L’abbazia di Melrose negli Scottish Borders, dove riposa il cuore di Robert the Bruce

Quella di Melrose è la meglio conservata delle storiche abbazie degli Scottish Borders ed è anche quella la cui visita risulta essere più completa, grazie alla ricchezza dei particolari, all’ottimo stato della struttura e alla interessantissima audio guida fornita con l’acquisto del biglietto di ingresso. Noi l’abbiamo visitata durante un viaggio di gruppo autunnale, magnifica stagione per esplorare la Scozia dove le poche ore di luce sono compensate dalla quasi assenza di turisti e dagli splendidi colori dorati della vegetazione. Abbazia a parte, anche il villaggio di Melrose non è affatto male, con i suoi bei giardini e il centro storico con le casette di pietra. Una destiazione da non perdere se state viaggiando nel sud della Scozia!

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Nel 1136 Re David I di Scozia, Re molto devoto e credente, invitò un gruppo di monaci ad istituire la prima Abbazia Cistercense di Scozia: la vecchia Mailors Abbey, costruita nel 650 e distrutta nell’839 venne così rimpiazzata, alcuni chilometri più ad ovest, dalla nuova Melrose Abbey (oggi nella località conosciuta come Old Melrose c’è una bellissima tearoom, ve ne parlo alla fine dell’articolo!). Con il tempo l’abbazia di Melrose diventò una delle più ricche e potenti di Scozia, caratteristiche ben lontane dai valori di umiltà e di povertà che caratterizzavano l’ordine dei Cistercensi. Tale ricchezza derivava in parte dalle offerte dei fedeli più benestanti (che con il denaro si assicuravano un “trattamento d’onore” nell’aldilà) ma in particolar modo dal commercio della lana: nel XIV secolo i monaci di Melrose possedevano ben 15.000 pecore!

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Come successe nelle altre abbazie, anche Melrose dovette nel corso dei secoli affrontare e subire numerosi attacchi da parte degli inglesi data la vicinanza al confine con l’Inghilterra. In particolare nel 1296 con Edward I e nel 1322 con Edward II quando l’abbazia fu saccheggiata e quasi rasa al suolo: in quell’occasione fu grazie al generoso contributo di Robert the Bruce che Melrose venne ricostruita. E proprio quel famoso Re Robert I è indissolubilmente legato all’abbazia: il suo cuore, imbalsamato e chiuso in uno scrigno di piombo fu tumulato a Melrose nel 1329 mentre il resto del corpo si trova a Dunfermline: il luogo di sepoltura è oggi segnalato da una scultura all’esterno dell’Abbazia.

 

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Il luogo di sepoltura di Robert the Bruce

Dopo i pesanti danneggiamenti del 1540 non si intrapresero grandi sforzi per ricostruire l’abbazia che venne abbandonata dai monaci nel 1560 in seguito alla Riforma Protestante:  l’ultimo monaco di Melrose morì nel 1590. La chiesa venne usata per celebrazioni religiose fino al 1810, anno in cui venne definitivamente abbandonata. Ma iniziamo a visitare virtualmente questa bellissima abbazia! Appena lasciato il centro visitatori un wow di scapperà di certo: ecco Melrose, in tutta la sua magnificenza e con le sue caratteristiche pietre di arenaria rossa, ergersi davanti a voi. Quello che si vede oggi è molto meno rispetto a come era strutturata l’abbazia al tempo in cui ci vivevano i moncaci. Osservate la foto qui sotto: oggi rimane in piedi solo la chiesa ma possiamo notare la navata centrale (davanti alla porta d’entrata centrale), quella laterale (alla sua desta, davanti alle transenne), la parete occidentale risalente al XII secolo (il muretto mezzo diroccato al centro della foto) e il sagrato (davanti, dove oggi c’è il viale di accesso e l’erba),

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Se la navata centrale, oggi completamente distrutta, era destinata alla preghiera dei laici, i monaci disponevano di uno spazio privato ed esclusivo dove pregare: ecco allora che, oltrepassando quella porticina centrale (foto sopra) si entrava nella cappella riservata ai religiosi che era divisa dal resto della navata dal muro tutt’oggi presente sovrastato da una quinta di legno detta “screen“. I monaci ci venivano a pregare ben 8 volte al giorno e dato che la Messa era cantata questa cappella veniva definita “choir”, coro. La grande finestra centrale che vedete in fondo è il Presbiterio ed è dove si trovava l’altare maggiore. Immaginatevi il tutto con la vetrata colorata, il pavimento piastrellato, il tetto magnificamente dipinto e il tutto riccamente decorato con calici ed oggetti d’argento che brillavano alla luce delle candele! A sinistra dell’altare, nel transetto occidentale, noterete una porta che, per la sua posizione, sembra una finestra: attraverso una scala oggi scomparsa i monaci da qui potevano raggiungere in fretta i propri dormitori e gli spazi privati a loro riservati.

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Il coro, lo spazio riservato ai monaci
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Il Presbiterio
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La porta che conduceva ai dormitori, sulla parete in fondo

Dal presbiterio si può accedere alla torre (purtroppo chiusa nel momento della nostra visita) dalla quale si ha una bella visione dall’alto dell’abbazia e delle numerose sculture che la decorano: tra tutte la più particolare e bizzarra è sicuramente quella del “pig with a bagpipe“, il maialino che suona una cornamusa! Uscendo dalla chiesa, alla sinistra della navata, si vede oggi un prato verde e curato ma i numerosi resti di fondamenta di pietra indicano dove si trovavano, nei secoli scorsi, gli altri edifici che componevano l’abbazia: in particolare si notano il chiostro con fontana e circondato da un camminamento coperto, il refettorio, i dormitori, le cucine, la casa capitolare. A differenza della vicina Dryburgh Abbey che conserva ancora questi edifici, quelli di Melrose furono distrutti col tempo ed usati come cava per la pietra destinata alla costruzione di altri edifici in zona.

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Melrose: scultura del maialino con la cornamusa

 

Ad Ovest rispetto alla cattedrale, attraversando Cloister Road, si trovano i resti di una struttura che era riservata ai “lay brothers“, i frati conversi, quei religiosi che erano incaricati dei lavori manuali ma liberi da impegni di studio e di culto. E’ qui che si trova anche il piccolo museo della Cattedrale, all’interno dell’edificio conosciuto come Commendator’s House, la cui visita è compresa nel prezzo del ticket di ingresso. Alle spalle della cattedrale si trova invece un antico cimitero con le lapidi coperte di licheni che spuntano dall’erba.


COME  RAGGIUNGERE MELROSE ABBEY

Melrose Abbey è raggiungibile in auto da Edimburgo in circa un’ora d’auto: visitare questa e le altre storiche abbazie degli Scottish Borders in giornata partendo dalla capitale è un’ottima idea! Con i mezzi pubblici si può prendere un treno fino alla fermata Tweedbank e poi un bus, X62 di Border Buses, fino a Melrose (per un viaggio di circa 1h30). In alternativa si può prendere un bus diretto da Edimburgo (X62  di Border Buses per circa 2h30 di percorrenza).

TICKETS E ORARI DI APERTURA (Aggiornati ad aprile 2020)

Melrose Abbey è aperta al pubblico

– Tutti i giorni dalle 9.30 alle 17.30 (ultimo ingresso alle 17) dal 1 aprile al 30 settembre
– Tutti i giorni dalle 10 alle 16 (ultimo ingresso 15.30) dal 1 ottobre al 31 marzo

Rimane invece chiusa il 25 – 26 dicembre e 1 – 2 gennaio

Ticket di ingresso:

  • Adulti: 6£
  • Bambini 5-15: 3.60£
  • Under 5: gratis
  • 60+: 4.80£

Per verificare l’apertura e i prezzi dei biglietti vi invito a visitare il sito ufficiale di Historic Environment Scotland.

DOVE MANGIARE NEI DINTORNI DI MELROSE: OLD MELROSE TEAROOM

Ecco una chicca che non potete farvi sfuggire se siete in zona: sul sito dove sorgeva la prima abbazia, a pochi km dal villaggio di Melrose, si trova oggi Old Melrose Furniture Shop & Tearoom, un negozio di antiquariato con annessa una piccola e deliziosa tearoom che sembra uscita da un romanzo d’altri tempi! I piatti offerti sono semplici ma ben curati e molto gustosi, lo staff è cordiale e disponibile e la zona circostante è davvero mozzafiato. Noi ci siamo arrivati durante il nostro viaggio di gruppo autunnale e i colori ci hanno lasciati a bocca aperta. Vi suggerisco di ritagliarvi del tempo per fare una passeggiata dopo pranzo, ci sono dei sentieri adorabili e un bellissimo punto panoramico sul fiume Tweed che scorre a pochi passi dalla struttura!

 

Portsoy: mare, scogliere e il miglior gelato di Scozia!

Quando sono arrivata a Portsoy, durante il mio viaggio lungo il Moray Firth, le condizioni meteo non erano proprio dalla mia parte: tirava un vento fortissimo e congelato e stare all’aperto era davvero difficoltoso! Putroppo proprio a causa del forte vento non sono riuscita a fare le passeggiate costiere che tanto mi attiravano, ma camminare a picco sulle scogliere era davvero troppo rischioso! Fortunatamente alcuni spiragli di sole tra le nuvole mi hanno permesso di scattare qualche foto decente con una bella luce tipica scozzese! Ma allora, con tutto questo freddo e questo vento… cosa c’entra il gelato del titolo, mi chiederete voi? Niente paura, ve lo racconto subito!

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Scoprire Edimburgo: la Georgian House, elegante residenza del XVIII secolo

Nel cuore della New Town di Edimburgo, quartiere progettato dall’architetto ventiduenne James Craig che vinse il concorso indetto ne 1766 per sviluppare una nuova parte di città a nord della Old Town, e a poca distanza dal pittoresco Dean Village, si trova la tranquilla Charlotte Square, una piazza-giardino che ospita la statua equestre del Principe Albert, consorte della Regina Vittoria. Sul lato settentrionale della piazza si trovano due importanti edifici: Bute House al numero 6 è la residenza ufficiale del Primo Ministro Scozzese mentre al numero 7 si trova la Georgian House, restaurata e curata dal National Trust for Scotland per mostrare ai visitatori una tipica residenza del XVIII secolo nella New Town di Edimburgo. La visita è davvero molto interessante anche grazie ai simpaticissimi e preparatissimi anziani volontari che fanno da guida all’interno dell’edificio! Continua a leggere “Scoprire Edimburgo: la Georgian House, elegante residenza del XVIII secolo”

Castelli scozzesi: Caerlaverock Castle, la curiosa fortezza triangolare

Ah, com’è meraviglioso l’autunno scozzese! I boschi si tingono di mille colori caldi, la luce si fa più bassa e dorata e la ressa estiva è ormai lontana con la piacevole conseguenza che spesso ci si trova a visitare castelli e luoghi storici in completa solitudine: la bassa stagione, tra ottobre e novembre, è un ottimo periodo per visitare la Scozia se siete alla ricerca di pace, tranquillità e silenzio. E’ stato così per me e i miei meravigliosi compagni di viaggio del tour di gruppo nel sud della Scozia: abbiamo esplorato i Borders e parte del Dumfries and Galloway in perfetta solitudine e spesso eravamo gli unici visitatori di abbazie e castelli. A proposito di castelli: quello di Caerlaverock ci è piaciuto moltissimo! E’ un castello molto particolare, unico nel suo genere in Scozia, ed ora vi racconto il perchè… 🙂 Continua a leggere “Castelli scozzesi: Caerlaverock Castle, la curiosa fortezza triangolare”

I villaggi della costa del Moray: Portknockie e i suoi dintorni

Di tutti i villaggi visitati in occasione del mio viaggio lungo la costa del Moray Firth Portknockie è quello che mi è piaciuto di meno come villaggio in sè, ma di più per il magnifico tratto di costa in cui si trova: una costa frastagliata, con sentieri lungo le scogliere e strane formazioni rocciose, vedute verso i vicini villaggi e tramonti da favola! In questa mini guida ho raccolto per voi le cose da fare, le passeggiate da non perdere, i suggerimenti su dove dormire e dove mangiare con una piccola e immancabile introduzione storica! Buona lettura!

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Dryburgh Abbey, romantiche rovine nel sud della Scozia

Tra le quattro abbazie storiche degli Scottish Borders che abbiamo avuto l’occasione di visitare durante il meraviglioso viaggio autunnale nel sud della Scozia, quella di Dryburgh è senza ombra di dubbio la più pittoresca e romantica: i resti di questo antico monastero sorgono infatti in posizione tranquilla e riparata, immersi in un boschetto e situati in mezzo ad una curva naturale del fiume Tweed. Facile capire perchè i monaci scelsero proprio questo luogo per costruirvi la propria casa, il posto ideale dove sentirsi protetti e più vicini a Dio. Una particolarità che salta subito all’occhio visitando Dryburgh è di come, a differenza delle altre tre abbazie vicine, gli edifici un tempo dedicati alla vita dei monaci siano arrivati a noi magnificamenete conservati: passeggiando tra quelle rovine mi sono sentita catapultata nel passato, attraversando gli antichi archi di pietra e salendo scalini scavati dal tempo mi è sembrato di ripercorrere le lunghe e rigide giornate dei monaci e, circondata dal silenzio e dal cinguettio degli uccellini, ho capito perchè Walter Scott amasse così tanto Dryburgh da sceglierla come luogo per il suo eterno riposo.

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Cullen: viaggio tra negozi di antiquariato, passeggiate costiere e una deliziosa zuppa di pesce

Vi capita mai di arrivare in un luogo con poche aspettative e di rimanerne invece stupiti? Devo ammettere che a me succede spesso anche il contario, di imamginare così tanto un posto, di idealizzarlo, di farmi mille castelli in aria…e rimanere poi delusa! Ecco, la visita a Cullen durante il mio viaggio nel Morayshire per me è stata un pò una via di mezzo: nutrivo grandi aspettative per una passeggiata costiera da fare nei dintorni (la trovate in fondo a questo articolo) che poi, per colpa delle pessime condizioni meteo, si è rivelata alquanto deludente e, al contrario, non immaginavo che il piccolo centro del villaggio fosse tanto bello e ricco di negozi strani e curiosi! In questo articolo ho raccolto per voi le cose da non perdere se vi trovate in questo delizioso angolo di Scozia!

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