Storia delle isole Orcadi, Scozia: tesori neolitici e un passato vichingo

L’arcipelago delle Orcadi fa parte delle Isole del Nord, poste tra la mainland scozzese e le più settentrionali Isole Shetland. Le isole che compongono l’arcipelago si dividono principalmente in tre gruppi: le North Isles (Isole del Nord di cui fanno parte, per esempio, Westray, Papa Westray, Eday, Stronsay, Sanday, North Ronaldsay), le South Isles (Isole del Sud, dove troviamo, per esempio, Hoy e Flotta) e la principale e più grande Mainland che, con i suoi 523 kmq, è la sesta isola scozzese per estensione. Solo 1/3 delle 70 isole che compongono l’arcipelago è abitato, con una popolazione totale di circa 22.000 abitanti, per lo più concentrata su Mainland e nei due insediamenti principali, Kirkwall e Stromness. In questo articolo voglio darvi qualche informazione utile per conoscere meglio la storia e il passato vichingo delle Orcadi, dato che l’influenza norrena le ha rese così uniche e differenti dal resto della Scozia, e sull’importanza dei numerosi siti preistorici che si trovano sulle Isole.

UN Pò SCOZZESI E UN Pò VICHINGHE: LA STORIA DELLE ISOLE ORCADI

C’è un detto nelle Orcadi secondo cui se infili una vanga nel terreno, probabilmente scoprirai un sito archeologico. Le isole sono abitate da almeno 8500 anni ed hanno una delle più alte concentrazioni di siti Neolitici in Europa, tanto che molti siti sono stati designati Patrimonio dell’Unesco nel 1999. Il reperto più antico mai trovato è un guscio di nocciola carbonizzato (rinvenuto nel 2007 su Mainland) datato addirittura tra il 6820 e il 6660 AC, mentre il sito di Knap of Howar su Papa Westray risale al 3500 AC e si aggiudica il primato di sito archeologico più antico di tutte le isole. Più o meno allo stesso periodo risale Skara Brae, l’insediamento Neolitico meglio conservato di tutta Europa.

Skara Brae, Mainland

Nell’Età del Ferro (attorno al 500 AC), le Orcadi facevano parte del regno dei Pitti e, sebbene i resti archeologici di questo periodo siano meno impressionanti, i terreni fertili e la pesca abbondante garantivano a questa popolazione una vita confortevole. Durante l’VIII e il IX secolo le Orcadi come le vicine Shetland conobbero una forte influenza Norrena: i vichinghi scelsero le Orcadi come base dove insediarsi e dalla quale effettuare continui raid verso le coste scozzesi, distanti solo 16km via mare. Nel 875 DC Harald Hårfagre (conosciuto anche come Re Harald di Norvegia) annesse Orcadi e Shetland al suo regno nominando uno Jarl of Orkney, Conte delle Orcadi, che regnasse in sua vece. Inizialmente dedite a riti di natura pagana, le isole furono cristianizzate dal Re Olaf Tryggvasson nel 995, ricevendo il primo vescovo all’inizio dell’XI secolo.

Knap of Howar, Papa Westray

Nel 1468 le Isole Orcadi furono impegnate come garanzia per il pagamento della dote da parte di Christian I Re di Norvegia e Danimarca, che aveva dato in sposa la figlia Margaret a Giacomo III di Scozia: la dote non fu mai pagata e così nel 1472 Orcadi e Shetland entrarono a far parte del Regno di Scozia. Le Orcadi continuarono ad essere amministrate da Earl (Conti) Scozzesi anziché Norreni e vennero introdotti molti nuovi aspetti legati alla cultura scozzese seppur mantenendo la lingua Norrena, i cognomi ed altri aspetti distintivi della cultura Vichinga. Oggi, queste influenze si trovano ancora nelle Orcadi e nelle Shetland, rendendo il loro carattere così diverso ed unico rispetto a quello di altre parti della Scozia.

Old Man of Hoy

LA LINGUA NORRENA NELLE ISOLE ORCADI

Il passato vichingo delle Isole Orcadi e il loro forte potere all’interno dell’Impero Norreno rimane visibile ancora oggi. Viaggiando tra le isole si incontrano tuttora luoghi il cui nome è di origine inconfondibilmente Scandinava, visto che proprio l’Old Norse (l’antico norreno dal quale derivarono poi il Norvegese, l’Islandese e il Faroerese per citarne alcuni) era la lingua parlata sull’arcipelago durante la dominazione Vichinga. Lo stesso nome Orcadi deriva dal Norreno Orkneyjar, ossia “Isola delle foche”.

Colonia di foche presso Noup Head, Westray

Col passare del tempo l’Old Norse su Orcadi e Shetland si tramutò in Norn, parlato sulle Isole e in parte anche sulle coste del Caithness fino al XV secolo. Dopo l’introduzione dello Scot (Inglese Scozzese) nomi di villaggi, luoghi e siti storici vennero modificati e anglicizzati. Un esempio è Kirkwall: originariamente pronunciato “Kirkwaa”, il nome della città deriva da “Kirkvoe”, che a sua volta deriva da “Kirkjuvagr” che significa “The Church Bay”, la baia della chiesa. Tuttavia, poiché il suono dell’elemento -waa era lo stesso della pronuncia scozzese di “muro” (wall), si diede per scontato che doveva significare lo stesso e il nome del villaggio venne anglicizzato diventato “Kirkwall” (muro della chiesa).

St.Magnus Cathedral Kirkwall

Nonostante il Norn fosse la lingua principale parlata sulle Orcadi, lingua che aveva soppiantato il linguaggio parlato dai Pitti del quale purtroppo non si conosce nulla, sfortunatamente essendo la lingua della gente comune e quindi per la maggior parte analfabeta, non è mai stato trascritto. Sebbene esistano documenti ufficiali di questo periodo infatti, essi erano generalmente scritti in norvegese. Il Norn rimase la lingua delle Orcadi fino all’inizio del XV secolo, ma, contrariamente alla credenza popolare, il suo declino iniziò ben prima che le isole venissero annesse alla Scozia, nel 1472: prima di tale data infatti la gestione di queste isole era già passata da Conti Norvegesi a Conti Scozzesi e l’influenza di questi ultimi ebbe grandi effetti sulla “nobiltà” delle Orcadi che iniziò a parlare la lingua dei loro nuovi Conti.

L’Earl Palace, Palazzo dei Conti, a Kirkwall

Di particolare importanza fu anche l’effetto della Scozia sulla Chiesa locale: sebbene il vescovado delle Orcadi fosse ancora soggetto alla Norvegia, i suoi vescovi avevano mostrato una tendenza a seguire le pratiche scozzesi. Nel 1312, il calendario scozzese era stato adottato e, poiché il clero costituiva la maggior parte della popolazione alfabetizzata dell’isola, la lingua scozzese divenne presto più comunemente usata nei circoli clericali. Un esempio su tutti: l’ultimo documento ufficiale scritto in norvegese nelle Orcadi apparve nel 1445, 23 anni prima che le Orcadi passassero al Regno di Scozia. Tuttavia, nonostante questa crescente “scottificazione”, è probabile che l’influenza scozzese fosse limitata alle classi superiori delle isole mentre la popolazione rurare manteneva le sue tradizioni Norrene. Per questo motivo, il Norn rimase parlato nelle zone rurali per circa altri 300 anni.

Kirbuster Museum

Dalla fine del 1500 all’inizio del 1700, la maggior parte degli orcadiani era probabilmente bilingue, parlando sia Norn che Scot. Ma gradualmente, il cambiamento culturale nella società, unito ai cambiamenti economici, fece sì che la vecchia lingua cominciasse a estinguersi. All’inizio del XIX secolo, solo una manciata di orcadiani più anziani conosceva ancora la lingua che andò scomparendo assieme a loro. Sebbene gli Orcadiani parlassero Norn da quasi un millennio, pochi, se non nessuno, ne trascrisse mai una parola: la forma esatta della lingua è ad oggi sconosciuta con solo pochi minuscoli frammenti che sono arrivati fino a noi.

I MONUMENTI NEOLITICI PATRIMONIO DELL’UMANITA’

Nel dicembre 1999 l’Unesco proclamò quattro importanti siti archeologici delle Orcadi Patrimonio dell’Umanità, definendoli “Hearth of Neolithic Orkney“: questi monumenti sono la tomba a camera Maeshowe, il villaggio Skara Brae e due cerchi di pietre, le Standing Stones of Stenness e il Ring of Brodgar. I quattro siti rappresentano indubbiamente i più importanti siti Neolitici di tutta l’Europa Occidentale e ci forniscono incredibili testimonianze della società Neolitica, sia sul modo di vivere e di abitare che sulle pratiche di sepoltura, sulle cerimonie e sulle tradizioni dell’epoca. Questi siti, così come molti altri presenti sul territorio delle Orcadi, risalgono a ben 5000 anni fa e sono persino più antichi delle piramidi! Secondo recenti studi si è addirittura dedotto che le Orcadi devono aver giocato un ruolo importantissimo nell’Era Neolitca, rivestendo il compito di centro culturale dal quale si sono diffuse poi, in tutta l’attuale Gran Bretagna, tradizioni ed usanze. A farlo intuire sono stati gli scavi presso il Ness of Brodgar, uno stretto istmo di terra dove si trovano, tra l’altro, le Standing Stones of Stenness, il Ring of Brodgar e, a poca distanza, la tomba di Maeshowe: tre importanti siti preistorici così vicini, costruiti in un luogo ben delimitato, formato da una stretta lingua di terra lambita su due lati dalle acque di due laghi. Presso gli scavi archeologici di Ness of Brodgar, visitabili nei mesi estivi e attivi sin dal 2004, è stato rinvenuto un enorme complesso di edifici identificati come templi o luoghi di culto, circondati da massicci muri di cinta e riccamente decorati. Un ritrovamento davvero unico nel suo genere che ha reso il Ness of Brodgar uno dei più importanti scavi archeologici del mondo.

Standing Stones of Stenness


Ora che conoscete il passato storico delle Orcadi, siete pronti ad andare alla scoperta dei più importanti siti archeologici, delle più belle passeggiate, dei villaggi più pittoreschi e delle più belle esperienze da fare? Ve lo racconto presto, nei prossimi articoli!


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4 pensieri riguardo “Storia delle isole Orcadi, Scozia: tesori neolitici e un passato vichingo

  1. Ciao Beatrice! Complimenti come sempre per il tuo accuratissimo lavoro, questo tuo sito è davvero prezioso e terapeutico

    Come chi ha scritto qui sopra volevo segnalarti anche io questo articolo del Post dedicato all’indipendenza delle Orcadi: https://www.ilpost.it/2023/07/02/orcadi-regno-unito/

    Spero prima o poi di riuscire a organizzarmi per uno dei viaggi che organizzi, purtroppo le mie ferie sono quasi sempre ad Agosto o a Luglio e quindi fino ad ora ho avuto un po’ di difficoltà

    Elisa 🙂

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  2. Ciao, Beatrice! Come stai?
    I tuoi articoli sulla Scozia sono sempre formidabili: interessanti e piacevoli da leggere come raramente se ne trovano nei blog. Continua così, ti faccio sempre molta pubblicità 🙂
    Il mio secondogenito, il geologo, continua a percorrere le vie del Nord per portare avanti le proprie ricerche: ha lavorato gli ultimi due anni all’Università di Oslo e in questo momento si trova in Islanda. Mi ha detto poco tempo fa che gli abitanti delle Orcadi starebbero cercando di affrancarsi dal Regno Unito per (ri)unirsi alla Norvegia: l’hai sentito dire anche tu?

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    1. Ciao Claudio, io tutto bene, anche tu?
      Si, ho letto di questa notizia. Ho letto che rispetto ad Ebridi Esterne e Shetland le Orcadi ricevono dallo Stato meno contributi, e vorrebbero avere quindi un trattamento equo. Vorrebbero, anche, avere una maggiore indipendenza e autonomia di gestione. Non so quanto sia realizzabile l’annessione alla Norvegia, credo molto poco, forse è più realistico che venga conferita maggior autonomia, quello si!
      Staremo a vedere!

      Piace a 1 persona

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