Kilmartin Glen – Parte 3// Dunadd

Dopo aver visitato Carnasserie Castle ed il Linear Cemetery con i monumenti neolitici nei pressi del villaggio di Kilmartin, l’ultima tappa della mia giornata in questa zona della Scozia poco visitata dai turisti è l’antica fortezza, o meglio ciò che ne rimane, di Dunadd.

Kilmartin to Dunadd
La mappa del percorso che da Kilmartin (in alto) porta a Dunadd (in fondo alla mappa)

Superato il parcheggio a fianco delle Kilmatin Standing Stones proseguo sulla comoda stradina secondaria che passa attraverso campi e boschetti fino a raggiungere Moine Mhor, in gaelico “la grande palude”. Riserva Naturale Nazionale e una delle più grandi torbiere di tutta la Gran Bretagna, presenta un ambiente fatto di muschio, laghetti e torba ed accoglie una gran varietà di piante ed insetti. Faccio una deviazione dal mio percorso per addentrarmi un pò nel boschetto, lungo un sentiero che conduce ad una passerella di legno, nel cuore della torbiera. Sugli alberi lungo il sentiero ci sono delle piccole casette per gli elfi, davvero carine!

Moine mhor

moine mhor

All’arrivo di una numerosa scolaresca taglio la corda e proseguo la strada verso Dunadd. Controllo la mappa, ogni tanto sono convinta di essermi persa e non capisco da che parte andare. Passo attraverso il campo di una fattoria (giuro che il sentiero segnato in mappa passava da quella parte, anche se mi sono sentita un pò una ladra infilata in una proprietà privata), supero delle pecore che, tutte in gruppo, iniziano a seguirmi: cammino e mi seguono, mi volto per guardarle e si fermano. Continuamo così per una decina di metri, è un pò inquietante! Arrivo nei pressi di un fiume e poi, finalmente, scorgo quello che deduco essere Dunadd!

dunadd

Giuro che la montagnola sembrava vicinissima ed invece mi ci è voluta un’altra ora buona per raggiungerla, zigzagando sul sentiero che segue il corso del fiume. Alla fine finalmente eccomi: dopo aver camminato per quasi 6 ore, superato branchi di pecore assassine, scavalcato cancelli e guadato torrenti raggiungo infine la meta che mi ero prefissata. Dal parcheggio si sale un ripido e dissestato sentiero che porta in cima al colle. Eccomi a Dunadd!

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Dunadd (Dun significa fortezza mentre Add è il fiume che scorre ai suoi piedi) oggi è solo una collina ricoperta di massi ma in passato fu l’importante fulcro del Regno di Dalriada (o Dal Riata) e si dice che sulla sua sommità sorgesse un’imponente fortezza, sede dei Re del Regno Scozzese. Parliamo del 500 dC circa, periodo in cui il sovrano degli Scoti (popolazione di orgini irlandese) Fergus Mòr spostò la sua residenza dall’Irlanda alla Scozia e più precisamente proprio a Dunadd e dove fondò il regno che comprendeva più o meno il territorio dell’odierno Argyll. Scavi archeologici hanno riportato alla luce molti manufatti che si collegano alla presenza di un importante centro di potere (attrezzi ed armi, vasellame, monili di metallo) e, arrivando in cima al sentiero,  i segni di una antica fortificazione sono evidenti.

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Quasi sulla cima!

Ma la cosa più stupefacente è la presenza di varie immagini scolpite nella pietre, proprio sulla sommità di Dunadd. La più famosa è senza dubbio l’impronta di un piede che si trova su di una lastra di roccia: proprio qui i Re del Regno di Dalriada venivano incoronati, inginocchiandosi e appoggiando il piede nell’orma scolpita a terra. Pare che l’impronta odierna sia una replica costruita minuziosamente in vetroresina e che sia stata messa proprio sopra l’originale per proteggerla dai turisti che ogni anno visitano il sito (e immancabilmente infilano il proprio piede nell’orma!). Sinceramente a me è sembrata molto autentica, quindi direi che il lavoro è stato fatto alla perfezione e credo che proteggere l’originale sia stato un intervento necessario per preservarla dal deterioramento dovuto al tempo, al clima e ai turisti.

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L’impronta nella roccia a Dunadd

La Inauguration Stone, come viene definita la pietra, era usata durante i riti semi pagani di incoronazione dei sovrani di Dalriada che, mettendo il piede nell’impronta, di fatto segnavano l’inizio del loro regno. Questo atto simboleggiava l’unione del re con la sua terra, una fecondazione ed un arricchimento del suolo che avrebbe portato a raccolti abbondanti e ad ottenere successi in guerra ma anche il suo impegno a proteggere e prendersi cura della sua gente. Mi siedo un attimo sulla sommità di Dunadd ad imamginarmi come dev’essere stato, più di 1500 anni fa, questo luogo, le persone che ci hanno vissuto, il paesaggio che, all’epoca, deve essere stato totalmente diverso.

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Vista da Dunadd

Infine ridiscendo la collina camminando tra i massi, esco dal parcheggio e mi piazzo a lato strada con il pollice in modalità autostop. Non potrei davvero camminare un minuto di più! Dopo un paio di macchine che mi sfrecciano accanto indifferenti, ecco fermarsi una coppia di turisti canadesi che mi danno volentieri un passaggio fino a Kilmartin e che, nel breve tragitto, mi chiedono curiosi del mio viaggio. Ritornata in paese ne approfitto del tempo a disposizione prima della partenza dell’autobus che mi riporterà ad Oban per visitare la Kilmartin Church ed il vicino (e sempre caratteristico) cimitero. Qui si trovano alcune delle Kilmartin Stones, una collezione di 79 lastre di pietra – in pratica i coperchi delle tombe – decorate e risalenti ad un periodo di tempo che va dal XIII secolo al 1712.

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Alcune pietre tombali nel cimitero

Alcune sono conservate dentro un piccolo edificio per proteggerle dalle intemperie, altre si trovano sparse per il cimitero. I motivi ricorrenti che vi si trovano scolpiti sono le claymore (tipiche spade scozzesi), decori floreali, uomini armati, croci, animali, elementi celtici. Ci sono delle teorie secondo le quali ci sarebbe un collegamento tra alcune di queste pietre e i cavalieri templari, soprattutto per via del tipo di spade scolpite nella roccia anche se, più semplicemente, tali spade potrebbero simboleggiare solo la sepoltura di un uomo di uno stato sociale elevato. All’interno dela piccola chiesa sono ospitate le Kilmartin Crosses, due grandi croci celtiche di pietra risalenti al XIX e X secolo.

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Altre pietre tombali protette all’interno di un edificio nel cimitero

Infine, ecco arrivare l’autobus, l’ultimo della giornata, che mi riporterà a casa. E così si conclude la mia giornata nel Kilmartin Glen, tra casteli, tumuli e misteriose pietre. Una giornata molto intensa nella quale ho macinato molti km, ma che mi ha immersa completamente nella storia antica scozzese!


11 pensieri riguardo “Kilmartin Glen – Parte 3// Dunadd

    1. ehehehe gli scozzesi su queste cose sono molto seri (non al pari degli islandesi, casette per gli elfi praticamente ovunque!). Mi è capitato diverse volte di passeggiare in un bosco e di trovarmi davanti un albero agghindato da fiocchi, nastri e ogni tipo di oggetti – cd, tappi di bottiglia,… -. Sono i luoghi dove si crede vivano gli abitanti del piccolo popolo, fate, elfi e via dicendo…a me mette sempre un pò i brividi!

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  1. Cara Beatrice,
    I tuoi racconti sono sempre molto appassionati e ci raccontano sempre un pezzo di storia di questo favoloso paese.
    Anche il piu’solitario villaggio in Scozia ha il suo fascino e si capisce guardando le foto….
    Che terra meravigliosa e misteriosa….piena di storia che scopriamo leggendo il tuo blog.
    Anch’io quando parlo della Scozia,mi faccio prendere dall’entusiasmo del racconto.
    Purtroppo non so’quando potro’ritornarci ma il sogno e’ricorrente.Io che preparo le valigie per il mio prossimo viaggio in terra scozzese.
    Un caro saluto dalla Liguria

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    1. Ciao Luisa! Pensa, io di solito invece sogno che devo partire e non ho ancora preparato le valigie 🙂 eheheh! Hai proprio ragione comunque, anche la cosa più insignificante in Scozia ha un fascino tutto suo, è incredibile! Un abbraccio!

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  2. “maledetta” quella volta che ho scoperto il tuo blog! ogni volta che leggo un tuo articolo mi chiedo che cavolo ci sto a fare qui in Italia! Sono stato solo tre volte in Scozia ma ce l’ho nel cuore. In particolare i paesaggi delle highlands e la gente! Credo proprio che acquisterò il tuo book! I tuoi articoli sono bellissimi (anche le foto)! Complimenti!

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    1. Ciao Leonardo! Ma grazie 🙂 Direi che tre volte in Scozia non sono affatto poche! Che zone hai visitato? Ci sono così tante cose da vedere che una vita non basterebbe per visitare tutto!! Grazie per i complimenti, se decidi di acquistare la guida mi farebbe molto piacere!

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  3. Bellissima serie di post questi su Kilmartin Glen! Una meta poco conosciuta eppure davvero affascinante…
    Ci sono passata vicino tempo fa, viaggiando verso l’imbarco per l’isola di Islay (a Kennacraig), ma purtroppo si va sempre troppo di fretta e sono tanti i gioielli lasciati alle spalle lungo il percorso!
    Grazie per il tuo resoconto, la prossima volta non mancherò certo di farci una sosta!

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    1. Hai ragione Ilaria, ci sono moltissimi posti che per mancanza di tempo, o perchè non si conoscono, si lasciano indietro… per poi pentirsi di non essersi fermati almeno per un pò! 🙂 Sono sicura che recupererai molto presto 🙂 Un bacione!

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    1. ahahah anch’io se ci penso! Ma ti giuro, camminavo e mi seguivano, mi fermavo e mi voltavo e stavano immobili. Ad un certo punto mi è venuta l’ansia che mi stessero per attaccare 😀 😀

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