Personaggi: Walter Scott, orgoglio nazionale

Tra gli artisti e gli intellettuali scozzesi più amati un posto d’onore va senza ombra di dubbio a Walter Scott, o meglio a Sir Walter Scott, poeta, scrittore e romanziere scozzese che visse a cavallo tra il 1700 e i 1800 nella nostra amata Scozia e che per la sua popolarità e importanza ricevette anche il prestigioso titolo di Baronetto. Alcuni suoi romanzi sono diventati dei classici e la sua vita è condita da curiosi avvenimenti: pensate che Scott presenziò al ritrovamento dei Gioielli della Corona nascosti per ben un secolo nel castello di Edimburgo! Ma chi era Walter Scott? Walter nacque ad Edimburgo il 15 agosto 1771, da un padre (suo omonimo) avvocato e  da una madre colta ed istruita perchè figlia di un medico. A causa di una poliomelite contratta in tenera età, Walter ebbe difficoltà a camminare per tutta la sua vita e la sua salute rimase sempre molto cagionevole.

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Un ritratto di Walter Scott (fontefonte)

La sua infanzia la trascorse nella fattoria paterna di Sandyknowe, nei Borders, non lontano dalla Smailholm Tower (la torre appare sulla copertina di qualche edizione della Lonely Planet Scozia): la natura, il folklore, le leggende ma anche l’antica storia scozzesi iniziarono ad ispirare Walter sin dalla tenera età influenzando anche la sua successiva produzione di romanzi e poesie. Rientrato ad Edimburgo dopo un periodo di cure termali a Bath, Walter frequentò dapprima la prestigiosa Royal High School, dimostrando subito una particolare predilizione per la lettura, poi una scuola di grammatica a Kelso e infine iniziò gli studi di legge per diventare avvocato come il padre. Pensate che aveva solo 12 anni e 21 quando iniziò a lavorare in tribunale. Nonostante il successo nella sua carriera però Walter manteneva la sua forte passione per la letteratura.

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Walter Scott ed i suoi cani (fonte)

Iniziò a viaggiare per la Scozia e anche per il Lake District per informarsi maggiormente sulla tradizione e sulle leggende del suo Paese natio che tanto lo affascinavano. Proprio in uno di questi viaggi conobbe Charlotte Genevieve Charpentier, che sposò nel 1797 e dalla quale ebbe ben cinque figli. Nel frattempo curò anche la traduzione di alcune opere tedesche e finalmente nel 1802-1803 pubblicò la sua prima raccolta di canzoni e ballate popolari dal titolo Border Ballads. Le opere successive acquisirono ancora più successo (The Lay of the Last Minstrel – 1805, Marmion – 1808, The Lady of the Lake – 1810 e altre). Un altro artista però stava diventando sempre più famoso in quel periodo, Byron, dunque Scott cercò di rilanciarsi nel campo della prosa, iniziando a scrivere romanzi storici: questo passaggio sancirà per sempre il suo successo.

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Scott Monument ad Edimburgo (fonte)

Nel 1814 viene pubblicato Waverley, la sua opera di maggior successo ed oggi considerata capostipite di tutti i romanzi storici. A questa ne seguirono moltissime altre, tra tutte voglio citare Rob Roy (1818) che ho iniziato a leggere ma che non ho finito e Ivanhoe (1819) che ho trovato  invece particolarmente interessante e piacevole. La sua vita non fu ovviamente tutta successi e felicità: nel 1825 la società di cui faceva parte – una tipografia – fallì lasciando a Scott un sacco di debiti. Senza accettare aiuto da nessuno (pare che addirittura il Re volesse aiutarlo!) Walter provò ad uscire dalla funesta situazione da solo, mettendosi a scrivere una quantità abnorme di romanzi che, tuttavia, non bastarono per ripagare l’enorme debito contratto. Anche la sua salute subì un duro colpo: dopo un leggero ictus intraprese un lungo viaggio in Europa e in Italia ma, al suo rientro in patria, morì a 61 anni il 21 settembre 1832, di tifo, nella propria dimora ad Abbotsford. Il suo debito su successivamente saldato vendendo la sua elegante dimora ma mantenendo i diritti d’autore sulle sue opere.

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Sir Walter Scott (fonte)

Alcune curiosità su Walter Scott:

  • Incontrò Burns: all’età di 15 anni Walter Scott ebbe un incontro con un altro grande scrittore scozzese, Robert Burns. Era l’inverno tra il 1786 e il 1787 e durante un incontro letterario ospitato dal professor Adam Ferguson (filosofo e storico scozzese). Pare che ad una domanda di Burns su chi avesse scritto una certa opera, solo Walter fu in grado di rispondere ed il bardo scozzese lo ringraziò per questo.
  • Pare che nello scrivere l’opera “Lady of the Lake” Scott si ispirò al suo lago scozzese preferito, il Loch Katrine: durante una vacanza nei Trossachs con la moglie e una delle figlie lo scrittore rimase folgorato dalla bellezza dello specchio d’acqua e decise di ambientarvi il suo poema.
  • Scott e i Gioielli della Corona: il sempre crescente interesse per la storia scozzese fece guadagnare a Walter il permesso da parte del futuro Re George IV di condurre delle ricerche sui Gioielli della Corona Scozzese, nascosti e spariti dalla circolazione nel 1707. Nel 1818 Scott assieme ad un gruppo di militari rintracciò ed aprì il baule nei quali erano rinchiusi, riportando alla luce i magnifici Gioielli della Corona Scozzesi.
  • Baronetto: per ringraziarlo del ritrovamento dei Gioielli il principe Giorgio nominò Walter Sir (Baronetto), nel marzo del 1820.
  • Waverley: la stazione dei treni di Edimburgo è l’unica al mondo ad essere chiamata come una grande opera letteraria. Waverley fu infatti il primo romanzo storico pubblicato da Walter Scott.
  • Scott e Manzoni: pare che Alessandro Manzoni si ispirò all’opera Ivanhoe di Scott per scrivere i suoi famosi Promessi Sposi
  • Vivere in un castello: Sir Walter Scott acquistò Abbotsford House, proprietà nei Borders vicino a Kelso a seguito dei primi successi ma non riuscì a godersela molto perchè fu presto coinvolto nel fallimento finanziario. Oggi l’elegante dimora è aperta al pubblico (http://www.scottsabbotsford.com/)
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Sir Walter Scott (fonte)

Scozia: cosa mettere in valigia?

Non so come mai oggi sono capitata sul blog di una fashion blogger e, trovando un articolo sulla Scozia, mi sono messa subito a leggere presa dalla curiosità. Posso esprimere il mio parere spassionato? Diffidate dei consigli in tema di abbigliamento di viaggio delle fashion bloggers!! Non so la vostra idea di viaggio, ma all’apparire sempre perfetta e alla moda preferisco godermi i paesaggi e i luoghi che visito, anche con i capelli spettinati, le scarpe da ginnastica e imbottita in un orrendo k-way deforme che almeno mi protegge dalla pioggia! Minigonne, vestitini fascianti, ballerine (orrore!), tacchi (ma perchè??), calze a rete, pellicciotti lepoardati e pochette brilluccicose non solo non serviranno a niente ma – parer mio – vi faranno sembrare davvero goffe e fuori luogo!

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Kilchurn Castle

Osservate la foto qui sopra: vi immaginate a camminare su un sentiero umido e fangoso con i tacchi? Ad andarvene in giro per le Highlands in minigonna con la pelle d’oca per il freddo e con i midges (i terribili moscerini scozzesi) che vi si appiccicano alle gambe? Ad uscire per fare due passi con il sole con i vostri sandaletti scamosciati e beccare un memorabile acquazzone? Ecco, se non volete sembrare delle grottesche creature zoppicanti dimenticatevi la moda….e vivete la Scozia al massimo! Non so voi, ma io quando viaggio mi sento davvero poco fashion ma molto comoda, free and happy…e soprattutto mi piace godermi i luoghi che visito anzichè sfilare per le strade come una modella e pensare solo alle fotografie trendy da farmi scattare in continuazione per far notare il mio outfit perfetto!  (modalità acida off)

Cosa mettere dunque in valigia? Le parole d’ordine sono due: waterproof e a cipolla! Il classico abbigliamento a strati è d’obbligo visto che il meteo scozzese può cambiare davvero in un battibaleno! Potreste uscire con il sole e trovarvi nel bel mezzo di una pioggia battente dopo 5 minuti, con una temperatura tiepidina prima e una brezza gelida poi. “Metti maglia, togli maglia”: questo sarà il vostro motto! Indispensabile è che almeno l’ultimo strato sia waterproof, sempre per il motivo sopra elencato: l’importante in questi casi è non bagnarsi fino alle ossa, il fatto di essere alla moda passa in secondo piano!

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Sull’isola di Lunga, in maggio: una giornata incredibilmente calda dove ho potuto sfoderare anche le maniche corte – ma con la giacca impermeabile nello zaino!

Il capo essenziale da mettere in valigia è dunque una giacca impermeabile, di quelle tecniche tipo soft shell che non fanno sudare eccessivamente se si cammina ma proteggono in caso di pioggia. Indispensabile che abbia il cappuccio da poter tirare su e giù in caso di leggere pioggerelline fastidiose. Io per esempio ne ho una della Campagnolo che ho usato anche in Islanda e che trovo perfetta! L’alternativa, se avete paura di soffrire il freddo, è il classico piumino imbottito ma con una mantella antipioggia sempre a portata di mano! L’ombrello? Inutile! State certi che si romperà appena lo avrete aperto! Se avete spazio in valigia potete anche provare a portarlo, ma un cappuccio sulla testa funzionerà meglio 🙂 Per quanto riguarda i pantaloni, solitamente me ne porto un paio di quelli impermeabili in tessuto tecnico (quelli nella foto sotto) ma sono affezionata ai cari vecchi jeans. Ho acquistato però anche dei pantaloni impermeabili  larghi da mettere sopra ai jeans tipo questi ma ammetto di non averli mai usati perchè, durante il mio ultimo viaggio, sono stata fortunatissima con il meteo!

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Sempre in maggio, ma clima diverso: Fairy Pools, Isola di Skye tutta imbacuccata e con i guanti! (scusate la pessima faccia ahahah)

Parlando di scarpe, vale la stessa regola: meglio la comodità all’eleganza! Come potete vedere dalla foto io uso spesso i miei scarponcini da montagna che mi proteggono dall’acqua e sono comodi per camminare. In alternativa uso scarpe da ginnastica che abbiamo almeno un minimo di idrorepellenza ma sono sicuramente da scartare sandali, ballerine e tacchi. Unico strappo alla regola, le infradito: dormendo spesso in ostello una ciabatta per fare la doccia è essenziale! Per quanto riguarda gli accessori dipende molto da voi e da quanto siete freddolosi: per il mio primo viaggio in Scozia (foto qui sopra) mi sono portata guanti, berretto e sciarpa anche se era maggio. Sono felice di averlo fatto, perchè vi assicuro di aver beccato delle giornate così fredde che non so come avrei fatto senza. Se questi accessori vi sembrano superficiali in piena estate, in inverno invece servono eccome, anche se programmate di rimanere solo ad Edimburgo. Una cosa da non dimenticare è il pigiama: se in estate in Italia siete costretti come me a dormire con le finestre aperte – cosa comunque inutile perchè tanto fa caldo lo stesso – in Scozia la notte dormirete sotto ad un morbido piumone!

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Ad Elgol, Isola di Skye, un bel sole ma un vento freddissimo!

Non è vero che in Scozia piove sempre (per fortuna!) e quindi ben venga – se viaggiate in estate – portarvi qualche t-shirt o maglia più leggera per godervi il sole scozzese (io l’anno scorso mi sono bruciata la faccia, no comment!), così come gli occhiali da sole. Putroppo il clima scozzese non è prevedibile, quindi occorre avere vestiti giusti per ogni evenienza: l’importante, e questo vale per i viaggi in generale, è non esagerare con la quantità e portarsi capi comodi e pratici. Io viaggio sempre leggera e solo con  bagaglio a mano e porto pochissime cose in modo da avere tanto spazio in valigia per qualcosa da riportare a casa…spesso e volentieri cibo!

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Sempre maggio, sole tiepido e tante coccole!

Avete altri consigli sulle cose da portare in Scozia? Come vi vestite di solito quando viaggiate nei Paesi nordici? Raccontatemelo qui sotto nei commenti 🙂

La Scozia nel Cuore – luglio: PAESAGGI VERDI

Anche questo mese eccoci con “La Scozia Nel Cuore”, iniziativa per la quale ho preso spunto dal #wetravelweshare di Agnese di I’ll B Right Back (grazie Agnese!!). In giugno abbiamo visto molte bellissime immagini di castelli, simbolo per eccellenza della Scozia. Il tema di questo mese invece lo ha scelto per voi la mia mamma. Le ho chiesto cosa le viene in mente se dico Scozia e lei, senza indugio, mi ha risposto PAESAGGI VERDI. Devo ammettere di aver visitato la Scozia solo una volta in estate (gli altri viaggi invece li ho fatti in maggio e uno addirittura in inverno) e di non aver goduto appieno di vallate verdeggianti, machair fioriti e pascoli brillanti. Quindi ecco, volete mostrarmi un pò di verde Scozia voi? Sono molto curiosa e spero, col viaggio di quest’anno, di colmare questa “mancanza di verde” nel mio repertorio scozzese 🙂

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Alessia e Valerio – Where are Ale&Vale?

I miei ricordi della Scozia sono un po’ sbiaditi, visto che dal nostro ultimo road trip sono passati dodici anni. Ma alcune cose non potrò mai dimenticarle. Tipo i colori. Non so spiegarlo, ma in Scozia sembrano più vividi. Il blu del mare, il viola delle colline, il grigio del cielo. E il verde, come in questa foto scattata ai Trossachs, nelle Lowlands, una zona che ci avevano suggerito di non vedere perché con meno appeal rispetto alle Highlands. Io dico che si sono sbagliati, voi che ne pensate?😉

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Silvia – The Food Traveler

Se questa fotografia dovesse avere un titolo, sarebbe Da qualche parte sull’isola di Skye. Ci sono stata in più occasioni e ne conservo diverse immagini, ma questa è quella che per me rappresenta Continue reading “La Scozia nel Cuore – luglio: PAESAGGI VERDI”

Visitare il Castello di Edimburgo

 

Simbolo per eccellenza non solo della capitale ma dell’intera Scozia e attrazione più visitata della Nazione, il castello di Edimburgo attira numerosissimi visitatori da tutto il mondo promettendo un salto indietro nell’avvincente storia scozzese e dei bellissimi panorami sulla città. Il suo fascino si nota già da lontano: arroccato sulla sommità di una roccia vulcanica sembra messo a guardia della Old Town, la sua mole imponente si può avvistare in moltissimi punti della città e la notte, illuminato in vari colori, assomiglia ad un faro che indica la via da seguire per non perdersi nell’oscurità. Il celebre Royal Mile, conduce dritti dritti all’ampia Castle Esplanade, collegando il castello all’altro simbolo di Edimburgo, l’Holyrood Palace.

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Il castello di Edimburgo fotografato dai giardini di Princes Street

Prima di vedere le cose più interessanti presenti all’interno dell’Edinburgh Castle, voglio raccontarvi brevemente la sua storia. Il sito dove sorge l’odierno castello (che viene definito Castle Rock), grazie alla sua posizione super strategica, pare sia stato abitato sin dal 900 AC anche se la struttura che vediamo oggi risale al XVI secolo. Negli anni successivi non esistono notizie certe sul castello di Edimburgo fino al VII secolo quando un “Din Eydin” viene citato in un poema Gallese e gli studiosi sono certi si tratti dello stesso castello di Edimburgo (il nome gaelico per la città è Dùn Èideann, molto simile). Il castello iniziò a trasformarsi in una fortezza reale durante il regno di David I (che regnò dal 1124 al 1153) ed è propro a questo periodo che risale l’edificio più antico di tutto il castello e anche di tutta la città, la St Margaret’s Chapel. Successivamente, durante le Guerre di Indipendenza Scozzesi, il castello passò più volte in mano agli inglesi, ma venne poi prontamente riconquistato dagli scozzesi. Durane il regno degli Stuart il castello di Edimburgo crebbe in magnificenza ed importanza: vennero aggiunti edifici e ammodernati quelli esistenti per renderlo confertevole come abitazione anche se con la costruzione del più consono Holyrood Palace il castello venne poi utilizzato come fortezza militare e come rifugio sicuro nei tempi di guerra. Anche nei secoli successivi l’Edinburgh Castle mantenne il suo ruolo di base militare, sia durante la Guerra civile di Cromwell che durante le Rivolte Giacobite del 1715 e del 1745. Dal 1818 iniziò a farsi chiaro il potenziale turistico del castello e molte parti vennero ricostruite o restaurate aprendo poi più tardi ai visitatori di tutto il mondo.

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L’entrata al castello di Edimburgo, con le statue di Wallace e Bruce ai lati del cancello

Lo ammetto: amo particolarmente i castelli diroccati, antichi, abbandonati, invasi da un’aria di mistero e magia. Mi attraggono meno invece i castelli troppo ricostruiti, dove è difficile sentire gli echi del passato e immaginare la vita di molti secoli fa. Ecco che quindi non ho apprezzato per nulla il Castello di Stirling e che quello di Edimburgo non è certo tra i miei preferiti. Credo però che una visita sia d’obbligo a quello che è il simbolo dell’intera Scozia e quindi…ecco alcune idee sulle cose da non perdere all’interno di Edinburgh Castle!

spazioI Gioelli della Corona e la Stone of Destiny

Sicuramente la parte più interessante del Castello di Edimburgo è questa sala, tenuta sotto stretta osservazione (porta blindata, guardie, antifurto, allarmi e chi più ne ha più ne metta – vietato fare fotografie!), dove sono conservati i Gioelli della Corona Scozzese (Honours of Scotland): lo scettro fu presentato a James IV dal Papa in persona nel 1494, così come la spada fu regalato allo stesso sovarano da Papa Giulio II. La corona risale invece all’incoronazione della moglie di James V, Maria di Guisa. Furono usati assieme per la prima volta in occasione dell’incoronazione di Mary Stuart nel 1543. La Stone of Destiny merita una storia a parte che potete leggere qui.

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I Gioielli della Corna (fonte)

St. Margaret’s Chapel

Edificio più antico di Edimburgo e l’unico in parte originale rimasto all’interno del castello, la St. Margaret’s Chapel fu costruita attorno al 1130 sul putno più alto della Castle Rock per volere di David I in onore di sua madre, la Regina Margaret. Margaret (1045 – 1093) fu Regina consorte di Malcolm III, una donna inglese pia e dedita ai poveri e ai bisognosi che venne canonizzata da Papa Innocenzo IV nel 1250. Oggi la piccola cappella, che rappresenta un vero e proprio angolo di pace all’interno del grande complesso del castello, è curata dalla “St. Margaret’s Chapel Guids” che la fornisce di fiori freschi per accogliere i visitatori. Un curiosità: i membri di questa gilda devono chiamarsi Margaret (come primo nome o nomi successivi).

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St Margaret’s Chapel (fonte)

The Great Hall

La Great Hall fu compleatata nel 1511 per James IV e si trova nel cuore del castello. Non so se l’aspetto attuale rispecchi pienamente quello originale, ma i soffitti alti, il legno, le armature e le armi appese alle pareti danno senza ombra di dubbio un senso di grandezza e potere. In alto, alla desta del caminetto, c’è una piccola finestrella dalla quale i sovrani potevano osservare le persone presenti nella grande sale senza dovervici entrare. Pare che Mary Stuart cenò nella grande sala del Castello di Edimburgo, poco dopo essere arrivata in Scozia dalla Francia e prima di trasferirsi definitivamente ad Holyrood Palace.

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The Great Hall (fonte)

The Royal Palace

Questa fu la casa di Re e Regine nel periodo in cui il castello venne usato come residenza reale per la famiglia Stuart. Soffiti decorati (aggiunti nel 1617), caminetti immensi e pareti rivestite di legno. La parte più curiosa degli appartamenti reali è la minuscola stanzetta dove nel 1566 Mary Queen of Scots diede alla luce il figlio James (e dove era morta Mary of Guise, la sua stessa madre). Pare che il parto di Mary fu difficile e doloroso e che un’ancella della Regina tentò di usare la magia per trasferire tutte le sofferenze da Mary ad un servo. L’ultimo regnante che dormì negli appartamenti reali fu Charles I, che vi passò la notte nel 1633, prima della sua incoronazione.

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The Royal Palace (fonte)

One o’clock Gun

Restando in tema di cannoni, se visitate il castello di Edimburgo non potete perdervi il One o’clock Gun! Si tratta della singolare tradizione di sparare un colpo di cannone all’una esatta di ogni giorno. Quest’usanza nacque nel 1861 quando le navi nel porto di Edimburgo, a Leith, avevano bisogno di un chiaro segnale per regolare gli orologi di bordo. Inizialmente era stata installata una “Time Ball” sul Nelson Monument di Calton Hill, dove una grande palla veniva lasciata cadere lungo un’asta ma in caso di cattivo tempo/poca visibilità (cosa non così rara in Scozia) ciò era inutile. Ecco perchè si decise di passare ad un sistema “acustico” anzichè visivo. Ancora oggi potrete assistere al One o’clock gun dal lunedì al sabato ad eccezione del giorno di Natale e del Venerdì Santo. Non fate come me, che avevo l’orologio indietro e pensavo di avere ancora un paio di minuti per poter andare in bagno… preparatevi per tempo per godervi lo spettacolo!

 

Le prigioni

Forse una delle parti che ho preferito, perchè conservano un’atmosfera particolare e sono state magistralmente ricreate per dare l’idea della vita dei prigionieri che passarono o finirono le loro vite qui. I primi prigionieri furono dei francesi, catturati nel 1758 a seguito della Guerra dei sette anni. Il prigioniero più piccolo fu un bambino di 5 anni catturato nella battaglia di Trafalgar, nel 1805. Nel 1720 venutn pirati proveniente dai Caraibi furono catturati, imprigionati ed in seguito impiccati. All’interno delle prigioni sono esposte delle vecchie porte di legno dove i prigionieri nel corso degli anni hanno intagliato scritte e disegni, davvero toccanti.

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Prison of War (fonte)

Il cimitero dei cani

Anche se l’accesso è vietato, vedrete il cimitero dei cani affacciandovi alle mura del castello. In uso sin dal 1840, il piccolo cimitero ospita i cani degli ufficiali e dei soldati. Qui riposano Don, Major, Flora, Sheena, Jess, Yum Yum e molti altri piccoli eroi.

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I musei

All’interno del castello di Edimburgo sono ospitati quattro importanti musei: il National War Museum, lo Scottish National War Memorial e i Regimental Museums. I musei ospitano mostre di oggetti e armi usate dai soldati scozzesi nel corso dei secoli, lettere, quadri, vestiario, effetti personali, tutto legato al mondo militare.

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La vista dal castello, che spazia fino al Firth of Forth

 

spazioUn pò di informazioni pratiche:

Orari di apertura:

  • Estate (1 aprile – 30 settembre): 9.30 – 18 (ultimo ingresso alle 17)
  • Inverno (1 ottobre – 31 marzo): 9.30 – 17 (ultimo ingresso alle 16)
  • Chiuso 25 e 26 dicembre. Il primo gennaio il castello è aperto dalle 11 alle 17

Tickets:

  • Adulti: 17£
  • Bambini (5-15): 10.20£
  • Bambini (under 5): free
  • Audio Tour in italiano: +3.50£
  • Chi è in possesso dell’Explorer Pass entra gratuitamente

Consigli:

Per evitare lunghe code e specialmente se viaggiate nei periodi più turistici (estate/Natale) vi consiglio vivamente di acquistare un biglietto online.

La visita al castello vi portrerà via più o meno due orette.

Sito ufficiale

https://www.edinburghcastle.gov.uk/

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Edinburgh Castle by night

 

 

 

Iona Abbey, l’abbazia sull’isola sacra

C’è un posto in Scozia che sembra uscito direttamente da una favola, un piccolo paradiso sottoforma di isoletta circondata da acque pure e cristalline e da spiagge di sabbia bianchissima: le pecore brucano oziosamente l’erbetta verde, il colore dei machair fioriti contrasta con l’azzurro del mare e un’aria mistica e sacra aleggia tutto attorno. Sto parlando dell’Isola di Iona, della quale vi avevo già raccontato in questo post e che ho avuto la fortuna di visitare in un splendida giornata di sole primaverile.

Ciò che attira i turisti su Iona non è solo il magnifico paesaggio da cartolina ma anche l’importante valenza storica di Iona Abbey, uno dei luoghi più sacri dell’intera Scozia e dei centri religiosi più antichi d’Europa e dalla quale, secoli e secoli fa, partì la cristianizzazione del popolo scozzese ad opera di St.Columba. Ma chi era questo Santo? Columba era un monaco che nel 563 arrivò sull’Isola di Iona dall’Irlanda e, assieme ad altri 12 monici, fondò il primo monastero con l’intento di cristianizzare gli allora “selvaggi e pagani” scozzesi (che all’epoca ancora non si chiamavano scozzesi, ma Pitti e Scoti). Da Iona, che in poco tempo divenne un importante e fiorente centro religioso, i monaci partivano con la missione di portare la fede cristiana in tutta la parte settentrionale della Gran Bretagna e i pellegrini arrivavano da tutta Europa per pregare.

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L’Abbazia di Iona oggi

Nei primi secoli di vita furono molti gli attacchi da parte dei vichinghi ad Iona e alla sua abbazia, in particolare si ricorda quello del 806 in cui 68 monaci vennero massacrati sulla spiaggia detta “Martyr’s Bay”. Continue reading “Iona Abbey, l’abbazia sull’isola sacra”

Personaggi: Robert the Bruce

La figura di Robert the Bruce, personaggio famoso e controverso nella storia scozzese, è legata alle vicende di William Wallace e alle guerre d’indipendenza scozzesi. Ecco di seguito la storia del grande sovrano e guerriero scozzese che garantì l’Indipendenza al suo popolo.

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Robert Bruce (o de Brus) nacque l’11 luglio 1274 nell’Ayrshire, in una famiglia aristocratica di origini normanne e scozzesi legata alla lontana alla famiglia reale di Scozia: il nonno di Robert era infatti uno dei pretendenti al trono che venne poi assegnato a suo cugino John Baliol da Re Edoardo d’Inghilterra (per approfondire la vicenda leggete la storia della Scozia qui), sovrano che sia Robert che il padre sostennero nella sua successiva scelta di deporre Baliol (rivelatosi un regnante scomodo) dal trono invadendo la Scozia e governandola come una provincia dell’Inghilterra. Si conosce molto poco dell’infanzia di Robert: suo padre era Robert de Brus, 6° Lord di Annadale e sua madre era Marjorie, contessa di Carrick. Robert visse nel Sud della Scozia, pare parlasse il Gaelico, il Francese Normanno, lo Scozzese e probabilmente anche l’Inglese e all’età di 20 anni ereditò il titolo di Earl of Carrick da parte di sua madre.

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La ricostruzione del volto di Bruce, basata sulla forma del suo teschio (fonte)

Nel 1296 i Bruce firmarono un patto con Continue reading “Personaggi: Robert the Bruce”

La Scozia nel cuore – giugno: CASTELLI

Eccoci con il primo appuntamento con “La Scozia nel Cuore”, iniziativa per la quale ho preso spunto dal #wetravelweshare di Agnese di I’ll B Right Back (grazie Agnese!!). Il tema di questo mese era CASTELLI: sono il simbolo della Nazione, le attrazioni più visitate dai turisti, ciò che maggiormente trasmette alla Scozia quell’alone romantico e misterioso. Sono tantissimi, per l’esattezza si stima che ne esistessero attorno ai 3000, molti dei quali oggi sono andati persi o sono solo degli antichi ruderi. Ognuno è particolare, ognuno racconta un pezzettino di storia scozzese vecchia di secoli. Qualunque siano i vostri gusti, che preferiate i manieri sfarzosi o le fortezze diroccate, in Scozia c’è il castello adatto a voi! Ecco dunque le vostre fotografie, i vostri ricordi, i vostri castelli preferiti in Scozia! Grazie a tutti per aver partecipato!

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Ilaria Fenato – Viaggio con la Fotografia

Dunvegan Caslte, Isola di Skye. Una giornata uggiosa e fredda, ogni gocciolina d’acqua che mi sfiorava il viso cercava di ricordarmi dove fossi, come ci ero arrivata e perchè. Il viso umido ma il cuore caldo di gioia all’idea di aver messo piede in un luogo così remoto, selvaggio e aspro ma dai colori così caldi e tranquilli, sarei rimasta anche tutto il giorno sotto quell’acqua leggera che fluttuava traspostata dal vento, non riuscivo a convincere i piedi a spostarsi per tornare a prendere il bus. Ogni volta che guardo questa foto sento il viso umido, il vento ed i piedi bloccati

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Stefano Bagnasco – CheckIn Blog

Fuori dai classici giri turistici, uno degli ultimi castelli visitati è stato quello di Huntingtower. Si trova vicino a Continue reading “La Scozia nel cuore – giugno: CASTELLI”