La magia di Neist Point

Venerdì 15 maggio 2015

Il 2015 è stato l’anno del mio primo vero on the road in Scozia in compagnia del mio papà. Quel venerdì 15 maggio ci trovavamo su Skye e la tabella di marcia della giornata era fittissima di luoghi da esplorare. Il meteo però, ahimè, non è stato clemente  e abbiamo beccato una pessima giornata caratterizzata da una pioggia torrenziale e nubi scure e basse a coprire l’orizzonte. Davvero un peccato, perchè volevo proprio in quella giornata esplorare il faro di Neist Point, dopo averlo ammirato su fotografie e riviste per molto tempo. Dopo vari cambi di programma, abbiamo deciso di visitare altre zone: le Fairy Pools, la Talisker Bay, la Talisker Distillery..con la speranza di un migliorante nel meteo. Niente da fare, alle 19.30, rassegnati, siamo andati a cena al Dunvegan Hotel (mi ricordo ancora che stavo mangiando un buonissimo fish&chips) quando, magicamente….la pioggia è cessata e nel giro di 5 minuti le nubi si sono spostate facendo uscire il sole!

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Gli unici 5 minuti della giornata in cui non ha piovuto a dirotto!

Increduli ci siamo guardati, abbiamo pagato il conto in tempo zero e ci siamo fiondati alla nostra guesthouse a prendere l’auto e la macchina fotografica. Continua a leggere “La magia di Neist Point”

Fairy Pools, le piscine delle fate

Leggendo il blog vi sarete di certo accorti della quantità enorme di luoghi che gli scozzesi ritengono magici, fatati. Uno di questi posti incantati si trova sull’Isola di Skye e sono le cosiddette Fairy Pools, le piscine delle fate. Visitando questo angolo di Scozia si può comprendere pienamente il perchè di queste strane credenze soprannaturali: lungo il corso del fiume Brittle, che scorre in una valle circondata dalle montagne a sud di Portee, poco distante dalla Talisker Bay, si è creata una serie di piccoli laghetti, di piscine naturali, caratterizzate dall’incredibile trasparenza dell’acqua, così pura e cristallina da apparire adirittura azzurra.

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Fairy Pools

Inutile spiegare perchè si creda che lungo questo fiume vivano le fate: il luogo è davvero magico, con il fiume che si insinua nella valle creando anse, cascatelle, piccole pozze rotonde e perfette, ai piedi dei nebbiosi monti Black Cuillins, dove il fiume Brittle ha origine. Vi sembreranno tutte una più bella dell’altra e vi fermerete ogni due passi per scattare qualche fotografia. Ovviamente il posto dà il meglio di sè con il sole, ma noi l’abbiamo apprezzato comunque, nonostante la giornata grigia, ventosa e gelida.

Il percorso fa parte di un’escursione ad anello che parte da un parcheggio comodamente accessibile a lato della strda che da Carbost conduce a Glenbrittle. L’intero percorso è lungo e faticoso, ma ci si può limitare a seguire il sentiero sterrato che scende ripido verso la valle e che si snoda lungo il corso del fiume. Fate attenzione poichè nelle giornate di pioggia il sentiero diventa fangoso e scivoloso, vi consiglio (se non ci avete già pensato da soli!) di indossare un bel paio di scaroponcini per affrontare al meglio la camminata. Impossibile perdersi, seguendo il corso d’acqua incontrerete la prima pool dopo circa 10 minuti di cammino. L’escursione (andata e ritorno dallo stesso sentiero) fino alle ultime pools lungo il fiume, dura circa una quarantina di minuti.

In estate qui potete trovare persone che fanno il bagno, ovviamente attrezzate con una muta da sub per sopportare meglio la gelida temperatura dell’acqua. In effetti queste deliziose piscine invitano ad un bagno, o magari ad un bel tuffo da una delle rocce circostanti: la più alta misura addirittura 10 metri ed è una vera prova di coraggio per i temerari che decidono di fare un bagno in questo luogo fatato. Non preoccupatevi però: anche senza immergervi, le fairy pools vi stregheranno con la loro bellezza e naturalezza e vi sentirete anche voi parte di un mondo magico ed incantato!

Claigan Coral Beach, Isle of Skye

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 Arrivi in Scozia convinta di trovare solo boschi e immense brughiere coperte d’erica e invece ti imbatti in luoghi che ti lasciano letterlalmente a bocca aperta. Dopo quella di Camusdarach, sulla Road to the Isles, un’altra spiaggia che mi ha fatta innamorare è stata la Claigan Coral Beach, sull’Isola di Skye. Le foto non rendono perfettamente l’idea della bellezza di questo luogo fuori dal mondo, disperso nella Waternish Peninsula, nel nord dell’isola.

Claigan Coral Beach

La si raggiunge percorrendo un sentiero che parte da Claigan, che chiamare villaggio è troppo, perchè si tratta davvero di una manciata di casette immerse nel verde. Lasciata la macchina nell’apposito parcheggio ci si incammina costeggiando il Loch Dunvegan che, più a nord, diventa mare aperto. Si attraversano alcuni vecchi muretti di sassi e si passa accanto al rudere di un’antica abitazione. Chissà chi ci viveva qui, a due passi dalla spiaggia, a due passi da questo luogo magnifico! Ancora un’ultimo pezzo in salita ed ecco che ci siamo: davanti a noi una spettacolare mezzaluna bianca, in contasto con l’erba verde e l’acqua azzurra del mare.

claigan coral beach

 

E’ uno di quei paesaggi che non ti aspetti di trovare in Scozia, così a Nord. E proprio per questo rimaniano estasiati, senza parole ad osservare il panorama mozzafiato che ci si apre davanti. Incontriamo una coppia di Firenze con la quale ci fermiamo a scambiare due chiacchiere e poi ci incamminiamo giù per la discesa, ansiosi di arrivare su quella spiaggia bianca.

claigan coral beach

La sabbia in realtà non è sabbia, e non sono nemmeno coralli, come il nome della spiaggia potrebbe suggerire. Sono dei pezzi di alghe essicate dal sole. Putroppo non mi è venuto in mente di fare una fotografia nel dettaglio, ma sono dei pezzettini di vari colori che variano dal bianco al panna, dall’arancione chiaro al marroncino, con forme dai contorni smussati che li rendono simili a dei mini ossicini. L’acqua vicino alla riva è trasparente e azzurrissima e, se non fosse per la temperatura proibitiva, un bel bagno lo farei volentieri! Poco distante dalla riva c’è Lampay Island, che è raggiungibile a piedi nei periodi di bassa marea.

Claigan Coral Beach

Ci arrampichiamo sulla bassa collina che sovrasta la spiaggia e dalla quale si gode di un altrettanto magnifico panorama. Ci sediamo per un bel pò a guardarci in giro, per imprimere questo luogo fantastico nella nostra mente, tra i nostri ricordi. Ci sono moltissimi muri di sassi nelle distese d’erba circostanti alla spiaggia, segno che qualcuno qui ci viveva, ci lavorava. Erano fortunate le pecore che pascolavano in quei recinti, recinti con vista…e che vista!

Claigan Coral Beach

Ci tratteniamo ancora un pò su questa spiaggia tranquilla e silenziosa, immersi nella pace dei sensi. Ci fanno compagnia alcuni coniglietti che, coraggiosamente, escono dalle loro tane nella sabbia per tenere sott’occhio la situazione. Osservando il mare ci accorgiamo anche di una coppia di foche che sguazzano allegre e guardinghe a pochi metri dalla riva. Ce ne rimaniamo immobili nella speranza che si decidano ad uscire a riva, ma sembrano non averne la minima intenzione.

Claigan Coral Beach

claigan coral beach

 Mentre il sole piano piano sta iniziando a calare, salutiamo questo angolo di paradiso in Scozia, consapevoli che rimarrà per sempre nella nostra mente e nel nostro cuore!

Claigan Coral Beach

 


 

CLAIGAN CORAL BEACH

Per raggiungere la Claigan Coral Beach si percorre un comodo sentiero segnalato che parte dal villaggio di Claigan (Isle of Skye), dove si trova un ampio parcheggio. Maggiori informazioni sul percorso:

 

 

 

 

 

 

Esplorando la Trotternish Peninsula

Trotternish Peninsula

 

La parte più bella, più visitata e più amata dell’Isola di Skye è senza ombra di dubbio la Trotternish Peninsula che si trova nel Nord Est dell’isola, appena sopra Portree. Si tratta di una zona verdissima, con un paesaggio costiero mozzafiato e con moltissime attrazioni naturali tutte da scoprire. Esplorarla è molto comodo: partendo da Portree, centro abitato più grande di Skye, si può percorrere l’intera costa della Trotternish Peninsula e ci si può spingere anche nell’entroterra, sulla strada che si arrampica nella catena montuosa del Quiraing. Come in molte altre zone dell’Isola, anche qui vi ritroverete a percorrere le caratteristiche Single Track Roads, stradine strette ad una sola corsia dove, per far passare le macchine proveninenti dal senso di marcia opposto, dovrete scansarvi in apposite piazzole posizionate regolarmente sul ciglio stradale. Il panorama dalle strade della Trotternish Peninsula è sempre magnifico, con il mare blu profondo a fare da cornice ad un ambiente incredibilmente verde dove a farvi compagnia saranno principalmente le pecore. Ma andiamo con ordine e vediamo le principali tappe proveniendo da Portree e procedendo in senso orario.

THE OLD MAN OF STORR

 

Old man of Storr
L’Old man of Storr

L’Old Man of Storr è una formazione rocciosa alta 55 metri che si incontra lungo la strada poco a Nord di Portree. E’ possibile raggiungere le sue pendici a piedi, risalendo il versante della montagna partendo da un parcheggio al lato della strada A855. Il sentiero è ben segnalato e in circa 40 minuti vi porterà proprio sotto l’imponente monolito (maggiori dettagli per l’escursione qui).

THE KILT ROCK

Kilt Rock

 

Proseguendo a Nord della Trotternish Peninsula si incontra questa scogliera dalla strana conformazione rocciosa: è quella che vedete sullo sfondo nella foto sopra e si chiama Kilt Rock perchè le colonne basaltiche verticali sembrano imitare le pieghe di un kilt! Le scogliere in questo punto sono davvero imponenti e c’è una cascata che, cadendo dalla loro sommità, si getta direttamente in mare.

DUNTULM CASTLE

 

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Tutto ciò che rimane dell’antico Duntulm Castle è un arco di pietra che si staglia contro le acque blu scuro del Mare del Nord. Siamo nella parte più settentrionale dell’Isola di Skye e si ha davvero la sensazione di guardare verso l’infinito! Costruito tra il XIV e il XV secolo, durante il XVII secolo Duntulm Castle fu la sede del Clan MacDonald of Sleat ma si crede che in quell’esatto luogo esistesse una fortificazione già in età preistorica. Secondo una leggenda il castello fu abandonato quando il figlio di un Capo Clan che vi risiedeva cadde da una finestra perdendo la vita sugli scogli sottostanti.

SKYE MUSEUM OF ISLAND LIFE

 

Skye Museum of Island Life

Allo Skye Musuem of Island Life sembra di essere tornati indietro nel tempo. Fermarsi qui per una visita è d’obbligo, fosse anche solo per la magnifica location. La foto qui sopra parla da sola: erba verde che si perde in un mare di un blu intenso, una leggera brezza freschissima, lo sguardo che si perde ad di là dell’orizzonte. In queste piccole casette di sassi e dal tetto di paglia, le tipiche “croft house” in cui si abitava fino a non moltissimo tempo fa, sono stati ricreati gli ambienti di una volta: la scuola, il fabbro, la classica abitazione familiare. Si entra accolti dall’intenso aroma della torba scoppiettante nel fuoco e ci si sente portare indietro nel tempo!

FLORA MACDONALD GRAVE

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Accanto allo Skye Museum of Island Life si trova il piccolo cimitero di Kilmuir. Non so se siete appassionati di vecchi cimiteri come la sottoscritta ma, se avete sentito parlare della famosa Flora MacDonald, una puntatina qui la dovete assolutamente fare! Un vecchio cimitero, dicevamo. Io lo chiamerei “cementery with a view”, cimitero con vista, e che vista! Flora MacDonald, eroina scozzese giacobita che aiutò il Bonnie Prince Charlie a mettersi in salvo dopo la disfatta di Culloden, riposa proprio qui: fu sepolta a Kilmuir nel 1790, sull’isola che amava e sulla quale trascorse l’ultimo periodo della sua vita.

QUIRAING

quiraing

Se fino ad ora ho parlato solo della costa, la Trotternish Peninsula attira moltissimi visitatori anche per il suo entroterra montagnoso. La catena montuosa del Quiraing è attraversata dalla single track road che taglia a metà la penisola e che va da Staffin a Uig, quindi facilmente raggiungibile per una passeggiata o un’escursione più impegnativa.

FAIRY GLEN

fairy glen

Nei pressi di Uig, piccolo villaggio da cui partono i ferry per le Ebridi Esterne, si trova il Fairy Glen. Già il nome dice tutto: valle fatata, dimora, affermano i locali, di fate e altre creature fantastiche. E come non crederlo? Il Fairy Glen vi apparirà quasi dal nulla, ve lo troverete davanti dietro ad una curva, e vi sembrerà di essere stati catapultati in qualche fiaba. Un piccolo stagno circondato da collinette dalla particolarissima conformazione, che sembrano come ondulate e costruite strati su strati; un boschetto brullo, con alberi tortuosi ricoperti di licheni verdi e di muschio; una moltitudine di sentieri che si snodano su per le colline, fino ad arrivare in un punto pianeggiante, dove gli appassionati del mondo delle fate ne onorano e ricordano la presenza.

 


Maggiori info:

http://www.undiscoveredscotland.co.uk/skye/trotternish/
http://www.walkhighlands.co.uk/skye/trotternish.shtml
https://www.visitscotland.com/info/see-do/trotternish-circuit-p521551

 

 

 

 

Consigli per un viaggio sull’Isola di Skye

La maggior parte delle persone che visita la Scozia è attratta dall’Isola di Skye, della quale ho già parlato qui . Ecco alcuni consigli per organizzare al meglio il vostro soggiorno sull’Isola!

Dedicateci il giusto tempo

Sono una fan dei viaggi rilassati, fatti con calma. Per questo, quando qualcuno mi dice di avere in mente di visitare Skye in una giornata, mi sale l’ansia! Skye, nonostante l’apparenza, è un’isola estesa e soprattutto lenta da girare per via delle single track road, le caratteristiche stradine a una sola corsia dove occorre scansarsi in apposite piazzole laterali per permettere ai veicoli provenienti dal senso di marcia opposto di passare. Ci sono moltissime cose da vedere, luoghi storici da visitare, bellezze naturali da scoprire ed è impossibie, assolutamente assurdo, pensare di dedicarci solamente una giornata. L’Isola di Skye è a tutti gli effetti una Scozia a sè, così diversa dalla mainland e con un fascino completamente differente. Il tempo minimo edindispensabile per visitarla, secondo me, sarebbero 2 o 3 giorni.

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Claigan Coral Beach

Prenotate gli alloggi prima di partire

molti di voi lo potrebbero dare per scontato ma in effetti non è così. Moltissime volte mi è stato chiesto se sia possibile cercare gli alloggi direttamente in loco ma io lo sconsiglio vivamente, sia in alta che in bassa stagione. Durante i mesi estivi, soprattutto in agosto, orde di turisti arrivano su Skye e le strutture ricettive si riempiono davvero in fretta con il rischio, se non si prenota, di dover dormire in macchina o di accontentarsi di quello che si trova, e parlo soprattutto di prezzo! D’inverno invece alcune strutture chiudono e riaprono solo nei mesi più turistici. Questo discorso, personalmente, lo allargherei a tutta la Scozia: sempre meglio prenotare tutto prima di partire, per evitare di perdere tempo utile per l’esplorazione nella disperata ricerca di un posto dove dormire!

 

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Broadford

Pernottate in zona Portree

Se dovessi cambiare qualcosa del mio ultimo viaggio in Scozia e sull’Isola di Skye sarebbe sicuramente la zona dove ho pernottato. Ho scelto una guesthouse a Dunvegan, che è si immerso in un magnifico paesaggio naturale ma è un punto scomodo dal quale muoversi. Pernottando a Portree sarete nel punto centrale dell’Isola e sarà molto più pratico e veloce raggiungere tutte le altre zone: meno tempo per gi spostamenti, più tempo per esplorare! Portree è inotre il centro abitato più grande di Skye, con più servizi e più ristoranti/locali.

 

Portree
Portree

Raggiungetela in un modo, lasciatela in un altro

Ci sono due modi per raggiungere l’Isola di Skye dalla mainland e il mio consiglio è di provarli entrambi: potete arrivarci comodamente e velocemente attraverso lo Skye Bridge, nei pressi di Kyle of Lochalsh oppure imbarcandovi su di un traghetto da Mallaig ad Armadale, nella parte Sud di Skye. La tratta è effettuata dalla compagnia Caledonian MacBrayne e ci metterete circa tre quarti d’ora per l’attraversamento. Il bello è la strada che percorrerete per prendere il traghetto, oppure una volta scesi: la Road to the Isles, che collega Fort William a Mallaig, ovvero, come dice il nome, “La strada per le Isole”, un susseguirsi di meraviglie!

isle of Skye
Trotternish Peninsula

Visitatela “a zone”

Per la sua particolare conformazione geografica l’Isola di Skye si presta bene ad essere visitata “a zone”. Questo è sicuramente il modo più semplice e pratico per esplorare l’isola: potete pensare ad un itinerario che copra, in diverse giornate, la Trotternish Peninsula (parte Nord-Est), le Waernish e Duirinish Peninsulas (parte Nord-Ovest), la Minginish Peninsula e la zona dei Cuillin (parte centro-occidentale) ed infine Strathaird e Sleat (parte Sud-Ovest. Ecco perchè Portree è la base ideale per esplorare l’isola: si trova esattamente al centro di tutte queste zone!

talisker bay
Talisker Bay

 

Spingetevi anche nelle zone più remote

Non limitatevi a visitare solo le zone più conosciute, come possono esserlo la Trotternish Peninsula o il Dunvegan Castle. Ci sono luoghi di Skye meno conosciuti e che si trovano fuori dalle classiche rotte turistiche che meritano sicuramente una puntatina, nonostante le strade per raggiungerle non siano proprio confortevoli. Un esempio su tutti è Elgol, minuscono villaggio di pescatori situato nella remota Strathaird Peninsula: pochissime case, una scuola affacciata su una spiaggia di sassi e una vista mozzafiato sui Cuillin, dall’altra parte della baia. Qui si ha davvero la sensazione di essere dispersi nel nulla, in balia delle forze della selvaggia natura scozzese!

 

Elgol
Elgol Bay

Preparate sempre un itinerario alternativo

Questo vale un pò per tutta la Scozia. Prima di partire, pensate a qualcosa da visitare in caso di brutto tempo, se le condizioni meteo vi impediscono di dedicarvi all’esplorazione della natura. Sull’Isola di Skye, se vi trovate nel bel mezzo di una giornata di pioggia torrenziale (come è successo a noi) potete ripiegare sulla visita alla Talisker Distillery, l’unica in tutta l’Isola, oppure del Castello di Dunvegan. In questo caso, al ritorno, fermatevi nell’omonimo villaggio ed assaggiate i magnifici dolci di Jann’s Cake: vi risolleveranno certamente il morale!

Neist Point Lighthouse
Neist Point Lighthouse

 

Siate educati: salutate sempre sui passing place!

Infine, un consiglio che non è propriamente turistico: è buona abitudine, e molto educato, fare un cenno di saluto e di ringraziamento quando si incontrano altre macchine lungo le single track road. Credetemi, vi accorgerete che tutti lo fanno, eccetto gli ignari turisti. E’ una cosa che dopo un pò diventa automatica ed anche divertente, ti fa sentire un pò come un abitante dell’Isola e non più come un turista di passaggio. In men che non si dica vi ritroverete quasi ad offendervi, se dall’auto che avete gentilmente fatto passare su di un passing place non giungerà alcun segno di ringraziamento! Provare per credere!

 

sligachan bridge

L’Isola di Skye, l’altra faccia della Scozia

Skye

La maggior parte delle persone che hanno viaggiato lungo la Scozia rimane affascinata, se non innamorata, dall’Isola di Skye: quest’isola offre dei paesaggi naturalistici mozzafiato e soprattutto molto vari tanto che sembra davvero di trovarsi in un mondo completamente a sè, così diverso dalla Scozia della mainland. Basta solo il nome ad evocare un ambiente pacifico, piacevole…magico: secondo la teoria più diffusa, Skye deriva dal termine celtico skitis che significa ‘alato’ e fa riferimento alla particolare forma geografica dell’Isola e delle sue molte penisole che sembrano delle ali.

mappa isola di Skye
Una mappa dell’Isola di Skye con specificati i nomi delle varie penisole

 

L’Isola di Skye fa parte del gruppo delle Ebridi Interne (o Inner Hebrides) ed è facilmente raggiungibile attraverso lo Skye Bridge, un ponte che dal 1992 la collega alla mainland nei pressi di Kyle of Lochalsh, poco distante dal famoso Eilean Donan Castle. Tuttavia non c’è modo più suggestivo e pittoresco di raggiungerla se non percorrendo la Road to the Isles che parte da Fort William e conduce a Mallaig, dove ci si imbarca sul traghetto che, lentamente, conduce a Skye.

Ferry Mallaig Armadale
…over the sea to Skye..

 

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Proveniendo dallo Skye Bridge

 

Una volta raggiunta l’Isola, è impossibile non rimanese estasiati dala paesaggio che ci si trova attorno: si va dalla drammaticità dei Cuillin, le alte e nebbiose catene montuose dell’isola, al verde della costa e dell’entroterra montuoso della Trotternish Peninsula, alle bianchissima coral beach nei pressi di Claigan. Non manca ovviamente la parte storica, con castelli, ruderi, broch, nonchè quella legata alle leggende, con un vasta presenza di luoghi connessi al mondo fatato delle creature soprannaturali di cui la tradizione scozzese è ricca.
Il centro abitato più grande dell’Isola è Portree, con il suo caratteristico porto dalle casine colorate, ed è anche il villaggio dove si trova la maggior parte dei servizi per i turisti ed è quindi il luogo ideale dove soggiornare per visitare Skye.

Portree

Il resto dell’Isola è un tripudio di paesaggi naturali, scorci marittimi, scintillanti loch e verdi distese d’erba che vanno esplorati piano piano, dedicando ad ognuno il giusto tempo per poter essere apprezzati appieno. L’isola infatti è molto più grande di quello che sembra e soprattutto è abbastanza lenta da girare perchè gli spostamenti in auto risultano rallentati per via delle diffuse e suggestive single track road, strette e tortuose stradine composte da una solo corsia, con delle piazzole laterali (passing place) poste ad intervalli costanti per permettere ai veicoli di scansarsi per far passare quelli provenienti dal lato opposto. Il bello di Skye è anche questo: esplorare lentamente, spostarsi con calma, percorrendo queste strette stradine che sembrano portare direttamente in un mondo fatato.

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Incontri lungo le Single Track Roads
Passing Place Isle of Skye
Passing Place

Proprio per la sua particolare conformazione geografica, Skye si presta bene ad essere visitata “a zone”. Quella a mio parere più bella è senza dubbio la Trotternish Peninsula, che si espande a Nord di Portree e che è anche la zona più frequentata dai turisti. Qui si trovano le maggiori attrazioni naturalistiche dell’Isola ed anche le più affascinanti: da Portree, procedendo lungo la costa della Trotternish Peninsula in senso orario, ecco cosa troverete durante il tragitto (dedicherò un articolo più approfondito ad ogni luogo prossimamente): Old Man of Storr, singolare formazione rocciosa che sovrasta la strada che costeggia il mare; Kilt Rock, una cascata che si getta in mare da un alta scogliera che, per la sua forma drappeggiata, ricorda le pieghe di un kilt; Staffin Bay, baia nei pressi dell’omonimo villaggio; Duntulm Castle, antico castello di cui oggi non rimangono che pochi massi a ricordarne l’antico splendore; Skye Museum of Island Life un piccolo e graziosissimo museo che ricrea le antiche tipiche abitazioni degli isolani ed il loro stile di vita, con utensili ed attrezzi direttamente dal passato, in una posizione incantevole che sovrasta il mare; adiacente al museo si trova il cimitero che ospita la tomba di Flora MacDonald, eroina scozzese che aiutò il Bonnie Prince Charlie nella sua fuga dopo la sconfitta di Culloden; il Fairy Glen, un luogo davvero magico e fatato nei pressi di Uig, dove si dice vivano le fate: difficile crederlo, passeggiando tra le montagnole ondulate e salendo fino in cima alla roccia detta Castle Ewan per la sua forma che richiama un castelllo. Nell’entroterra si trova invece la catena monuosa del Quiraing: una tortuosa single track road  porta da Staffin a Uig inerpicandosi in un paesaggio montano verde e roccioso e tagliando ‘a metà’ la penisola.

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Lungo la Trotternish Peninsula

 

Old man of Storr
L’Old man of Storr

 

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La zona montuosa del Quiraing

Ad Ovest di Portree è tuto un sussegguirsi di penisole piccole e grandi tra le quali le princpali sono quella di Vaternish e Duirnish. Da non perdere, in questa parte dell’Isola, è il Neist Point Lighthouse situato su di un promontorio roccioso e nascosto alla vista finchè non ci si avvicina camminando: il faro si trova in una posizione a dir poco spettacolare e vi verrà sicuramente voglia di fotografarlo da ogni angolatura! Molto suggestiva anche la strada che si percorre per raggiungerlo, una strettissima single track road che attraversa minusculi villaggi (o meglio, agglomerati di case) dispersi in mezzo al nulla. Poco distante dal villaggio di Dunvegan si trova l’omonimo castello, sede storica ed ancestrale del Clan MacLeod, che vi visse per ben 800 anni. Proseguendo verso Nord sulla penisola si raggiunge invece la magnifica Claigan Coral Beach, un’inaspettata spiaggia di corallini bianchi, così bianchi che sembra di essere ai tropici!

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Claigan Coral Beach

 

Neist Point Lighthouse
Neist Point Lighthouse

Scendendo verso Sud, nell’entroterra, il paesaggio verde e blu della costa lascia spazio alla drammaticità dei Cuillin, la catena montuosa dell’Isola, che per altezza e posizione geografica si distinguono in Black e Red. Sono montagne rocciose, ripide, scure e nude, che rendono il paesaggio molto aspro e duro e che attirano una moltitudine di escursionisti e scalatori da tutto il mondo ma che sono rimaste inacessibili fino a non molti anni fa. A Est, la penisola di Minginish è perlopiù inabitata se non per piccoli villaggi lungo la costa: è il caso di Carbost, che ospita la rinomata Talisker Distillery, l’unica a produrre whisky su tutta l’Isola di Skye. Poco lontano la Talisker Bay si apre sul mare con la sua spiaggia di massi neri e lucidi ed è raggiugnibile con una piacevole passeggiata tra le pecore. Un’altra escursione da non perdere è quella alle Fairy Pools: lungo il fiume Brittle si incontrano delle piscinette naturali di acqua pura e limpidissima tanto che il luogo si crede abitato dalle fate!

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Le Black Cullin viste da Sligachan

 

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Fairy Pools, Glenbrittle

Nella parte più meridionale dell’Isola troviamo Strathaird e la Sleat Peninsula. Entrambe poco frequentate dai turisti, mantengono dunque un fascino isolato e solitario. Un esempio clamoroso è Elgol, minuscolo villaggio di pescatori che si raggiunge con una stretta e tortuosa single track road che offre degli scorci magnifici sul Loch Slapin ed ancor più spettacolari dalla sua spiaggia di ciottoli, dalla quale si ha una visuale mozzafiato sui vicini Cuillin. La penisola di Sleat è chiamata anche “il giardino di Skye” ed è da sempre la sede del Clan MacDonald. Dal villaggio di Armadale parte il traghetto che porta sulla mainland, a Mallaig, sulla Road to the Isles.

Elgol
I Cuillin da Elgol Beach

 

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Cill Chriosd, antica chiesa sulla strada per Elgol

 

L’Isola di Skye è davvero un luogo dai panorami mozzafiato, caratterizzata dall’infinità di zone da scoprire, esplorare, assaporare e vivere. Le possibilità di fare escursioni, tranquille passeggiate, scalate, sport acquatici di certo non mancano, così come il relax e le attrazioni storiche e culturali: riguardo a queste ultime, basti pensare che l’Isola di Skye, dopo le Ebridi Esterne, è una delle aree in Scozia in cui sono più diffuse la cultura e l’antica lingua Gaelica. Una culla dove sono stati preservati antichi ricordi, tradizioni e l’autentico spirito dei Gaeli Scozzesi.

La Scozia occidentale e l’Isola di Skye: itinerario di 7 giorni

La maggior parte delle persone che hanno viaggiato lungo la Scozia rimangono affascinate, se non innamorate, dall’Isola di Skye: quest’isola, che fa parte delle Ebridi Interne, offre dei paesaggi naturalistici mozzafiato e soprattutto molto vari. Si va dalla drammaticità deiCuillin, le alte e nebbiose catene montuose dell’isola, al verde della costa e dell’entroterra montuoso della Trotternish Peninsula, alle bianchissime coral beaches nei pressi di Claigan. Non manca ovviamente la parte storica, con castelli, ruderi, broch, nonchè quella legata alle leggende, con un vasta presenza di luoghi connessi al mondo fatato delle creature soprannaturali di cui la tradizione scozzese è piena. Per visitare l’Isola di Skye servono senza ombra di dubbio più di due giornate: l’isola è molto più grande di quello che sembra e gli spostamenti in auto risultano rallentati per via delle diffuse e suggestive single track road, strette e tortuose stradine composte da una solo corsia, con delle piazzole laterali poste ad intervalli costanti per permettere ai veicoli di scansarsi per far passare quelli provenienti dal lato opposto. L’ideale sarebbe trascorrere su Skye dalle tre giornate in su, ma quando il tempo è poco e con la dovuta organizzazione, si può riuscire a non lasciarsi scappare almeno i luoghi di maggior interesse. Il mio consiglio è di gestire bene il tempo a disposizione, scegliendo anticipatamente e con cura le cose che non ci si vuole assolutamente perdere, e di soggiornare in una zona centrale dell’isola come per esempio Portree, che è anche il più grande centro abitato e quello che offre maggiori servizi.

Giorno 1:

Arrivo ad Edimburgo, ritiro della macchina in aereoporto e partenza verso Glencoe, attraversando il Loch Lomond National Park (per le possibili mete nel Parco vedi qui, al giorno 3). Pernottamento a Glencoe, suggestiva e solitaria valle che è il paradiso degli escursionisti e degli sport all’aria aperta.

Glencoe
Glencoe

Giorno 2: da Glencoe a Portree (circa 3h auto+ferry senza soste)

Poco dopo Glencoe si imbocca la scenografica Road to the Isles, la strada che da Fort William porta a Mallaig, piccolo villaggio da dove partono i traghetti per le Ebridi. Skye è raggiungibile via mare ma anche via terra, grazie allo Skye Bridge che, dal 1995, la collega alla mainland a Kyle of Lochalsh. Seppur più comodo e veloce, il ponte è anche molto meno suggestivo della breve traversata col traghetto che vale assolutamente la pena di provare, se non per la magnifica zona che vi troverete ad attraversare per raggiungere Mallaig: una volta superata Glenfinnan (con il monumento commemorativo alla rivolta giacobita del 1745 e il Viaduct usato come location per i film di Harry Potter), si prosegue sulla A830 fino al bivio che segnala la “alternative costal route”. Da qui avete due scelte: seguire la strada principale oppure svoltare nella vecchia e breve strada costiera, con delle spiagge che sono delle perle da non lasciarsi scappare. Sono sicura che non avrete dubbi! Si svolta dunque nella A8008 (nei pressi di Arisaig o di Back of Keppoch) e si prosegue con un alternarsi di magnifici scorci costieri a rocciosi paesaggi dell’entroterra. Assolutamente d’obbligo due tappe: Camusdarach Beach (parcheggio segnalato lungo la strada, fate bene attenzione!) e le Silver Sands of Morar, che vi troverete davanti poco prima di tornare sulla strada principale: vedrete che spettacolo, queste due spiagge dalla sabbia bianchissima e finissima che si apriranno all’improvviso davanti ai vostri occhi, increduli di osservare  effettivamente un paesaggio in Scozia! Una volta raggiunta la strada principale (A830) si prosegue fino a Mallaig dove ci si imbarca sul traghetto che in poco più di mezz’ora porta ad Armadale, sull’Isola di Skye. Un’ultima ora d’auto e si raggiunge Portree, dove si alloggerà per le successive quattro notti.

Camusdarach Beach
Camusdarach Beach

Giorno 3:

L’isola di Skye, per la sua particolare forma geografica, caratterizzata da estese penisole, si presta bene ad essere visitata “a zone”. La Trotternish Peninsula è senza ombra di dubbio la più conosciuta e quella dove i turisti si concentrano maggiormente. E non c’è da stupirsene, data la sua bellezza e la miriade di attrazioni naturali che offre. Le elencherò ora velocemente, dedicando un articolo più approfondito in seguito. Da Portree, e procedendo lungo la costa della Trotternish Peninsula in senso orario, ecco cosa troverete durante il tragitto: Old Man of Storr, singolare formazione rocciosa (vista nella pubblicità Calzedonia!!) che sovrasta la strada che costeggia il mare; Kilt Rock, una cascata che si getta in mare da un alta scogliera che, per la sua forma drappeggiata, ricorda le pieghe di un kilt; Staffin Bay, baia nei pressi dell’omonimo villaggio; Duntulm Castle, antico castello di cui oggi non rimangono che pochi massi a ricordarne l’antico splendore; Skye Museum of Island Life un piccolo e graziosissimo museo che ricrea le antiche tipiche abitazioni degli isolani ed il loro stile di vita, con utensili ed attrezzi direttamente dal passato, in una posizione incantevole che sovrasta il mare; adiacente al museo si trova il cimitero che ospita la tomba di Flora MacDonald, eroina scozzese che aiutò il Bonnie Prince Charlie nella sua fuga dopo la sconfitta di Culloden; il Fairy Glen, un luogo davvero magico e fatato nei pressi di Uig, dove si dice vivano le fate: difficile crederlo, passeggiando tra le montagnole ondulate e salendo fino in cima alla roccia detta Castle Ewan per la sua forma che richiama un castelllo. Nell’entroterra si trova invece la catena monuosa del Quiraing: una tortuosa single track road  porta da Staffin a Uig inerpicandosi in un paesaggio montano verde e roccioso e tagliando ‘a metà’ la penisola.

skye museum of highland life
Skye Museum of Island Life

Giorno 4:

Una giornata è da dedicare alla parte Ovest di Skye, ed in particolare alla Waternish e alla Duirinish Peninsula. Gli Highlights sono sicuramente la Claigan Coral Beach, una spiaggia di minuscoli coralli che vi stupirà per il suo candore, il Dunvegan Castle antica (e odierna) sede del clan MacDonald nei cui dintorni si possono vedere le foche e il magnifico, scenografico e pittoresco Neist Point Lighthouse, un faro costruito su di una scogliera a picco sul mare, in una posizione davvero fantastica che farà sognare gli appassionati di fotografia, soprattutto al tramonto. Interessante invece la storia della Trumpan Church, piccola chiesetta oggi in rovina dove ha avuto luogo una sanguinosa lite tra Clan.

claigan coral beach
Claigan Coral Beach

Giorno 5:

Proseguendo nell’esplorazione di Skye, ci si sposta verso Sud-Ovest. Da non lasciarsi sfuggire in questa zona sono le Fairy Pools: una piacevole passeggiata vi condurrà in un luogo davvero fatato. Qui, tra i limpidi e trasparenti laghetti che si formano lungo il fiume Brittle sembra davvero di intravedere fate ed altre piccole creature, o almeno, se ne avverte la presenza. Non lontano si trova la Talisker Bay, con i suoi sassi neri che, nelle giornate grigie, danno un aspetto davvero drammatico alla spiaggia. Nel villaggio di Talisker si trova anche l’omonima distilleria, che è l’unica su tutta l’isola ed è aperta ai visitatori.

Talisker Bay
Talisker Bay

Giorno 6: da Skye a Piltochry (circa 3h30 da Elgol)

Prima di tornare sulla mainland, rimane un pò di tempo da dedicare ad una zona di Skye che non è ancora stata presa d’assalto dai turisti e mantiene quel misterioso distacco rispetto alle aeree più frequentate: si tratta di Elgol, remoto e miuscolo villaggio di pescatori nella Strathard Peninsula. La strada per raggiungerlo è stretta, lunga e tortuosa ed è proprio questo a scoraggiare i più ad addentrarsi fin qui. Ma la vista che si ha dalla Elgol Beach vale il viaggio: da qui si ha una visuale mozzafiato sulle Cuillins che sono spesso ricoperte di nubi, con un effetto davvero drammatico. La spiaggia di Elgol in sè è molto bella, ricoperta interamente da pietre rotonde e colorate e con alle spalle una roccia delle stranissime incisioni naturali. Da Elgol, si lascia l’Isola di Skye percorrendo lo Skye Bridge e fermandosi al vicino e iconico Eilean Donan Castle, a Dornie. Da qui inizia l’avvicinamento a Edimburgo per il ritorno con, volendo, una veloce deviazione al Loch Ness, a Fort Augustus. La destinazione di questa giornata potrebbe essere Pitlochry, grazioso villaggio che fu definito dalla Regina Vittoria “una delle più eleganti località di villeggiatura d’Europa“. A Pitlochry potrete assistere alla spettacolare “Enchanted Forest”, un evento di luci in cui la foresta si accende di colori proiettati tra gli alberi (controllate il periodo dell’anno in cui questo evento ha luogo, solitamente in autunno).

I Cuillin da Elgol Beach
I Cuillin visti da Elgol Beach

Giorno 7: Da Pitlochry all’aereoporto (circa 1h30)

In circa un’ora e mezza si raggiunge da Pitlochry l’aereoporto di Edimburgo dove, una volta riconsegnata l’auto, si riparte per il viaggio di rientro!