Parte 2 (1561-1566)– Il ritorno in Scozia ed il secondo matrimonio
Ritratto di Mary eseguito da F.Clouet nel 1559
L’arrivo in Scozia non è affatto come Mary se l’era aspettato. Non c’è nessuno ad attenderla, non ci sono cortei che l’accompagnano, nessuno suona flauti e tamburi in suo onore. Anche il Paese non è come se l’era immaginato duranti i suoi anni in Francia: è un mondo cupo, povero, indebolito dai continui saccheggi inglesi e ben lontano dalla ricchezza e dalla cultura francesi quello che Mary trova quando, il 19 agosto 1561, sbarca a Leith, come un’estranea nel proprio paese. Non c’è nessuno che ha ordinato di riservarle i migliori trattamenti e così si deve accontentare di passare la notte presso la casa di un commerciante. Solo il giorno arriva in tutta fretta James Stuart Conte di Moray, suo fratellastro e principe reggente – nato dallo stesso padre prima del matrimonio con Maria di Guisa e pericolosamente vicino ad Elisabetta d’Inghilterra- per scortarla fino a Edimburgo, al palazzo di Holyrood fuori dalle mura della città. Qui almeno i cittadini dimostrano un po’ di entusiasmo per l’arrivo della sovrana, accendendo falò e suonando le cornamuse nei pressi del palazzo reale.
Mary’s landing in Leith in August 1561 – by Sir William Allan
Stefan Zweig dà una descrizione della situazione che Mary si trova ad affrontare una volta giunta in Scozia:
Ecco una di quelle storie che mi ha colpita molto; ecco un personaggio storico che mi ha incuriosita e che mi ha fatto commuovere, mentre leggevo le vicende della sua vita. Mary Stuart – italianizzata in Maria Stuarda – fu regina di Scozia dal 1542 al 1567. La sua esistenza è caratterizzata da una serie di sfortunati eventi, momenti di grande potere e gioia alternati a situazioni drammatiche, omicidi ed inganni, amori ed intrighi di corte. È la storia di una donna che ha lottato per tutta la vita per difendere il suo diritto a governare un paese che non le assomigliava affatto, che ha affrontato prove terribili per riuscirci, che ha commesso errori che hanno irreparabilmente segnato il suo destino. Cercherò di riassumere brevemente la storia della sua vita basandomi sulla biografia edita da Stefan Zweig (1881-1942), scrittore e poeta austriaco naturalizzato britannico e del quale ho adorato lo stile della scrittura.
MARY STUART QUEEN OF SCOTS
Parte 1 (1542-1561)– L’infanzia e l’adolescenza in Francia
È il 19 dicembre 1542. Giacomo V, Re di Scozia, giace in fin di vita nel palazzo di Falkland, ferito nel corpo ma ancor più nell’anima a seguito della sconfitta di Solway Moss per mano dell’esercito inglese. Il suo fu un regno caratterizzato dalle lotte religiose con il vicino Enrico VIII d’Inghilterra che insisteva per introdurre la Riforma Protestante in Scozia ma che incontrò sempre la ferma opposizione del cattolicissimo casato degli Stuart. Proprio nelle ultime ore della sua vita, quando Giacomo era ormai convinto di morire senza lasciare eredi (i suoi due figli erano morti ancora in fasce) ecco arrivare in fretta un messaggero ed annunciare che, al palazzo di Linlithgow, sua moglie Maria di Guisa ha dato alla luce una figlia (l’8 dicembre 1542).
Mary, Queen of Scots When an Infant by Benjamin Haydon
La piccola Mary Stuart ha solo 6 giorni di vita ed è già regina di Scozia. È ancora ignara del destino che la aspetta, dei tormenti, delle continue prove che incontrerà durante la sua sfortunata esistenza. Già così piccola si porta sulle spalle il peso gravoso di una Scozia povera e dilaniata dalle lotte interne e con la vicina Inghilterra e viene coinvolta in un gioco di interessi politici che inizia poco dopo che è venuta al mondo. Appena ricevuta notizia della sua nascita Enrico VIII decide di chiedere al più presto la sua mano per il figlio ed erede Edoardo, con l’intento di unire le due dinastie Stuart e Tudor nell’ottica di una Gran Bretagna unita. Enrico esige che Mary venga trasferita immediatamente in Inghilterra e, in una clausola nascosta del contratto, inserisce la condizione che in caso di morte prematura della bambina il regno passi proprio nelle sue mani. Ovviamente la madre di Mary, la cattolica francese Maria di Guisa,si oppone fortemente al contratto: per uno come Enrico VIII, che ha già fatto decapitare due delle sue mogli, sarebbe stato estremamente facile uccidere la bambina con lo scopo di impadronirsi il più in fretta possibile della sua importante eredità. Il re inglese non prende bene questo rifiuto e risponde inviando un esercito per catturare la preziosa giovane regina che tuttavia viene messa in salvo nel castello di Stirling. A questo punto non gli resta che fare un passo indietro ed “accontentarsi” di un patto in cui la Scozia si impegna a consegnare Mary Stuart il giorno del suo decimo compleanno.