Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Loch Ness. Nessuno? Ebbene, questo enorme lago scozzese è certamente famoso perché, si dice, abitato dall’omonimo mostro. Nessie, affettuoso nomignolo affidato al mostro, fu avvistato per la prima volta addirittura nel 556 da un monaco irlandese ma è più recentemente che la sua fama è aumentata e i suoi avvistamenti sono cresciuti esponenzialmente: dal 1930 ad oggi le segnalazioni da parte di persone convinte di aver visto il mostro sono state tantissime, così come le fotografie, molte delle quali smascherate come falsi. Ad oggi, nonostante le numerose ricerche scientifiche effettuate, addirittura tramite l’uso di sonar per scandagliare il lago, l’effettiva esistenza di Nessie non è stata realmente dimostrata. È recente la notizia che “l’ultimo cacciatore di Nessie”, un uomo che per vent’anni ha vissuto in una roulotte, accampato sulle rive del lago nella speranza di scorgere il mostro, si è arreso. E se non ci crede più nemmeno uno che ha abbandonato la sua vita e la sua fidanzata per andare a vivere in una roulotte a Loch Ness, e che ci è restato per vent’anni, super convinto nell’esistenza del mostro… bè allora forse vuol dire che Nessie è davvero solo una leggenda! Continua a leggere “Loch Ness, il lago più famoso di Scozia: storia, leggende e cose da non perdere”
Categoria: Highlands
L’incantevole St Conan’s Kirk sul Loch Awe
Mi viene in mente una sola parola per descrivere questa piccola chiesetta che sorge sulle sponde del Loch Awe: favolosa. Nel senso di bellissima, certo, ma soprattutto perchè visitandola ci si sente all’interno di una vera favola. L’atmosfera magica, le infinite e dettagliatissime decorazioni, quello stile medievale che sembrano appena usciti da un libro, o da un film che racconta di avventure in antichi tempi passati. Ed è proprio questa la sensazione che si ha, osservando la chiesa, chissà quando è stata costruita, viene da chiedersi. Ed invece rimarrete stupiti, come è successo a me, scoprendo che i lavori di costruzione sono stati ultimati solo nel 1930!
La storia di St Conan’s Kirk inizia negli anni ottanta dell’800, quando Walter Douglas Campbell decise di realizzare un piccolo luogo di culto sulle sponde del Loch Awe. Walter veniva da una famiglia di nove figli (sette fratelli e due sorelle) ed era il penultimo figlio del Barone di Blystwood. Nato nel 1850 ed educato alla carriera militare, egli si unì alla British Army. Nel 1882 egli acquistò Innischonain, una piccola isola nei pressi del villaggio di Lochawe, nell’omonimo lago, di proprietà del Marchese di Breadalbane, e vi costruì una maestosa abitazione dove si stabilì con sua sorella Helen e sua madre Caroline Agnes. Sembra che l’anziana Mrs Campbell trovasse troppo distante la parrocchia di Dalmally e così suo figlio decise di costruire una chiesa più vicina e comoda da raggiungere, dando così inizio al progetto di St. Conan’s Kirk. Il primo disegno di Walter, completato nel 1886, era relativamente semplice ma in seguito egli iniziò a pensare a qualcosa di più elaborato, di più nobile. Iniziò dunque a lavorare al suo nuovo progetto nel 1907, e dedicò il resto della sua vita alla sua realizzazione fino alla sua morte, avvenuta nel 1914.
Walter era un amante dell’arte, nonché un uomo dai mille talenti e li impiegò tutti nella costruzione della chiesa: anche se l’edificio è prevalentemente in stile Romanico o Normanno, egli incluse anche stili totalmente differenti, preoccupato di raggiungere la bellezza, più che un’omogeneità di stili. Qualcuno afferma addirittura che egli tentò volontariamente di includere ogni tipo di architettura ecclesiastica che si poteva trovare all’epoca in Scozia, teoria confermata dal circolo di pietre (standing stones) che in passato si trovava nei pressi del cancello d’entrata. Dopo la morte di Walter (1914) i lavori di costruzione della chiesa vennero sospesi a causa della Prima Guerra Mondiale ma ripresero il prima possibile, grazie ad Helen, che aveva custodito i disegni ed il sogno di suo fratello. Il progetto venne comunque portato a termine nonostante la morte di Helen, avvenuta nel 1927, e il sogno di Walter realizzato nella St. Conan’s Kirk che vediamo noi oggi.
St. Conan’s Kirk stupisce per la sua infinita cura dei dettagli: arcate, nicchie, piccole cappelle interne, finestre di vetro colorato, decorazioni stravaganti, animali scolpiti nella roccia che adornano il tetto della chiesa. Ma la prima cosa che salta nell’occhio è sicuramente il portone d’entrata, collocato nei pressi del piccolo ed adorabile chiostro d’entrata. Una semplice porta di legno, incorniciata da una serie di archi scolpiti nella pietra decorati con motivi geometrici e floreali, resa magica ed affascinante dal verde del muschio attaccato alla roccia. Sembra di trovarsi in un altro mondo, un mondo fatato ed antico, e verrebbe voglia di fermarsi ad osservarla e fotografarla all’infinito. Una volta dentro, la chiesa stupisce per la sua tranquillità e la sua varietà di stili, che cambiano da una angolo all’altro dell’edificio.
Durante la nostra visita siamo stati accolti da un allegro signore che stava riverniciando il cancelletto d’entrata. Perplessi, abbiamo chiesto se fosse possibile visitare la chiesa e lui ci ha risposto che siamo i benvenuti, spiegandoci che quel giorno alcune persone del paese stavano facendo le pulizie di primavera. È stato bello vedere tutte quelle persone all’opera: chi potava le siepi, chi rastrellava il giardino, chi verniciava, chi spolverava, chi aggiustava dei piccoli guasti. Nella navata c’era un piccolo banchetto dove delle signore vendevano caffè bollente e torte fatte in casa per raccogliere fondi per la chiesa. Usciti sul retro, abbiamo scoperto anche un piacevole piccolo giardinetto terrazzato con una meridiana e una bella vista sula lago sottostante. Siamo rimasti così per un po’, sorseggiando caffè e mangiando una torta al cioccolato, ad ammirare la bellezza di questo posto che porteremo sicuramente per sempre nel cuore!
Come arrivare e informazioni pratiche
La St. Conan’s Kirk si trova sulle sponde del Loch Awe, lungo la A85 nei pressi di Lochawe Village. Proveniendo da Oban la raggiungerete in circa mezz’ora d’auto o poco meno di un’ora di treno (stazione Lochawe). L’entrata alla chiesetta è gratuita.
Sito ufficiale: http://www.stconanskirk.org.uk/
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/stconanskirkofficial/
UNA PASSEGGIATA NEL CAIRNGORMS NATIONAL PARK
La Scozia è percorre due ore di strada in macchina e veder cambiare il paesaggio fuori dal finestrino innumerevoli volte. Così, puoi partire dalle maestose scogliere della costa orientale, lasciandoti il castello di Dunnottar alle spalle, proseguire attraverso campi coltivati e verdissimi, incontrare pecore e mucche che osservano curiose dal margine della strada e poi inoltrarti in una rigogliosa foresta, quella del Cairngorms National Park. Poi il paesaggio cambia e diventa montano, brullo, spoglio. I pendii sono ricoperti d’erica e di piccoli cespugli. La strada si inerpica in salita, sempre più su, fino al Lecht Sky Center. Se la giornata è grigia e piovosa vi sembrerà di essere arrivati nel bel mezzo del nulla. E sarà freddo, sicuramente. Da qui, dal “cucuzzolo della montagna”, si scende fino a raggiungere il villaggio di Tomintoul che si vanta di essere il villaggio più alto della Scozia (cosa in realtà non vera). Ma poco dopo l’impianto sciistico, su un’ampia curva a sinistra, se lo sguardo vi sfuggirà attraverso le solitarie valli circostanti, vedrete una casetta sola soletta ergersi in un piccolo Glen, con un pittoresco fiumiciattolo che si snoda fino a raggiungerla, e sentirete il bisogno di fermarvi a scattare una fotografia.
LECHT MINE
La casetta che vedete dalla strada è in realtà un mulino ed è tutto ciò che rimane di un’antica cava di ferro. La si raggiunge con una breve e piacevole passeggiata che parte dal parcheggio proprio sotto la strada, dove si trovano anche dei pannelli informativi sui punti di interesse dell’area circostante e una zona pic-nic. Il percorso è davvero breve (1,5 km andata e ritorno, ma volendo dopo il mulino si può proseguire) ma caratterizzato da una tranquillità rigenerante e da un interessante ambiente naturale: si cammina su di un sentiero immersi nei cespugli d’erica, accompagnati dal rilassante scorrere delle acque del ruscello, scorgendo moltissimi esemplari di fagiani ed altri uccelli simili che non siamo riusciti ad identificare (noi ne avremmo visti circa una ventina!!).
La miniera, inizialmente aperta nel 1730 per estrarre il ferro, è stata chiusa solamente sette anni dopo per essere poi riaperta nel 1841 come cava di manganese: all’apice dell’attività, vi lavoravano in sessanta tra uomini e ragazzi ed era, ed è rimasta nel corso del tempo, la più grande miniera di manganese dell’intera Scozia. Dalla sua chiusura, avvenuta nel 1846 a causa della concorrenza derivante dall’importazione del minerale a minor costo, solo il mulino (o frantoio) sopravvive. L’edificio, restaurato nel 1980, ospitava la grande ruota alimentata ad acqua usata per frantumare il minerale estratto. Nei suoi dintorni è ancora possibile vedere i resti delle fondamenta di altri edifici andati ormai distrutti. Una brevissima ma piacevole passeggiata, consigliata se siete di passaggio da queste parti!
Eilean Donan Castle, il castello più famoso di Scozia
Castello più celebre, più fotogenico e più fotografato di Scozia, l’Eilean Donan Castle sorge su di un isoletta alla confluenza di tre laghi marini, il Loch Duich, il Loch Long e il Loch Alsh, nei pressi del villaggio di Dornie. Il nome deriva dal gaelico e significa “castello dell’isola di Donan”, molto probabilmente riferendosi al nome di un religioso irlandese, Donnàn, che tra il VI ed il VII secolo d.C pare abbia costruito un monastero cristiano sul luogo dove oggi sorge il castello.
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