Breve storia della Scozia – Parte 7

PARTE 7 – LE CLEARANCES

Il massacro avvenuto a Culloden fu solo un preambolo di quello che sarebbe accaduto. Negli anni che seguirono, il governo inglese mise in atto un vero e proprio tentativo di repressione totale della cultura Gaelica scozzese e di sottomissione degli abitanti delle Highlands. L’intenzione era di spezzare la volontà e l’orgoglio di questo popolo e per prima cosa occorreva smantellare il sistema dei Clan ed eliminare i simboli della cultura gaelica.

Nel 1746, poco dopo Culloden, vennero emanati dal Governo inglese tre atti: l’Act of ProscriptionDress Act che vietava il possesso di armi, l’uso del kilt, del tartan e di tutto quanto facesse parte del costume tradizionale (ad eccezione del corpo militare composto dagli abitanti delle Highlands) e che fu poi abolito nel 1782; il Tenures Aboliction Act annullava qualsiasi legame feudale di servizio militare; l’Heritable Jurisdictions Act toglieva qualsiasi potere ai capi Clan ed espropriava le loro terre, vendendole ai sudditi della Corona Britannica. Venne inoltre proibito suonare la cornamusa, bollata come strumento di guerra, e parlare la lingua gaelica. Si impose l’anglicizzazione dei nomi dei luoghi e delle persone ma meno successo ebbe la trasformazione dei cognomi. Tali legge governative avevano come chiara finalità la distruzione dell’identità, la cancellazione di una cultura, la soppressione del senso di appartenenza: l’identità gaelica doveva scomparire a vantaggio di quella britannica, attraverso l’eliminazione dei segni visibili di riconoscimento.

The Order of Release 1746, dipinto da Sir Henry Tate nel 1898. Il quadro raffigura la moglie di un ribelle giacobita, che era stato imprigionato dopo le rivolte del 1745, che presenta l'ordine di rilascio del marito ad un soldato inglese.
The Order of Release 1746, dipinto da Sir Henry Tate nel 1898. Il quadro raffigura la moglie di un ribelle giacobita, che era stato imprigionato dopo le rivolte del 1745, che presenta l’ordine di rilascio del marito ad un carceriere inglese.

Venne dato inizio poi alle cosiddette Clearances (letteralmente “sgomberi”), delle vere e proprie pulizie etniche che durarono approssimativamente dal 1750 al 1880: data la difficoltà di sradicare dagli uomini della Highlands le loro idee e le loro tradizioni, si pensò bene di sradicare la popolazione stessa, per sostituirla con le pecore. L’economia delle Highlands era stata, fino a quel momento, basata sull’agricoltura, a differenza di quanto accadeva nelle Lowlands dove era invece diffuso l’allevamento di pecore, un’attività che dava grandi profitti con la vendita di carne e lana e aveva costi di gestione bassissimi. Si decise di diffondere l’allevamento anche nel Nord della Scozia e decine di migliaia di pecore vennero portare nelle Highlands. Le greggi avevano bisogno di spazio e terreni sui quali pascolare, e proprio da queste terre vennero cacciati a forza gli abitanti: terre ricche di storia, abitate da uomini che le possedevano da almeno 700 anni, vennero sgombrate per far posto agli animali. Migliaia di Highlanders furono costretti ad andarsene, ad abbandonare le loro vite e le loro case, dalle quali venivano sfrattati a forza. In alcuni casi furono deportati addirittura interi villaggi, i cui abitanti venivano condotti ai porti ed imbarcati in massa. Tutte queste persone erano costrette ad emigrare in America, Australia, Nuova Zelanda. L’alternativa all’esilio oltre mare era la vita nelle città come Glasgow, grandi ed estranee, dove l’industrializzazione richiedeva sempre più manodopera, oppure lungo la costa, dove si sviluppò l’attività della pesca. In un solo anno, il 1792, vennero allontanati un migliaio di abitanti del Nord per far posto a greggi sterminate: non a caso i gaelici lo ricordano come Bliadhna nan Caorach, l’anno della pecora. Quelli che una volta erano stati i gloriosi e potenti Clan, ora venivano smembrati e le famiglie che ne facevano parte sparpagliate in giro per il mondo. È il caso dei Chisholm, un clan fierissimo la cui lealtà al Re, al Papa e alla loro stirpe fu duramente punita. Alla metà dell’800 solo una manciata di famiglie con questo cognome era rimasta nella loro terra: le altre erano state deportate in Canada e in Australia. I MacDonald di Keppoch e di Glengarry invece, strangolati dai debiti, furono costretti a vendere le loro proprietà e a mettere la loro gente in condizione di andarsene: si stima che 20.000 MacDonald di Glengarry dovettero imbarcarsi per il Canada, lasciando la loro terra alle pecore.

Highland Clearances, dipinto di John Watson Nicol, 1883 che ritrae una coppia di scozzesi emigranti.
Highland Clearances, dipinto di John Watson Nicol, 1883 che ritrae una coppia di scozzesi emigranti.

Gli Highlanders, anno dopo anno, vennero condotti alle navi che li strappavano dalla loro terra e dalla loro storia, e lo fecero senza quasi ribellarsi, poiché non avevano altra scelta. I loro cuori erano certamente pieni di tristezza ed amarezza, come esprimono i versi composti da Alan MacDougal, un bardo di Glengarry:

 “A cross has been placed upon us in Scotland,
Poor men are naked beneath it.
Without food, without money, without pasture,
The North is utterly destroyed”

Una croce è stata posta sopra di noi in Scozia,
i poveri sono indifesi sotto di essa.
Senza cibo, senza denaro, senza pascoli,
il Nord è completamente distrutto.

 

È significativa la testimonianza di Peggy MacCormack, nata MacDonald di Clanranald, che si può trovare nel libro di J.Preeble, The Highland Clearances (1982):

“Le clearances ci caddero addosso. Prima non c’era nel mondo per noi né peccato né afflizione, ma vennero le clearances e distrussero tutto: mutarono la nostra contentezza in amarezza, le nostre benedizioni in bestemmie, il nostro cristianesimo in derisione. Oh, Dio, gli occhi mi si riempiono di lacrime quando penso a tutto quello che abbiamo sofferto, e i dolori, le durezze e le oppressioni che abbiamo attraversato”.

After the Highland Clearances, dipinto di David Stratton Watt che ritrae un cottage abbandonato e delle pecore che pascolano.
After the Highland Clearances, dipinto di
David Stratton Watt che ritrae un cottage abbandonato e delle pecore che pascolano.

Nonostante tutto, il Governo inglese negò ogni responsabilità nel genocidio culturale, definendo le clearances un atto necessario per risolvere il problema della sovrappopolazione nelle Highlands, fatto decisamente falso e irreale.
Ma ci fu anche chi si oppose alla brutalità delle Clearances, seppur senza risultati: nell’estate del 1792 una parte del Clan Aindrea, nella contea di Ross, diede il via ad una ribellione, guidata da Alasdair Wallace e sostenuta anche da membri di altri clan dei territori limitrofi. Organizzarono una spedizione contro le pecore e contro i nuovi invasori, scacciando con le urla e con i canti l’enorme gregge che stava avanzando verso le loro terre, fino a che non si trovarono davanti i proprietari e le autorità. Per schiacciare la riforma intervenne l’esercito, ed in particolare il 42° reggimento, quello dei famigerati Black Watch, che avevano preso parte anche alla mattanza di Culloden, equipaggiati in assetto di guerra, e di fronte ai quali i poveri highlander armati di sassi e bastoni, si arresero. In seguito a questa ribellione, vennero adottati dal governo dei metodi più veloci di sgombero della popolazione: delle squadre armate venivano mandate ad incendiare case e fattorie e i precedenti occupanti venivano messi davanti alla scelta dell’emigrazione o della vita nelle grandi città. Chi opponeva resistenza o chi si rifiutava di lasciare la propria terra veniva arrestato, ucciso o addirittura bruciato vivo nella propria casa. nel 1849 i MacDonald di Sollass, nell’isola di North Uist, rifiutarono di essere cacciati dalle loro case e imbarcati per il Canada. Resistettero alla polizia finché non arrivarono rinforzi da Glasgow per sedare la ribellione.

Evicted Family, Lochmaddy, Outer Hebrides, 1895. © Scottish Life Archive, National Museums of Scotland (Famiglia sfrattata dalla propria casa nel 1895)
Evicted Family, Lochmaddy, Outer Hebrides, 1895. © Scottish Life Archive, National Museums of Scotland
(Famiglia sfrattata dalla propria casa nel 1895)

Si stima che tra il 1760 e il 1800, nella prima parte delle Clearances scozzesi, più di 70.000 Highlanders e abitanti delle Isole emigrarono, e probabilmente altrettanti lo fecero negli anni tra il 1800 ed il 1860. A queste cifre vanno aggiunti altri 150.000 scozzesi che furono obbligati a lasciare la loro terra per andare a vivere sulla costa o nelle grandi città. Per dare un senso a questi numeri, basti pensare che nel 1801 il numero totale di abitanti che vivevano in quelle che oggi sono le Highlands, le Western Highlands e Argyll & The Bute, era pari a 260.000 persone.

I versi di Ian MacCodrum, bardo del Clan MacDonald di Uist, celebrano l’addio alla libertà, alla patria e alla tradizione:

“Guardati attorno e osserva questa piccola aristocrazia
Senza pietà per le povere creature,
senza gentilezza per la loro parentela.
Essi non pensano che tu appartieni alla terra,
e sebbene essi ti abbiano lasciato vuoto e spoglio,
non considerano questo una perdita.
Essi hanno perduto il loro rispetto
Per ogni legge e promessa che esisteva
Tra gli uomini che trassero questa terra all’avversario”

Ruderi di villaggi e abitazioni sono molto cumuni in Scozia, abbandonati a seguito delle Clearances.
Ruderi di villaggi e abitazioni sono molto cumuni in Scozia, abbandonati a seguito delle Clearances.

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FONTE: Il cardo e la Croce, Paolo Gulisano

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