse Gall, governando su Kintyre ed Islay. I due figli di Ranald, Ruari e Donald, fondarono a loro volta due importanti Clan: il Clan MacRuaris decadde in importanza mentre al contrario il Clan MacDonald prosperò. Così tanto che è impossibile, ai giorni nostri, sfogliare un elenco telefonico di ogni parte del mondo e non trovarvi almeno un MacDonald! Non si conosce praticamente nulla di Donald, se non che egli guidò i suo Clansmen in varie battaglie da Ulster a Moray. Nel tempo, il Clan Donald sarebbe divenuto il principale tra i discendenti di Somerled, ma ai giorni di Donald esso era meno significante di altri clan, come per esempio i MacDougalls.

Poi arrivarono le Guerre di Indipendenza con l’Inghilterra, quando nobili famiglie scozzesi dovettero giurare la loro lealtà da una parte o dall’altra. I MacDougalls si schierarono con il re John Balliol, la marionetta di Edoardo I d’Inghilterra. Il figlio ed il nipote di Donald, Angus Mòr e Angus Og (Angus il grande e Angus il giovane), supportarono invece la causa di Robert Bruce. E quando il “piccolo” Angus con il suo esercito di 5000 abitanti delle Isole sostenne Bruce nella vittoria di Bannockburn nel 1314, il destino dei discendenti di Somerled fu stabilito. Le terre appartenenti ai MacDougall – Jura, Coll, Tiree, Glencoe, Morvern, Locharber – vennero sequestrate e date in concessione ai MacDonalds. Angus morì nel 1330, e secondo la sua scelta venne sepolto sull’Isola di Iona, vecchio luogo di incoronazione degli antichi re del regno di Dalriada (antico regno scozzese che comprendeva Argyll, Bute, e un pezzo di Irlanda del Nord e abitato dagli scoti). Le braci morenti della vecchia sovranità delle Isole venivano attizzate ancora una volta.

Sigillo di Angus òg MacDonald
Sigillo di Angus òg MacDonald

Da allora in poi, la crescita del Clan MacDonald fu meteorica. Dal 1336, il figlio di Angus, John, si designò del titolo di “Lord of the Isles”. Il matrimonio con sua cugina Amy, erede dei domini del Clan MacRuari, gli fece guadagnare i territori di Knoydart, Moidart, e le isole di Mull, Rum, Uists e Barra. E nel 1343, David II, il figlio di Bruce, gli assegnò anche le isole di Lewis e Harris (Ebridi Esterne). Era come se Lord John stesse riassemblando l’antico regno di Somerled, ma con la consapevolezza che la scena politica era cambiata completamente dai tempi dell’antico condottiero. Se prima due corone – Norvegia e Scozia – avevano combattuto per il dominio delle Ebridi, ora solo “the king of Scots”, il re degli scozzesi, rimaneva a governarle. A John non rimaneva che tentare di entrare nelle sue grazie, tentando l’ascesa nella nobile società scozzese. Nel 1350 divorziò da Amy e sposò Lady Margaret, figlia di Robert the Steward (steward era colui che rivestiva un’importante carica amministrativa per il Re di Scozia). E nel 1371, quando quest’ultimo divenne Robert II, John si trovò parte della casa reale, fedele alleato del re e uno dei più potenti uomini nel reame. All’ora della sua morte, avvenuta a Ardtornish Castle nel 1387, egli stava regnando su di un vasto “Hebridean Empire”, impero delle isole Ebridi.

Ma il figlio di John, Donald, non si accontentava solo delle Ebridi, voleva di più. Nel 1402 la morte di suo cognato, il Conte di Ross, senza eredi maschi, rappresentò un’occasione d’oro. Donald prese d’assalto il Great Glen per assicurarsi con la forza la fedeltà della contea: i grandi castelli di Urquhart, Inverness e Dingwall caddero nelle sue mani, e stessa sorte toccò all’Isola di Skye, parte dell’egemonia del Ross-shire. I MacLeod, fino a quel momento il principale Clan dell’Isola, furono tutt’altro che felici. La storia racconta che un MacDonald stava ispezionando la sua nuova proprietà quando scivolò sull’orlo di una scogliera e sfuggì alla morte aggrappandosi ad una zolla d’erba. Una donna MacLeod, sentendo il suo grido d’aiuto, lo raggiunse e borbottò “Ah, bene, si sono presi tutto il resto, si prenderanno anche questo!” e detto ciò diede un calcio alla zolla, facendo precipitare lo sfortunato MacDonald.

Rappresentazione del
Rappresentazione del “Signore delle Isole”

Nonostante queste nuove acquisizioni, il neo-proclamato Conte di Ros non era soddisfatto. Nel 1441, mentre la corte degli Stewart era coinvolta in uno scontro di potere internazionale, Donald marciò fuori dalle Highlands alla testa di un esercito di 10.000 scozzesi, comprendente non solo appartenenti al suo Clan ma anche ai Cameron, MacKinnons, MacKintosh, MacLean e MacLeod. Solo una piccola armata di Clan delle Lowlands, frettolosamente assemblata, si frappose al suo cammino: i due eserciti si incontrarono ad Harlaw, vicino ad Inverurie, Aberdeenshire. Quella sanguinosa ma non decisiva battaglia fu una pietra miliare nella storia scozzese, perché fu la prima combattuta tra Highlander e Lowlander. Donald “of Harlaw” ottenne la vittoria ma gli Stewart erano in allerta. Si diffusero storie di una banda, i cui membri venivano chiamati “wyld wykkyd Helandmen” e descritti come persone stanamente abbigliate che scendevano dalle loro montagne sicure sui poveri, civilizzati Lowlanders. Il Re il Lord of the Isles ora condividevano una diffidenza reciproca. Per tutto il secolo le due parti giocarono un gioco mortale del gatto e del topo, dal quale dipendeva la futura sovranità della Scozia.

Nel 1462, all’oscuro di tutti se non di pochi privilegiati, John, 4° Lord of the Isles, stipulò un patto segreto con Edoardo IV d’Inghilterra e col recente caduto in disgrazia 9° Conte di Douglas. Con il cosiddetto ‘trattato di Westminster-Ardtornish’, i tre si promettevano aiuto reciproco nell’eliminare la dinastia Stewart e dividersi la Scozia. L’Inghilterra avrebbe avuto il Sud del Paese lasciando MacDonald e Douglas a litigarsi il resto. Quando il patto giunse alle orecchie dei Royal Stewart, segnò la fine del dominio delle Isole. Lord John venne definitivamente spogliato delle sue terre e dei suoi titoli nel 1493, e morì nel 1503, non nella potente Ardtornish ma in una modesta tenuta a Dundee. Il dominio delle Isole morì con lui: la dinastia di Somerled non esisteva più. Dopo quattro secoli di manovre politiche e militari, la Scozia feudale aveva definitivamente prevalso sul suo antico passato celtico. Il Clan Donald provò a recuperare la situazione, e non meno di sette tentativi vennero fatti nei seguenti 50 anni. Nel 1539 per esempio Donald Gorm MacDonald of Sleat insorse, solo per essere ucciso con una freccia nell’occhio, scoccata dai bastioni dell’Eilean Donan Castle. Quell’insurrezione portò James (Giacomo) V in persona nelle Ebridi, e la sua visita continua a vivere anche ai giorni nostri sull’isola di Skye: il nome del villaggio Portree deriva dal gaelico Port Rìgh, che significa porto del re. L’ultimo tentativo avvenne nel 1545, quando Donald Dubh (Donald il nero), il nipote di Lord John, raccolse una flotta di 180 galee e 4000 uomini in Irlanda: purtroppo egli morì a causa della febbre e il piano di rivolta andò lentamente a svanire.

Un'altra rappresentazione del Signore delle Isole
Un’altra rappresentazione del Signore delle Isole

La caduta del Signore delle Isole comportò disastri politici e culturali, non solo per i MacDonald ma per tutti i Gaeli. I singoli Clan, MacLean, MacLeod e MacNeils, non sarebbero mai più stati uniti sotto un unico Lord, governando le Ebridi come ‘consiglio delle Isole’. D’ora in poi ognuno avrebbe pensato per sé, con inevitabili conseguenze. Le faide diventarono all’ordine del giorno e il periodo che seguì la caduta del dominio delle isole venne chiamato linn nan creach (gli anni delle incursioni); l’avvenimento più noto di questo periodo è il massacro del Glencoe (territorio dei MacDonalds), avvenuto nel 1692, quando alcuni soldati del reggimento dei Campbell of Argyll sterminarono il Clan MacIain del Glencoe e devastarono la maggior parte delle loro tenute in una fredda mattina di febbraio. Questo è solo un esempio delle numerose atrocità perpetrate da ambo le parti.

Ma i MacDonald e gli altri Clan sarebbero tornati di nuovo insieme. A seguito del rovesciamento del regno di James VII e II da parte di Guglielmo d’Orange e sua moglie Mary, nel 1689, essi diedero vita all’esercito giacobita che combattè così validamente a Killiecrankie (1689), Sheriffmuir (1715), Glenshiel (1719) ed infine a Culloden (1746). Essi combatterono per riportare al trono la legittima dinastia regnante scozzese, gli Stuart. Quelli stessi Stuart che, in passato, li avevano portati alla caduta.

SIMBOLI

Clan Crest:

clan crest macdonald motto

Motto:

Per mare, per terras

Plant Badge:

Ogni clan aveva una pianta distintiva, della quale un rametto veniva messo sul bonnet, tipico cappello scozzese. Nel caso del Clan MacDonald, la pianta è Eather, ossia l’Erica, pianta diffusissima in tutta la Scozia.
Heather erica clan macdonald

Tartan:

Come per gli altri Clan scozzesi, anche il Clan Donald ha vari tipi e colori di tartan. Il più conosciuto è questo sotto

tartan macdonald clan donald

I CASTELLI DEI MACDONALD

I MacDonald, Signori delle Isole, erano tra le famiglie più potenti in Scozia nel corso del tardo medioevo, ossia nel periodo in cui i grandi castelli fiorirono sul territorio scozzese. Eppure essi non costruirono nessun grande casello. Gli altri figli di Somerled invece lo fecero: i MacDougall costruirono l’imponente Dunstaffnage, vicino a Oban, e i MacRuaris l’altrettanto massiccio Castle Tioram, sul Loch Moidart.

È vero che i MacDonald acquisirono un gran numero di castelli nel corso degli anni quando posarono le mani sulle Ebridi ed oltre, tra i quali Skipness, Urquhart e Dunluce, nell’attuale Irlanda del Nord. Ma non erano stati loro a costruirli. I castelli che edificarono loro stessi erano modesti per gli standard dell’epoca; era come se essi fossero così forti, così sicuri di sé e della loro posizione all’apice della società Gaelica da non avere bisogno di spaventose difese. La sede del Clan, su Islay, rappresenta perfettamente tutto questo: non era una maestosa fortezza arroccata in cima ad una scogliera, ma un gruppo di edifici su di due isole pianeggianti situate in un Loch nell’entroterra. Finlaggan sembra più un lavoro della natura che dell’uomo, con la sua stupenda posizione sulle due isolette, Eilean Mòr (la grande isola) e la più piccola Eilean na Comhairle (l’Isola del Concilio), che furono il cuore dell’Impero dei MacDonald per oltre 400 anni. Fu qui che la maggior parte dei Clan Chiefs (capi clan) vennero insigniti della loro carica, con un elaborato rituale nel quale il nuovo Chief metteva i piedi in un’impronta scolpita nella roccia, a rappresentare il fatto che egli avrebbe dovuto seguire i passi dei suoi predecessori. Quando la cerimonia terminava, i festeggiamenti continuavano per più di una settimana.

I resti di Finlaggan oggi
I resti di Finlaggan oggi

Finlaggan era anche dove il Concilio delle Isole si riuniva per discutere di affari. Equivalente ad un consiglio privato, esso includeva non solo i capi tra i MacDonald ma anche altri Clan Chiefs che riconoscevano la supremazia del Signore delle Isole, come per esempio MacLean of Duart, MacLeod di Dunvegan e Harris, Macneil di Barra. Essi discutevano di affari sull’Isola del Concilio, mentre risiedevano su Eilean Mòr. Finlaggan era probabilmente usato solo in queste occasioni, mentre normalmente i Chiefs del Clan MacDonald risiedevano altrove. La loro principale residenza su Islay potrebbe essere stata Dunyvaig Castle, sulla costa meridionale.

La sede dei capi clan nella zona del Kintyre (penisola della Scozia occidentale nei territori di Argyll and Bute) era quasi certamente Dunaverty Castle, situato a sud di Campbeltown, dove Angus Òg diede riparo a Robert Bruce nel 1306 dopo la sconfitta di Methven. Dunaverty guadagnò un diverso tipo di notorietà nel 1493, quando John MacDonald of Dunyvaig riconquistò il castello dalle mani di James IV dopo la decadenza dei Signori delle Isole. La prodigiosa espansione dell’impero dei MacDonald durante il XIV secolo si spostò verso Nord, lasciandosi i territori del Kintyre e di Islay alle spalle. Mentre Finlaggan manteneva le sue funzioni cerimoniali, per ragioni pratiche i Signori delle Isole si stabilirono anche a Nord, ad Ardtornish Castle, nella regione detta Morven. Il primo ed il secondo Signore delle Isole morirono proprio in questo castello. Per un altro periodo, durante in XV secolo, i loro discendenti vissero anche a Dingwall Castle, in qualità di Conti di Ros. Di Dingwall Castle oggi non rimane più nulla, ma di Ardtornish Castle sono ancora visibili le rovine. Anche in questo caso il castello non è il tipo di residenza che ci si aspetta per un grande Lord: nessun muro di cinta protegge l’edificio principale a due piani, che è esposto e circondato da una serie di strutture in rovina che ricordano la struttura di Finlaggan.

Ardtornish Castle oggi
Ardtornish Castle oggi

Il potere dei MacDonald era così vasto e diffuso che non c’è castello nelle Ebridi che non sia collegato a loro. Alcuni furono costruiti proprio dai signori del Clan, altri vennero acquisiti tramite matrimonio, concessioni o altri mezzi non proprio pacifici. I MacDonald governarono il proprio regno da quei castelli, e in essi morirono. Arrivarono persino ad incarcerare i loro parenti all’interno di quei castelli, come lo sfortunato Uisdean MacGilleasbuig Chlerich, provò a sue spese nel 1602. Uisdean – o Hugh – era un uomo molto conosciuto che aveva ambizione di diventare Chief dei MacDonald di Sleat, con il piano di uccidere Donald Gorm Mòr of Sleat (Isola di Skye) ed altri leader del Clan durante il ricevimento di inaugurazione della sua nuova residenza a Skye. La congiura fu sventata quando le lettere di invito furono recapitate alle persone sbagliate: allo stesso capo clan fu spedita la lettera indirizzata all’assassino ingaggiato per l’occasione! Hugh fu inseguito fino all’Isola di North Uist, catturato e portato a Duntulm Castle, la residenza del Clan Chief che avrebbe dovuto uccidere, e rinchiuso nelle segrete, dove venne nutrito solo con manzo salato e niente acqua finchè la sua vita non ebbe fine. Si dice che i suoi gemiti siano tuttora udibili nelle rovine di Duntulm Castle.

Molti altri castelli vennero collegati prima o poi al nome dei MacDonald, anche se non erano di loro proprietà. Uno fra tutti Urquhart Castle, sulle sponde del Loch Ness. Innumerevoli volte, dopo il 1395, i MacDonald invasero il Great Glen e conquistarono Urquhart, all’epoca una roccaforte reale, per realizzare il loro scopo di diventare Conti di Ross. Per 150 anni il castello passò dalle mani dei reali Stuart a quelle dei Signori delle Isole come un osso conteso tra due cani affamati. Disprata, la famiglia reale affidò la responsabilità del castello ad alcuni leali sostenitori, prima i Gordon e poi i Grant. Ma essi non se la cavarono meglio – fino al 1545, quando i MacDonald si riversarono nel Glen un’ultima volta. Durante quell’incursione i MacDonald portarono via 3377 pecore, 2355 capi di bestiame, 2204 capre, 395 cavalli, 122 maiali, 64 oche e, dal castello stesso, 12 materassi di piuma e altri pezzi d’arredamento, tini per la fermentazione della birra, spiedi per arrostire la carne, un baule contenente 300£, polvere da sparo, armature e tre barche. Non per niente, l’episodio fu chiamato “The great Raid”, la grande incursione.

Un'illustrazione del
Un’illustrazione del “Great Raid” ad Urquhart Castle ad opera del Clan MacDonald.

I castelli del Clan Donald non sono soltanto tra i più antichi di Scozia, sono anche tra gli ultimi che simboleggiano l’arte bellica dell’epoca. Mingary, nell’Ardnamurchan, ne è un buon esempio. Nel 1588, dopo la dispersione dell’Invincibile Armada spagnola, esso resistette a un bombardamento da parte di un galeone spagnolo che si era rifugiato nella baia di Tobermorry e che fu poi trafugato da Lachlan MacLean of Duart, allora alleato dei MacDonald. Durante la guerra civile del 1640 la fortezza resistette ad un altro assalto: furono gli stessi MacDonald questa volta ad attaccare la fortezza, che era caduta nelle mani dei loro acerrimi nemici, i Campbell. Un secolo dopo Mingary era ancora presidiata, questa volta dalle giubbe rosse del governo (redcoats, dal colore delle loro uniformi). Charles Edward Stuart, conosciuto come il Bonnie Prince Charlie, mise piede sui territori britannici per la prima volta nel 1745, non lontano dal castello, e i Campbell furono veloci a spedire delle sentinelle per presidiare l’area. Nonostante fossero passati 500 anni, Mingary era ancora adatto agli scopi militari. Bonnie Prince Charlie riuscì ad avanzare nel suo tentativo di riconquista e stava quasi per riuscire a restaurare la dinastia Stuart al trono inglese e scozzese quando venne brutalmente sconfitto a Culloden, il 16 aprile 1746, insieme alle speranze che il Clan Donald aveva di riprendersi il legittimo titolo di Signori delle Isole.

Mingary Casle
Mingary Casle

Fonte: Clan and Castle, the lives and lands of Scotland’s great families (Historic Scotland)

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