Dunkeld & Birnam, tra storia e natura

Nel cuore del Perthshire si trovano Dunkeld & Birnam, due piccoli paeselli divisi dal fiume Tay divenuti di fatto un unico villaggio a partire dal 1809, anno della costruzione del Dunkeld Bridge. Dopo aver visitato per l’ennesima volta Edimburgo (qui la tappa precedente), il mio viaggio verso l’Estremo Nord della Scozia mi ha portata in questa verdissima zona del Paese, in quella che viene definita “Big Tree Country” per la presenza di alberi altissimi, i più alti di tutto il Regno Unito. Paseggiate, escursioni, storia e leggende: a Dunkeld & Birnam le cose da fare non mancano! E’ stata la zona che più mi ha stupita di tutto il mio ultimo viaggio perchè non me l’aspettavo così bella e magica. Venite con me, andiamo a scoprirla insieme!

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Una storia avvincente

Non solo natura: Dunkeld è anche un importantissimo luogo storico. Pare che la nascita del villaggio sia da collocare nel VI secolo con la fondazione di un monastero dove vennero successivamente conservate le ossa di St.Columba, facendo diventare Dunkeld un importantissimo centro ecclesiastico e lanciando così la costruzione della cattedrale alcuni secoli dopo. Nel 1689 la piccola comunità scozzese subì un duro colpo: il villaggio fu completamente raso al suolo durante la Battaglia di Dunkeld avvenuta tra le forze Giacobite e l’esercito governativo di Guglielmo d’Orange e solo la cattedrale rimase in piedi. Le pittoresche case bianche che si vedono oggi risalgono al 1700 e sono state restaurate qualche decennio fa. Il più piccolo Birnam invece nacque con l’arrivo della ferrovia nel 1856 divenendo una popolare località turistica anche se la vicina e omonima foresta di Birnam apparve già nelle opere di Shakespeare.

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Attraversando il Dunkeld Bridge sul fiume Tay

Tra boschi e fiumi

Con un autobus della linea National Express, scelto perchè effettuava un viaggio diretto senza bisogno di cambiare mezzo a Perth, sono arrivata a Birnam sotto un cielo grigio e minaccioso (una costante di tuto il viaggio purtroppo!). Mi sono messa subito in cammino per raggiungere The Hermitage, una serie di sentieri nel bosco poco fuori il villaggio dove sembra di venir catapultati in una fiaba. Arrivarci a piedi non è semplice perchè le indicazioni sono poco chiare ma su questo sito trovate una mappa da scaricare con tutti i sentieri della zona e, in fondo all’articolo, una spiegazione su come raggiungerlo. Io ho risolto trovando un passaggio da due premurose e simpatiche signore con un cane in un campervan scassato!

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Appena imboccato il sentiero dell’Hermitage…
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…e già si trovano scorci magici!

Questo magnifico angolo di foresta fu fatto progettare nel XVIII secolo dal Duca di Atholl, per poter passeggiare in tranquillità in un ambiente idilliaco. A farla da padrona sono gli imponenti Douglas Fir, una specie di abete, e qui troverete addirittura il più alto di tutto il Regno Unito. I sentieri sono moltissimi ma io mi sono limitata (complice anche lo zaino di 8 kg che mi sono portata in giro tutto il giorno) a una tranquilla e breve passeggiata costeggiando il fiume Braan – già il nome è magico, non trovate? – e godendomi i primi accenni dell’autunno.

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Lungo il fiume Braan
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Il ponte di pietra che sovrasta le cascate
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La gola rocciosa sotto al ponte

Seguendo il corso d’acqua sono arrivata alla Ossian’s Hall, un piccolo edificio costruito a precipizio sopra le Black Linn Falls. Il rumore dell’acqua era fortissimo e la luce che filtrava tra le foglie sopra il vecchio ponte di pietra davvero affascinante: questo angolino mi è rimasto proprio impresso! Ossian’s Hall fu costruita nel 1757 come santuario per Ossian, poeta e bardo non vedente che, leggenda vuole, visse e compose le sue opere nel III secolo. Entrando nella piccola casetta (la porta è scorrevole, non fate come me che rischiavo di abbatterla continuando a spingere!) un wow vi scapperà di sicuro per la vista magnifica di cui si gode. Purtroppo il sentiero che portava dall’altra parte del fiume, di fronte alla Ossian’s Hall (volevo tanto fare la classica foto delle cascate con la casetta sullo sfondo!) era chiuso per manutenzione.

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Ossian’s Hall
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La cascate sottostanti la Ossian’s Hall
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La Ossian’s Hall sulla sinistra, a precipizio sulle cascate

Due passi per il centro

Approfittando di un altro passaggio (stavolta due coppie di inglesi che all’inizio non erano molto convinti ma alla fine mi hanno accolta nella loro auto) mi sono spostata alla vicina Dunkeld. Dunkeld è uno dei villaggi storici meglio conservati di tutta la Scozia: due vie principali che formano una croce, Atholl Street con negozietti, bar e ristoranti e Cathedral Street con le sue piccole case bianche e tanto verde in riva al fiume. Tutta qui Dunkeld, piccola, tranquilla ma deliziosamente bella!

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Atholl Memorial Fountain, in Cross Square
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Cathedral Street

Percorrere Cathedral Street è come fare un tuffo nel passato: le casette che fanno da cornice alla strada risalgono al 1700 e sono state restaurate attorno al 1950 dal National Trust for Scotland: prima di quegli anni il villaggio si trovava in un decadente stato di abbandono dopo che l’industrializzazione e il proseguimento della ferrovia verso Nord (prima Dunkeld era il capolinea) avevano fortemente penalizzato il fiorente mercato, soprattutto calzaturiero, del villaggio. Su ogni casa troverete una targa che ne racconta l’antico uso, per rendere tutto ancora più interessante! Su questo sito trovate un utile descrizione di tutte le case che compongono Cathedral Street: in una alloggiò Robert Burns, una ospitava una scuola femminile, in un’altra nacque il futuro primo ministro canadese.

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High Street

 

 

In fondo alla via si trova la Dunkeld Cathedral, circondata da un magnifico parco in riva al fiume Tay. Nell’antichità il villaggio sorgeva tutto attorno alla cattedrale ma dopo che esso venne raso al suolo nel 1689 venne deciso di ricostruirlo nella sua odierna posizione, in modo da creare un bel parco attorno all’edificio religioso.

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Uno scorcio tra gli alberi della Dunkeld Cathedral

La costruzione della cattedrale, che sorge su di un precedente ed antico edificio, iniziò nel 1206 e proseguì per circa 250 anni: la parte più antica che sopravvive tutt’oggi è il coro, che risale al 1200. Proprio in questa chiesa furono conservate le reliquie di St.Columba, prima di essere spostate in Irlanda a seguito della Riforma Protestante. La storia della cattedrale è così lunga e articolata che ve ne parlerò più approfonditamente in futuro. Purtroppo non ho potuto visitare l’interno – a parte l’attuale chiesa – perchè il sito era chiuso per restauro.

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Un altro scorcio della cattedrale
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Il parco che circonda la cattedrale

Querce leggendarie

Dopo aver mangiato una deliziosa baked potato con il salmone da The Country Bakery ho raggiunto il fiume e imboccato il sentiero che, costeggiandolo, conduce a Birnam. Proprio qui si trovano alcuni tra gli alberi più vecchi della zona tra cui la famosa Birnam Oak. Shakespeare, nel suo famoso poema Macbeth, parlava della vecchia foresta di Birnam e di come essa giocò un ruolo importante nella morte del sovrano scozzese: gli era stato infatti predetto dalle tre streghe che la sua morte sarebbe giunta solo quando gli alberi della foresta di Birnam si sarebbero messi a camminare verso di lui (Macbeth shall never vanquished be – until Great Birnam Wood to high Dunsinane Hill – shall come against him). Macbeth si riteneva dunque invincibile… fino a quando i suoi nemici tagliarono alcuni rami dagli alberi per nascondersi mentre lo attaccavano, facendo di fatto muovere la foresta.

 

Non si conosce l’esatta età della Birnam Oak, è sicuramente difficile che risalga all’epoca del leggendario Macbeth (ovvero gli inizi dell’anno mille), ma è certamente molto antica ed è possibile che Shakespeare la vide durante la sua visita nel Perthshire avvenuta, pare, nel 1589. In ogni caso questa quercia è davvero imponente: alta 27 metri, il suo grande tronco misura 8 metri di diametro e, nell parte inferiore, è cavo. Pensate che i suoi rami sono così pesanti che devono essere sostenuti da alcuni pali piantati nel terreno.

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L’imponente Birnam Oak

 

Inseguendo un coniglio

Lascio il bosco per ritornare nel piccolo villaggio di Birnam dove, prima di prendere l’autobus per la mia prossima meta Pitlochry, vengo attirata da un cartello che indica i “Beatrix Potter Gardens“. Non conoscevo la mia omonima ed avevo solo vagamente sentito parlare del personaggio che aveva inventato. Beatrix Potter (1866 – 1943) era un’illustratrice di libri per bambini, nata a Londra da una famiglia benestante ma che frequentava molto questa zona passandoci le vacanze estive. Dalla sua fantasia e dalla sua abilità a dipingere nacque nel 1893 Peter Coniglio: le avventure del piccolo coniglietto divennero presto un successo!

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L’entrata ai Beatrix Potter Gardens

Il piccolo giardino ospita un laghetto, un padiglione dove si trovano molte informazioni sulla vita di Beatrix, piante ed aiuole, panchine dove riposare e alcuni degli animaletti protagonisti delle sue storie. Faccio una passeggiata mentre aspetto l’autobus per Pitlochry e così, tra un coniglio e una volpe, saluto i deliziosi villaggi di Dunkeld & Birnam dove spero di tornare al più presto!

 


Una mappa dei sentieri del villaggio

Questa mappa, che potete scaricare per intero da questo sito, è davvero utile per orientarsi nella marea di sentieri presenti in zona. In particolare io ho percorso parte del sentiero verde, lilla, azzurro e blu.

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Per raggiungere a piedi The Hermitage (30-40 minuti) scendete i gradini che trovate appena prima del Dunkeld Bridge, accanto alla vecchia Tollhouse (casetta di pietra a fianco del ponte) e seguite il sentiero Inver Path verso sinistra, costeggiando prima il Tay e in seguito un torrente più piccolo. Arrivati ad un bivio, andate a destra attraversando un ponte e proseguite fino ad Inver (c’è un’area di sosta per camper): da qui il sentiero prosegue costeggiando la A9 fino a raggiungere il parcheggio da dove partono i sentieri.

Per raggiungere la Birnam Oak potete imboccare lo stesso sentiero che parte ai piedi del Dunkeld Bridge e proseguire verso destra, tenendo dunque il fiume alla vostra sinistra.

19 pensieri riguardo “Dunkeld & Birnam, tra storia e natura

  1. Finalmente riesco a leggere questo tuo post Beatrice. Anche se tocca un nervo ancora scoperto… Dunkeld l’avevo messa in lista nel viaggio dello scorso anno, ma quando arrivammo i cancelli del parco della cattedrale erano già chiusi. Ci sono rimasta malissimo! Per fortuna è un punto di snodo importante, quindi conto di ripassarci prima o poi. Io voglio farti mille e mille complimenti per le tue foto, che sono davvero meravigliose.

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    1. Grazie Celeste!!! ❤ Io non sono mai soddisfatta delle mie foto invece, ma penso sia normale, no? 🙂 Dunkeld mi è piaciuta proprio tanto! Peccato per la cattedrale, ma in effetti in Scozia tutto chiude prestissimo: musei, castellli….anche alcuni parchi! Ricordo un volta ad Edimburgo che alle 19 i cancelli dei Princes Street Gardens erano già stati chiusi e io ci sono rimasta malissimo 😉 Buon week end e un bacione!

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  2. Per arrivare fra quei sentieri avrei davvero paura di perdermi, sembrano fatati ma penso siano anche molto “spettrali”!
    Dunkeld comunque è una bellissima cittadina! ma la cosa che mi ha colpito di più?! I giardini di Beatrix Potter, sono adorabili, mi perderei a camminare lì dentro per ore! ❤

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  3. Beatrice se non avessi visto con i miei occhi la Foresta di Sherwood di un verde così brillante, avrei dubitato che i colori della The Hermitage fossero reali! Che atmosfere fiabesche, davvero! *_* E quindi anche la Scozia ha la sua leggendaria e secolare Oak che si rispetti 😉 Bellissima anche la chiesa, che contrasto magnifico fra il verde del manto erboso e le pietre grigie e così austere! Guarda io avevo sentito parlare del mal d’Africa e pure del mal d’Asia ma mi sa tanto che esista anche il mal d’Inghilterra *_* Prima di Nottingham avevo sempre preferito altre destinazioni ma mi sto rendendo conto piano piano che mi sono persa il meglio! 😉
    Buona serata!

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    1. Allora esiste anche il Mal di Scozia, decisamente 😉 Anch’io ho un debole per il Regno Unito in generale Daniela, amo la Scozia ma mi piace viaggiare – o meglio, mi è piaciuto viaggiare – anche in Inghilterra, Galles e sogno la Cornovaglia. Insomma, mi piace tutto quello che è British 😉 Non vedo l’ora di leggere di più su Sherwood e sui suoi alberi dal verde intenso, proprio come la foresta di Dunkeld! 🙂 Buona inizio settimana!

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  4. Sono appena tornata da un viaggio a Edimburgo (e dintorni), e non riuscivo a immaginarmi perché tutti fossero innamorati della Scozia.
    Vedere per credere, è uno spettacolo di posto… sto già pianificando il prossimo viaggio e sicuramente farò tappa a Dunkeld! ♥
    Grazie per questo post, senza non so se l’avrei scoperto…

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    1. Ciao Veronica! Non ci si stufa mai della Scozia, anzi, non se ne ha mai abbastanza! Dunkeld mi ha piacevolmente stupita, non mi aspettavo chissà che ma con le sue casette bianche e la meravigliosa natura che lo circonda mi ha davvero conquistata! Ti auguro tanti bei viaggi in Scozia, ovviamente se ti servono informazioni io ci sono 😉 Grazie per essere passata a leggere e buona giornata!
      Beatrice

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      1. ci andrei anche io spesso , ma non posso ci vivrei anche almenoper dei mesi ohni anno in posti diversi ogni volta quelli che spesso trovo nei tuoi post lo stesos far ein Irlanda ma la Scozia è un’altra cosa

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      2. Ti capisco! Io per ora mi limito a viaggiare, un trasferimento non l’ho mai preso in considerazione, non ancora! Comunque, se ne hai l’occasione, ti consiglio di provare l’esperienza del workaway (www.workaway.info), uno scambio di lavoro volontario in tutto il mondo, tu fai alcune ore di lavoro al giorno e in cambio ricevi vitto e alloggio! E’ un modo diverso ed economico di viaggiare!

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