Cànan nan Gàidheal, la lingua dei Gaeli

Cànan nan Gàidheal è una canzone che parla della storia della lingua Gaelica, scritta da Murdo MacFarlane (1901 – 1982). McFarlane, originario di Melbost sull’Isola di Lewis, da cui prese il soprannome di “Melbost Bard” (il bardo di Melbost), fu un poeta ed un attivista per la diffusione e la salvaguardia della lingua gaelica scozzese e durante gli anni ’70 scrisse moltissime poesie, canzoni e melodie per cornamuse, a sostegno del movimento per la rinascita della sua lingua madre.

Ecco il video, nella versione cantata da Catherine Ann McPhee (1987), con il testo in Gaelico e quello che ho tradotto in italiano.

Cànan nan Gàidheal

Cha b’e sneachda ‘s an reothadh o thuath
Cha b’e an crannadh geur fuar on ear
Cha b’e an t-uisge ‘s na gaillionn on iar
Ach an galar a bhlian on deas
Blàth, duilleach, stoc agus freumh
Cànan mo threubh is mo shluaidh

[Seist]
Thig thugainn, thig cò’ ruim gu siar
Gus an cluinn sinn ann cànan nam Fèinn
Thig thugainn, thig cò’ ruim gu siar
Gus an cluinn sinn ann cànan nan Gàidheal

Nuair chithear fear fèilidh ‘s a’ ghleann
Bu chinnteach gur Gàidhlig a chainnt
Nuair spìon iad a fhreumh às an fhonn
An àite Gàidhlig tha cànan a’ Ghoill
Is Ghaidhealtachd creadhal nan sonn
‘S tìr “mhajors” is “cholonels” ‘n-diugh innt’

[Seist]

Thoir a-nuas dhuinn na coinnleirean òir
‘S annta càraibh na coinnlean geal, cèir
Lasaibh suas iad an seòmar a’ bhròin
Taigh aire seann chànan a’ Ghàidheil
Se siud o chionn fhad’ thuirt an nàmh
Ach fhathast tha beò cànan a’ Gàidheal

[Seist]

Ged a theich i le a beath’ às na glinn
Ged na cluinnear a-nis muigh i san Dùn
O Dhùthaich Mhic Aoidh fada tuath
Gu ruig thu Druim Uachdair nam bò
‘S iathadh nan Eileanan Siar
Si fhathast ann ciad chainnt an t-slòigh

[Seist x2]

La lingua dei Gaeli

Non sono stati la neve e il gelo dal Nord,
Non è stato il tagliente e raggelante freddo dall’Est,
Non sono state la pioggia e le tempeste dall’Ovest,
Ma il flagello arrivato dal Sud,
che ha fatto appassire il fiore, la chioma, lo stelo e la radice
del linguaggio della mie gente e della mia razza.
[Ritornello]
Venite, venite con me verso l’Est,
a sentire il linguaggio degli eroi,
Venite, venite con me verso l’Est,
e sentite il linguaggio dei Gaeli.
Se un uomo con il kilt fu mai visto nella valle
il gaelico era sicuramente la sua lingua.
Poi hanno stappato le sue radici dalla terra
e rimpiazzato il Gaelico con la lingua straniera (ndr, l’inglese o scottish english),
e le Highlands, culla degli eroi,
sono ora una terra di “maggiori” e “colonnelli”.
[Ritornello]
Portate fuori il candelabro dorato,
e preparate le candele di cera bianca,
accendetele nella stanza del lutto,
vegliate per l’antica lingua dei Gaeli,
questo è quello che i nemici dicono da molto tempo,
ma la lingua dei Gaeli è ancora viva.
[Ritornello]
Sebbene sia fuggita con la sua vita dalle valli,
e non si sente più parlare nelle città
dalle lontane terre dei McKey su nel Nord
fino giù a Drumochter, terra di bestiame,
nelle Isole dell’Ovest
è ancora la prima lingua della gente.
[Ritornello x2]
Cànan nan Gàidheal è decisamente una delle miei poesie in gaelico preferite, perchè riesce a rendere benissimo l’idea dell’orgoglio e della forza degli abitanti delle Highlands, di un popolo che, nonostante sia stato messo a dura prova, è riuscito a mantenere viva la sua cultura.

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