Workaway, sogni realizzati e una nuova famiglia scozzese

Bene, è giunto il momento di scrivere un resoconto della mia esperienza di Workaway in Scozia. Non pensavo fosse così difficile trovare le parole adatte a descrivere questo meraviglioso mese passato nelle Highlands, non so davvero da che parte iniziare! Come ogni volta, sono partita con un sacco di dubbi: chissà dove capito, chissà se la famiglia sarà simpatica ed accogliente, chissà se riuscirò a visitare almeno un pò di dintorni o se sarò bloccata nel bel mezzo del nulla per tutto il tempo, chissà poi se sentirò troppo la mancanza di casa. E come ogni volta a casa ci sono ritornata arricchita, cresciuta, con il cuore pieno di felicità e ricordi fantastici di quei 34 giorni passati in terra scozzese  e degli gli 11 trascorsi in Inghilterra. E’ la terza volta che decido di partire per un’esperienza di workaway, sfruttando il tempo libero tra un contratto determinato e un altro, ma questa volta è stato diverso: una permanenza più lunga rispetto alle precedenti esperienze mi ha permesso di stringere una relazione più forte con la mia famiglia ospitante e di approfondire maggiormente la scoperta del territorio in cui mi trovavo, complice anche l’incredibile meteo clemente che mi ha graziata per la quasi totalità del viaggio!

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Con Roger, Maria e MacDuff

Ma ecco la famiglia che mi ha accolta in Scozia: Continua a leggere “Workaway, sogni realizzati e una nuova famiglia scozzese”

In partenza!

Ebbene ci siamo, è arrivato il momento di partire! Proprio mentre questo articolo viene pubblicato, io sono in aeroporto ad aspettare il volo che darà inizio al mio viaggio tra Inghilterra e Scozia. Prima tappa Cambridge, dove verrò ospitata in uno dei College dalla mia amica Eleanor, con la quale avevo già visitato il magnifico Pembrokeshire, in Galles. Mi sposterò poi a Glasgow, seconda città più grande della Scozia che fin’ora non ho mai avuto occasione di visitare: i giorni a disposizione sono purtroppo pochi, ma spero di riuscire ad avere almeno un assaggio della città e di riuscire a visitare qualcuno dei moltissimi musei. Da Glasgow salirò poi verso nord ovest, vicino a Oban, dove trascorrerò un mese in una bellissima Guesthouse poco distante dalle sponde del Loch Awe. Ho deciso, dato il momento di crisi lavorativa, di sfruttare il tempo libero che ho a disposizione per provare un’altra esperienza di Workaway, la terza fin’ora dopo Scozia (il mio primo incontro con la terra caledone è stato proprio in quell’occasione) e Normandia. Lavorerò quindi in questa Guesthouse, servendo le colazioni, pulendo le camere e prendendomi cura degli ospiti rivevendo in cambio vitto e alloggio. Ovviamente non mancherà il tempo libero: sfrutterò i miei pomeriggi e il mio giorno libero settimanale per visitare quante più cose possibili; la lista delle cose da vedere è già lunghissima!!

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A presto!

HANDFASTING: UN MATRIMONIO SCOZZESE

Durante la mia esperienza di lavoro in Scozia, ho avuto la fortuna di partecipare, come membro dello Staff, ad un vero matrimonio scozzese. Sono stata perennemente emozionata praticamente per due giorni: il primo, durante il quale abbiamo allestito la location, presso il b&b Duchray Castle, ed il secondo, quello della cerimonia vera e propria. Abbiamo passato tutto il pomeriggio prima del matrimonio a decorare la piccola sala a volta con fiocchi, fiori freschi e candele sparse un po’ ovunque: il risultato era molto piacevole e l’atmosfera davvero romantica.

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Il giorno della cerimonia mi sono svegliata probabilmente emozionata tanto quanto la sposa, e dal momento in cui ho aperto gli occhi, mi sono sentita parte di una fiaba, sensazione che è durata per l’intera giornata. Tutto era perfetto, tutto era molto scozzese, dal suonatore di cornamusa, agli uomini con il kilt e lo sporran, al rito eseguito secondo l’antica usanza celtica. Una giornata che ricorderò per sempre!

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Il rito dell’Handfasting, che letteralmente significa “legare le mani”, risale al 1200 e si basa su antiche tradizioni e rituali di origine celtica. Durante la cerimonia, le mani degli sposi, giunte palmo contro palmo, vengono avvolte sei volte con un nastro o una corda che simboleggiano la loro unione. Il nastro, che può essere sciolto subito dopo la cerimonia, oppure rimanere avvolto fino a fine giornata, spesso è costituito da un pezzo di tartan nei colori dei Clan degli sposi. Per simboleggiare la condivisione derivante dal matrimonio, è usanza per gli sposi bere dalla tradizionale quaich, ossia la Coppa dell’amore, una coppa con due manici decorata con disegni celtici che verrà poi tramandata di generazione in generazione, per portare felicità e fortuna a tutti coloro che la useranno.

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Un’usanza per le fedine invece è di far fondere degli oggetti in oro appartenenti ai genitori, nonni ecc., magari oggetti non più utilizzabili, e con quell’oro farsi fare le fedine in stile celtico.

Per quanto riguarda l’abbigliamento, solitamente lo sposo indossa il kilt, nei colori del suo Clan di appartenenza, correlato da una serie di accessori come lo sporran, le calze alte, le scarpe con i lunghi lacci annodati attorno al polpaccio, e lo sgian dubh, il tradizionale coltellino scozzese, infilato nell’orlo della calza. Solitamente, la maggior parte degli uomini invitati indossa il kilt come lo sposo. Per quanto riguarda la sposa invece, l’abito è quello classico bianco.

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Una cosa secondo me molto romantica, è il Blood Vow, ovvero il “voto di sangue”, pronunciato dagli sposi durante il rito dell’handfasting. Si tratta di antiche strofe celtiche, e stanno a simbolizzare l’unione tra i sue sposi. Ve lo trascrivo in inglese ed in italiano.

“You are Blood of my Blood, and Bone of my Bone.
I give you my Body, that we Two might be One.
I give you my Spirit, `til our Life shall be Done.”

“Sei sangue del mio sangue, e ossa delle mie ossa.
Ti dono il mio corpo, affinchè possiamo essere una cosa sola.
Ti dono il mio spirito, finchè le nostre vite non avranno fine.”

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Ma da dove deriva il rito dell’handfasting?

Nel 1200 in Irlanda e in Scozia l’handfasting era una forma di matrimonio di prova. Il rito, di origne celtica, consisteva in una cerimonia di fidanzamento cristiano riconosciuto sia dalla Chiesa che dallo Stato. Normalmente il periodo di fidanzamento durava un anno ed un handfastinggiorno, finito il quale i due fidanzati potevano decidere se sposarsi oppure no. Se durante questo periodo il matrimonio veniva consumato, i due ragazzi erano considerati già sposati, senza bisogno di un ulteriore cerimonia. Passato il periodo di fidanzamento, c’era il matrimonio vero e proprio. Inizialmente l’handfasting prevedeva solo una semplice stretta di mano e solo successivamente è stato introdotto il nastro con il quale le mani venivano legate dolcemente durante la cerimonia di fidanzamento, e con un nodo più stretto in quella handfastingdi matrimonio.

Fino a tutto il 1600 l’Handfasting fu riconosciuto sia dalla Chiesa che dalle Stato, poi successivamente solo dallo Stato, fino al 1940. Ai giorni nostri il matrimonio con il rito dell’Handfasting, viene considerato un rito civile a tutti gli effetti.

Trovo davvero curiosa e romantica questa cerimonia, ricordo ancora la sensazione che ho provato trovandomi là, in un castello scozzese, in una tiepida giornata soleggiata, con il suono della cornamusa a fare da sottofondo. Quel giorno ho deciso che, se mai mi sposerò, il mio matrimonio lo  voglio esattamente così! 🙂



Volete passare una piacevole e romanticissima vacanza scozzese?
Se siete dalle parti del Loch Lomond National Park, Duchray Castle fa al caso vostro! Immerso nella natura, con camere lussuose e bellissime, una colazione ricca e varia e dei proprietari giovani ed accoglienti, questo piccolo castello è una vera perla scozzese!

Sito web: http://www.duchraycastle.com/
Pagina facebook:https://www.facebook.com/Duchray-Castle-Estate-147585498630219/timeline/

Viaggiare con Workaway

Per capire da dove nasce il mio amore per la Scozia, bisogna partire da qui… chi di voi conosce “Workaway”?
Workaway non è solo un sito, workaway è una filosofia di viaggio e, perché no, di vita. Molto simile al wwoof (World-Wide Opportunities on Organic Farms), il sito si propone di promuovere lo scambio tra domanda e offerta di lavoro, ma in modo assolutamente gratuito e volontario. Sei un giovane viaggiatore con un budget ridotto? Vuoi migliorare il tuo inglese/francese/spagnolo/qualsiasi lingua ti venga in mente? Ti piace immergerti in culture nuove e differenti dalla tua? Workaway fa al caso tuo! Iscrivendosi al sito e pagando la quota di iscrizione (30€ per due anni) è possibile iniziare a cercare e contattare gli “Host”, ossia le persone, anch’esse iscritte al sito, che stanno cercando qualche aiuto per svolgere la loro attività.

Funziona così: in cambio di poche ore di “lavor57_workawayo” al giorno (di solito 5, per 5 giorni alla settimana, con week end libero), si hanno vitto e alloggio gratuiti, presso la famiglia ospitante. Gli ambiti di lavoro sono molti, e si va dall’agricoltura/allevamento al settore alberghiero, dal baby sitting ai lavoretti di pittura/carpenteria/giardinaggio. E soprattutto, in ogni Paese del mondo. Potreste, per esempio, lavorare in un ostello alle Hawaii, o in una fattoria in Francia, con il viaggio come unica spesa, poiché vitto e alloggio saranno gratuiti. Oltre all’aspetto “viaggio low cost”, ovviamente c’è molto di più: immergersi completamente nella cultura di un altro Paese, conoscere gente nuova, acquisire nuove skills in svariati campi. Io la trovo una cosa fantastica e molto interessante!1982345_10202766759523207_1067286931_n

Ho viaggiato due volte tramite workaway: l’ultima volta sono stata con un’amica in Normandia, a lavorare in un rifugio per cavalli. Le nostre mansioni erano: pulire i box ed il paddock giornalmente, dare da mangiare e da bere agli animali, spazzolare i più mansueti, ripulire un grande prato dai rovi e dalle sterpaglie per poi bruciarle. Ho passato due settimane (scusate la schiettezza) a spalare m***a, e vi assicuro che 30 cavalli ne producono parecchia. Ma la cosa curiosa è che mi è piaciuto! È stata un’esperienza fantastica, vivere in una fattoria nel bel mezzo del nulla, dover camminare per mezz’ora per andare a fare la spesa nel paese più vicino, passare due settimane vivendo in un modo totalmente diverso da come sono abituata, e che ho apprezzato davvero molto. Ovviamente, oltre al lavoro, abbiamo anche colto l’occasione per un po’ di sano turismo: tra tutto quello che abbiamo visto, il posto d’onore spetta alla magica Mont Saint Michel.

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La mia prima esperienza di workaway invece è stata…..rullo di tamburi….in Scozia! E’ partito tutto come una sfida con me stessa. Volevo mettermi alla prova, stare via da sola per un po’, anche se solo per poco tempo. Non ricordo perché ho scelto la Scozia, dato che inizialmente la mia idea era di partire per l’Irlanda, ma alla fine ho trovato questo piccolo b&b in un castello nascosto tra i boschi, e mi sono innamorata all’istante. Così, ho passato 10 giorni (maledicendomi di non essere stata di più!) a lavorare in questo delizioso b&b, e credo che come prima esperienza, non sarebbe potuta andare meglio! Ma ve ne parlerò più approfonditamente in un altro post!


In questo articolo trovi il racconto della mia terza esperienza da workawayer!