Handfasting: un matrimonio scozzese

Durante la mia esperienza di lavoro in Scozia, ho avuto la fortuna di partecipare, come membro dello Staff, ad un vero matrimonio scozzese. Sono stata perennemente emozionata praticamente per due giorni: il primo, durante il quale abbiamo allestito la location, presso il b&b Duchray Castle, ed il secondo, quello della cerimonia vera e propria. Abbiamo passato tutto il pomeriggio prima del matrimonio a decorare la piccola sala a volta con fiocchi, fiori freschi e candele sparse un po’ ovunque: il risultato era molto piacevole e l’atmosfera davvero romantica.

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weddingIl giorno della cerimonia mi sono svegliata probabilmente emozionata tanto quanto la sposa, e dal momento in cui ho aperto gli occhi, mi sono sentita parte di una fiaba, sensazione che è durata per l’intera giornata. Tutto era perfetto, tutto era molto scozzese, dal suonatore di cornamusa, agli uomini con il kilt e lo sporran, al rito eseguito secondo l’antica usanza celtica. Una giornata che ricorderò per sempre!

weddingbagpiperIl rito dell’Handfasting, che letteralmente significa “legare le mani”, risale al 1200 e si basa su antiche tradizioni e rituali di origine celtica. Durante la cerimonia, le mani degli sposi, giunte palmo contro palmo, vengono avvolte sei volte con un nastro o una corda che simboleggiano la loro unione. Il nastro, che può essere sciolto subito dopo la cerimonia, oppure rimanere avvolto fino a fine giornata, spesso è costituito da un pezzo di tartan nei colori dei Clan degli sposi. Per simboleggiare la condivisione derivante dal matrimonio, è usanza per gli sposi bere dalla tradizionale quaich, ossia la Coppa dell’amore, una coppa con due manici decorata con disegni celtici che verrà poi tramandata di generazione in generazione, per portare felicità e fortuna a tutti coloro che la useranno.

handfastingweddingUn’usanza per le fedine invece è di far fondere degli oggetti in oro appartenenti ai genitori, nonni ecc., magari oggetti non più utilizzabili, e con quell’oro farsi fare le fedine in stile celtico. Per quanto riguarda l’abbigliamento, solitamente lo sposo indossa il kilt, nei colori del suo Clan di appartenenza, correlato da una serie di accessori come lo sporran, le calze alte, le scarpe con i lunghi lacci annodati attorno al polpaccio, e lo sgian dubh, il tradizionale coltellino scozzese, infilato nell’orlo della calza. Solitamente, la maggior parte degli uomini invitati indossa il kilt come lo sposo. Per quanto riguarda la sposa invece, l’abito è quello classico bianco.

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Ma da dove deriva il rito dell’handfasting?

Nel 1200 in Irlanda e in Scozia l’handfasting era una forma di matrimonio di prova. Il rito, di origne celtica, consisteva in una cerimonia di fidanzamento cristiano riconosciuto sia dalla Chiesa che dallo Stato. Normalmente il periodo di fidanzamento durava un anno ed un handfastinggiorno, finito il quale i due fidanzati potevano decidere se sposarsi oppure no. Se durante questo periodo il matrimonio veniva consumato, i due ragazzi erano considerati già sposati, senza bisogno di un ulteriore cerimonia. Passato il periodo di fidanzamento, c’era il matrimonio vero e proprio. Inizialmente l’handfasting prevedeva solo una semplice stretta di mano e solo successivamente è stato introdotto il nastro con il quale le mani venivano legate dolcemente durante la cerimonia di fidanzamento, e con un nodo più stretto in quella handfastingdi matrimonio.

Fino a tutto il 1600 l’Handfasting fu riconosciuto sia dalla Chiesa che dalle Stato, poi successivamente solo dallo Stato, fino al 1940. Ai giorni nostri il matrimonio con il rito dell’Handfasting, viene considerato un rito civile a tutti gli effetti.

Trovo davvero curiosa e romantica questa cerimonia, ricordo ancora la sensazione che ho provato trovandomi là, in un castello scozzese, in una tiepida giornata soleggiata, con il suono della cornamusa a fare da sottofondo. Quel giorno ho deciso che, se mai mi sposerò, il mio matrimonio lo  voglio esattamente così! 🙂


Volete passare una piacevole e romanticissima vacanza scozzese?
Se siete dalle parti del Loch Lomond National Park, Duchray Castle fa al caso vostro! Immerso nella natura, con camere lussuose e bellissime, una colazione ricca e varia e dei proprietari giovani ed accoglienti, questo piccolo castello è una vera perla scozzese!

Sito web: http://www.duchraycastle.com/

Gaelico: GUIDA ALLA PRONUNCIA

Il primo ostacolo da superare nello studio del Gaelico, è comprendere la pronuncia delle lettere, che a prima vista possono sembrare strane e complicate.

Ci sono 18 lettere nell’alfabeto Gaelico:

A,B,C,D,E,F,G,H,I,L,M,N,O,P,R,S,T,U

 Le 5 vocali (a,e,i,o,u) sono “corte”, ovvero sono pronunciate in modo breve. Quando hanno l’accento (à,è,ì,ò,ù), sono “lunghe” e si pronunciano in modo più trascinato. Come nell’inglese, si dividono in Broad (ossia aperte, A,O,U) e Slender (ossia chiuse, E ed I). Il tipo di vocale da cui è preceduta o seguita una consonante determina la pronuncia di quest’ultima. È molto importante ricordare che una consonante può essere accerchiata da vocali appartenenti allo stesso gruppo (entrambe broad, oppure entrambe slender, non possono essere diverse. Per esempio nella parola litreachadh, che significa spelling, tr è preceduto da i e seguito da e, entrambe slender).

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Stirling, l’antica capitale di Scozia

La cittadina di Stirling è situata nelle Lowlands centrali e dista poco meno di un’ora d’auto da Edimburgo e Glasgow. Residenza degli Stuart tra il XV e il XVII secolo ed antica capitale del Regno di Scozia, la città si sviluppa ai piedi dell’imponente ed omonimo castello medievale ed è stata palcoscenico di alcuni importanti avvenimenti storici, tra i quali il principale è la battaglia che vide William Wallace sconfiggere gli inglesi nel 1297.

IL CASTELLO

Il castello di Stirling, le cui origini risalgono al 1100, sorge su uno sperone di roccia vulcanica, in posizione strategica e quasi totalmente inespugnabile. All’interno delle sue solide mura furono incoronati molti fra i Sovrani di Scozia, Maria Stuarda un esempio fra tutti, e furono proprio gli Stuart, fra il XV e il XVI secolo, a costruire gli edifici più antichi ancor oggi visibili.

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Devo ammettere che è un castello davvero imponente, e bello a vedersi… da fuori! Gli interni mi hanno molto delusa, mi sono sembrati fasulli, sono stati ricostruiti in maniera decisamente finta. Ecco, finto è la parola che mi viene in mente se penso al castello di Stirling…mi ha emozionato molto di più passeggiare per l’adiacente antico cimitero! La nota a favore del castello è il suo essere assolutamente family-friendly: se fossi stata un bambino mi sarei divertita un sacco, tra costumi da provare, giochi interattivi e di intrattenimento. Probabilmente me lo sarei goduto di più se ci fosse stato il sole ma, ahimè, la giornata era ciò che di peggio il clima scozzese possa offrire.

Orari d’apertura: tutto l’anno (tranne 25-26 dicembre), 9.30 – 18

Ticket: adulti £14.50, bambini £8.70

Sito ufficiale: http://www.stirlingcastle.gov.uk/

 

THE NATIONAL WALLACE MONUMENT

Monumento dedicato al leggendario eroe nazionale William Wallace, che sorge nei pressi del luogo in cui il Braveheart scozzese condusse i suoi uomini alla vittoria sull’esercito inglese (Stirling Bridge,1297). Potrete ripercorrere la sua vita, la sua campagna per l’indipendenza della Scozia, e il processo che lo portò alla morte. Per raggiungerlo è necessario lasciare l’auto nel parcheggio sottostante, e salire verso la torre a piedi, oppure servendosi dei minibus. Dalla cima dei 67 metri della torre, tempo permettendo, si gode di una bella vista su Stirling e le colline circostanti.

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Ok, la vista non era proprio il massimo!

Orari d’apertura: tutto l’anno (tranne 25-26 dicembre), 10.30 – 17

Ticket: adulti £9.50, bambini £5.90

Sito ufficiale: http://www.nationalwallacemonument.com/index.php

STIRLING OLD BRIDGE

Presente sulle acque del fiume Forth sin dal 1200, e celebre per la battaglia che si combattè nelle sue vicinanze, il ponte di Stirling fu ricostruito, nella sua versione attuale, tra il XV ed il XVI secolo.

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Sito della città: http://www.stirling.co.uk/

Dove dormire: William Wallace Hostel http://www.willywallacehostel.com/

IL GAELICO SCOZZESE

Ho degli hobby passeggeri. Mi appassiona una cosa per un periodo, ma poi mi annoio e passo ad un’altra. Sono abituata ormai ad avere questi interessi temporanei, diciamo che la costanza nelle cose non è il mio forte. Il mio ultimo “pallino”, è di imparare il gaelico scozzese: l’ho sentito parlare guardando un telefilm ambientato in Scozia, e mi è sembrato così melodioso e piacevole da ascoltare, che ho deciso di provare ad impararlo, almeno a grandi linee. Mi sono sempre piaciute le lingue, non ho mai avuto molte difficoltà a studiarle, e mi sono buttata in questa nuova avventura! I problemi principali sono la pronuncia molto complicata e la composizione VerboSoggettoOggetto delle frasi, completamente differente dall’italiano, dall’inglese, dallo spagnolo, ecc, che sono lingue SVO.

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Loch Katrine, il lago più bello della Scozia

Situato nel Parco Nazionale Loch Lomond and The Trossachs, il Loch Katrine è il posto ideale per una piacevole gita fuori porta. Ci sono stata in una giornata a tratti coperta, a tratti soleggiata e, presa da un improvviso spirito sportivo (una rarità per me!) ho deciso di intraprendere un’escursione in bici, rassicurata dai miei host, che mi dicevano che sarebbe stata una cosa davvero semplice, e che loro stessi l’avevano fatta con suocera e bambini al seguito. Un gioco da ragazzi, ho pensato io. Non avevo preso in considerazione però che 1.Non sono per niente sportiva 2. Non andavo in bicicletta dall’età di 10 anni 3. Avrei dovuto percorrere circa 20 km. Dopo aver preso a noleggio una bicicletta, tra l’altro poco adatta al percorso che mi aspettava, sono salpata a bordo della Sir Walter Scott da Trossachs Pier, diretta dall’altra estremità del lago, Stronachlachar.

Il paesaggio che mi si è aperto davanti, poco dopo essere usciti dal porticciolo, era meraviglioso: il traghetto scivolava silenziosamente sulle acque limpide del lago, circondato da verdi colline e boschetti a perdita d’occhio, con qualche delizioso cottage qua e là, che mi trasmetteva una piacevolissima sensazione di quiete e di pace. Forse la stessa che ha provato il celebre poeta scozzese Sir Walter Scott, che ha celebrato la bellezza del Loch Katrine nel suo poema del 1810 “La donna del lago”.

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Arrivata al molo, ho imboccato la via del ritorno, un percorso ciclabile che costeggia tutta la sponda Nord del lago e che, all’inizio, mi è sembrato davvero comodo e pianeggiante. Ho presto cambiato idea, quando ho incontrato la prima salita e ammetto che, spesso e volentieri durante tutto il tragitto, sono scesa di sella per spingere la mia bicicletta su per i “dolci” pendii che incontravo. Nonostante questo, mi sono goduta a pieno il meraviglioso paesaggio circostante, che cambiava ad ogni curva, passando dai boschi di pini, ai verdi prati spogli, ai campi pieni di fiori: un piacere per gli occhi, ma anche per i sensi, data la tranquillità e il silenzio che mi hanno accompagnata durante tutto il giorno.

IMG_5986-2IMG_5987-2Troverete delle aree pic-nic per i turisti, durante il percorso, ma vi consiglio di evitarle, in quanto troppo affollate e anonime preferendo invece una spiaggia solitaria dove potervi rilassare e mangiare in tranquillità. Ce ne sono molte che costeggiano il lago, ma la maggior parte si trovano all’interno di proprietà private recintate, quindi ci ho messo un po’ di tempo a trovarne una “libera”. Alla fine, ne ho scovata una vicino ad un boschetto, poco sotto il ciglio stradale. Dopo aver trasportato a fatica la bici tra gli alberi (non mi sembrava il caso di lasciarla sola soletta sulla strada), ho pranzato sulla mia spiaggia di sassi, con vista privilegiata sul lago, e con sottofondo il rumore delle onde. Completamente sola. Niente di che, direte voi. Ma è stato il momento che più ho apprezzato durante la giornata e che mi ricorderò sempre!

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COSA FARE SUL LOCH KATRINE

  • PASSEGGIATE: Si può camminare lungo tutto il versante settentrionale del lago  partendo da Trossachs Pier oppure da Stronachlachar impiegandoci tra le 4 e le 5 ore. Qui trovate la descrizione completa dell’escursione.
  • NOLEGGIO BICICLETTE: in località Trossachs Pier è possibile noleggiare delle biciclette con cui andare all’esplorazione del lago. Ci sono biciclette per adulti, bambini, tandem, biciclette elettriche, elmetti e tutto il necessario per la vostra avventura! Il servizio è offerto da Katrine Wheelz ed è consigliata la prenotazione. Il noleggio può essere orario, 2 ore, 4 ore oppure giornaliero. Il noleggio è aperto da aprile al 31 ottobre dalle 9 alle 17.
  • CROCIERA SUL LAGO: Per chi non ha voglia di fare troppo movimento è possibile fare delle mini crociere per godersi il panorama in tutto relax. Potete farlo a bordo della Steamship Sir Walter Scott, battello a vapore dedicato all’amato scrittore scozzese che svolge il suo lavoro da ben 118 anni! C’è poi la Lady of the Lake, una più moderna barca turistica così chiamata in onore dell’opera di Scott che ha reso celebre il lago. Ci sono varie opzioni di durata ed è anche possibile noleggiare una bici, caricarla sul traghetto e portarla a Stronachlachar per poi rientrare pedalando.

Lock Katrine

 

SCOTTISH EXPERIENCE

Come già accennato nel post precedente, per la mia prima esperienza di workaway ho scelto come destinazione la Scozia. Dopo un’accurata ricerca sul sito, e dopo essermi accordata con i miei hosts, eccomi atterrare all’aeroporto di Glasgow, in avanzato stato di agitazione perché:
1. Era la prima volta che viaggiavo completamente sola
2. Non conoscevo il posto in cui sarei arrivata, né tantomeno le persone che mi avrebbero ospitata
3. Mi separavano dalla mia meta 2 treni, una notte in ostello, e 1 autobus (io odio prendere i treni!)
Con mia grande gioia e soddisfazione, sono riuscita a cavarmela direi a meraviglia. L’unico intoppo è stato aver sbagliato letto nella camerata dell’ostello, ma è un dettaglio da poco… almeno non mi sono persa durante il tragitto, e questo è già qualcosa! Sono giunta a destinazione, il giorno dopo il mio arrivo in terra scozzese, sana e salva, e sono stata accolta alla fermata dell’autobus da Frances e Oliver, la coppia che mi avrebbe ospitata durante il mio soggiorno. Il percorso in autobus l’ho passato con il naso incollato al finestrino, incantata, mentre fuori scorrevano velocemente fattorie, immensi prati verdi, mucche e pecore.

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Piano piano, i campi coltivati hanno lasciato spazio al bosco e alle prime colline, segnalandomi che ci stavamo addentrando nel Loch Lomond and The Trossachs National Park, il primo parco nazionale creato in Scozia e che prende il nome dall’omonino lago, il più grande del Paese, il Loch Lomond, appunto. La mia “casa” per i 10 giorni successivi è stata Duchray Castle, un piccolo e delizioso castello convertito a b&b di lusso, nei pressi del paesino di Aberfoyle. Sono stata accolta con gioia dai padroni di casa, che, durante tutto il mio soggiorno, sono stati carini e disponibili, e non mi hanno fatto mancare mai niente.

Duchray castle

Duchray Castle, fu costruito agli inizi del 1500, bruciato e ricostruito parecchie volte, e si dice che anche il celebre Rob Roy McGregor passò del tempo qui, fuggendo da un gruppo di Giubbe Rosse attraverso la finestra della cucina. Restaurato e trasformato in un luxury b&b, conserva ancora quell’aria di mistero tipica dei castelli: più e più volte mi sono chiesta, salendo le strette ed antiche scale a chiocciola di pietra, “chissà chi ha salito queste scale, 200 anni fa…”, chi ci viveva in questo castello? Quante vite hanno visto passare, quante cose hanno visto succedere, queste mura? Mi sentivo perennemente emozionata, l’atmosfera era davvero magica.

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I miei compiti al castello riguardavano prevalentemente la pulizia delle camere, ma ho trovato il lavoro così piacevole che spesso mi alzavo all’alba, per aiutare Frances a preparare e servire le colazioni agli ospiti. Il pomeriggio ed il week end erano liberi, così ho avuto un sacco di tempo per esplorare la zona circostante ma anche per un paio di uscite fuori porta. Una bella opportunità che ho avuto, è stata quella di partecipare, ovviamente come membro dello staff, ad un matrimonio: cornamuse, uomini in kilt, signore super eleganti… fantastico ed emozionante! Nel tempo libero mi dedicavo alle passeggiate, scovando un sacco di passeggiate (e di mirtilli!!) nei boschi, oppure mi rilassavo, sdraiata in un campo al tiepido sole d’agosto, leggendo un buon libro. Nelle mie giornate completamente libere invece ho visitato la cittadina ed il castello di Stirling e ho fatto un’escursione sul vicino Loch Katrine.

heather E’ stata un’esperienza meravigliosa, anche sforzandomi non riesco davvero a trovare un aspetto negativo. Come prima cosa, è stata una sfida con me stessa: mi terrorizzava l’idea di essere completamente sola durante il viaggio, in un paese che non conoscevo, ma ho voluto mettermi alla prova e sono felice di averlo fatto. Ho conosciuto persone fantastiche, ho visitato luoghi mozzafiato, ma soprattutto ho vissuto con una famiglia, immergendomi completamente nelle loro abitudini, nella loro cultura, condividendo idee ed esperienze e confrontando i nostri stili di vita. Last but not least, ebbene si, ho imparato un nuovo mestiere. Perchè in un momento di crisi come questo, dove il lavoro non lo scegli ma prendi quello che trovi, la mia esperienza nell’ambito alberghiero, seppur breve, è stata molto utile!
Concludendo, quella del Workaway è un’esperienza che consiglio a tutti, dai periodi brevi, alle avventure più lunghe. Se sceglierete bene i vostri Host, se avete spirito di adattamento, se vi piace l’idea di mettervi in gioco e provare uno stile di vita diverso dal vostro….buttatevi, non ve ne pentirete!

Scozia

Viaggiare con Workaway

Per capire da dove nasce il mio amore per la Scozia, bisogna partire da qui… chi di voi conosce Workaway? Workaway non è solo un sito, workaway è una filosofia di viaggio e, perché no, di vita. Molto simile al wwoof (World-Wide Opportunities on Organic Farms), il sito si propone di promuovere lo scambio tra domanda e offerta di lavoro, ma in modo assolutamente gratuito e volontario. Sei un giovane viaggiatore con un budget ridotto? Vuoi migliorare il tuo inglese/francese/spagnolo/qualsiasi lingua ti venga in mente? Ti piace immergerti in culture nuove e differenti dalla tua? Workaway fa al caso tuo! Iscrivendosi al sito e pagando la quota di iscrizione (30€ per due anni) è possibile iniziare a cercare e contattare gli “Host”, ossia le persone, anch’esse iscritte al sito, che stanno cercando qualche aiuto per svolgere la loro attività.

Funziona così: in cambio di poche ore di “lavor57_workawayo” al giorno (di solito 5, per 5 giorni alla settimana, con week end libero), si hanno vitto e alloggio gratuiti, presso la famiglia ospitante. Gli ambiti di lavoro sono molti, e si va dall’agricoltura/allevamento al settore alberghiero, dal baby sitting ai lavoretti di pittura/carpenteria/giardinaggio. E soprattutto, in ogni Paese del mondo. Potreste, per esempio, lavorare in un ostello alle Hawaii, o in una fattoria in Francia, con il viaggio come unica spesa, poiché vitto e alloggio saranno gratuiti. Oltre all’aspetto “viaggio low cost”, ovviamente c’è molto di più: immergersi completamente nella cultura di un altro Paese, conoscere gente nuova, acquisire nuove skills in svariati campi. Io la trovo una cosa fantastica e molto interessante!1982345_10202766759523207_1067286931_n

Ho viaggiato due volte tramite workaway: la seconda volta sono stata con un’amica in Normandia, a lavorare in un rifugio per cavalli. Le nostre mansioni erano: pulire i box ed il paddock giornalmente, dare da mangiare e da bere agli animali, spazzolare i più mansueti, ripulire un grande prato dai rovi e dalle sterpaglie per poi bruciarle. Ho passato due settimane (scusate la schiettezza) a spalare m***a, e vi assicuro che 30 cavalli ne producono parecchia. Ma la cosa curiosa è che mi è piaciuto! È stata un’esperienza fantastica, vivere in una fattoria nel bel mezzo del nulla, dover camminare per mezz’ora per andare a fare la spesa nel paese più vicino, passare due settimane vivendo in un modo totalmente diverso da come sono abituata, e che ho apprezzato davvero molto. Ovviamente, oltre al lavoro, abbiamo anche colto l’occasione per un po’ di sano turismo: tra tutto quello che abbiamo visto, il posto d’onore spetta alla magica Mont Saint Michel.

969101_10201223800270190_1560320154_nLa mia prima esperienza di workaway invece è stata…..rullo di tamburi….in Scozia! E’ partito tutto come una sfida con me stessa. Volevo mettermi alla prova, stare via da sola per un po’, anche se solo per poco tempo. Non ricordo perché ho scelto la Scozia, dato che inizialmente la mia idea era di partire per l’Irlanda, ma alla fineho trovato questo piccolo b&b in un castello nascosto tra i boschi, e mi sono innamorata all’istante. Così, ho passato 10 giorni (maledicendomi di non essere stata di più!) a lavorare in questo delizioso b&b, e credo che come prima esperienza, non sarebbe potuta andare meglio!

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L’ultima esperienza di workaway è stata anche la più bella, la più lunga e la più completa. Ho trascorso un mese lavorando in una guesthouse a Kilchrennan, minuscolo villaggio sulle sponde del Loch Awe non distante da Oban, costa occidentale scozzese. E’ stato un mese perfetto: il lavoro in guesthouse al mattino, le passeggiate col cagnolone MacDuff prima di pranzo, il pomeriggio libero di esplorazione, le numerose gite fuori porta con i mezzi pubblici, il sentirsi parte di una comunità. Vi racconto la mia esperienza approfondita  in questo articolo!