Scottish shortbread e millionaire’s shortbread: ricetta e curiosità del biscotto tipico della Scozia

Non potete aver visitato la Scozia senza aver assaggiato, almeno una volta, i suoi biscotti tipici, gli shortbread: fatti con soli tre ingredienti – burro, farina e zucchero – questi biscotti sono golosi,  super burrosi…e anche super calorici! Preparali in casa è davvero un gioco da ragazzi, basta avere un pò di pazienza e far riposare l’impasto in frigo o nel congelatore per evitare che in cottura si sciolga. Ma prima di condividere con voi la ricetta volevo raccontarvi qualche curiosità per conoscere meglio questi biscotti che vengono festeggiati con uno Shortbread Day il 6 gennaio di ogni anno!

Gli shortbread più famosi di Scozia, i Walkers (la foto è della mia amica Donatella Marchi)

Nato in tempi Medievali, lo shortbread era un pane piuttosto secco fatto con gli avanzi di vari impasti che venivano messi in forno e cotti a bassa temperatura fino a diventare simili alle nostre fette biscottate. Con il tempo venne eliminato il lievito e si aggiunse invece il burro, facendo diventare il pane più simile ad un biscotto: il termine “short” della parola shortbread sta ad indicare la friabilità del prodotto. Per l’epoca lo shortbread era un prodotto costoso, di lusso, e di solito consumato in occasioni importanti come matrimoni, festività Natalizie e Hogmanay (Capodanno). Proprio in occasione dei festeggiamenti di fine anno, lo shortbread viene ancora offerto al “first footer”, la prima persona ad entrare in casa il primo giorno dell’anno nuovo. Una curiosità: i panettieri scozzesi si opponevano a far classificare lo shortbread come biscotto, poichè all’epoca esisteva una tassa sui biscotti!

Shortbread-ricetta-Scozia-Nelcuoredellascozia-BeatriceRoat
I miei Shortbread Fingers

Gli shortbread sono legati alla figura di Mary Stuart, Queen of Scots, la famosa Regina Scozzese nota per la sua tragica esistenza (1542-1587): pare che la sovrana ne fosse particolarmente ghiotta e che preferisse i petticoat tails dalla particolare forma rotonda che viene poi tagliata in tanti triangoli. Visto il profondo legame di Mary con la Francia (potete leggere la sua storia qui), il nome petticoat tails potrebbe derivare dal francese petites gatelles, piccole tortine. Ma potrebbe anche richiamare la forma rotonda del tessuto usato per creare le tipiche sottovesti dell’epoca (petticoat, appunto) che veniva definito “tally”. Una curiosità: Mary Stuart amava gli shortbread cosparsi di semi di cumino!

Shortbread-PetticoatTails-ricetta-Scozia-Nelcuoredellascozia-BeatriceRoat

Tradizionalmente gli shortbread vengono fatti in due forme: il cerchio tagliato in tanti triangoli, ossia i petticoat tails che vedete qui sopra e gli shortbread fingers, dalla forma rettangolare: in entrambi i casi è molto comodo cuocere lo shortbread intero (in uno stampo rettangolare o a forma di cerchio) e tagliare poi le forme più piccole appena sfornato. Spesso si trovano anche shortrbread rotondi (round), ricavati da formire (a stella, a cuore, ecc) oppure fatti con gli stampini di silicone (quelli che sembrano dei timbri per imprimere disegni e scritte sul biscotto ancora crudo). Il segreto per avere degli shortbread perfetti che non si sciolgano in forno è di impastare, dare la forma e lasciare i biscotti in freezer per 10-15 minuti prima di cuocerli! Ma ecco la ricetta…

SCOTTISH SHORTBREAD

Ingredienti per circa 30-35 biscotti

– 300g di farina 00
– 150g di farina di riso per dare una consistenza un pò granulosa ma potete usare farina OO
– 300g di burro
– 150g di zucchero
– Un pizzico di sale

Procedimento:

Su una spianatoia o in una planetaria con il gancio a foglia lavorate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo. Non lavoratelo eccessivamente per evitare che con il calore delle mani si sciolga troppo. Date la forma ai vostri shortbread: potete fare i fingers (a bastoncino), i petticoat tails (triangoli) oppure la forma che più vi piace. Per fare i fingers shortbread: su un pezzo di carta da forno stendete l’impasto con il mattarello in forma rettangolare ad un’altezza di circa 1cm, incidete le forme rettangolari di ogni biscotto (circa 6x2cm) così sarete più comodi a tagliarli una volta estratti dal forno, fate i classici buchini con la parte piatta di uno stuzzicadenti di legno da spiedino e mettete tutto in freezer per circa 15 minuti. In alternativa tagliate completamente le forme e mettetele in freezer e poi sulla placca da forno già staccate. Se disponete di uno stampo da torte quadrato potete stendere l’impasto direttamente al suo interno e tagliarlo una volta cotto. Per i petticoat tails: su un pezzo di carta forno stendete l’impasto con il mattarello ad un’altezza di circa 1cm e, utilizzando uno stampo o una ciotola, ricavate dei cerchi di circa 15cm di diametro. Incidete le forme dei triangoli (ne ricaverete 8) così sarete più comodi a tagliarli una volta estratti dal forno, decorate i bordi con i rebbi di una forchetta, fate i classici buchini con la parte piatta di uno stuzzicadenti di legno da spiedino e mettete tutto in freezer per circa 15 minuti. Cottura: Quando i biscotti nel freezer si saranno ben induriti cuoceteli in forno statico preriscaldato a 160° per circa 30 minuti: devono essere dorati ma non troppo! Terminata la cottura tagliate i vostri shortbread con il coltello, quando sono ancora caldi, seguendo le linee che avevate tracciato in precedenza.

Alcune fotografie della lavorazione: l’impasto, gli shortbread fingers prima di essere messi in freezer (io ho dimenticato di mettere sotto un foglio di cartra forno ops!) e i petticoat tails prima della cottura.

Ed ecco il risultato!

Scottish-Shortbread-Ricetta-Scozia-Nelcuoredellascozia-BeatriceRoat
Scottish-Shortbread-Ricetta-Scozia-Nelcuoredellascozia-BeatriceRoat
Scottish-Shortbread-Ricetta-Scozia-Nelcuoredellascozia-BeatriceRoat
Scottish-Shortbread-Ricetta-Scozia-Nelcuoredellascozia-BeatriceRoat

MILLIONAIRE’S SHORTBREAD

I millionaire’s sono una variante ancora più golosa e calorica dei classici shortbread: il biscotto viene infatti ricoperto con uno strato di caramello e con uno di cioccolato! Leggerini, no? In Scozia li trovate praticamente in tutte le bakeries e tearoom, è un dolcetto davvero molto amato! Il nome, “millionaire”, si riferisce proprio alla sua ricchezza in fatto di bontà! Ecco la ricetta provata per voi.

Ingredienti per una tortiera da 22 cm di diametro (ho usato lo stampo tondo non avendo quello quadrato, che andrebbe meglio)

Per lo shortbread:
– 150gr di farina
– 70gr farina di riso
– 150gr di burro
– 70gr di zucchero

Per lo strato al caramello:
– 1 vasetto di latte condensato (397gr)
– 100gr burro
– 55gr di zucchero di canna muscovado (io ho usato quello chiaro e infatti il caramello non ha preso il bel color marroncino che dovrebbe avere!)
– due cucchiai di sciroppo d’acero o di golden syrup

Per lo strato al cioccolato:
– 200gr di cioccolato fondente o cioccolato al latto

Procedimento:

Su una spianatoia o in una planetaria con il gancio a foglia lavorate tutti gli ingredienti per gli shortbred fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo. Aiutandovi con un mattarello o con le mani disponete l’impasto in uno stampo quadrato a cerniera con il fondo foderato di carta forno (o una normale tortiera rotonda a cerniera in assenza di esso) lasciandolo alto almeno 1 cm. Bucherellate la superficie con i rebbi di una forchetta e infornate in forno caldo a 160° per 30 minuti o fino a quando inizierà a dorare. Lasciate raffreddare. Preparate il caramello: in un pentolino versare tutti gli ingredienti e sempre mescolando portare ad ebbollizione e far cuocere circa 7 minuti, fino a quando si sarà ben addensato. Versare il caramello direttamente nella tortiera sopra lo strato di shortbread e lasciar raffreddare completamente. Sciogliere a bagnomaria o nel microonde il cioccolato tagliato a piccoli pezzi e versarlo sullo strato di caramello fino a ricoprirlo. Lasciar raffreddare completamente. Staccare i bordi con un coltello non affilato o con una spatola, aprire lo stampo a cerniera e ricavare piccoli pezzi quadrati o irregolari (come vi piacciono di più!). Il millionaire’s shortbread si può conservare nel frigo ma è più buono mangiato a temperatura ambiente.

Alcune fotografie della lavorazione: i vari strati di biscotto, caramello e cioccolato

Ed ecco il risultato!

Cartoline dalla Scozia// Maggio: La mia Edimburgo

Edimburgo, capitale della Scozia: magica, misteriosa, sorprendente. Splendente e allegra con il sole, cupa ed affascinante con la pioggia. C’è sempre qualcosa di nuovo da fare ad Edimburgo, ma anche tornare in posti già visitati dona sempre qualche nuova emozione. C’è un luogo che vi sta particolarmente a cuore? Una zona della città che vi attira più delle altre? Uno scorcio speciale, al quale sono legati i vostri ricordi più belli? Ecco le vostre fotografie per questo appuntamento con “Cartoline dalla Scozia”!

spazio

IRENE CORDISCO

L’ultimo scorcio di High Street, quasi di fronte a Clarinda’s Tea Room, in un pomeriggio dicembrino. Quasi Natale, il resto della città è vestito a festa, ma quaggiù, dove pochi arrivano, sembra quasi di aver attraversato una porta temporale, e di essere tornati nel settecento. Lunghi vestiti, carrozze, mantelli, il tintinnare della fine porcellana, quell’accento scozzese così “rotondo” e così melodioso al nostro cuore, posso dire che questa è la città della mia anima.

ALESSIA FATTORI

Per ora l’unica perla scozzese che sono riuscita a vedere è stata Edimburgo nel novembre del 2018. Devo dire che per quel viaggio non mi ero preparata molto per questioni di tempo. Scelto la meta all’ultimo momento, prenotato i biglietti per le attrazioni principali e poi via verso questa magica città per festeggiare i 40 anni di mia cugina. Il nostro primo viaggio insieme. Edimburgo ci è piaciuta moltissimo. Siamo state fortunatissime col tempo perché abbiamo sempre trovato bello e per essere metà novembre non faceva neanche freddo. Siamo arrivate ad Edimburgo la sera e la nostra stanza era a 2 passi dal castello quindi dopo aver lasciato le valigie ci siamo fiondate a vederlo. Illuminato e sormontato da nuvole bianche, ci ha subito fatto innamorare della città.

FIORELLA BERNARDINELLO

Edimburgo è stata la mia prima volta in Scozia. Per quanto mi fossi documentata, avessi letto, visto foto, essere lì è tutta un’altra cosa… E’ una città veramente particolare, strana, inquietante a volte, ma bellissima! Ne sono rimasta affascinata. Ho avuto difficoltà a scegliere una foto, perché sono veramente molti i posti che ho visto e che mi sono rimasti impressi. Visitare Holyrood Palace, con gli appartamenti di Maria Stuarda, uscire nei giardini attraverso l’Holyrood Abbey ha avuto un suo fascino. Se poi passeggiando lungo i vialetti ci si spinge fino alla parte opposta, non si può non rimanere incantati vedendo Arthur’s Seat! Spero vivamente di tornare presto in Scozia, perché è un paese veramente affascinante!

ELENA – VIAGGIO DOLCE VIAGGIO

Per ritrarre Edimburgo avrei tranquillamente potuto scegliere una foto del Castello, oppure dell’affollato Royal Mile o, ancora, di una splendida veduta da Calton Hill, tutti luoghi che mi hanno rubato il cuore e che me lo fanno battere ancora oggi, ad anni di distanza… Invece, scelgo una foto semplicissima, quella di questa sfilza di case che vedevo ogni mattina lungo il tragitto per raggiungere il centro città per iniziare le mie esplorazioni, che percorrevo dalla zona residenziale nella quale soggiornavo. Ogni mattina il sole cristallino batteva ed illuminava i grigi palazzi, che acquistavano colore e si stagliavano sul cielo azzurro, tutti uguali tra loro eppure tutti diversi, all’interno dei quali io, camminando, immaginavo storie e vite di coppie, anziani, famiglie numerose… Fantasticando sul popolo scozzese, che tanto mi affascina.

LAURA ZABBERONI

Aprile 2018
La magia di Edimburgo 🏴󠁧󠁢󠁳󠁣󠁴󠁿❤

BARBARA SCAVINO

Nonostante della Scozia io ami particolarmente la natura selvaggia e incontaminata oppure i piccoli borghi e villaggi, Edimburgo è una città che mi affascina particolarmente, soprattutto la Old Town, camminare lungo il Royal Mile e attraverso gli stretti close fra antichi edifici mi fa assaporare l’atmosfera di un’epoca lontana che mi incanta! E che dire dei misteriosi sotterranei e degli antichi cimiteri dall’aria un po’ lugubre ma estremamente affasciante? Ci vado matta! E ogni volta che vado non manco di salire sulla collina di Calton Hill per ammirare il panorama circostante…questa l’ho scattata durante un brevissimo weekend trascorso nella capitale scozzese a marzo del 2016…

CINZIA MAGAGNATO

La mia Edimburgo è Victoria street. Sarà per i colori delle finestre, quelle blu che facevano coppia col cielo, sarà per quella curva che prende, sarà…ma Edimburgo è tutta bella.

LILIANA TARDIO

Visitare il Dean Village di Edimburgo equivale a ritrovarsi in una favola. Fuori dal tempo, un villaggio irreale all’interno di una città. Un fiumiciattolo scorre tra case antiche, i fiori crescono selvaggi sugli argini, c’è solo il rumore dell’acqua e il sussurrare di pochi turisti fortunati…La mia Edimburgo. Il luogo che ho amato di più.

MARILISA CANTINI

La mia Edimburgo vista dalla sommità di questo splendido posto. Estate 2019 con mia figlia Giorgia.

GIULIA ZAMBONI

Una magica piazza di Grassmarket la sera dopo un bel pomeriggio di pioggia, illuminata da tutti i pub locali che puntualmente “visitavamo” di ritorno al B&B! Grazie per le opportunità di raccontarci le nostre esperienze Scozzesi: in questa quarantena rivivere quei momenti ancora freschi nella mia testa mi ha aiutato tanto a sopravvivere ai momenti di sconforto… pensando e pianificando il prossimo viaggio!

FRANCESCO PICINALI

Ovviamente ci sono tantissimi posti a Edimburgo che meritato una cartolina, ma per e questa casetta nei giardini di Princess street a un valore particolare. La prima volta, l’ho vista nel 2003, l’ultima nel 2015… Che dire, firmerei carte false per poterci vivere 🙂

IVANA PARMIGIANI

Edimburgo e la luna a picco

FRANCESCO ZURLO

Edimburgo è probabilmente l’unica città del mondo fuori dalla Grecia ad avere una Acropoli: Calton Hill. Dalla cime di Calton Hill si godono alcune delle più belle vedute della città. Ma per godere di una bella vista dei monumenti della stessa Calton Hill, bisogna salire su in cima al monumento dedicato a Nelson, una lunga altissima colonna. Da là in alto la vista spazia per ogni lato. Quello che si vede nella foto è il National Monument, il “Partenone” di Edimburgo e, dietro di essa, la città che si estende sino a Leith ed al mare.

ELISA PERON

La magica bellezza della old town immortalata dal cimitero Greyfriars (bellissimo “giardino di pietra”)


LA MIA FOTO

La parte della città che preferisco è la Old Town, con i suoi alti edifici in pietra con un sacco di finestre, i tetti molto ripidi, gli abbaini e i tanti comignoli. Questa vista da Calton Hill è una delle mie preferite, con le abitazioni vicine vicine e la guglia si St.Giles che svetta sopra i tetti. E basta volgere lo sguardo, o la macchina fotografica, un pò a destra per ammirare pure il castello sulla sua roccia! Uno skyline davvero niente male, la nostra Edimburgo!


Vuoi partecipare anche tu a “Cartoline dalla Scozia?

Ogni mese indicherò un TEMA e potrai inviarmi una fotografia scattata da te (con inquadratura orizzontale) che pubblicherò qui sul blog. Le mie preferite fra tutte quelle arrivate le pubblicherò anche sulla pagina facebook Nel Cuore della Scozia. Come partecipare? Assieme alla fotografia inviami anche una descrizione di un paio di righe: che luogo ritrae, che emozioni hai provato, qualcosa in più sul tuo viaggio in Scozia. Non dimenticarti il tuo nome e, se ne hai uno, il tuo sito web o profilo instagram. Il tutto va spedito a nelcuoredellascozia@libero.it entro sabato 27 giugno.

Ed ora, vediamo il tema di giugno…

Sfatiamo un mito comune: in Scozia non si mangia affatto male! Ormai pub e ristoranti sono sempre più aperti alle novità culinarie e curano molto i loro menu, siano essi composti da piatti tipici o da pietanze un pò esotiche. Tra le prelibatezze scozzesi da non perdere come non citare il salmone (cucinato in tutte le salse), i frutti di mare e i crostacei, le moltissime zupper, il tipico haggis con neeps and tatties, le pies, il fish and chips, gli shortbread, il mitico afternoon tea? Qual è quel piatto, dolce o salato, che avete assaggiato in Scozia e che vi ha piacevolmente stupiti? Raccontatemelo nell’appuntamento di Cartoline dalla Scozia di giugno 🙂

L’abbazia di Melrose negli Scottish Borders, dove riposa il cuore di Robert the Bruce

Quella di Melrose è la meglio conservata delle storiche abbazie degli Scottish Borders ed è anche quella la cui visita risulta essere più completa, grazie alla ricchezza dei particolari, all’ottimo stato della struttura e alla interessantissima audio guida fornita con l’acquisto del biglietto di ingresso. Noi l’abbiamo visitata durante un viaggio di gruppo autunnale, magnifica stagione per esplorare la Scozia dove le poche ore di luce sono compensate dalla quasi assenza di turisti e dagli splendidi colori dorati della vegetazione. Abbazia a parte, anche il villaggio di Melrose non è affatto male, con i suoi bei giardini e il centro storico con le casette di pietra. Una destiazione da non perdere se state viaggiando nel sud della Scozia!

spazio

Nel 1136 Re David I di Scozia, Re molto devoto e credente, invitò un gruppo di monaci ad istituire la prima Abbazia Cistercense di Scozia: la vecchia Mailors Abbey, costruita nel 650 e distrutta nell’839 venne così rimpiazzata, alcuni chilometri più ad ovest, dalla nuova Melrose Abbey (oggi nella località conosciuta come Old Melrose c’è una bellissima tearoom, ve ne parlo alla fine dell’articolo!). Con il tempo l’abbazia di Melrose diventò una delle più ricche e potenti di Scozia, caratteristiche ben lontane dai valori di umiltà e di povertà che caratterizzavano l’ordine dei Cistercensi. Tale ricchezza derivava in parte dalle offerte dei fedeli più benestanti (che con il denaro si assicuravano un “trattamento d’onore” nell’aldilà) ma in particolar modo dal commercio della lana: nel XIV secolo i monaci di Melrose possedevano ben 15.000 pecore!

MelroseAbbey-Scotland-BeatriceRoat

Come successe nelle altre abbazie, anche Melrose dovette nel corso dei secoli affrontare e subire numerosi attacchi da parte degli inglesi data la vicinanza al confine con l’Inghilterra. In particolare nel 1296 con Edward I e nel 1322 con Edward II quando l’abbazia fu saccheggiata e quasi rasa al suolo: in quell’occasione fu grazie al generoso contributo di Robert the Bruce che Melrose venne ricostruita. E proprio quel famoso Re Robert I è indissolubilmente legato all’abbazia: il suo cuore, imbalsamato e chiuso in uno scrigno di piombo fu tumulato a Melrose nel 1329 mentre il resto del corpo si trova a Dunfermline: il luogo di sepoltura è oggi segnalato da una scultura all’esterno dell’Abbazia.

 

Melrose-Abbey-Robert-Bruce-Scozia-BeatriceRoat
Il luogo di sepoltura di Robert the Bruce

Dopo i pesanti danneggiamenti del 1540 non si intrapresero grandi sforzi per ricostruire l’abbazia che venne abbandonata dai monaci nel 1560 in seguito alla Riforma Protestante:  l’ultimo monaco di Melrose morì nel 1590. La chiesa venne usata per celebrazioni religiose fino al 1810, anno in cui venne definitivamente abbandonata. Ma iniziamo a visitare virtualmente questa bellissima abbazia! Appena lasciato il centro visitatori un wow di scapperà di certo: ecco Melrose, in tutta la sua magnificenza e con le sue caratteristiche pietre di arenaria rossa, ergersi davanti a voi. Quello che si vede oggi è molto meno rispetto a come era strutturata l’abbazia al tempo in cui ci vivevano i moncaci. Osservate la foto qui sotto: oggi rimane in piedi solo la chiesa ma possiamo notare la navata centrale (davanti alla porta d’entrata centrale), quella laterale (alla sua desta, davanti alle transenne), la parete occidentale risalente al XII secolo (il muretto mezzo diroccato al centro della foto) e il sagrato (davanti, dove oggi c’è il viale di accesso e l’erba),

Melrose-Abbey-Robert-Bruce-Scozia-BeatriceRoat

Se la navata centrale, oggi completamente distrutta, era destinata alla preghiera dei laici, i monaci disponevano di uno spazio privato ed esclusivo dove pregare: ecco allora che, oltrepassando quella porticina centrale (foto sopra) si entrava nella cappella riservata ai religiosi che era divisa dal resto della navata dal muro tutt’oggi presente sovrastato da una quinta di legno detta “screen“. I monaci ci venivano a pregare ben 8 volte al giorno e dato che la Messa era cantata questa cappella veniva definita “choir”, coro. La grande finestra centrale che vedete in fondo è il Presbiterio ed è dove si trovava l’altare maggiore. Immaginatevi il tutto con la vetrata colorata, il pavimento piastrellato, il tetto magnificamente dipinto e il tutto riccamente decorato con calici ed oggetti d’argento che brillavano alla luce delle candele! A sinistra dell’altare, nel transetto occidentale, noterete una porta che, per la sua posizione, sembra una finestra: attraverso una scala oggi scomparsa i monaci da qui potevano raggiungere in fretta i propri dormitori e gli spazi privati a loro riservati.

Melrose-Abbey-Robert-Bruce-Scozia-BeatriceRoat
Il coro, lo spazio riservato ai monaci

Melrose-Abbey-Scotland-BeatriceRoat
Il Presbiterio

Melrose-Abbey-Robert-Bruce-Scozia-BeatriceRoat
La porta che conduceva ai dormitori, sulla parete in fondo

Dal presbiterio si può accedere alla torre (purtroppo chiusa nel momento della nostra visita) dalla quale si ha una bella visione dall’alto dell’abbazia e delle numerose sculture che la decorano: tra tutte la più particolare e bizzarra è sicuramente quella del “pig with a bagpipe“, il maialino che suona una cornamusa! Uscendo dalla chiesa, alla sinistra della navata, si vede oggi un prato verde e curato ma i numerosi resti di fondamenta di pietra indicano dove si trovavano, nei secoli scorsi, gli altri edifici che componevano l’abbazia: in particolare si notano il chiostro con fontana e circondato da un camminamento coperto, il refettorio, i dormitori, le cucine, la casa capitolare. A differenza della vicina Dryburgh Abbey che conserva ancora questi edifici, quelli di Melrose furono distrutti col tempo ed usati come cava per la pietra destinata alla costruzione di altri edifici in zona.

Melrose-Abbey-Robert-Bruce-Scozia-BeatriceRoat
Melrose: scultura del maialino con la cornamusa

 

Ad Ovest rispetto alla cattedrale, attraversando Cloister Road, si trovano i resti di una struttura che era riservata ai “lay brothers“, i frati conversi, quei religiosi che erano incaricati dei lavori manuali ma liberi da impegni di studio e di culto. E’ qui che si trova anche il piccolo museo della Cattedrale, all’interno dell’edificio conosciuto come Commendator’s House, la cui visita è compresa nel prezzo del ticket di ingresso. Alle spalle della cattedrale si trova invece un antico cimitero con le lapidi coperte di licheni che spuntano dall’erba.


COME  RAGGIUNGERE MELROSE ABBEY

Melrose Abbey è raggiungibile in auto da Edimburgo in circa un’ora d’auto: visitare questa e le altre storiche abbazie degli Scottish Borders in giornata partendo dalla capitale è un’ottima idea! Con i mezzi pubblici si può prendere un treno fino alla fermata Tweedbank e poi un bus, X62 di Border Buses, fino a Melrose (per un viaggio di circa 1h30). In alternativa si può prendere un bus diretto da Edimburgo (X62  di Border Buses per circa 2h30 di percorrenza).

TICKETS E ORARI DI APERTURA (Aggiornati ad aprile 2020)

Melrose Abbey è aperta al pubblico

– Tutti i giorni dalle 9.30 alle 17.30 (ultimo ingresso alle 17) dal 1 aprile al 30 settembre
– Tutti i giorni dalle 10 alle 16 (ultimo ingresso 15.30) dal 1 ottobre al 31 marzo

Rimane invece chiusa il 25 – 26 dicembre e 1 – 2 gennaio

Ticket di ingresso:

  • Adulti: 6£
  • Bambini 5-15: 3.60£
  • Under 5: gratis
  • 60+: 4.80£

Per verificare l’apertura e i prezzi dei biglietti vi invito a visitare il sito ufficiale di Historic Environment Scotland.

DOVE MANGIARE NEI DINTORNI DI MELROSE: OLD MELROSE TEAROOM

Ecco una chicca che non potete farvi sfuggire se siete in zona: sul sito dove sorgeva la prima abbazia, a pochi km dal villaggio di Melrose, si trova oggi Old Melrose Furniture Shop & Tearoom, un negozio di antiquariato con annessa una piccola e deliziosa tearoom che sembra uscita da un romanzo d’altri tempi! I piatti offerti sono semplici ma ben curati e molto gustosi, lo staff è cordiale e disponibile e la zona circostante è davvero mozzafiato. Noi ci siamo arrivati durante il nostro viaggio di gruppo autunnale e i colori ci hanno lasciati a bocca aperta. Vi suggerisco di ritagliarvi del tempo per fare una passeggiata dopo pranzo, ci sono dei sentieri adorabili e un bellissimo punto panoramico sul fiume Tweed che scorre a pochi passi dalla struttura!

 

13 canzoni da ascoltare per innamorarsi della Scozia!

“And let me tell you that I love you, that I think about you all the time, Caledonia’s been calling me, now I’m going…”

Solo una canzone, diranno molti. Ma una canzone capace di far venire la pelle d’oca e farmi vagare con il pensiero nelle verdeggianti valli delle Highlands, tra le strade di Edimburgo, sulle isole scozzesi e lungo la costa. Canzoni per viaggiare con la fantasia, canzoni per evocare magnifici ricordi, canzoni che fanno affiorare un sorriso sulle labbra, canzoni che lasciano un pò di nostalgia, canzoni che fanno innamorare. Che stiate cercando una canzone per sentirvi di nuovo in Scozia, oppure che siate alla ricerca di una colonna sonora per il vostro viaggio, siete capitati nel posto giusto! Ecco le 13 canzoni da ascoltare per innamorarsi della meravigliosa Scozia! Continua a leggere “13 canzoni da ascoltare per innamorarsi della Scozia!”

Scoprire Edimburgo: il quartiere di Leith

Sono pochi i turisti che si spingono fuori dal centro di Edimburgo e ancora meno quelli che hanno abbastanza tempo a disposizione per esplorare un quartiere periferico come quello di Leith. Leith è la zona portuale di Edimburgo e si trova a nord est rispetto al centro, affacciata sul Firth of Forth: la sensazione che si ha, visitandola, è quella di trovarsi in un’altra città e che il traffico e il turismo della Old Town siano lontani chilometri e chilometri, eppure basta una corsa di poco meno di 20 minuti in autobus per arrivarci! Continua a leggere “Scoprire Edimburgo: il quartiere di Leith”

Cartoline dalla Scozia // Aprile: Arcobaleni

Non so quanti appuntamenti ci sono stati fino ad ora con Cartoline dalla Scozia ma, per questo tema di aprile, ammetto di essermi trovata un pò in difficoltà. Pensa che ti ripensa, ho deciso di chiedere l’aiuto del pubblico ovvero a mia mamma che senza il minimo indugio ha decretato che il prossimo tema deve assolutamente essere “Arcobaleni”! Ottima idea, devo dire, quella della mamma: quante volte vi è capitato, durante i vostri viaggi, di rimanere a bocca aperta vedendo apparire magicamente un arcobaleno tra le nuvole, o dopo un improvviso temporale? Continua a leggere “Cartoline dalla Scozia // Aprile: Arcobaleni”

Itinerario di 3 giorni negli Scottish Borders – Scozia

Il sud della Scozia è purtroppo poco considerato dai turisti, desiderosi il più delle volte di atterrare all’aeroporto di Edimburgo, noleggiare l’auto e partire subito verso le Highlands: completamente diverso dalle brughiere e dalle desolate valli del Nord, il sud della Scozia (conosciuto come Southern Uplands) non è però da meno in quanto a fascino! La Regione degli Scottish Borders si sviluppa a Sud Est di Edimburgo ed è una delle zone più ricche di edifici storici di tutta la Scozia, proprio perché in passato era tra le aree più densamente abitate della Nazione e perché, data la vicinanza con l’Inghilterra, fu teatro di molte battaglie. Nei Borders si trovano anche quattro tra le più grandi abbazie scozzesi: Melrose, Dryburgh, Kelso e Jedburgh fondate da monaci cristiani di vari ordini nel XII secolo, durante il regno di David I e distrutte dagli inglesi ma sempre ricostruite con tenacia nel corso dei secoli. Ai Borders Scozzesi è legata anche una figura molto importante, quella di Walter Scott, uno tra i più grandi scrittori scozzesi e particolarmente legato a questa zona. I luoghi da visitare sono moltissimi e li ho racchiusi in questo mini itinerario di 3 giorni che vi porterà a scoprire il meglio degli Scottish Borders!

Continua a leggere “Itinerario di 3 giorni negli Scottish Borders – Scozia”