SCOZIA ON THE ROAD – Day 6: Isle of Skye (Fairy Pools, Talisker Bay, Neist Point)

La giornata di ieri era troppo bella per essere vere…oggi il tempo dà il peggio di sé! Il cielo è scuro e minaccia pioggia ma veniamo rassicurati dai proprietari del b&b che ci dicono che fino a mezzogiorno non dovrebbe piovere. Usciamo quindi in fretta subito dopo la colazione per fare qualche breve escursione. La prima tappa sono le Fairy Pools, che distano circa 45 minuti d’auto da Dunvegan. Ai piedi delle Black Cuillin, camminando lungo il fiume Brittle si incontrano dei laghetti dall’acqua così limpida e pura da sembrare delle piscine e si dice che, come spesso accade in luoghi così belli ed incantati della Scozia, siano abitate dalle fate. In effetti un nonsoche di fatato ce l’hanno, con l’acqua cristallina e fresca che zampilla tra le rocce scavando piscinette perfettamente circolari e cascatelle gorgoglianti. Il tempo regge durante tutta la nostra passeggiata e mentre ci addentriamo nella lunga valle esce anche qualche raggio di sole.

Fairy pools

Fairy Pools

fairy pools

Quando torniamo alla macchina inizia a scendere qualche gocciolina. Guardo l’orologio, mancano 10 minuti a mezzogiorno. I proprietari del b&b ci hanno azzeccato alla grande! Non ci lasciamo scoraggiare e ci dirigiamo verso Talisker, intenzionati a fare una passeggiata fino alla baia. Appena parcheggiato inizia a piovere di brutto, quindi ci rassegniamo ad aspettare in macchina sperando in un miglioramento; intanto ne approfittiamo per mangiare il packed lunch fornitoci dal b&b. Dopo un po’ la pioggia sembra diminuita così, indossate le giacche impermeabili, ci incamminiamo verso la Talisker Bay.

Passiamo davanti a Talisker House, un’antica casa che risale al 1720 e che era la dimora del primo “erede” in linea di successione come capo clan dei MacLeod e dove il giornalista Samuel Johnson trascorse un po’ di tempo come ospite durante il suo viaggio nelle Edbridi. (LINK). Proseguiamo tra le pecore (ce ne sono davvero molte!) finchè non raggiungiamo la baia di sassi neri che si apre sull’oceano circondata da alte scogliere. Da quella di destra scende una cascata. La guardo bene, c’è qualcosa che non va…va al contrario! Il vento è così forte lassù che l’acqua anziché scendere viene spinta indietro in una nuvola di goccioline. I colori cupi e scuri del cielo e dei sassi danno alla baia un aspetto davvero drammatico.

talisker bay

talisker bay

talisker bay

La pioggia aumenta e torniamo indietro in fretta. Date le pessime previsioni meteo per il resto della giornata pensiamo ad un posto al chiuso da visitare e ci viene in mente la vicina Talisker Distillery. Fondata nel 1830, è l’unica distilleria sull’Isola di Skye e sorge in riva allo stretto braccio di mare che si insinua fin qui, motivo per il quale ha adottato il motto “Made by the Sea”. Il tour guidato è in inglese ma viene fornito un (sintetico) depliant in italiano che illustra le varie fasi di distillazione del whisky, bevanda simbolo della Scozia e che in gaelico si chiama “uisge-beatha”, ossia acqua della vita. Alla fine della visita è previsto anche un assaggio ma devo ammettere che non vado matta per questo liquore.

talisker distillery

Ritorniamo a Dunvegan sotto una pioggia battente e ci rifugiamo in una pasticceria a fare merenda: cioccolata calda e fetta gigante di torta… una bomba! Ieri avevamo notato un piccolo museo lungo la via principale del villaggio e, incuriositi, decidiamo di vistarlo. Si tratta di un’esposizione sulla vita di Angus Mòr Macaskill, che deve il suo soprannome di “gigante” alla sua altezza che arrivava a ben 2.36mt. Il simpatico vecchietto che cura la piccola casetta piena di attrezzi di vecchia data e di pannelli informativi che parlano della vita di Angus, ci dà una traduzione in italiano scritta a macchina e poi, dopo aver chiuso gli occhi, inizia a raccontare la storia del gigante in inglese, ripetendola a memoria come se fosse una registrazione. Quando usciamo il tempo non è migliorato, si è alzato anche un vento molto forte, così a malincuore decidiamo di tornare al b&b dato che è impossibile continuare la nostra esplorazione. Un po’ di relax in ogni caso non guasta! Per cena torniamo al Dunvegan Hotel, che ieri ci è piaciuto sia per il cibo che per l’accoglienza. Mentre mangiamo, nel giro di 10 minuti, sotto i nostri occhi increduli, le nuvole spariscono ed esce il sole! In un attimo di pazzia decidiamo di andare subito a Neist Point che dista solo 20 minuti di macchina. Finiamo di cenare super veloci e torniamo al b&b per mettere gli scarponcini da montagna e prendere l’attrezzatura fotografica; la proprietaria rimane un po’ stupita della nostra uscita serale perché, ci dice, oltre ai 20 minuti di macchina poi ci vuole un’altra mezz’oretta di camminata per raggiungere il faro e sono già le 21. Noi non ci lasciamo intimorire e partiamo a razzo, raggiungendo con comodità il parcheggio nei pressi del faro. La luce inizia a calare, abbiamo ancora un po’ di tempo per una veloce escursione. Facciamo una corsa giù per le ripide scalette che scendono il pendio roccioso e proseguiamo lungo il sentiero che si snoda sul promontorio. Abbiamo il fiatone, ma una volta arrivati in cima… che spettacolo! Il faro è proprio davanti a noi, grande e bellissimo, con i suoi colori bianco e ocra, adagiato sul bordo della scogliera.

Neist Point Lighthouse

Neist Point Lighthouse

Mentre scendevamo la scaletta abbiamo incontrato una coppia che tornava indietro, probabilmente i proprietari dell’unica macchina che c’era nel parcheggio. Siamo soli, ci siamo solo noi e le pecore qui, in questo remoto pezzo di Scozia, su questo promontorio verde battuto dall’oceano. Raggiungiamo il faro (ci abbiamo messo solo 10 minuti, da buoni montanari quali siamo!) e rimaniamo subito un po’ perplessi: mano a mano che ci avviciniamo notiamo che il faro e gli edifici che lo circondano sono in un pessimo stato di degrado. Per terra ci sono palizzate di legno e pezzi indecifrabili rotti ed abbandonati, il cancello d’ingresso è aperto, così come alcune porte dell’edificio secondario. Al loro interno c’è di tutto, buttato alla rinfusa: una lavatrice con la bottiglia del detersivo sopra, pile immense di quotidiani, attrezzi da lavoro, un tagliaerba, un cannone per lanciare i razzi di segnalazione delle navi. Ci sono addirittura un sacco di bombole del gas tutte corrose ed arrugginite, ancora attaccate all’impianto! Camminiamo tra quelle che sembrano macerie, sentendomi in qualche film apocalittico del tipo “Io sono Leggenda”, quelli nei quali il protagonista cammina per città deserte, in case abbandonate in fretta e furia dai proprietari e lasciate esattamente com’erano. Provo un senso di desolazione e mi chiedo come sia possibile che un posto così bello sia in un tale stato di degrado. Sbircio dalle finestre di quelli che, stando alla targa fuori dalla porta, sono gli alloggi del capitano: calici da vino, un lavello con ancora i piatti ad asciugare, altri quotidiani….come se chi ci abitava fosse scappato via all’improvviso senza prendere nulla. Un po’ da brividi in effetti!

neist point lighthouse

Torniamo indietro perché sta venendo buio. Mi dispiace lasciare questo magnifico posto e mi piacerebbe avere più tempo per esplorare i dintorni così mi riprometto che un giorno ci tornerò. Quando raggiungiamo la macchina è ormai notte, siamo esausti ma contenti di aver visto un posto così bello, anche se dispiaciuti per la sua trascuratezza.

talisker bay sheep


– The Tables Guesthouse: http://www.the-tables.co.uk/
– Dunvegan Hoel: http://www.hoteldunvegan.co.uk/


day 1 – Sain Andrews
day 2 – Dunnottar Castle e Cairgroms National Park
day 3 – Inverness e Loch Ness
day 4 – Urquhart Castle, Eilean Donan Castle e rotta per l’isola di Skye
day 5 – Isle of Skye: Totternish Peninsula e Coral Beach
day 6 – Isle of Skye: fairy pool, talisker bay, neist point lighthouse
day 7 – Isle of Skye (Elgol) e Road to the Isles
day 8 – Glencoe, Glen Etive, Loch Awe
day 9 – Loch Lomond and the Trossachs National Park
day 10 – Edimburgo

12 thoughts on “SCOZIA ON THE ROAD – Day 6: Isle of Skye (Fairy Pools, Talisker Bay, Neist Point)

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