SCOZIA ON THE ROAD – Day 8: Glencoe, Glen Etive, Loch Awe.

Ieri eravamo andati a dormire sperando di svegliarci oggi con una bella giornata, in modo da poterci godere appieno la bellezza selvaggia del Glencoe. Purtroppo non siamo così fortunati, perché la giornata inizia, continua e finisce con una forte pioggia, che rende tutto grigio, cupo e triste. A malincuore, rinunciamo all’escursione nella Lost Valley che avevamo in programma ma il tempo ci è decisamente avverso. Decidiamo invece di guidare fino a Castle Stalker, che dista solamente 20 minuti dal Glencoe Village. Mano a mano che ci allontaniamo dalle montagne le nuvole si alzano, e quando arriviamo a destinazione almeno non piove! Parcheggiamo al punto panoramico a fianco della strada, nei pressi di un bar ed un negozietto e da dove si ha un’ottima visuale del castello.

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Su consiglio dei proprietari del b&b dove abbiamo passato la notte proseguiamo una quindicina di metri lungo la strada e poi svoltiamo in una stradina in discesa, superiamo un cancello e ci ritroviamo su una spiaggia di sassi, nel punto più vicino possibile al castello. Castle Stalker sorge su di una piccola isoletta, molto vicina alla terra ferma, nel Loch Linnhe e fu costruito attorno al 1320. Per visitarlo occorre prenotare in anticipo, quindi noi ci accontentiamo di osservarlo da fuori. Circondato dalle montagne e con il cielo coperto di nuvole a fare da sfondo, il castello ha davvero un’aria misteriosa.

castle stalker

A questo punto i programmi prevedevano di tornare indietro per esplorare il Glencoe ma il fatto che qui almeno non piova e che le nuvole sembrino innocue ci spinge a proseguire nella direzione opposta, verso le sponde del Loch Awe, il terzo lago di acqua dolce più esteso di Scozia ed il primo per lunghezza con i suoi 41km.

Decidiamo di visitare oggi il Kilchurn Castle, in modo da avere più tempo il giorno dopo, dato che il mio programma di viaggio per domani è bello pieno. Prima di raggiungere il castello però ci fermiamo alla vicina St. Conan’s Kirk, un gioiellino per la sua bellezza e per la cura dei dettagli e nei particolari architettonici. Veniamo accolti da un simpatico signore che sta ridipingendo il cancello d’entrata e che ci spiega che oggi un gruppo di volontari si sta dedicando alle “pulizie di primavera” ma che siamo i benvenuti. La chiesetta sembra catapultarci in un mondo fatato, con la sua porta ad arco intarsiato e reso verde dal muschio, con il chiostro di legno appena fuori dall’entrata e con svariate sculture e lavorazioni particolari nei muri di pietra. Osservandola dall’esterno si resta stupiti dalla quantità di dettagli presenti sulle pareti, sul tetto, sulle grondaie, sulle finestre… davvero elaborata!

st conan kirk

st conan kirk

Inutile dire che l’interno è ancora più bello: luminoso, con delle grandi finestre decorate, alte colonne di pietra con capitelli scolpiti ed archi a volta, eleganti sedie di legno scuro, candelieri che pendono dal soffitto e delicati fiori colorati. Ci stupisce che sia stata costruita solo nel 1930, perché sembra molto più antica. Ci sono delle signore che in occasione delle pulizie di primavera vendono torte fatte in casa e bicchieroni di caffè quindi ne approfittiamo anche per fare merenda. Lascio ora parlare le fotografie, descriverò meglio la bellissima St.Conan Kirk in un altro post!

st conan kirk

st conan kirk

st conan kirk

Poco lontano, sempre sulle rive del Loch Awe, si trovano i resti dell’antico Kilchurn Castle, costruito all’incirca nel 1449 e poi abbandonato nel 1750. Lo raggiungiamo con una passeggiata attraverso un campo d’erba, schivando le pozzangehere disseminate lungo il sentiero di terra battuta. I ruderi del castello sono ben conservati e ci sono molti pannelli informativi che ne descrivono la storia; l’entrata poi è gratuita, cosa assai strana da queste parti! Saliamo in cima alla torre più alta, da dove si ha una bella visuale sul Loch Awe. Purtroppo c’è una fastidiosissima nebbiolina e quando poco dopo raggiungiamo il punto panoramico, dove teoricamente si potrebbero scattare delle bellissime fotografie, la visuale è pessima!

kilchurn castle

Non ci resta che tornare nuovamente verso Glencoe, percorrendo la A82 che porta direttamente nel cuore della valle e che passa anche attraverso Rannoch Moor, una brughiera paludosa che si estende per circa 130km2 e disseminata di laghi, laghetti, torbiere e torrenti e circondata da montagne. Incredibilmente esce il sole, offrendoci un paesaggio magnifico: le cime delle montagne sono ancora innevate e creano un bel contrasto con il verde ed il giallo della brughiera che ci circonda.

rannoch moor

rannoch moor

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Il bel tempo dura poco, perché non appena ci avviciniamo al Glencoe inizia di nuovo a piovere abbondantemente. A questo punto siamo convinti che il maltempo si trovi solo sopra questa valle, e che le nuvole si accumulino tra le montagne circostanti. Forse è proprio a causa del tempo, forse è perché la vegetazione e l’erica devono ancora crescere, ma rimango un po’ delusa. Mi ero immaginata il Glencoe verde e rigoglioso, e mi trovo invece in una zona cupa, triste, paludosa e con colori prevalentemente marroni, niente di che se confrontato con le valli del mio amato Trentino, anzi, probabilmente è un luogo decisamente sopravvalutato. Dato che non possiamo uscire dalla macchina perché piove davvero troppo (ci sono degli escursionisti coraggiosi che camminano nonostante tutto, ma non è il massimo delle mie aspirazioni passeggiare con il fango fino alle ginocchia e l’acqua sulla testa) ci addentriamo in una valle laterale, la Glen Etive, percorrendo una single track road senza uscita, che costeggia un torrente e finisce sulle sponde dell’omonimo lago. La valle è davvero lunghissima, ci mettiamo quasi 40 minuti ad arrivare in fondo! Lungo la strada incontriamo delle casette solitarie (chi vivrà in questo luogo così isolato?) e tanti, tantissimi cervi, ma così tanti che rimaniamo sbalorditi. Ora, da veri montanari siamo abituati ad avvistare animali selvatici, soprattutto mio papà che è un cacciatore… ma così tanti in un posto solo, incredibile!! Ci sono branchi di 40-50 cervi, la maggior parte femmine, ma anche maschi con delle corna maestose. Ma la cosa bella è che se ne stanno vicino alla strada, o nei giardini delle case, o nei campi con le pecore…e non scappano! Sicuramente in questa valle malinconica e solitaria la fauna selvatica non manca!!

glencoe

glencoe

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Stasera ceniamo al Glencoe Gathering, un locale semplice e giovanile arredato in stile scandinavo. Facciamo l’errore di farci ingolosire dalle specialità italiane presenti nel menù, orecchiette al pesto e ravioli ai funghi. Diciamo che non erano proprio un granchè ma l’atmosfera del locale ci è piaciuta mlto.


– Strath Lodge b&b: http://www.strathlodgeglencoe.com/
– Glencoe Gathering: http://www.crerarhotels.com/the-glencoe-inn


day 1 – Sain Andrews
day 2 – Dunnottar Castle e Cairgroms National Park
day 3 – Inverness e Loch Ness
day 4 – Urquhart Castle, Eilean Donan Castle e rotta per l’isola di Skye
day 5 – Isle of Skye: Totternish Peninsula e Coral Beach
day 6 – Isle of Skye: fairy pool, talisker bay, neist point lighthouse
day 7 – Isle of Skye (Elgol) e Road to the Isles
day 8 – Glencoe, Glen Etive, Loch Awe
day 9 – Loch Lomond and the Trossachs National Park
day 10 – Edimburgo

20 pensieri riguardo “SCOZIA ON THE ROAD – Day 8: Glencoe, Glen Etive, Loch Awe.

  1. Ciao Beatrice
    Ti volevo chiedere qualcosa sul Kilchurn Castle.Non ho capito se si possa entrare e soprattutto dove si trova.E facile trovarlo?.Bisogna noleggiare una barca per raggiungerlo?.
    Ciao e grazie
    Gianluigi

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      1. Bellissimi i tuoi post Beatrice! Non appena riesco a ritagliarmi un po’ di tempo corro sempre a leggerli! Però un paragone fra Glencoe e Trentino non me lo puoi fareeee!!!! Innanzitutto dalle foto che vedo la stagione sembra quella invernale (che personalmente adoro proprio per i suoi toni cupi, che rendono il paesaggio spoglio della Glencoe ancora più “dramatic”!!!)… Immagina l’inverno in Trentino senza neve e anche lì i prati non sono verdissimi come in estate! Comunque si tratta di due luoghi completamente diversi…per origine e caratteristiche geologiche, storia e ovviamente, latitudine!!! Il meglio della Glencoe lo si scopre allontanandosi dalla trafficata strada principale e avventurandosi a piedi nelle vallette laterali più segrete o sulle cime brulle, da cui ammirare i grandiosi panorami circostanti. È proprio quel suo carattere ruvido e solitario a renderla tanto speciale!!! Pensa che io ho dormito una notte nello sperdutissimo King’s House Hotel, una vecchia locanda per escursionisti in mezzo al nulla! L’atmosfera è impagabile, così “vissuta”, così autentica! Molto meglio, per me, di uno qualsiasi delle centinaia di hotel 5 stelle con SPA spuntati nelle nostre Dolomiti! Io amo le nostre Alpi, intendiamoci! E le trovo uniche e bellissime! Ma la Glencoe è appunto tutta un’altra cosa…ed è giusto così!!! Perché altrimenti fare tutta quella strada per ritrovare gli stessi paesaggi delle nostre valli???

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      2. Ciao Ilaria! non era inverno, era maggio ma il tempo non è stato assoulutamente clemente 😦 Pioveva così tanto che tutte le escursioni che avevo in mente erano impossibile da fare, ed abbiamo passato la giornata chiusi in macchina! Probabilmente è stata colpa del tempo, se non ho apprezzato appieno il paesaggio! Al King’s House Hotel ci sono stata per pranzo al Climber Pub (mi pare si chiamasse così)..molto bello, anch’io apprezzo i posti sperduti e magici come quello!

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    1. Non lo so, non mi è piaciuto particolarmente…probabilmente era troppo brutto il tempo (pioveva davvero a dirotto, impossibile uscire dalla macchina!!) ma preferisco decisamente le mie Alpi 🙂 🙂

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