6 locali da visitare ad Edimburgo

Vi ho già parlato delle 10 cose da non perdere ad Edimburgo, di come visitare la città in un week end e dell’atmosfera che si respira a Natale. Oggi invece voglio darvi qualche suggerimento sui locali da provare se vi trovate nell’affascinante e frizzante capitale scozzese. In linea di massima troverete ristoranti tipici con musica live lungo tutto il Royal Mile, locali un pò più posh in George Street e pub più “alla mano” in Grassmarket e Cowgate. Un viaggio non è completo senza aver provato i sapori e la musica del Paese che si visita e dunque ecco per voi alcune idee su dove trascorrere una piacevole serata ad Edimburgo, tra birra, whisky e musica dal vivo!

WHISKY BAR – Royal Mile (sito)

1016717_528552460532853_1295974886_n

Il Whisky Bar si trova sul Royal Mile, in High Street, ed è uno dei primi locali che ho provato ad Edimburgo. E’ piccolino, in un delizioso stile British e con un’atmosfera molto accogliente. Al suo interno troverete la bellezza di ben più di 300 tipologie di whisky, molte birre scozzesi e potrete anche pranzare e cenare con piatti tipici della gastronomia scozzese il tutto condito con musica tradizionale live sette giorni su sette a partire dalle 21.30! Vi consiglio di penotare se avete intenzione di mangiare perchè i tavoli sono pochi.

THE STANDING ORDER- Geroge Street (sito)

Un locale da visitare se non altro per la location. Lo Standing Order si trova infatti nell’edificio che ospitava una vecchia banca, con una grande sala centrale dai soffitti alti e decorati e alcune salette più piccole ed accoglienti, una addirittura con Continue reading “6 locali da visitare ad Edimburgo”

CULLODEN’S HARVEST

Scritta da Alastair MacDonald negli anni ’90 (non ho trovato un anno di pubblicazione certo) è la più nota canzone popolare scozzese sulla battaglia di Culloden, combattuta il 16 aprile 1746 a Drumossie Moor, poco distante da Inverness. Ultima battaglia ad essere combattuta sul suolo britannico, è tristemente celebre per aver segnato il declino della cultura gaelica fino ad allora largamente diffusa in tutte le Highlands, nonché la fine dell’Indipendenza scozzese. Culloden fu un massacro, una carneficina. Le forze giacobite, che sostenevano la pretesa al trono di Charles Edward Stuart, conosciuto come Bonnie Prince Charlie, furono sbaragliate e brutalmente trucidate dall’esercito inglese del sovrano Giorgio II, guidato dal figlio, il Duca di Cumberland. Nessuno fu risparmiato: i prigionieri, i feriti ed i sopravvissuti furono uccisi sul campo di battaglia, i fuggiaschi ricorsi e massacrati, i sostenitori della causa giacobita e chi aiutava o nascondeva i soldati catturati ed incarcerati, le loro case distrutte e le proprietà confiscate. Le conseguenze di Culloden furono disastrose e segnarono la fine della società tradizionale scozzese: fu proibito di indossare il kilt e il tartan; venne sciolto il legame militare che legava gli appartenenti di un clan al Clan Chief, e a quest’ultimo venne revocato ogni potere e confiscate le terre; fu vietato l’uso della cornamusa, bollata come strumento di guerra, e venne proibito di parlare il Gaelico.

Testo Originale:

Chorus:
Cold winds on the moors blow.
Warm the enemy’s fires glow.
Black the harvest of Culloden,
Pain and fear and death grow.

‘Twas love for our prince drove us on to Drumossie,
But in scarcely the time that it takes me to tell
The flower of our country lay scorched by an army
As ruthless and red as the embers of hell.

(Chorus)

Red Campbell the Fox did the work of the English.
McDonald in anger did no work at all.
With musket and cannon ‘gainst claymore and courage.
The invader’s men stood while our clansmen did fall.

(Chorus)

Now mothers and children are left to their weeping,
With only the memory of father and son.
Turned out of our homes to make shelter for strangers,
The blackest of hours on this land has begun.

Testo tradotto:

Ritornello:
Venti freddi soffiavano sulla brughiera.
Tiepidi i fuochi dei nemici brillavano.
Tetra è stata la messe di Culloden,
dolore, paura e morte crescevano.

È stato l’amore per il nostro Principe a portarci a Drumossie*1,
ma nel tempo appena che mi ci vuole a narrare *2
il fiore del nostro paese giacque straziato da un esercito
rosso e spietato come le braci dell’inferno.

Ritornello

Red Campbell “The Fox”*3 fecero il gioco degli inglesi;
I MacDonald, per la rabbia, non fecero nulla*4.
Con moschetti e cannoni contro onore e coraggio,
gli invasori resistettero mentre i nostri Clansman cadevano.

Ritornello

Ora madri e figli sono lasciati al loro pianto,
con solo il ricordo di padri e figli.
Allontanati dalle loro case per farne rifugi per gli stranieri,
l’ora più buia di questo paese è iniziata.

*1: Il principe è Charles Edward Stuart, Bonnie Prince Charlie, legittimo erede al trono ma esiliato prima in Francia e poi in Italia e leader delle truppe Giacobite.

*2: La battaglia di Culloden è durata appena un’ora di tempo.

*3 : Il Clan Campbell sosteneva le truppe Governative durante tutte le rivolte giacobite del XVIII secolo.

*4: Il Clan MacDonald interpretò il suo posizionamento sul fianco sinistro nella carica come un’offesa (era tradizione che i MacDonald si schierassero sul fianco destro) e così si rifiutarono di obbedire durante la battaglia, portando a un crollo della linea di attacco.

Drumossie Moor, la brughiera dove venne combattuta la battaglia di Culloden, con la pietra commemorativa dei Clan caduti.
Drumossie Moor, la brughiera dove venne combattuta la battaglia di Culloden, con la pietra commemorativa dei Clan caduti.

SCOTLAND THE BRAVE

Assieme a Flower of Scotland, Scotland the Brave è un altro degli inni non ufficiali scozzesi nonchè marcia di diversi reggimenti.
Il testo originale fu scritto nel 1951 da Cliff Hanley, giornalista e cantautore nato a Glasgow. “Scotalnd the Brave” era inizialmente rivolta proprio al pubblico della città scozzese, nata con l’intento di essere suonata in una performance musicale al Glasgow Empire Theater. Ma fin dalla prima esibizione, la canzone toccò i cuori degli scozzesi e diventò ben presto molto popolare. Nel 2006, dato che la Scozia era senza un inno nazionale, ci fu una votazione online promossa dalla Royal Scottish National Orchestra, che si proponeva di scegliere una tra quattro famose canzoni popolari e di farla diventare l’inno ufficiale. Le canzoni in lizza erano Flower of Scotland, Scotland the Brave, Highland Cathedral e Scots Wha Hae!: uscì vincitrice la prima canzone, con il 41% dei voti, seguita proprio da Scotland the Brave con il 29%. Alla fine non si concluse nulla: gli scozzesi amano così tanto le due canzoni, che entrambe furono scelte come inni non ufficiali del Paese.

scotland-the-brave

TESTO

Hark, when the night is falling
Hear, hear the pipes are calling
Loudly and proudly calling down through the glen
There where the hills are sleeping
now feel the blood a leaping
high as the spirits of the old highland men

(Chorus)
Towering in gallant fame
Scotland my mountain hame
High may your proud standards gloriously wave
Land o’ the high endeavour
Land o’ the shining river
land o’ my heart forever
Scotland the brave

High in the Misty highlands,
out by the purple islands
brave are the hearts that beat beneath Scottish skies
wild are the winds to meet you
staunch are the friends that greet you
kind as the light that shines from fair maidens eyes.

Chorus

Far off in sunlit places
Sad are the Scottish faces
Yearning to feel the kiss
Of sweet Scottish rain.
Where tropic skies are beaming,
Love sets the heart a-dreaming,
Longing and dreaming
for the homeland again.

TRADUZIONE

Ascolta, quando scende la notte,
Senti, senti, le cornamuse stanno chiamando,
stanno chiamando con impeto e orgoglio,
giù verso la vallata.
Là dove le colline dormono,
avverti il sangue sobbalzare,
alto come gli spiriti dei grandi uomini delle Highlands.

Ritornello
Torreggiante di valorosa fama,
Scozia, mia montagna di casa,
Possano i tuoi orgogliosi stendardi sventolare alti con gloria,
Terra dal grande sforzo,
Terra del fiume splendente,
Terra del mio cuore per sempre,
Scozia la coraggiosa.

Lassù tra le nebbiose Highlands,
Fuori, nelle isole purpuree,
Coraggiosi sono i cuori che battono
Sotto i cieli di Scozia.
Selvaggi sono i venti che ti incontrano,
Leali sono gli amici che ti salutano,
belli come la luce che brilla
negli occhi delle gentili fanciulle.

Ritornello

Lontano, in luoghi soleggiati,
Infelici sono i volti scozzesi,
bramosi di sentire il bacio
della dolce pioggia scozzese.
Dove cieli tropicali splendono,
l’amore fa sognare i cuori,
Bramando e sognando ancora la Madre Patria.

THE BRAES O’ KILLIECRANKIE

The braes o’Killiecrankie è una canzone tradizionale scozzese che si lega alle rivolte giacobite, ossia quel movimento diffusosi in Scozia ed Inghilterra tra il 1688 e il 1746 che rivendicava l’indipendenza dal governo inglese e la restaurazione del casato cattolico degli Stuart sul trono scozzese.

Il titolo della canzone si riferisce alla battaglia di Killiecrankie, avvenuta il 27 luglio 1689 e che fu combattuta tra le truppe inglesi del generale Hugh Mackay e i ribelli giacobiti guidati da John Graham di Claverhouse, visconte di Dundee (1648–1689), conosciuto come “Bonnie Dundee”, il bel Dundee. Claverhouse si era rifiutato di giurare fedeltà a Guglielmo d’Orange, che dopo la deposizione del re Giacomo Stuart (II d’Inghilterra e VII di Scozia) stava tentando di conquistare il potere. Aveva già combattuto a fianco dei giacobiti, ossia dei sostenitori di Giacomo, e si adoperò con coraggio per radunare un esercito al fine di sostenere il suo re e sconfiggere l’usurpatore Guglielmo.

Killiecrankie in gaelico significa “bosco degli alberi di pioppo” ed è un passo di montagna situato tra Blair Atholl e Pitlochry nel Pertshire.


Cantata da Jesse Ferguson, il cantante folk e compositore canadese

 THE BRAES O' KILLIECRANKIE

LA BATTAGLIA

La battaglia venne combattuta il 27 luglio 1689 tra i giacobiti leali al cattolico re Giacomo VII e II e le truppe che sostenevano il re protestante Guglielmo d’Orange. I giacobiti, guidati da John Graham Claverhouse, “Bonnie Dundee”, erano perlopiù highlander scozzesi radunati dal capo clan Cameron of Lochiel ed erano in inferiorità numerica rispetto agli avversari (2500 unità circa). Le truppe governative, fedeli al re Guglielmo, erano sotto il comando del generale scozzese Hugh Mackay of Scourie ed erano formate per la maggior parte da abitanti delle Lowlands (5000 unità circa). I due eserciti si incontrarono a Killiecrankie, vicino a Blair Castle, una strategica via di comunicazione nelle Highlands tra Perth ed Inverness. Dopo diverse ore di tensione durante le quali le due fazioni rimasero immobili ad osservarsi, i giacobiti, che avevano guadagnato un’ottima e sicura posizione su di una collina, attaccarono con una carica selvaggia, gettandosi furiosamente giù per il pendio tra il fuoco dei moschetti nemici. Armati solo di piccoli scudi rotondi chiamati “targes” e spadoni a doppio taglio, raggiunsero gli avversari e prima che essi potessero sparare più di tre colpi a testa sfondarono il centro delle linee nemiche, che vacillarono e si diedero alla fuga. I giacobiti vinsero la battaglia, ma a caro prezzo: un terzo degli highlander che formavano l’esercito rimase ucciso ed anche Bonnie Dundeevenne ferito mortalmente durante la carica. Cameron of Lochiel combattè a piedi nudi accanto ai suoi uomini, sopravvisse alla battaglia e visse fino a 89 anni. La vittoria di Killiecrankie tuttavia portò ad un niente di fatto: la battaglia successiva, quella di Dunkeld il 21 agosto 1689, vide i giacobiti sconfitti e dispersi, la rivolta giacobita momentaneamente sedata e il re Giacomo VII e II deposto e mandato in esilio.

 The Battle of Killiecrankie - dipinto di Alan B Herriot
The Battle of Killiecrankie – dipinto di Alan B Herriot

LA CANZONE

 Nel 1819 “the braes o’killiecrankie” venne pubblicata nella raccolta di canzoni relative a battaglie o campagne militari intitolata Jacobites Reliques realizzata dal poeta e scrittore James Hogg. La canzone è la numero 19 a pagina 32 ed è inserita semplicemente con il titolo di “Killiecrankie”. I primi tre versi ed il ritornello furono scritti dal celebre compositore scozzese Robert Burns verso la fine del XVIII secolo ed adattati ad un’antica melodia popolare mentre gli altri versi potrebbero essere opera di James Hogg stesso.

I protagonisti della canzone sono due soldati: uno, probabilmente un veterano delle truppe di Mackey, chiede all’altro se abbia combattuto alla battaglia di Killiecrankil (Killiecrankie). La domanda è ironica, poiché il primo soldato è talmente felice, spensierato ed elegante che è impossibile, a detta del veterano, che abbia combattuto come lui in quella battaglia terribile. Colui che canta afferma poi di aver visto Bonnie Dundee quel giorno scendere dalla collina tra la carica degli highlander, e lo paragona ad un diavolo, tanto accesi erano il suo coraggio e la sua forza.

Killiecrankie panorama at dawn - Copyright Michael Stirling Aird-2010 Fonte: http://www.transformedbylight.com/Gallery%20ref%2000153%20Killiecrankie%20panorama.html
Killiecrankie panorama at dawn – Copyright Michael Stirling Aird-2010 Fonte: http://www.transformedbylight.com/Gallery%20ref%2000153%20Killiecrankie%20panorama.html

THE BRAES O’KILLICRANKIE

Where hae ye been sae braw, lad?
Whare hae ye been sae brankie, O?
Whare hae ye been sae braw, lad?
Cam ye by Killiecrankie, O?

Chorus.
An ye had been whare I hae been,
Ye wad na been sae cantie, O;
An ye had seen what I hae seen,
I’ the Braes o’ Killiecrankie, O.

I faught at land, I faught at sea,
At hame I faught my Auntie O;
But I met the devil an’ Dundee,
On the Braes o’ Killiecrankie, O.

The bauld Pitcur fell in a furr,
An’ Clavers gat a clankie, O;
Or I had fed an Athole gled,
On the Braes o’ Killiecrankie, O.

O fie, Mackay, what gart ye lie
I’ the bush ayont the brankie-O?
Ye’d better kiss’d King Willie’s loof
Than come to Killicrankie-O

It’s nae shame, it’s nae shame
It’s nae shame to shank ye-O
There’s sour slaes on Athol Braes
And de’ils at Killicrankie-O

Cantata dai “The Corries”, gruppo di musica folk scozzese

 TRADUZIONE IN ITALIANO

 Dove sei stato così elegante, ragazzo?
Dove sei stato così agghindato*, ragazzo?
Dove sei stato così elegante, ragazzo?
Vieni da Killiecrankie?

Ritornello
Se sei stato dove sono stato io
non saresti così allegro,
se avessi visto quello che ho visto io
sui pendii di Killiecrankie

Ho combattuto per terra, ho combattuto per mare,
a casa ho combattuto mia zia*,
ma ho incontrato quel diavolo di Dundee
sui pendii di Killiecrankie

Il coraggioso Pictur* è caduto in un fosso
e Claverhouse ha preso un brutto colpo
altrimenti avrei nutrito un falco di Athole
sui pendii di Killiecrankie

O vergogna Mackay cosa ti ha fatto rimanere
Nella boscaglia tra gli abeti?
Sarebbe stato meglio baciare la mano di Re Guglielmo
che venire a Killiecrankie

Non è una vergogna, non è una vergogna
non è una vergogna fuggire
ci sono gli acidi prugni selvatici* sulla collina di Athol*
e il diavolo a Killiecrankie

Nella versione di Marc Gunn, cantante nel ramo della musica celtica, irlandese, scozzese

ALCUNE PRECISAZIONI:

* Brankie, si traduce in inglese con “spruce”, che può significare sia abete rosso oppure, come aggettivo, azzimato, cioè eccessivamente curato nella persona
*Aunty/zia: non si capisce molto bene cosa c’entri la zia in questo verso; probabilmente è un’affermazione ironica per dire che chi sta parlando è così battagliero che se non è a combattere per terra o per mare, arriva a combattere anche contro sua zia. Potrebbe anche essere un riferimento alle continue lotte tra clan e famiglie nel sistema sociale della Scozia di quei tempi. Personalmente la prima cosa che mi è venuta in mente leggendo il verso è che ironicamente aunty/zia sia qui inteso in qualche modo come suocera, ed il narratore afferma di aver fatto cose pericolose come combattere per terra, combattere per mare e combattere anche contro la suocera! Ma è solo una mia supposizione…
*Pictur, che cadde in un fosso, era Hallyburton of Pitcur e combatteva dalla parte di Dundee. Pictur è un borgo e un castello che si trova 8 miglia a nord-ovest di Dundee nelle Sidlaw Hills.
*sour slaes/acidi prugni selvatici sono i frutti del pruno selvatico, diffuso nella zona, molto amari e usati per fare il gin di prugnole. Nella canzone potrebbe essere un’allegoria per indicare coloro che erano dalla parte dei perdenti.
* Athol è l’antico nome dell’area del Perthshire in Scozia, dove si trova Killiecrankie.

Auld Lang Syne

auld lang syne

Sicuramente la grande maggioranza di noi ha già sentito quella canzone, specialmente durante il periodo natalizio, magari ne ha anche canticchiato la melodia. Ma chi sapeva che le origini di queste parole e di questa musica sono scozzesi?
Auld Lang Syne, conosciuta in Italia come il Valzer delle candele, è una canzone diffusissima nei paesi di lingua inglese, dove è tradizione cantarla a Capodanno per salutare l’anno vecchio ed accogliere quello nuovo. Tale tradizione si diffuse proprio a partire dalla Scozia, dove era tradizionalmente cantata durante le celebrazioni di Hogmanay e, insieme agli emigranti scozzesi, si diffuse successivamente in Gran Bretagna ed in America.

Continue reading “Auld Lang Syne”

WILL YE NO’ COME BACK AGAIN?

Dopo la sconfitta del Bonnie Prince Charlie a Culloden nel 1746 e la sua fuga verso la Francia c’erano ancora molti che desideravano il ritorno dello Stuart che era stato l’ultima vera speranza di libertà per il popolo scozzese. Questa poesia, originariamente scritta da Carolina Oliphant (Lady Nairne) nella prima metà del 19° secolo, parla proprio di questo sentimento di speranza. Lady Nairne (1766-1845) fu una celebre cantautrice scozzese e veniva da una nobile famiglia del Perthshire; suo padre, Laurence Oliphant era un convinto sostenitore della causa giacobita e lo stesso Principe Charles si fermò a cena presso la casa degli Oliphant il 4 settembre 1745, durante la marcia verso Edimburgo. Carolina fu chiamata così proprio in onore dello Stuart.
La canzone, scritta molto più tardi rispetto agli avvenimenti narrati e parecchi anni dopo la morte del Bonnie Prince Charlie, è una nostalgica evocazione di un tempo che non sarà più e, spogliata dalle sue aspirazioni politiche, è spesso utilizzata come canto dell’addio (come l’altrettanto famosa Auld Lang Shine).
La melodia è attribuita a Niel Gow junior (1795-1823), musicista scozzese noto per il suo intento di preservare le antiche melodie della Scozia.
Esistono molte versioni della canzone e del testo, qui ne inserisco una versione completa con relativa traduzione in italiano, ma negli arrangiamenti che si trovano nel web raramente sono presenti tutte le strofe.

Versione di Ewan MacColl & Peggy Seeger

Will Ye No Come Back Again?

Bonnie Chairlie’s noo awa’,
Safely ower the friendly main;
Mony a heart will break in twa’,
Should he ne’er come back again.

Chorus:
Will ye no come back again?
Will ye no come back again?
Better lo’ed ye canna be,
Will ye no come back again?

Mony a traitor ‘mang the isles
Brak the band o’ nature’s laws;
Mony a traitor wi’ his wiles
Sought to gi’ his life awa’

Mony a gallant sodger faught,
Mony a gallant chief did fa’,
Death itself was dearly bought
A’ for scotland’s king and law.

Ye trusted in your Hielan’ men,
They trusted you dear Chairlie.
They kent your hidin’ in the glen,
Death or exile bravin’.

English bribes were a in vain
Tho puir and puirer we mun be;
Siller canna buy the heart
That aye beats warm for thine an thee.

Sweet the laverock’ s note and lang,
Liltin’ wildly up the glen.
But aye tae me he sings ae sang,
Will ye no’ come back again?

TRADUZIONE IN ITALIANO

Il Bel Carlo se n’è andato,
Al sicuro, al di là del mare amico;
Molti cuori si infrangeranno
Se tu non dovessi tornare mai più.

Ritornello:
Tornerai o Non tornerai più?
Tornerai o non tornerai più?
Più amato non potresti proprio essere,
un giorno tornerai ancora?

Molti traditori fra le isole,
Infransero la legge della natura
Molti traditori con l’inganno
Cercarono di vendere la sua vita.

Molti soldati coraggiosi si sono battuti,
Molti prìncipi valenti sono caduti,
Anche la morte è stata comprata a caro prezzo,
Tutto per il re e per la legge della Scozia.

Contavi sui tuoi uomini delle Highland,
loro si fidavano di te caro Carlo,
essi conoscevano il tuo nascondiglio nella valle,
morte e esilio ai coraggiosi.

La corruzione degli inglesi era del tutto inutile
e noi possiamo essere più puri,
i più sciocchi non possono comprare il cuore
che batte forte per i tuoi e te

Dolce è il canto dell’allodola
che si innalza libero sulla valle
e canta per me una canzone:
“ un giorno tornerai ancora?”

Versione dei Gaberlunzie

Versione Bagpipes:

FLOWER OF SCOTLAND

La Scozia non ha nessun inno nazionale, ma ne ha molti “non ufficiali”, e Flower of Scotland, composta nel 1967 da Roy Williamson, componente del gruppo musicale folk The Corries, è uno di questi.
La canzone ricorda la Battaglia di Bannockburn, avvenuta nel 1314, quando l’esercito di Robert Bruce sbaragliò l’armata inglese guidata da Edoardo II d’Inghilterra: anche se in evidente inferiorità numerica, fu una vittoria gloriosa che garantì alla Scozia l’indipendenza dall’Inghilterra e a Bruce il titolo di Re.
Flower of Scotland oggi è molto usata negli eventi sportivi, nonostante la sua natura chiaramente anti-inglese, e viene suonata prima degli incontri internazionali di rugby e calcio.

FLOWER OF SCOTLAND

O Flower of Scotland,
When will we see
Your like again
That fought and died for
Your wee bit hill and glen.
And stood against him,
Proud Edward’s army,
And sent him homeward
To think again.
The hills are bare now,
And autumn leaves
Lie thick and still
O’er land that is lost now,
Which those so dearly held
That stood against him,
Proud Edward’s army
And sent him homeward
To think again.
Those days are past now
And in the past
They must remain
But we can still rise now
And be the nation again!
That stood against him
Proud Edward’s army
And sent him homeward
To think again.
O Flower of Scotland,
When will we see
Your like again
That fought and died for
Your wee bit hill and glen.
And stood against him,
Proud Edward’s army,
And sent him homeward
To think again. »

TRADUZIONE IN ITALIANO

O Fiore di Scozia
quando rivedremo
ancora le tue sembianze
che lottarono e morirono
per le tue colline e le tue valli
e si alzarono contro
l’esercito del fiero Edoardo
rimandandolo a casa
a ripensare ai suoi errori.
Ora le colline sono spoglie
e le foglie d’autunno giacciono secche e immobili
sulla terra ora perduta
così cara a coloro che la difesero
e si alzarono contro
l’esercito del fiero Edoardo
rimandandolo a casa
a ripensare ai suoi errori.
Quei giorni sono passati
e nel passato devono restare
ma possiamo ancora alzarci ora
ed essere di nuovo la nazione
che si alzò contro
l’esercito del fiero Edoardo
rimandandolo a casa
a ripensare ai suoi errori.
O fiore di Scozia
quando rivedremo
ancora le tue sembianze
che lottarono e morirono
per le tue colline e i tuoi campi
e si alzarono contro
l’esercito del fiero Edoardo
rimandandolo a casa
a ripensare ai suoi errori.

Eccone altre versioni:

BAGPIPE:

FOLK POWER-METAL: