Clan Campbell

Quello dei Campbell è uno dei Clan più noti della Scozia grazie alla loro leggendaria faida con i loro acerrimi rivali, il clan MacDonald. Anche se non fu il Clan più popolare di Scozia, fu certamente tra quelli che ebbero maggior successo e, nel corso del XIII secolo, crebbe nell’ombra fino a diventare il più potente Clan delle Highlands occidentali nel tardo Medioevo.

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STORIA

I genealogisti contemporanei sostengono che il Clan ha avuto origine da un lontano antenato chiamato MacDuibne oppure O’Duibne (figlio di Duibne) e ne collocano le radici ai tempi del leggendario Re Artù. Il cognome “Campbell” deriva dal gaelico Caimbeul ossia “bocca storta o attorcigliata”, forse una caratteristica di un antico capo clan.

L’ancestrale sede del Clan è la regione di Argyll anche se si registra la loro presenza in questa zona solo dal tardo XIII secolo ed il primo Campbell che si ricordi, tale Gillespic Campbell nel 1263, aveva una tenuta nel cuore della Scozia, a Menstrie, a est di Stirling. Tuttavia, prima del 1293, il figlio di Gillespic, Cailean Mòr, dominava anche il Loch Awe dall’isola-fortezza di Innis Chonnell: prorpio da lui tutti i futuri clan chiefs presero il patronimico “MacCailean Mòr”. Purtroppo Cailean fu sconfitto da John MacDougall, signore di Lorn, durante uno scontro nelle colline attorno al Loch Awe.

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(Fonte)

L’ascesa al potere del Clan iniziò effettivamente con i figli di Cailean Mòr, i quali parteciparono alle sanguinose guerre d’indipendenza scozzesi durante il XIV secolo assieme al re Robert Bruce. Un figlio, Neil, fu coinvolto nella fuga di Bruce, a seguito della sconfitta di Methven nel 1306, e per il suo aiuto fu ricompensato con il matrimonio con la sorella del re, Mary. Da allora in poi, i discendenti di Neil iniziarono a far crescere il loro potere nell’ovest, grazie al loro saldo legame con i Bruce e gli Stewart. Essenziale per il loro successo fu il nipote di Neil, Gillespic of Arran: la sua amicizia con Robert the Stewart portò i Campbell di Loch Awe ad acquisire un vasto dominio, dal Firth of Clyde al Firth of Lorn (più o meno, dall’Isola di Arran a quella di Mull). Quandò l’amico salì al trono come Robert II, dando inizio alla dinastia degli Stewart, i fedeli sostenitori Campbell vennero insigniti del titolo di Tenenti Reali nella regione di Argyll. Da allora i Campbell di loch Awe divennero gli occhi e le orecchie della Corona negli indisciplinati territori dell’Ovest e furono coinvolti nella lunga e turbolenta disgregazione dell’impero dei loro rivali, i MacDonald, Signori delle Isole, che furono definitivamente destituiti nel 1493.

A quei tempi, i Clan Chiefs dei Campbell non erano solo dei potenti lord regionali ma avevano anche acquisito un’importante posizione nel cuore del Governo del Paese. Questo processo culminò nel 1483 con la nomina di Colin Campbell, primo Conte di Argyll (Earl of Argyll) a cancelliere del re James III. Durante il XVI secolo i Campbell continuarono a partecipare agli “affari nazionali”. A seguito della Riforma Protestante nel 1560 essi accolsero a braccia aperte la nuova religione e capeggiarono le battaglie contro quei Clan che si rifiutavano di accettarla. Sempre più territori nell’ovest caddero nelle loro mani. Il Re James non si aspettava di certo che i Campbell avrebbero presto giocato un ruolo fondamentale nella caduta dei Clan cattolici e della dinastia Stewart. Forse se avesse ascoltato il Vescovo Andrew Knox il corso della storia sarebbe stato differente. Il chierico scrisse: “Nemmeno io posso pensare che sia buono e redditizio per sua maestà, far acquisire così potere ai Campbell; neppure per sradicare un clan pestifero e soppiantarlo con uno nuovo”. Molte volte, nel corso del XVII secolo, i Campbell combatterono contro gli eredi di James minacciando di distruggere la diffusione della Riforma e sia il primo Marchese (1661) che suo figlio, il IX Conte (1685), finirono sul patibolo per le loro opinioni. Questo periodo negativo per i Campbell finì con l’esilio del cattolico James VII e II nel 1689 e la sua sostituzione al trono con il protestante Guglielmo d’Orange. Da allora in poi la loro forza continuò a crescere e rivestirono un importante ruolo nello scontro tra il Governo e i Giacobiti, sostenitori di James.

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Albero genealogico del Clan Campbell (Fonte)

 

Il massacro di Glencoe: Nel tardo gennaio 1692, alcuni soldati del reggimento dell’Argyll marciarono da Fort William fino a Glencoe, sede dei MacIan of Glencoe, un ramo dei MacDonald Clanranald. Ne approfittarono dell’ospitalità dei MacIan per 12 giorni finchè, rispondendo ad un segnale lanciato nel bel mezzo della notte, saltarono fuori dai loro letti e massacrarono tutte le persone che trovarono. Il povero Alasdair MacIan fu il primo ad essere ucciso, freddato nella sua vestaglia da notte. Sua moglie, cadendo ai suoi piedi, fu spogliata, trascinata fuori e lasciata morire nella neve. All’alba, 38 tra uomini, donne e bambini erano morti. Glencoe, soprannominato fino a quel giorno “la valle stretta”, diventò da quel momento “Glen of weeping, the very valley of the shadow of death” (la valle delle lacrime, l’autentica valle dell’ombra della morte) come scrisse Thomas Macaulay nella sua nota “Storia dell’Inghilterra”.

I Campbell furono ricompensati per la loro lealtà. Il Re Guglielmo d’Orange conferì loro un Ducato al X Conte nel 1701 e a tempo debito il II Duca venne appuntato come uno dei primi marescialli nella British Army. Egli guidò le truppe di Giorgio I d’Inghilterra nella battaglia di Sherrifmuir contro James Stuart, il “vecchio pretendente”, nella Rivolta Giacobita del 1715. Gli uomini di Campbell parteciparono anche alla disfatta del movimento Giacobita: nel 1746 essi furono l’unico Clan delle Highland a schierarsi con le truppe governative nella sanguinaria battaglia di Culloden, che terminò con la sconfitta del Bonnie Prince Charlie, il “giovane pretendente”. La fine del ‘sogno giacobita’ portò il Clan Campbell ad essere l’indiscusso leader delle Highland occidentali.

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Il massacro di Glencoe (Fonte)

 

SIMBOLI

Clan Crest:

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Motto:

NE OBLIVISCARIS (“non dimenticare”)

Plant Badge:

Ogni clan aveva una pianta distintiva, della quale un rametto veniva messo sul bonnet, tipico cappello scozzeseQuella del Clan Campbell era il Bog Myrtle, il mirto di palude.

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Tartan:

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CASTELLI DEL CLAN CAMPBELL

In una piccola isola all’interno del Loch Awe sorgono le imponenti rovine dell’Innis Chonnel Castle, oggi suggestivamente ricoperte di edera: anticamente era la fortezza da dove Cailean Mòr dominava i suoi territori prima della sua prematura morte per mano dei MacDougall di Lorn, attorno al 1296. Anche se oggi non è che un rudere, il castello, uno dei più vecchi di Scozia, mantiene tutta la sua imponente maestosità e sembra impossibile che sia stato costruito solo da un Lord minore, quali erano i Campbell del XII e XII secolo. Forse Cailean Mòr fu il primo a risiedervi in qualità di custode per conto di Alexander III di Scozia e la fortezza fu in verità costruita come castello reale oppure dai potenti MacDougall of Lorn.

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Innis Chonnel Caslte (Fonte)

 

In ogni caso gli antenati di Cailean Mòr devono aver sicuramente avuto uno o più castelli da qualche parte nella zona, anche se meno imponenti di Innis Chonnel. Un possibile candidato è l’impronunciabile Caisteal na Nighinn Ruaidhe, ossia il castello della fanciulla dai capelli rossi, che sorge su di un isolotto nel Loch Avich, a ovest del Loch Awe. La fanciulla in questione, secondo molti, era Brigid figlia di Dugal MacCaurre, che dominava sulla zona del Loch Avich. Secondo la tradizione Brigid sposò Dougal Campbell of Craignish, portando le terre di suo padre nell’impero dei Campbell. Guarda caso, nelle colline soprastanti il Loch Avich, si trova Càrn Chailein, il ‘tumulo di Colin’, che marca il luogo dove Cailean Mòr sarebbe stato ucciso dai MacDougall of Lorn, trafitto alla schiena da una freccia.

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I resti di quello che forse è stato il Caisteal Na Nighinn Ruaidhe (Fonte)

 

Nel 1445 il discendente di Cailean Mòr, tale Duncan Campbell, fu nominato Lord Campbell dal re James II. Poco dopo prese l’audace decisione di spostare la sede del Clan dall’entroterra, cioè dal Loch Awe, alle coste del Loch Fyne, un lungo fiordo con lo sbocco sul mare. Là, ad Inveraray, egli costruì un nuovo castello. Non è ancora chiaro il motivo per cui Duncan scelse di abbandonare la dimora dei suoi avi, ma aveva forse bisogno di vivere in una posizione più centrale dopo l’espansione dell’impero Campbell. Il crescente coinvolgimento di Duncan nel governo nazionale gli richiedeva anche di fare sempre più viaggi nelle Lowlands, in particolar modo ai castelli di Edimburgo e Stirling e Inveraray era nella posizione ideale per raggiungere entrambe le fortezze. Tuttavia l’antica Innis Chonnel non fu totalmente abbandonata ma acquisì il nuovo ruolo di prigione per chi infrangeva la legge dei Campbell. Il più noto prigioniero fu Donald Dubh, ‘Black Donald’, nipote di John, l’ultimo Signore delle Isole (Lord of the Isles), che era stato incarcerato per quasi tutta la vita, dalla gioventù a ‘quando i suoi capelli divennero grigi’.

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Inveraray Castle (Fonte)

 

Il nipote e successore di Lord Campbell, Colin 1°Conte di Argyll (1st Earl of Argyll), fece un secondo e altrettanto significante trasloco attorno al 1464. All’epoca egli sposò Elizabeth Stewart e attraverso il matrimonio acquisì Castle Gloom, situato nelle Ochil Hills a est di Stirling. Rinominato “Campbell Castle” nel 1489, Gloom divenne la sede principale del Conte nelle Lowlands, da dove egli poteva partecipare agli affari reali e svolgere le sue mansioni come cancellieri di Scozia. Lui e i suoi successori svilupparono ed abbellirono la fortezza originale costruita dagli Stewart fino a creare uno dei castelli tardo medievali più impressionanti di Scozia. Nel gennaio 1563 Mary Stuart, Queen of Scots, si recò a Campbell Castle come ospite per partecipare al matrimonio del suo parente, James Stewart Lord Doune, con Margaret, la sorella del 5° Conte di Argyll.

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Castle Campbell (Fonte)

 

Tra i numerosi rami staccatisi nel corso degli anni dal Clan Campbell originale, il più importante e potente fu senza dubbio quello dei Campbell of Glenorchy che arrivò persino rivaleggiare con i loro predecessori Campbell of Argyll per la supremazia dei territori. Il più importante castello di questo ramo del Clan fu Kilchurn Castle che sorge su un promontorio nel Loch Awe circondato da un bellissimo paesaggio.

Un altro castello di un ramo cadetto merita una menzione: Cawdor Castle, vicino a Nairn, acquisito tramite matrimonio ed ingrandito nel corso degli anni.

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Kilchurn Castle

CLAN STEWART

Nel tardo XI secolo, un gentiluomo chiamato Alan fitzFlaald arrivò in Inghilterra dalla Bretagna. Entrò a far parte della famiglia di Henry I (Enrico I d’Inghilterra) e divenne un ricco Lord. Alla sua morte lasciò tre figli: il primogenito, Jordan, ereditò le proprietà del padre in Bretagna mentre al secondo, William, venne affidato il patrimonio famigliare inglese. Il figlio più giovane, Walter, vedendo poche prospettive di trarre qualche vantaggio economico nei due Paesi, decise di tentare la fortuna alla corte di David I di Scozia. La sua si rivelò una scelta davvero azzeccata! I discendenti di Jordan non acquisirono mai titoli più elevati del cavalierato, quelli di William diventarono Conti di Arundel (antichissimo titolo nobiliare inglese), mentre Walter FitzAlan fondò una dinastia che avrebbe regnato non solo sulla Scozia ma su tutta la Gran Bretagna.

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STORIA

Al giorno d’oggi tutti hanno un cognome ma nella Scozia del XII secolo non erano del tutto comuni. La maggior parte delle persone erano conosciute con il nome di battesimo e con il nome del padre – come per esempio Kennet MacAlpin o Walter fitzAlan, dove Mac e fitz significano ‘figlio di’. Un altro modo di distinguere due persone con lo stesso nome era quello di attribuire soprannomi adatti alle loro qualità o cariche, come per esempio “il Conquistatore”, o “the Lion” (il leone). Si stava inoltre diffondendo l’usanza di collegare una persona al luogo di provenienza (Robert Bruce o ‘De Brus’ proveniente da Brus, oggi Brix, in Normandia) oppure dove viveva (per esempio Archibald of Douglas). La pratica di attribuire un cognome in base al mestiere stava prendendo piede proprio in quel periodo e una delle prime famiglie a farlo furono proprio gli Stewart.

Poco dopo essersi stabilito in Scozia, Walter fitzAlan (morto nel 1177), fu nominato “High Steward of Scotland” (ossia ‘assistente’ della famiglia reale, una sorta di primo ministro) del Re David in persona, con la responsabilità di governare la tenuta reale. La nomina non giunse inaspettata: gli antenati di Walter avevano servito con steward alla corte di Dol, in Bretagna. Walter svolse diligentemente il suo lavoro e la carica divenne presto ereditaria: suo nipote, Walter il III Steward, fu il primo ad adottare il cognome Stewart.

Oltre a nominare Walter suo Steward, il re David gli elargì grandi proprietà nella Scozia meridionale, soprattutto nel Renfrewshire e nel nord Ayrshire. Ma la sua non era solo una ricompensa per il leale servizio. Nel XII secolo il Firth of Clyde rappresentava il confine tra la Scozia e la Norvegia: il fratello maggiore di David, re Edgar, aveva ceduto la sovranità sulle Isole Ebridi al Re Magnus Barelegs nel 1098 e così a David serviva qualcuno di affidabile che lo aiutasse a difendere il suo reame dai discendenti dei Vichinghi e a riconquistare i territori perduti. Walter the Steward e i suoi eredi non lo delusero. Nel 1164 Walter respinse un’enorme flotta di navi che portavano la bandiera del potente condottiero Somerled. L’autonominatosi ‘Lord of the Isles’, Signore delle Isole e antenato del Clan MacDonald, fu ucciso durante la battaglia e lo Steward portò la sua testa alla cattedrale di Glasgow come un trofeo.

La sconfitta di Somerled rappresentò il punto di svolta: entro il 1200 Alan, il secondo Steward, aveva riconquistato l’isola di Bute per la Corona Scozzese. I re norvegesi furono costretti a difendersi. Ad un’invasione fallita nel 1230, ne seguì un seconda nel 1263, con Hakon IV re di Norvegia che comandava di persona la sua flotta. Nel settembre dello stesso anno egli navigò nel Clyde e combatté una sanguinosa ma non decisiva battaglia con Alexander, il quarto Steward, a Largs. Hakon fu costretto a ritirarsi, provato più dal tempo che dalle forze scozzesi: l’ultimo dei conquistatori norvegesi nella Scozia occidentale.

Immagine che rappresenta la battaglia di Largs
Immagine che rappresenta la battaglia di Largs

Trenta anni dopo che gli Stewart aiutarono il loro sovrano a scacciare l’invasore, vennero chiamati per respingerne un altro. Le Guerre d’Indipendenza con l’Inghilterra che scoppiarono nel 1296 arrivarono quasi a cancellare l’indipendenza scozzese: la sua sopravvivenza fu dovuta al coraggio di molte persone, ricordate o meno, primi fra tutti proprio gli Stewart. James, il quinto Steward, combatté a fianco di William Wallace a Falkirk nel 1298 e divenne uno dei più grandi sostenitori di Robert Bruce. Per ringraziarlo, quest’ultimo elargì grandi favori al giovane figlio del suo adepto, Walter il sesto Steward, affidandogli il comando, assieme a Sir James Douglas, di una brigata a Bannockburn (1314). In seguito alla gloriosa vittoria, Bruce diede a Walter sua figlia Marjorie in sposa: questo atto segnò l’inizio dell’egemonia degli Stuart, rafforzata dalla nascita, nel marzo 1316, del figlio di Walter e Marjorie, Robert, che aveva chiaramente sangue reale. A re Robert I Bruce succedette il figlio David II ma alla morte di quest’ultimo, avvenuta senza eredi, nel 1371, salì al trono proprio Robert II Stuart, figlio di Walter e Marjorie: si estingueva il casato reale dei Bruce ed iniziava la dinastia regnante degli Stewart, che sarebbe rimasta al potere per ben 336 anni.

King Robert II Stuart
King Robert II Stuart

Anche prima che gli Stewart diventassero ‘Reali’ la famiglia si era espansa dalla loro sede nel Renfrewshire: uno dei primi fu Walter, il fratello più giovane del 1° Steward, che nel 1261 acquisì tramite matrimonio la contea di Menteith, nei pressi di Stirling. Il suo patrimonio non includeva solo la zona centrale dei Trossachs ma anche territori più a Ovest, come il Knapdale nell’Argyll. Un altro importante discendente fu John, il secondo figlio del quarto Steward, che divenne Lord di Bonkyl, nel Berwickshire, e che morì alla battaglia di Falkirk nel 1298. I suoi sette figli crearono un immenso patrimonio da cui si diramarono gli Stewart Conti di Angus, Galloway e Lennox (da questi ultimi discendeva Darnley, il secondo marito di Mary Queen of Scots) e quelli di Appin, Lorn e Innermeath e Rosyth. Quando, nel 1371, Robert II divenne il VII Steward, le proprietà del casato crebbero grazie alle generose concessioni del sovrano: nuove terre e nuovi titoli vennero affidati agli Stewart, la maggior parte dei quali confiscati ad altre nobili dinastie, come per esempio ai Douglas. Gli Stewart si ritrovarono così proprietari dei primi quattro Ducati creati in Scozia e di ben sedici Contee, ma il loro numero andava crescendo sempre più: non si trovava facilmente nel reame un luogo senza l’ombra degli Stewart.

Da Galloway alle Shetland nome, titoli, fatti e misfatti di questa potente famiglia dominarono le pagine della storia scozzese. Tra i rampolli del casato che governarono il reame spiccano i nomi di Robert, I Duca di Albany conosciuto come “il re non incoronato”, John, IV Duca di Albany cresciuto in Francia e che non conosceva nemmeno una parola scozzese e James, Conte Moray, che ricoprì la carica di reggente dal 1567 fino al suo assassino, avvenuto tre anni dopo. Come figlio di James V, avrebbe dovuto essere incoronato al posto di sua sorella minore, Mary Stuart, Queen of Scots, se solo fosse stato riconosciuto e legittimato dal padre che aveva generato ben sei figli illegittimi. Meno memorabile fu la carriera di Alexander, I Conte di Buchan, uno dei quattordici figli di Robert II e fondatore degli Stewart of Atholl. Si guadagnò il suo nomignolo “The Wolf of Badenoch” (il lupo di Badenoch) conducendo la sua banda soprannominata ‘wyld wykked Helandmen’ fuori dal loro nascondiglio nel Cairngorms per bruciare e saccheggiare villaggi nella zona di Moray. Ad un altro noto Stewart, Patrick Conte of Orkney (Isole Orcadi), venne affibbiato il soprannome “Black Patie” perché il suo fu un regno del terrore nelle Isole Orcadi e Shetland: fu così empio, così crudele, che al momento della sua decapitazione, avvenuta ad Edimburgo nel 1615, l’esecuzione venne posticipata per permettergli di imparare a memoria tutte le preghiere di assoluzione!

L'antico stemma degli Stewart
L’antico stemma degli Stewart

Visti i generosi privilegi ricevuti, ci si sarebbe aspettati che gli Stewart sarebbero rimasti fedeli alla causa dei loro parenti della famiglia reale. Ma non fu sempre così, soprattutto durante il periodo delle Rivolte Giacobite, quando James VII di Scozia e II d’Inghilterra fu esiliato e i suoi eredi, il ‘Vecchio’ e il ‘Giovane’ Pretendente, tentarono di ristabilire la successione Stuart al trono. Quando Culloden portò il movimento Giacobita ad una fine disastrosa nel 1746, c’erano molte migliaia di Stewart in Scozia, ma solo gli Stewart of Atholl e Appin combatterono nelle linee giacobite.

I SOVRANI STUART

Il casato degli Stewart, o Stuart, regnò sul Regno di Scozia per 336 anni, tra il 1371 e il 1707, con una breve interruzione tra il 1649 e il 1660 dovuta all’istituzione del Commonwealth o Repubblica Parlamentare ad opera di Oliver Cromwell. Dopo la morte di Elisabetta I d’Inghilterra (1603), l’ultima monarca della dinastia Tudor, il casato degli Stuart le succedette sui troni di Inghilterra e Irlanda, oltre che a mantenere anche quello scozzese: James V di Scozia fu anche I d’Inghilterra. Nel 1707, quando venne promulgato l’Union Act, l’atto di unione che vedeva la Scozia privata della sua indipendenza e la nascita del Regno di Gran Bretagna, il loro posto come famiglia reale venne preso dai lontani cugini Hannover, designati da un atto parlamentare (Act of Settlement) a succedere nella linea dinastica alla morte dell’ultima sovrana Stuart, Anna. Esclusi dalla linea di discendenza, gli Stuart tentarono varie volte di riprendersi il loro legittimo trono: James VII di Scozia e II d’Inghilterra in primis, il cui regno fu interrotto con l’esilio in seguito alla Gloriosa Rivoluzione di Guglielmo d’Orange, suo genero, e successivamente suo figlio, James Francis Edward Stuart (il vecchio pretendente) e suo nipote, Charles Edward Stuart (il giovane pretendente). Questi, conosciuto come Bonnie Prince Charlie, fu il protagonista dell’ultimo, disperato tentativo di riprendersi il trono scozzese, conclusosi drammaticamente con la battaglia di Culloden. Gli Stuart e i loro sostenitori vennero definitivamente sconfitti. La dinastia reale degli Stuart si estinse nel 1807 con la morte di Henry Stuart, fratello del Bonnie Prince e ultimo figlio legittimo di James Francis Stewart, che era un cardinale cattolico.

I sovrani della dinastia Staurt
I sovrani della dinastia Staurt

La più celebre tra i regnanti di questa dinastia fu senza ombra di dubbio Mary, che fu anche la prima a cambiare il cognome da Stewart a Stuart, pronunciato cioè alla maniera francese proprio perché Mary passò tutta la sua giovinezza presso la corte del re di Francia. Per saperne di più su Mary, Queen of Scots, e la sua drammatica storia, potete leggere una sua breve biografia qui.

SIMBOLI

Clan Crest:

clan crest stewart stemma stuart

Motto:

Virescit vulnere virtusdal latino “il coraggio cresce più forte con una ferita”

Plant Badge:

Ogni clan aveva una pianta distintiva, della quale un rametto veniva messo sul bonnet, tipico cappello scozzese. Nel caso del Clan Fraser, la pianta è il cardo

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Tartan:

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Royal Stewart Tartan

Curiosità:

Il clan Stewart non ha un Chief, un capo: per questo fa parte degli “Armigerous Clan“, ossia l’insieme del clan senza il proprio Chief. Il XIII Conte di Galloway, Randolph Stewart, è considerato come una sorta di guida, il cosiddetto ‘cadetto anziano’ (senior cadet), ma non è propriamente il Clan Chief. Randolph, nato nel 1928, ha avuto una vita difficile: ancora da piccolo gli è stata diagnosticata la schizofrenia, gli è stato indotto il coma insulinico a scopo terapeutico ed è stato infine lobotomizzato a 23 anni. Ha passato la maggior parte della sua vita in manicomi o case di cura. Spostato con una donna della classe operaria, Mary Budge, non ha figli e quindi eredi. La contea e tutti le signorie del Lord di Galloway passeranno quindi al secondo cugino di Randolph.

Rami del Clan:

Stewart of Galloway, Stewart of Appin, Stewart of Atholl, Stewart of Bute, Stewart of Balanquhidder, Stewart of Darnley.

Riproduzione ottocentesca di un membro del Clan Stewart
Riproduzione ottocentesca di un membro del Clan Stewart

CASTELLI

Il tempo non è stato clemente coi castelli dei primi Stewart. I resti della loro antica sede di Renfrew (nei pressi di Glasgow), costruita dal primo Steward al suo arrivo in Scozia nel 1130, sono oggi coperti da strade asfaltate. Fortunatamente il castello di Robert Croc, uno dei suoi cavalieri ed affittuari, è sopravvissuto al passare del tempo per darci almeno l’idea di come sarebbe potuto essere Renfrew Castle: si può supporre che si sia trattato di una grande fortezza, circondata da fossati riempiti d’acqua e protetta da una possente palizzata di legno. Crookston Castle, vicino a Paisley, domina tutt’ora la zona grazie alla sua posizione in cima a una collina e rimane ben visibile il suo fossato circolare.

Poco sopravvive anche della seconda fortezza costruita dai primi Steward, Dundonald Castle vicino a Kilmarnock, nell’Ayrshire: venne ricostruito più volte nel corso degli anni, prima dal IV Steward e poi dal primo ‘Royal Stewart’, re Robert II.

Dundonald Castle
Dundonald Castle

Il secondo Steward costruì un castello, tutt’ora intatto, sull’Isola di Bute attorno al 1200… e che castello! Rothesay Catle non fu solo uno dei primi castelli in muratura dell’intera Scozia, ma era anche il primo ad avere una forma circolare. Solo una manciata di castelli di questo genere furono costruiti in Gran Bretagna, il più famoso Windsor, costruito da Henry I, l’ex datore di lavoro di Alan fitzFlaald. La forma di Rothesay non è la sua unica caratteristica: murato nelle mura di cinta postume, si trova l’originale parapetto merlato dal quale la guarnigione difese due volte il castello contro i potenti Vichinghi. Nel 1230 gli invasori della Norvegia riuscirono a schivare le frecce e la pece bollente per poi prendere le mura a colpi d’ascia per entrare. La vulnerabilità del castello spinse il quarto Steward ad aggiungere le quattro torri sporgenti rotonde alle mura originali. L’imponente gatehouse (edificio sopra il cancello d’entrata) rettangolare fu aggiunta solo successivamente dal suo discendente, James IV, attorno al 1500.

Rothesay Castle
Rothesay Castle

Mentre Alexander stava aggiungendo le torri circolari a Rothersay, il suo fratello minore Walter Stewart Conte di Menteith, stava costruendo un altro castello a Skipness, nella sua proprietà appena acquistata, a Knapdale, Argyll. Anche qui gli Stewart crearono qualcosa di inusuale, dato che le feritoie a forma di croce lungo le mura occidentali sono uniche nel suo genere nell’intera Scozia. Sembra che questa forma fosse stata una delle preferite di Walter ed esempi simili sono stati successivamente scoperti anche in altri due dei suoi castelli, Brodick e Doune.

Doune Castle è generalmente associato a Robert Stewart, I Duca d’Albany e Governatore per conto del suo debole fratello, Robert III. Albany governò per almeno 20 anni fino alla sua morte, nel 1420, alla veneranda età di 80 anni. Il castello di Doune è caratterizzato dagli ampissimi spazi e dalle enormi cucine, un magnifico esempio di fortezza medievale scozzese. Tutto il contrario è il Loch an Eilean Castle nei Cairngorms, associato con il fratello minore del Duca d’Albany, Alexander ‘Wolf of Badenoch’. Il castello, che sorge su di un isola al centro di un lago, era il nascondiglio perfetto per il parente di una famiglia reale che era uscito dai binari e aveva estorto col ricatto al Vescovo Bur di Moray la dichiarazione della sua fedeltà coniugale. Nel 1390, Alexander ‘the Wolf’ si vendicò, guidando la sua banda armata fuori dalla sua proprietà fino a Elgin, dove incendiarono la cattedrale. Come risposta il Vescovo lo scomunicò. Gli uomini al servizio di ‘the Wolf’ provenivano probabilmente da vari clan, ed Alexander fondò il proprio, gli Stewart of Atholl, nel Pertshire. La loro sede divenne Blair Castle, vicino alla cattedrale di Dunkeld, dove the Wolf venne infine sepolto nel 1406. Blair fu la residenza dei Conti e Duchi di Atholl per secoli, ma rimane poco di realmente medievale dietro le sue pareti imbiancate.

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Doune Castle

Un’altra sede degli Stewart of Atholl, Balvenie Castle a Glen Fiddich, se l’è cavata meglio. John, il IV Conte, costruì un nuovo edificio in un angolo dell’antico castello costruito dai potenti Comyn (Clan Cumming) nel XIII secolo. Un pannello di pietra nei pressi dell’entrata reca il suo blasone e il motto di famiglia ‘Furth fortum and fil thi fatris’ (vai avanti con la fortuna e riempi i tuoi forzieri). Il Conte accolse Mary Queen of Scots nella sua nuova residenza nel 1562.

Per quanto ne sappiamo, gli Stewart of Appin non ricevettero mai visitatori importanti nel loro Castle Stalker, costruito sulla piccola “Eilean an Stalcaire”, l’isola del cacciatore, nel Loch Linnhe, ma è possibile che James V passò poco lontano dal castello durante la sua spedizione navale contro il Lord of the Isles, nel 1540. Ugualmente, pare che nessun visitatore importante si sia mai recato nei castelli costruiti da Patrick Stewart, Conte delle Isole Orcadi e Signore delle Shetland: chiunque sarebbe rimasto colpito dalla loro qualità e raffinatezza, in particolar modo il Kirkwall Palace, sede del Conte. Il fatto che James VI non abbia mai visitato questi castelli è da attribuire tanto alla distanza quanto alla personalità del suo congiunto. Black Patie, com’era soprannominato Patrick, era una persona davvero spregevole ed esercitò una tirannia inimmaginabile sugli abitanti delle Isole, trattandoli come schiavi per costruire il suo nuovo palazzo a Kirkwall e le sue residenze a Scalloway e a Jarlshof sulle Shetland.

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Castle Stalker

I monarchi erano molto più inclini a visitare i castelli delle Lowlands dei loro congiunti Stewart. nel 1568, Francis Stewart, V Conte Bothwell, accolse James VI alla sua nuova ed innovativa residenza a Crichton Castle nel Midlothian. Solo quattro anni dopo egli tentò di rapire James mentre si trovava a Holyroodhouse ad Edimburgo. Gli Stewarts of Traquair, nel loro magnifico castello vicino a Peebles accoglievano frequentemente e loro congiunti reali, ospitandoli per la notte: tra tutti spiccano i nomi di Mary Queen of Scots e il suo secondo marito Darnley, nel 1566 e il Prince Charles Edward nel 1745, prima della sua marcia verso l’Inghilterra. La storia narra che Bonnie Prince Charlie entrò dalla cosiddetta ‘Porta dell’orso’, che venne chiusa a chiave una volta che il principe ebbe lasciato il castello. Nel chiudere la porta il Conte giurò che non l’avrebbe più riaperta fino a che un altro Stuart non si fosse seduto di nuovo sul trono della Gran Bretagna. ‘The steekit yetts’, ovvero i cancelli bloccati, rimangono tutt’oggi chiusi.

Crichton Castle
Crichton Castle

CLAN MACDONALD

Tra i vari Clan scozzesi, due acquisirono grande autorità durante il XIV secolo ed ebbero un ruolo fondamentale nella politica dell’epoca: gli Stewart (poi “Stuart”) e i MacDonald. E questi Clan tuttavia non potrebbero essere stati più diversi tra loro. Gli Stewart provenivano dalle Lowlands, con antiche radici risalenti alla Francia Normanna. I MacDonald invece erano originari delle Isole Ebridi, saldamente radicati nel regno gaelico-norreno che nacque a seguito delle incursioni vichinghe del IX secolo. Mentre gli Stewart rappresentavano il nuovo ordine feudale, i MacDonald rimanevano fortemente legati alla cultura celtica.

Le due grandi casate però hanno avuto una cosa in comune: entrambe aspiravano alla sovranità del Paese. Così quando gli Stewart ascesero al trono scozzese nel 1371, i MacDonald, “Lord of the Isles” (Signori delle Isole), con il sangue di Somerled – il grande condottiero gaelico-norreno – nelle vene, videro un’opportunità per accrescere la propria posizione. Si venne a creare il terreno adatto per una grande sfida, una valorosa battaglia. La lotta centenaria tra Stewart e MacDonald non era solo uno scontro tra due Clan, era uno scontro tra due culture il cui esito avrebbe determinato quale tipo di Paese sarebbe diventata la Scozia. Quello scontro, ed il risultato che ebbe, risuona ancora ai giorni nostri.

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STORIA

Il Donald dal quale il Clan prende il nome era il nipote del grande Somerled. Conosciuto anche come Rìgh Erra Ghàidheal (king of Argyll), Somerled era uno dei più potenti condottieri delle Ebridi attorno al XII secolo. Nel 1158 egli sconfisse in una grande battaglia navale suo cognato Godfrey, Re dell’Isola di Man, acquisendo il titolo di Rìgh Innse Gall, re delle Isole, e governando quindi tutte le Isole, da Man a Lewis. Tuttavia, egli non era ancora soddisfatto. Nel 1164 la sua enorme flotta salpò verso est nel Firth of Clyde, facendo rotta verso il cuore del regno scozzese. Questo viaggio purtroppo segnò la sua rovina. Fu ucciso nei pressi di Renfrew Castle, sede degli Steward di Scozia (assistenti al governo scozzese); la sua testa, dopo la decapitazione, fu trasportata nella cattedrale di Glasgow come un trofeo di guerra.

Somerled
Rappresentazione del condottiero Somerled

La morte di Somerled portò alla veloce frammentazione del suo impero e della sua eredità, che secondo le usanze gaeliche vennero divisi tra i due figli. Dugald, probabilmente il più vecchio, divenne Rìgh Erra-Ghàidheal, governando sull’Argyll e le Southern Isles e fondando il Clan MacDougall. Ranald, il figlio minore, assunse il titolo di Rìgh Innse Gall, governando su Kintyre ed Islay. I due figli di Ranald, Ruari e Donald, fondarono a loro volta due importanti Clan: il Clan MacRuaris decadde in importanza mentre al contrario il Clan MacDonald prosperò. Così tanto che è impossibile, ai giorni nostri, sfogliare un elenco telefonico di ogni parte del mondo e non trovarvi almeno un MacDonald! Non si conosce praticamente nulla di Donald, se non che egli guidò i suo Clansmen in varie battaglie da Ulster a Moray. Nel tempo, il Clan Donald sarebbe divenuto il principale tra i discendenti di Somerled, ma ai giorni di Donald esso era meno significante di altri clan, come per esempio i MacDougalls.

Poi arrivarono le Guerre di Indipendenza con l’Inghilterra, quando nobili famiglie scozzesi dovettero giurare la loro lealtà da una parte o dall’altra. I MacDougalls si schierarono con il re John Balliol, la marionetta di Edoardo I d’Inghilterra. Il figlio ed il nipote di Donald, Angus Mòr e Angus Og (Angus il grande e Angus il giovane), supportarono invece la causa di Robert Bruce. E quando il “piccolo” Angus con il suo esercito di 5000 abitanti delle Isole sostenne Bruce nella vittoria di Bannockburn nel 1314, il destino dei discendenti di Somerled fu stabilito. Le terre appartenenti ai MacDougall – Jura, Coll, Tiree, Glencoe, Morvern, Locharber – vennero sequestrate e date in concessione ai MacDonalds. Angus morì nel 1330, e secondo la sua scelta venne sepolto sull’Isola di Iona, vecchio luogo di incoronazione degli antichi re del regno di Dalriada (antico regno scozzese che comprendeva Argyll, Bute, e un pezzo di Irlanda del Nord e abitato dagli scoti). Le braci morenti della vecchia sovranità delle Isole venivano attizzate ancora una volta.

Sigillo di Angus òg MacDonald
Sigillo di Angus òg MacDonald

Da allora in poi, la crescita del Clan MacDonald fu meteorica. Dal 1336, il figlio di Angus, John, si designò del titolo di “Lord of the Isles”. Il matrimonio con sua cugina Amy, erede dei domini del Clan MacRuari, gli fece guadagnare i territori di Knoydart, Moidart, e le isole di Mull, Rum, Uists e Barra. E nel 1343, David II, il figlio di Bruce, gli assegnò anche le isole di Lewis e Harris (Ebridi Esterne). Era come se Lord John stesse riassemblando l’antico regno di Somerled, ma con la consapevolezza che la scena politica era cambiata completamente dai tempi dell’antico condottiero. Se prima due corone – Norvegia e Scozia – avevano combattuto per il dominio delle Ebridi, ora solo “the king of Scots”, il re degli scozzesi, rimaneva a governarle. A John non rimaneva che tentare di entrare nelle sue grazie, tentando l’ascesa nella nobile società scozzese. Nel 1350 divorziò da Amy e sposò Lady Margaret, figlia di Robert the Steward (steward era colui che rivestiva un’importante carica amministrativa per il Re di Scozia). E nel 1371, quando quest’ultimo divenne Robert II, John si trovò parte della casa reale, fedele alleato del re e uno dei più potenti uomini nel reame. All’ora della sua morte, avvenuta a Ardtornish Castle nel 1387, egli stava regnando su di un vasto “Hebridean Empire”, impero delle isole Ebridi.

Ma il figlio di John, Donald, non si accontentava solo delle Ebridi, voleva di più. Nel 1402 la morte di suo cognato, il Conte di Ross, senza eredi maschi, rappresentò un’occasione d’oro. Donald prese d’assalto il Great Glen per assicurarsi con la forza la fedeltà della contea: i grandi castelli di Urquhart, Inverness e Dingwall caddero nelle sue mani, e stessa sorte toccò all’Isola di Skye, parte dell’egemonia del Ross-shire. I MacLeod, fino a quel momento il principale Clan dell’Isola, furono tutt’altro che felici. La storia racconta che un MacDonald stava ispezionando la sua nuova proprietà quando scivolò sull’orlo di una scogliera e sfuggì alla morte aggrappandosi ad una zolla d’erba. Una donna MacLeod, sentendo il suo grido d’aiuto, lo raggiunse e borbottò “Ah, bene, si sono presi tutto il resto, si prenderanno anche questo!” e detto ciò diede un calcio alla zolla, facendo precipitare lo sfortunato MacDonald.

Rappresentazione del
Rappresentazione del “Signore delle Isole”

Nonostante queste nuove acquisizioni, il neo-proclamato Conte di Ros non era soddisfatto. Nel 1441, mentre la corte degli Stewart era coinvolta in uno scontro di potere internazionale, Donald marciò fuori dalle Highlands alla testa di un esercito di 10.000 scozzesi, comprendente non solo appartenenti al suo Clan ma anche ai Cameron, MacKinnons, MacKintosh, MacLean e MacLeod. Solo una piccola armata di Clan delle Lowlands, frettolosamente assemblata, si frappose al suo cammino: i due eserciti si incontrarono ad Harlaw, vicino ad Inverurie, Aberdeenshire. Quella sanguinosa ma non decisiva battaglia fu una pietra miliare nella storia scozzese, perché fu la prima combattuta tra Highlander e Lowlander. Donald “of Harlaw” ottenne la vittoria ma gli Stewart erano in allerta. Si diffusero storie di una banda, i cui membri venivano chiamati “wyld wykkyd Helandmen” e descritti come persone stanamente abbigliate che scendevano dalle loro montagne sicure sui poveri, civilizzati Lowlanders. Il Re il Lord of the Isles ora condividevano una diffidenza reciproca. Per tutto il secolo le due parti giocarono un gioco mortale del gatto e del topo, dal quale dipendeva la futura sovranità della Scozia.

Nel 1462, all’oscuro di tutti se non di pochi privilegiati, John, 4° Lord of the Isles, stipulò un patto segreto con Edoardo IV d’Inghilterra e col recente caduto in disgrazia 9° Conte di Douglas. Con il cosiddetto ‘trattato di Westminster-Ardtornish’, i tre si promettevano aiuto reciproco nell’eliminare la dinastia Stewart e dividersi la Scozia. L’Inghilterra avrebbe avuto il Sud del Paese lasciando MacDonald e Douglas a litigarsi il resto. Quando il patto giunse alle orecchie dei Royal Stewart, segnò la fine del dominio delle Isole. Lord John venne definitivamente spogliato delle sue terre e dei suoi titoli nel 1493, e morì nel 1503, non nella potente Ardtornish ma in una modesta tenuta a Dundee. Il dominio delle Isole morì con lui: la dinastia di Somerled non esisteva più. Dopo quattro secoli di manovre politiche e militari, la Scozia feudale aveva definitivamente prevalso sul suo antico passato celtico. Il Clan Donald provò a recuperare la situazione, e non meno di sette tentativi vennero fatti nei seguenti 50 anni. Nel 1539 per esempio Donald Gorm MacDonald of Sleat insorse, solo per essere ucciso con una freccia nell’occhio, scoccata dai bastioni dell’Eilean Donan Castle. Quell’insurrezione portò James (Giacomo) V in persona nelle Ebridi, e la sua visita continua a vivere anche ai giorni nostri sull’isola di Skye: il nome del villaggio Portree deriva dal gaelico Port Rìgh, che significa porto del re. L’ultimo tentativo avvenne nel 1545, quando Donald Dubh (Donald il nero), il nipote di Lord John, raccolse una flotta di 180 galee e 4000 uomini in Irlanda: purtroppo egli morì a causa della febbre e il piano di rivolta andò lentamente a svanire.

Un'altra rappresentazione del Signore delle Isole
Un’altra rappresentazione del Signore delle Isole

La caduta del Signore delle Isole comportò disastri politici e culturali, non solo per i MacDonald ma per tutti i Gaeli. I singoli Clan, MacLean, MacLeod e MacNeils, non sarebbero mai più stati uniti sotto un unico Lord, governando le Ebridi come ‘consiglio delle Isole’. D’ora in poi ognuno avrebbe pensato per sé, con inevitabili conseguenze. Le faide diventarono all’ordine del giorno e il periodo che seguì la caduta del dominio delle isole venne chiamato linn nan creach (gli anni delle incursioni); l’avvenimento più noto di questo periodo è il massacro del Glencoe (territorio dei MacDonalds), avvenuto nel 1692, quando alcuni soldati del reggimento dei Campbell of Argyll sterminarono il Clan MacIain del Glencoe e devastarono la maggior parte delle loro tenute in una fredda mattina di febbraio. Questo è solo un esempio delle numerose atrocità perpetrate da ambo le parti.

Ma i MacDonald e gli altri Clan sarebbero tornati di nuovo insieme. A seguito del rovesciamento del regno di James VII e II da parte di Guglielmo d’Orange e sua moglie Mary, nel 1689, essi diedero vita all’esercito giacobita che combattè così validamente a Killiecrankie (1689), Sheriffmuir (1715), Glenshiel (1719) ed infine a Culloden (1746). Essi combatterono per riportare al trono la legittima dinastia regnante scozzese, gli Stuart. Quelli stessi Stuart che, in passato, li avevano portati alla caduta.

SIMBOLI

Clan Crest:

clan crest macdonald motto

Motto:

Per mare, per terras

Plant Badge:

Ogni clan aveva una pianta distintiva, della quale un rametto veniva messo sul bonnet, tipico cappello scozzese. Nel caso del Clan MacDonald, la pianta è Eather, ossia l’Erica, pianta diffusissima in tutta la Scozia.
Heather erica clan macdonald

Tartan:

Come per gli altri Clan scozzesi, anche il Clan Donald ha vari tipi e colori di tartan. Il più conosciuto è questo sotto

tartan macdonald clan donald

I CASTELLI DEI MACDONALD

I MacDonald, Signori delle Isole, erano tra le famiglie più potenti in Scozia nel corso del tardo medioevo, ossia nel periodo in cui i grandi castelli fiorirono sul territorio scozzese. Eppure essi non costruirono nessun grande casello. Gli altri figli di Somerled invece lo fecero: i MacDougall costruirono l’imponente Dunstaffnage, vicino a Oban, e i MacRuaris l’altrettanto massiccio Castle Tioram, sul Loch Moidart.

È vero che i MacDonald acquisirono un gran numero di castelli nel corso degli anni quando posarono le mani sulle Ebridi ed oltre, tra i quali Skipness, Urquhart e Dunluce, nell’attuale Irlanda del Nord. Ma non erano stati loro a costruirli. I castelli che edificarono loro stessi erano modesti per gli standard dell’epoca; era come se essi fossero così forti, così sicuri di sé e della loro posizione all’apice della società Gaelica da non avere bisogno di spaventose difese. La sede del Clan, su Islay, rappresenta perfettamente tutto questo: non era una maestosa fortezza arroccata in cima ad una scogliera, ma un gruppo di edifici su di due isole pianeggianti situate in un Loch nell’entroterra. Finlaggan sembra più un lavoro della natura che dell’uomo, con la sua stupenda posizione sulle due isolette, Eilean Mòr (la grande isola) e la più piccola Eilean na Comhairle (l’Isola del Concilio), che furono il cuore dell’Impero dei MacDonald per oltre 400 anni. Fu qui che la maggior parte dei Clan Chiefs (capi clan) vennero insigniti della loro carica, con un elaborato rituale nel quale il nuovo Chief metteva i piedi in un’impronta scolpita nella roccia, a rappresentare il fatto che egli avrebbe dovuto seguire i passi dei suoi predecessori. Quando la cerimonia terminava, i festeggiamenti continuavano per più di una settimana.

I resti di Finlaggan oggi
I resti di Finlaggan oggi

Finlaggan era anche dove il Concilio delle Isole si riuniva per discutere di affari. Equivalente ad un consiglio privato, esso includeva non solo i capi tra i MacDonald ma anche altri Clan Chiefs che riconoscevano la supremazia del Signore delle Isole, come per esempio MacLean of Duart, MacLeod di Dunvegan e Harris, Macneil di Barra. Essi discutevano di affari sull’Isola del Concilio, mentre risiedevano su Eilean Mòr. Finlaggan era probabilmente usato solo in queste occasioni, mentre normalmente i Chiefs del Clan MacDonald risiedevano altrove. La loro principale residenza su Islay potrebbe essere stata Dunyvaig Castle, sulla costa meridionale.

La sede dei capi clan nella zona del Kintyre (penisola della Scozia occidentale nei territori di Argyll and Bute) era quasi certamente Dunaverty Castle, situato a sud di Campbeltown, dove Angus Òg diede riparo a Robert Bruce nel 1306 dopo la sconfitta di Methven. Dunaverty guadagnò un diverso tipo di notorietà nel 1493, quando John MacDonald of Dunyvaig riconquistò il castello dalle mani di James IV dopo la decadenza dei Signori delle Isole. La prodigiosa espansione dell’impero dei MacDonald durante il XIV secolo si spostò verso Nord, lasciandosi i territori del Kintyre e di Islay alle spalle. Mentre Finlaggan manteneva le sue funzioni cerimoniali, per ragioni pratiche i Signori delle Isole si stabilirono anche a Nord, ad Ardtornish Castle, nella regione detta Morven. Il primo ed il secondo Signore delle Isole morirono proprio in questo castello. Per un altro periodo, durante in XV secolo, i loro discendenti vissero anche a Dingwall Castle, in qualità di Conti di Ros. Di Dingwall Castle oggi non rimane più nulla, ma di Ardtornish Castle sono ancora visibili le rovine. Anche in questo caso il castello non è il tipo di residenza che ci si aspetta per un grande Lord: nessun muro di cinta protegge l’edificio principale a due piani, che è esposto e circondato da una serie di strutture in rovina che ricordano la struttura di Finlaggan.

Ardtornish Castle oggi
Ardtornish Castle oggi

Il potere dei MacDonald era così vasto e diffuso che non c’è castello nelle Ebridi che non sia collegato a loro. Alcuni furono costruiti proprio dai signori del Clan, altri vennero acquisiti tramite matrimonio, concessioni o altri mezzi non proprio pacifici. I MacDonald governarono il proprio regno da quei castelli, e in essi morirono. Arrivarono persino ad incarcerare i loro parenti all’interno di quei castelli, come lo sfortunato Uisdean MacGilleasbuig Chlerich, provò a sue spese nel 1602. Uisdean – o Hugh – era un uomo molto conosciuto che aveva ambizione di diventare Chief dei MacDonald di Sleat, con il piano di uccidere Donald Gorm Mòr of Sleat (Isola di Skye) ed altri leader del Clan durante il ricevimento di inaugurazione della sua nuova residenza a Skye. La congiura fu sventata quando le lettere di invito furono recapitate alle persone sbagliate: allo stesso capo clan fu spedita la lettera indirizzata all’assassino ingaggiato per l’occasione! Hugh fu inseguito fino all’Isola di North Uist, catturato e portato a Duntulm Castle, la residenza del Clan Chief che avrebbe dovuto uccidere, e rinchiuso nelle segrete, dove venne nutrito solo con manzo salato e niente acqua finchè la sua vita non ebbe fine. Si dice che i suoi gemiti siano tuttora udibili nelle rovine di Duntulm Castle.

Molti altri castelli vennero collegati prima o poi al nome dei MacDonald, anche se non erano di loro proprietà. Uno fra tutti Urquhart Castle, sulle sponde del Loch Ness. Innumerevoli volte, dopo il 1395, i MacDonald invasero il Great Glen e conquistarono Urquhart, all’epoca una roccaforte reale, per realizzare il loro scopo di diventare Conti di Ross. Per 150 anni il castello passò dalle mani dei reali Stuart a quelle dei Signori delle Isole come un osso conteso tra due cani affamati. Disprata, la famiglia reale affidò la responsabilità del castello ad alcuni leali sostenitori, prima i Gordon e poi i Grant. Ma essi non se la cavarono meglio – fino al 1545, quando i MacDonald si riversarono nel Glen un’ultima volta. Durante quell’incursione i MacDonald portarono via 3377 pecore, 2355 capi di bestiame, 2204 capre, 395 cavalli, 122 maiali, 64 oche e, dal castello stesso, 12 materassi di piuma e altri pezzi d’arredamento, tini per la fermentazione della birra, spiedi per arrostire la carne, un baule contenente 300£, polvere da sparo, armature e tre barche. Non per niente, l’episodio fu chiamato “The great Raid”, la grande incursione.

Un'illustrazione del
Un’illustrazione del “Great Raid” ad Urquhart Castle ad opera del Clan MacDonald.

I castelli del Clan Donald non sono soltanto tra i più antichi di Scozia, sono anche tra gli ultimi che simboleggiano l’arte bellica dell’epoca. Mingary, nell’Ardnamurchan, ne è un buon esempio. Nel 1588, dopo la dispersione dell’Invincibile Armada spagnola, esso resistette a un bombardamento da parte di un galeone spagnolo che si era rifugiato nella baia di Tobermorry e che fu poi trafugato da Lachlan MacLean of Duart, allora alleato dei MacDonald. Durante la guerra civile del 1640 la fortezza resistette ad un altro assalto: furono gli stessi MacDonald questa volta ad attaccare la fortezza, che era caduta nelle mani dei loro acerrimi nemici, i Campbell. Un secolo dopo Mingary era ancora presidiata, questa volta dalle giubbe rosse del governo (redcoats, dal colore delle loro uniformi). Charles Edward Stuart, conosciuto come il Bonnie Prince Charlie, mise piede sui territori britannici per la prima volta nel 1745, non lontano dal castello, e i Campbell furono veloci a spedire delle sentinelle per presidiare l’area. Nonostante fossero passati 500 anni, Mingary era ancora adatto agli scopi militari. Bonnie Prince Charlie riuscì ad avanzare nel suo tentativo di riconquista e stava quasi per riuscire a restaurare la dinastia Stuart al trono inglese e scozzese quando venne brutalmente sconfitto a Culloden, il 16 aprile 1746, insieme alle speranze che il Clan Donald aveva di riprendersi il legittimo titolo di Signori delle Isole.

Mingary Casle
Mingary Casle

Fonte: Clan and Castle, the lives and lands of Scotland’s great families (Historic Scotland)

CLAN FRASER

Vi avevo già parlato in questo post degli antichi Clan scozzesi, della loro nascita, delle loro caratteristiche, dei segni che li contraddistinguono. In bilico tra leggenda e realtà, ogni clan serba gelosamente la propria storia, ricordando i propri antenati, i personaggi celebri ed il proprio motto e simboli distintivi. Ad ogni famiglia corrisponde un castello, sede storica del Clan oppure utilizzato ancora ai giorni nostri come abitazione per i Clan Chief, i rappresentanti del Clan. È molto interessante approfondire la storia dei Clan scozzesi, e tra tutti i sette più “potenti” e conosciuti dell’intera Scozia ho deciso di iniziare con il Clan Fraser, reso celebre dalla recente serie televisiva “Outlander” (tra l’altro consigliatissima, girata nei magnifici paesaggi scozzesi), tratta dai romanzi della scrittrice Diana Gabaldon. La magia della tv (ed ancor prima dei libri!): milioni di persone in tutto il mondo, fino a poco tempo fa ignare di ogni minima caratteristica di un clan scozzese, oggi conoscono motto, simbolo identificativo ed addirittura alcuni personaggi storici del Clan Fraser. Ma veniamo ai fatti reali…

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STORIA

Anche se il Clan Fraser viene accomunato alle Highlands così come lo è il whisky di malto, la sua storia inizia invece nei Borders scozzesi, nelle Lowlands, zona che si trova a sud di Edimburgo, sul confine con l’Inghilterra e che nel corso della storia si è sempre distinta fortemente per cultura e per stile di vita dalla parte più settentrionale e più selvaggia della Scozia.
I Fraser arrivarono in Scozia nel XII secolo, ma da dove, è un mistero. La Frèzelière, nella Valle della Loira, è una delle ipotesi e spiegherebbe l’altra versione del cognome che è Frisell. Molti cognomi scozzesi hanno origini francesi, per esempio altri importanti Clan dei Borders come Hay (da la Haye-Bellefonds, vicino a Saint-Lo) ed il più conosciuto Bruce (Brus, oggi Brix, vicino a Cherbourg). Il primo Fraser che si ricordi e del quale vi è testimonianza scritta è Simon, che donò una chiesa nella regione dell’East Lothian all’abbazia di Kelso, attorno al 1160. Nel 1200 i Fraser erano diventati “Lords of Oliver” (oggi Tweedsmuir), nell’Upper Tweeddale. Durante il XIII secolo essi rivestirono il ruolo di sceriffi a Peebles, piccolo borgo delle Lowlands, ed uno di loro, William, divenne vescovo di Saint Andrews. Nel corso degli anni alcuni iniziarono a spostarsi più a Nord ed un ramo del Clan Fraser si stabilì così a Touch, vicino a Stirling. Entrambi vennero successivamente coinvolti nelle Guerre di Indipendenza Scozzesi, ma con risultati molto diversi. Inizialmente Simon of Oliver guidò gli scozzesi nell’inaspettata vittoria di Roslin, nel 1303, per la quale Edoardo d’Inghilterra non lo perdonò mai. Simon venne catturato tre anni dopo, poco prima dell’incoronazione di Robert Bruce, e portato a Londra dove subì una macabra esecuzione: su ordine dello stesso Edoardo, egli venne bruciato sulla forca e la sua testa mozzata venne esposta su una picca sul London Bridge, accanto a quella di William Wallace. Le terre di Simon “il patriota” passarono attraverso un matrimonio ai loro soci in affari, gli Hay. Completamente differente fu invece la sorte che toccò ai Fraser of Touch, la cui forza andò aumentando: Alexander partecipò al primo Parlamento indetto da Re Robert I the Bruce, nel 1309 a Saint Andrews, combattè a Bannockburn nel 1314 (nella battaglia che sancì l’indipendenza della Scozia dal Regno Unito) ed appose il suo sigillo alla famosa Dichiarazione di Arbroath nel 1320 (dichiarazione di indipendenza, per approfondire il periodo storico leggete questo post). Lo stesso Bruce lo ricompensò dandogli in sposa sua sorella, Lady Mary, affidandogli il ruolo di ciambellano e donandogli ampi possedimenti nel Deeside. Purtroppo, Alexander e suo fratello Simon (un nome che andava molto di moda tra i Fraser a quanto pare!) morirono per mano degli inglesi rispettivamente nella battaglia di Dupplin (1332) e di Halidon Hill (1333).

dichiarazione arbroath

Nel 1400 i Fraser diventarono a tutti gli effetti degli Highlander. Gli eredi di Alexander acquisirono Philorth, nell’Aberdeenshire, attraverso un matrimonio. Un ramo cadetto, i Fraser of Muchall-in-Mar, fu creato 50 anni dopo. La famiglia di Simon nel frattempo si trasferì nuovamente a Lovat and the Aird, ad Ovest e Sud di Inverness, e si intrise così profondamente della cultura gaelica tanto da adottare il patronimico MacShimi, “son of Simon”, i figli di Simon. Essi ambivano ad essere anche Lords nel cuore del Gaidhealtachd (la parte delle Highlands che parlava gaelico) ma nel 1544 si scontarono con i potenti MacDonalds nella più sanguinaria delle battaglie tra Clan in tutta la storia. Blar-na-Lèine (la battaglia delle camice) fu combattuta nelle montagne sopra il Loch Lochy. Era una giornata così calda che i Clansmen dovettero spogliarsi – da qui il nome della battaglia. Alla fine della giornata 300 Fraser giacevano morti, compreso il capo clan e suo figlio.

Nel frattempo, i loro parenti a Philorth e Muchalls vivevano un relativo momento di pace. Ogni tanto partecipavano a qualche battaglia, per esempio per Mary Queen of Scots contro i Gordon nel 1562, ma il loro tempo lo passarono in modo più “creativo”. Tra il 1570 e il 1580 Alexander, ottavo Lord di Philorth, trasformò il piccolo borgo di pescatori di Faithlie in un nuovo villaggio, Fraserburgh. Vi costruì un nuovo castello, e avrebbe costruito anche un’università se non si fosse riempito di debiti.

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Alexander Fraer, VIII Lord Philorth Fraserburgh

Nello stesso periodo, Michael, sesto Lord of Muchalls, stava creando una nuova splendida residenza, Castle Fraser, vicino a Inverurie. Suo figlio, Andrew, completò l’opera e fu designato Lord Fraser nel 1633 da re Charles I. Quando il figlio di Charles, James VII di Scozia e II d’Inghilterra, venne mandato in esilio nel 1689, il discendente di Andrew, Charles quarto Lord Fraser, dimostrò la propria lealtà al re Stuart in esilio brindando in pubblico alla salute di sua Maestà. Ricevette una multa di 200£, una cifra molto sostanziosa all’epoca. Imperterrito, egli combatté fino alla Rivolta Giacobita del 1715, quando fu inseguito dalle truppe inglesi e precipitò da una scogliera nell’Aberdeenshire. La sua morte segnò la fine non solo della sua linea dinastica, ma anche del suo ramo dei Fraser (Per approfondire la storia delle Rivolte Giacobite, leggi questo post).

Se non c’erano dubbi a proposito della lealtà alla causa giacobita da parte dei Fraser of Muchalls, lo stesso non si poteva dire del loro parente, Simon Fraser 11° di Lovat. Egli cambiava continuamente le sue alleanze in modo da realizzare le proprie ambizioni. Il suo comportamento era così ambiguo che i suoi contemporanei lo soprannominarono “The Fox” (la volpe) e “The Spider of Dounie” (il ragno di Dounie, a causa della sua residenza vicino al villaggio di Beauly).

Simon Fraser Lovat Fox Volpe Spider Dounie
Simon Fraser, the Spider of Dounie

Nel 1716 per esempio, partecipò alla presa del castello di Inverness per George I (d’Inghilterra); sette anni dopo venne nominato Duca Fraser dall’esiliato James VIII d’Inghilterra e III di Scozia. Alla fine la sua ambiguità gli costò la vita. All’epoca di Culloden era nuovamente un giacobita – ma solo dopo che il Principe Charles Edward Stuart sconfisse George II due volte in battaglia – e spedì 250 clansmen alla morte in quel fatidico giorno. La vecchia Volpe, che stava avvicinandosi agli 80 anni, fuggì nelle montagne ma venne presto catturato e mandato a Londra. Venne decapitato nella Torre nel 1747, l’ultimo nobiluomo in Gran Bretagna ad aver ricevuto questo dubbioso onore. Suo figlio tentò duramente di recuperare la situazione, raccogliendo un reggimento per combattere in Quebec contro i francesi, dalla parte del re d’Inghilterra. Negli anni seguenti, molti Fraser emigrarono in Canada e negli Stati Uniti ed altri in Australia e Nuova Zelanda.

SIMBOLI (Clan Fraser, generico)

Clan Crest:

fraser clan crest simbolo

Motto:

‘All my Hope is in god’, pongo tutta mia speranza in Dio

SIMBOLI (clan Fraser of Lovat)

Clan Crest:

clan fraser crest cimiero simbolo

Motto:

Je suis prest (dal francese: sono pronto). Da non confondere con il motto del Clan Fraser delle Lowlands “all my hope is in God”, tutte le mie speranze sono in Dio.

Plant Badge:

Ogni clan aveva una pianta distintiva, della quale un rametto veniva messo sul bonnet, tipico cappello scozzese. Nel caso del Clan Fraser, la pianta è il tasso, Iubhar in gaelico.

yew plant badge fraser

Tartan:

Ci sono diversi colori di Tartan attribuiti ai Fraser of Lovat, trovate una lista completa sul sito ufficiale del Clan qui. Questo sotto è il classico tartan associato al Clan.

fraser of lovat tartan

 

CASTELLI DEI FRASER

Sulle rive appartate del corso superiore del fiume Tweed, in un luogo oggi chiamato Tweedsmuir ma anticamente conosciuto come Oliver, sorge una graziosa chiesa in stile tardo vittoriano. La chiesa (kirk) sorge su di un tumulo verde che potrebbe essere il monte dove Udard Fraser costruì la sua residenza attorno al 1200. Questo modesto tumulo è tutto quel che resta a testimonianza dei Fraser of Oliver perché i loro castelli a Touch e in altri luoghi sono tutti andati distrutti. Fortunatamente, le residenze che costruirono successivamente nelle Highlands hanno resistito molto meglio nel corso degli anni. Essi sono tra i più bei castelli tardo medievali in tutta la Scozia.

Tweedsmuir Kirk, il sito dove probabilmente sorgeva
Tweedsmuir Kirk, il sito dove probabilmente sorgeva la prima residenza del Clan Fraser

Il castello di Cairnbulg, accanto al fiume “Water of Philorth”, fu costruito come sede principale dei Fraser of Philorth, a seguito dell’acquisizione della tenuta nel 1375. Oggi sorge nell’entroterra rispetto alle fredde acque del Mare del Nord, ma quando i Fraser arrivarono qui il luogo non sarebbe stato lontano dalla spiaggia. La torre originale, alta e massiccia, fu costruita per Alexander Fraser e sua moglie, Joanna leslie, figlia del quinto Conte di Ross. Essa domina tutt’ora un affascinante complesso di edifici aggiunti dalle successive generazioni di Fraser of Philorth. Nel 1613 tuttavia essi vennero costretti a vendere la tenuta, a causa dei debiti contratti dall’ottavo Lord che aveva investito molto denaro nella costruzione del suo nuovo villaggio, Fraserburgh. Per i 300 anni successivi l’antica sede del Clan Fraser passò attraverso vari proprietari fino al riacquisto avvenuto nel 1934. Da allora e fino ai giorni nostri, Cairnbulg Castle rimane la sede principale del Clan.

Cairnbulg castle fraser
Cairnbulg Castle

Nella sua idea di sviluppo dell’abitato di Fraserburgh, l’ottavo Lord aveva in mente anche la costruzione di un secondo castello. Non è chiaro tuttavia se Kinnaird Head, circa 3 miglia a Nord di Cairnbulg, fosse nato come sostituto del precedente castello oppure come fortificazione secondaria. Anche Kinnaird Head era costituito da una serie di edifici che si sviluppavano attorno ad una torre principale, ma con il tempo è andato in disuso fino al 1787 quando la Northern Lighthouse Board, l’autorità generale dei fari scozzesi, l’ha convertito nel loro primo faro operativo. Gli interni furono sventrati e gli edifici circostanti eliminati – tutti eccetto l’enigmatica Wine Tower accanto alle scogliere, che riporta tutt’ora gli stemmi araldici dei Fraser sulla porta principale. Secondo la leggenda, il Lord fece ammanettare l’amante di sua figlia in una grotta marina sotto la torre, in modo che annegasse con l’alta marea. La ragazza, sconvolta, si gettò ella stesa in mare incontro alla morte.

Kinnaird Head
Kinnaird Head

A causa degli imbrogli di Simon Fraser, “The Fox”, durante la rivolta giacobita, poco rimane dei castelli medievali dei Fraser of Lovat. Un crannog, o isola roccaforte che potrebbe essere stata usata come una casa per la caccia sorge ancora nel solitario Loch a’Mhuillidh e ci sono altre due torri del XVII secolo a Dalcross e Moniack, entrambe pesantemente ricostruite ed abitate. Niente sopravvive della sede del “Ragno”, Castle Dounie, nei pressi di Beauly. Il Duca Cumberland, “il macellaio”, figlio più giovane di George II, se ne occupò personalmente. Dopo aver sconfitto i giacobiti a Culloden spedì le sue giubbe rosse a radere al suolo Dounie. Dalle sue ceneri sorse Beaufort House, costruita negli anni 80 dell’800 per il restaurato Lord Lovat.

Costruzione di Beaufort House, nel tardo 1870. A destra un ritratto del XII Lord Lovat
Costruzione di Beaufort House, nel tardo 1870. A destra un ritratto del XII Lord Lovat

Infine, c’è Castle Fraser. Di tutti i bei castelli tardo medievali della Scozia Nord Orientale, nessuno può competere con la sua imponenza. Tutto merito di Michael Fraser, sesto Laird of Muchall, e suo figlio Andrew, il primo Lord Fraser. Sono stati loro, durante il regno di James VI (1567-1625) ad ingaggiare due importanti famiglie di architetti del Nord Est della Scozia, i Leipers ed i Bells, per trasformare la torre del XV secolo nello splendido castello che possiamo ammirare oggi.

Castle Fraser
Castle Fraser

Fonte: Clan and Castle, the lives and lands of Scotland’s great families (Historic Scotland)