Fuga a Gretna Green, tra storia, souvenirs e un romanticismo andato perduto

Se c’è un luogo in Scozia che mi ha lasciata alquanto perplessa, quel luogo è Gretna Green. Gretna Green è un villaggio piuttosto anonimo nel sud ovest della Nazione, a poco più di 1km di distanza dal confine con l’Inghilterra, con al suo interno un piccolo centro commerciale e molte location per celebrare matrimoni: nonostante l’interessante passato del luogo oggi Gretna è diventata solamente uno specchietto per turisti. E pensare che fino a duecento anni fa Gretna Green era il luogo più ambito e sognato dalle giovane coppie inglesi che volevano celebrare il loro sogno d’amore! Tutt’oggi nel villaggio si celebrano più di 4000 matrimoni all’anno, circa un ottavo di tutte le unioni scozzesi: ma perchè, vi starete chiedendo, tutti questi sposalizi a Gretna Green? Ve lo racconto subito!

Gretna Green sorge a due passi dal confine con l’Inghilterra e proprio per questo è sempre stato un punto di passaggio tra di essa e la Scozia, trovandosi sull’unica strada percorribile dalle carrozze tra Londra ed Edimburgo. Dato l’insorgere di molte problematiche sociali legate ai numerosi matrimoni irregolari che avvenivano in Inghilterra, nel 1754 entrò in vigore una legge che impediva ai minori di 21 anni di sposarsi senza il consenso dei genitori, limitava il numero dei luoghi in cui poteva venir celebrato un matrimonio (solo in chiesa) e rafforzava le norme sulla registrazione ufficiale delle unioni. In Scozia invece succedeva l’opposto: ragazzi e ragazze sopra i 15 anni potevano sposarsi senza il consenso dei genitori, e non c’era nemmeno bisogno di farlo in chiesa, o davanti ad un sacerdote: chiunque poteva unire una coppia in matrimonio (l’atto si chiamava “Marriage by Declaration“) anche attraverso il rito celtico dell’handfasting, di cui vi ho già parlato in questo articolo.

Molte coppie inglesi superavano così il confine, distante poco più di 2km, e raggiungevano Gretna Green per spostarsi: i fabbri del villaggio forgiavano gli anelli ma visto che la legge scozzese lo permetteva, si improvvisavano anche sacerdoti: l’unione era sancita da un colpo di incudine, incudine che è ancora oggi il simbolo del villaggio e dell’amore che vi si celebra. Se avete avuto occasione di leggere i romanzi di Jane Austen, forse ricorderete che in Orgoglio e pregiudizio anche una delle protagoniste, Lydia Bennet, progetta la fuga a Gretna Green per sposarsi con il suo amato, Wickam. E non solo nele celebre romanzo: i richiami a Gretna Green nelle opere letterarie romantiche dell’epoca sono molto ricorrenti!

La famosa incudine di Gretna Green
Uno dei frequenti richiami all’unione di coppia presenti a Gretna Green

Nel 1940 il Marriage by Declaration scozzese venne abolito e dal 1977 anche le coppie inglesi poterono finalmente iniziare a spostarsi a 18 anni senza il consenso dei genitori: Gretna Green è tuttavia rimasto il luogo simbolo del romanticismo e dell’amore anche se negli ultimi anni è diventato un luogo piuttosto kitsch e molto, troppo, commerciale. Di quel luogo dove i giovani innamorati fuggivano per sposarsi, in fretta e furia pur di battere sul tempo gli arrabbiati genitori che li stavano alle calcagna, oggi non rimane che il nome: Gretna Green ha preso le sembianze di un grande centro commerciale, disseminato di statue di amanti avvinghiati e di nostalgiche allusioni al suo passato ma dove i negozi di souvenirs e abbigliamento hanno preso il sopravvento.

Il “famoso negozio del fabbro” che univa in matrimonio le giovani coppie

Dell’atmosfera romantica e concitata dell’epoca non resta più niente. Piuttosto troverete delle attrazioni turistiche davvero molto kitsch, come un labirinto dell’amore con al centro l’incudine simbolo del villaggio e gli immancabili lucchetti attaccati a caso ovunque da coppie desiderose di suggellare il loro amore. L’unico legame con il passato è dato dall’interessante Famous Blacksmith Museum che racconta la storia del luogo e dove è possibile visitare la stanza dove si tenevano i matrimoni e l’incudine originale sulla quale il fabbro sanciva l’unione con un colpo di martello: qualcosa di bello a Gretna Green c’è, ed è proprio il fatto che il cottage del fabbro sia ancora quello originale di 250 anni fa, per fare un vero tuffo nel passato!

Gretna Green si o Gretna Green no, dunque?

Se dovete allungare la strada per arrivarci apposta direi tranquillamente no, non vale la pena ed esistono centinaia di posti più belli da vedere nei dintorni (come il magnifico Caerlaverock Castle, per esempio!). Ma se invece vi ritrovate in zona una sosta perchè no, la potreste anche fare. Giusto per dare un’occhiata e per fare un giretto per negozi, che alla fin fine vendono articoli classici ma interessanti (dall’abbigliamento all’oggestistica per la casa, dal cibo ai kilt, dai cd di musica scozzese alla borsetta di Harris Tweed) e cercare di catturare quel briciolo di romanticismo rimasto!

Come arrivare a Gretna Green

Gretna Green si raggiunge in circa 2 ore di auto da Edimburgo. Più o meno lo stesso tempo lo impiegherete se vi spostate con i mezzi pubblici: si può prendere il treno da Edimburgo a Lockerbie (1h) e poi l’autobus fino a Gretna (40 minuti). In alternativa si può prendere il treno fino a Carlisle (1h14) e poi tornare indiettro sempre in treno fino a Gretna (15min). Come sempre vi suggerisco di controllare tratte, prezzi ed orari sul sito travelinescotland.com

7 pensieri riguardo “Fuga a Gretna Green, tra storia, souvenirs e un romanticismo andato perduto

  1. Che luogo e che storia curiosi!!!
    Ho letto con vero interesse il tuo racconto!
    Sono un’avida lettrice della Austen, ma non conoscendo la storia di questo posto, durante la lettura non mi son mai chiesta che genere di luogo fosse quello in cui si voleva recare Lydia!

    Piace a 1 persona

    1. Grazie Elena! La storia di Gretna Green è molto interessante, pensa quante giovani coppie vi scappavano, per sposarsi all’oscuro dei genitori! 🙂 Peccato che oggi sia diventato un luogo super turistico e super commerciale 😦

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    1. Ciao Enrico! Si, perchè no? Se si è in zona una pausa ci sta, magari approfittandone per pranzare in uno dei numerosi posti disponibili 🙂 Però andarci appositamente…mmm quello no direi 😉 Buona serata!

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