Negli Scottish Borders sulle orme di Walter Scott

Un viaggio letterario è un’ottima idea per conoscere i luoghi dei grandi scrittori scozzesi e parlando del più amato e conosciuto, Sir Walter Scott, è d’obbligo visitare gli Scottish Borders, regione nel sud della Scozia che Scott amava particolarmente. Ma chi era Walter Scott? Scott nacque ad Edimburgo il 15 agosto 1771 e, a causa delle sue condizioni di salute sempre cagionevoli, trascorse gran parte della sua infanzia negli Scottish Borders, in campagna e tra la natura e l’aria salubre. Sin da piccolo si dimostrò interessato alla scrittura e alla letteratura nonchè alla cultura scozzese; il successo arrivò dal 1814 con la pubblicazione dei suoi romanzi: Ivanhoe, Waverley, Rob Roy, solo per citarne alcuni. Personaggio stimato ed amato dai suoi connazionali, Scott morì nella sua casa di Abbostford il 21 settembre 1832. Ho parlato più apprfonditamente della vita dello scrittore qui. In questo articolo voglio raccontarvi i luoghi da non perdere, legati alla figura di Walter Scott, nei magnifici Borders Scozzesi.

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Personaggi: Walter Scott, orgoglio nazionale scozzese

Tra gli artisti e gli intellettuali scozzesi più amati un posto d’onore va senza ombra di dubbio a Walter Scott, o meglio a Sir Walter Scott, poeta, scrittore e romanziere scozzese che visse a cavallo tra il 1700 e i 1800 nella nostra amata Scozia e che per la sua popolarità e importanza ricevette anche il prestigioso titolo di Baronetto. Alcuni suoi romanzi sono diventati dei classici e la sua vita è condita da curiosi avvenimenti: pensate che Scott presenziò al ritrovamento dei Gioielli della Corona nascosti per ben un secolo nel castello di Edimburgo! Ma chi era Walter Scott? Walter nacque ad Edimburgo il 15 agosto 1771, da un padre (suo omonimo) avvocato e  da una madre colta ed istruita perchè figlia di un medico. A causa di una poliomelite contratta in tenera età, Walter ebbe difficoltà a camminare per tutta la sua vita e la sua salute rimase sempre molto cagionevole. Continua a leggere “Personaggi: Walter Scott, orgoglio nazionale scozzese”

Personaggi: Robert the Bruce

La figura di Robert the Bruce, personaggio famoso e controverso nella storia scozzese, è legata alle vicende di William Wallace e alle guerre d’indipendenza scozzesi. Ecco di seguito la storia del grande sovrano e guerriero scozzese che garantì l’Indipendenza al suo popolo. Continua a leggere “Personaggi: Robert the Bruce”

Ricordando Robert Burns, il bardo scozzese

Ogni anno, il 25 gennaio, si commemora la nascita di Robert Burns, l’amato e stimato poeta scozzese che nacque nel 1759 e del quale vi ho già parlato in questo post. Primogenito di una famiglia di contadini dell’Ayrshire, Robert si dimostrò portato più per la lettura e la scrittura che per la vita agricola e, grazie al padre che investì il poco denaro a disposizione nell’educazione dei suoi figli, guadagnò ben presto il successo con le sue poesie e i suoi versi. Nonostante la fama, Burns non dimenticò mai le sue radici. Il suo amore per la vita contadina rimase intatto per tutta la vita e nei suoi testi affrontò spesso i problemi delle classi povere, sottolineando la necessità di una maggiore eguaglianza sociale. Per questo si guadagnò la stima dei connazionali che, ogni anno nei secoli a venire, ricordano il loro poeta, chiamato amichevolmento “Rabbie“, che morì a soli 37 anni a causa di una malattia cardiaca ma che lasciò un’enorme eredità poetica e musicale.

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Un ritratto di Robert Burns

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Alle origini della Scozia

Come era la Scozia prima di diventare una Nazione, o meglio, un Regno? Prima che venissero costruiti i castelli, prima di Wallace, prima della storia che, chi più o chi meno, conosciamo?

Tutto ha inizio circa 10.000 anni fa quando, a seguito dell’ultima glaciazione, le prime popalazioni provenienti da Est raggiusero la terra che noi oggi chiamiamo Scozia e vi si insediarono, alla ricerca di nuove terre sulle quali vivere: erano gruppi di persone dedite alla caccia, alla raccolta di bacche e altri frutti della terra ed alla pesca quelle che arrivarono in questa landa ricca di foreste e legname. Si trattava di popolazioni nomadi che solo più tardi, circa 7000 anni fa, nel Neolitico, cambiarono stile di vita diventando sedentarie ed iniziando a coltivare la terra, allevare animali, abbattere le foreste per creare spazio e recuperare legname. I loro insediamenti si trovavano soprattutto sulle isole e lungo la costa. Durante l’Età del Bronzo apparvero le prime fortificazioni e continuò la costruzione dei cairns (monumenti di pietra) mentre nell’Età del Ferro (primo millennio a.c) lo sviluppo tecnologico umano portò alla comparsa dei primi utensili realizzati con vari metalli.

Clava Cairns
Le Clava Cairns, poco lontano da Inverness

Risalgono a questo periodo molti dei misteriosi siti funerari e dei dei cerchi di pietre che si trovano ancora oggi sul suolo scozzese. Skara Brae, nelle Isole Orcadi, era un villaggio neolitico del quale oggi sopravvivono otto case costruite completamente in pietra; le Callanish Standing Stones compongono un Continua a leggere “Alle origini della Scozia”

Esplorando Alloway, tra storie di streghe e le poesie di Robert Burns

Il tour dell’Ayrshire con Rabbie’s al quale ho partecipato il mese scorso mi ha portata in alcuni magnfici angoli a sud di Glasgow che ancora non conoscevo. Dopo aver visitato Dunure Castle e Culzean Castle ci siamo spostati ad Alloway, piccolo villaggio famoso per aver dato i natali al celebre poeta scozzese Robert Burns, bardo nazionale molto amato dai connazionali ed autore di ballate, canzoni, satire e poesie. Continua a leggere “Esplorando Alloway, tra storie di streghe e le poesie di Robert Burns”

Gli Elfi e le fate di Aberfoyle

Aberfoyle è un piccolo paesino nel Loch Lomond and the Trossachs National Park, poco distante da Glasgow. Un piccolo villaggio scozzese come tanti altri, tranquillo e anonimo,  ma che grazie all’interessamento e al talento dello scrittore nazionale Walter Scott  si è radicato profondamente nel panorama turistico della Scozia. Sono tre i fattori che hanno fatto crescere la popolarità di Aberfoyle e, tutti e tre, sono da ricollegarsi proprio a Scott. Col suo romanzo “La donna del lago” edito nel 181o, in cui il poeta lodava la bellezza del Loch Katrine, un lago poco distante dal villaggio e secondo molti il più bello dell’intera Scozia, Aberfoyle iniziò a venir presa d’assalto dai visitatori. In un altro libro di Scott,  uscito nel 1817, ri rispolveravano e rendevano celebri le imprese dell’eroe Rob Roy MacGregor, nato e vissuto a poca distanza dal villaggio e molto amato dagli scozzesi. Infine c’è anche qualcosa che in pochi conoscono, che concerne il misterioso mondo delle fate e che, ancora un volta, ha a che fare con Walter Scott: nel 1815 lo scrittore scozzese finanziò e pubblicò un estratto di un misterioso trattato che risaliva alla fine del XVII secolo, opera di un tale Reverendo Robert Kirk, dal titolo ““The Secret Commonwealth of Elves, Fauns & Fairies”, ovvero La repubblica segreta di Elfi, Fauni e Fate.

Foto 3 (Loch Katrine)
Loch Katrine

Robert Kirk, settimo figlio del Pastore di Aberfoyle, nacque nel piccolo paesino delle Highland nel 1644. Seguì un corso di studi di buon livello, frequentando prima l’High School a Dundee e poi ad Edimburgo, dove divenne Maestro d’arte nel 1661. Successivamente si diede allo studio della teologia presso l’Università di Saint Andrews laureandosi Doctor of Divinity, prima di ritornare nella sua terra natia. Per venti anni fu Ministro della Chiesa Episcopale a Balquhidder, non lontano da Aberfoyle,  dove infne tornò alla morte del padre per prendere il suo posto come Pastore. Robert ebbe due mogli (la prima moglie morì giovane) con le quali generò tre figli. Nonostante la sua fervida fede, si dimostrò sempre profondamente affascinato dal mondo delle fate e delle creature fantastiche che avevano popolato le leggende scozzesi fin dall’antichità.

Le due più grandi imprese letterarie di Robert furono la prima traduzione della Bibbia in Gaelico e la stesura del già citato “The Secret Commonwealth of Elves, Fauns, and Fairies”, terminato nel 1691 ma poi messo da parte (e rispolverato, come abbiamo visto, da Walter Scott più di 100 anni più tardi). Nella sua opera Kirk delineò un ritratto a tutto tondo del mondo dei fairies, delle fate, approfondendo moltissimi argomenti che andavano dalle loro abitudini alla loro dieta alimentare. Il piccolo popolo, come era chiamato nelle leggende il mondo degli esseri fatati, era molto importante per la cultura gaelica dell’epoca, che traeva le sue origini nel mondo celtico, e fortemente tenuto in considerazione. Si credeva fosse un mondo a sè stante, separato da quello degli umani da un leggero velo che, ogni tanto, poteva essere superato e così i due mondi venivano in contatto e si venivano a creare situazioni quantomeno misteriose e discusse. Un mondo che si spinge a tratti verso l’occulto ed è per questo che lo stesso Reverendo Kirk con la sua opera si pose come obiettivo principale quello di dissipare pregiudizi e confermare l’effettiva esistenza del mondo fatato.

Walter Scott
Ritratto di Sir Walter Scott e la copetina dell’opera scritta dal Reverendo Kirk

Il Reverendo Kirk iniziò così una lunga opera di raccolta di informazioni e soprattutto di testimonianze di persone che affermavano di essere venute in contatto con i fairies e dei cossiddetti “seer”, persone con il done della “seconda vista”. Qualcuno affermava addirittura di essere stato rapito dalle fate e si trattava nella maggior parte dei casi di donne (spesso incinte) o di bambini. La gente di Aberfoyle non prese bene l’intento del Reverendo, convinta che tali argomenti dovessero essere tenuti nascosti, il piccolo popolo non disturbato ed ignorato ed in molti affermavano che le fate si sarebbero vendicate su chi diffondeva così alla leggera i loro segreti più nascosti. Eppure Robert continuava le sue richerche con curiosità ed entusiasmo, e continuò per molti anni ancora finchè ahimè, ad opera terminata e pronta per la pubblicazione, lo scrittore venne meno. Kirk era solito recarsi spesso in in luogo che, tra la gente del posto, era considerato incantato. Doon Hill (conosciuta anche come Fairy Knowe o Dun Sithean) è una collina che si raggiunge facilmente con una passeggiata da Aberfoyle ed era anche il posto preferito da Robert per svolgere le sue ricerche. Pare che il Reverendo si recasse là quasi tutti i giorni, mettendosi in ascolto e attendendo che qualche fata si mostrasse alla sua vista; qualcuno sostiene che effettivamente Kirk riuscì a mettersi in contatto i fairies proprio in questo luogo.

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Doon Hill: ancora oggi si crede che il luogo sia abitato dai fairies (fonte)

Il 14 maggio 1692 dunque il Reverendo Robert Kirk uscì dalla canonica per la sua consueta passeggiata. Mentre stava camminando proprio a Doon Hill, venne colpito da quello che sembrò un ictus e morì, il corpo ritrovato più tardi dai suoi parrocchiani. Ma da una vita spesa a rincorrere misteri e leggende, non ci si può certo aspettare una morte così “normale”: subito si diffusero ipotesi di ogni tipo sulla morte del Reverendo che, ovviamente, coinvolgevano il mondo delle fate. Alcuni sostenevano che furono proprio le fate, furiose per i loro segreti rivelati al mondo degli umani, a vendicarsi uccidendo Robert e portando la sua anima nel loro regno sotteraneo, intrappolata per sempre nel Minister’s Pine, l’unico sempreverde presente sulla collina e tutt’oggi tenuto in grande considerazione (vedi foto sopra). Altri affermavano che il Reverendo non fosse affatto morto e che per simulare il peso del suo corpo nella bara fossero stati messi dei grossi sassi. Ancora, pare che alla moglie di Kirk fosse stata data la possibilità di liberare il marito dal mondo delle fate: le fu detto che Robert sarebbe apparso durante una cerimonia religiosa e che lei avrebbe dovuto scagliargli contro un pugnale, in questo modo sarebbe stato libero. Quando il fatto successe, la donna non riuscì a lanciare la lama e così il Reverendo rimase per sempre intrappolato con i fairies. Si diffusero voci, si forumularono ipostesi di ogni genere ma, ovviamente, non si venne mai a capo della misteriosa faccenda.

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Un’altra immagine di Doon Hill (fonte)

Cosa ne fu dell’opera di Robert, alla sua morte? Il manoscritto passò al figlio ma venne perso e non se ne seppe più nulla. 123 anni dopo ricomparse magicamente e fu consegnata a Sir Walter Scott, poeta e scrittore molto attratto dalle storie misteriose e romantiche delle Highland. Scott, che in quell’occasione era in visita ad Aberfoyle, ne rimase naturalmente affascinato e volle a tutti i costi pubblicarlo. Oggi Doon Hill è un luogo frequentato dai locali ma anche da numerosi visitatori che arrivano qui per lasciare omaggi, regali e bigliettini con richieste di ogni genere per le fate. Il tronco del Minister’s Pine è sommerso di ninnoli che ricordano, a distanza di secoli,  Robert Kirk ed il suo immane lavoro. Gli ammiratori del Reverendo non mancano poi di visitare la sua tomba, che si trova nella vecchia chiesa di Aberfoyle, ora non più in uso, dove riposa per sempre il “cappellano delle fate”.


Fonti: