SCOZIA ON THE ROAD – Day 8: Glencoe, Glen Etive, Loch Awe.

Ieri eravamo andati a dormire sperando di svegliarci oggi con una bella giornata, in modo da poterci godere appieno la bellezza selvaggia del Glencoe. Purtroppo non siamo così fortunati, perché la giornata inizia, continua e finisce con una forte pioggia, che rende tutto grigio, cupo e triste. A malincuore, rinunciamo all’escursione nella Lost Valley che avevamo in programma ma il tempo ci è decisamente avverso. Decidiamo invece di guidare fino a Castle Stalker, che dista solamente 20 minuti dal Glencoe Village. Mano a mano che ci allontaniamo dalle montagne le nuvole si alzano, e quando arriviamo a destinazione almeno non piove! Parcheggiamo al punto panoramico a fianco della strada, nei pressi di un bar ed un negozietto e da dove si ha un’ottima visuale del castello.

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Su consiglio dei proprietari del b&b dove abbiamo passato la notte proseguiamo una quindicina di metri lungo la strada e poi svoltiamo in una stradina in discesa, superiamo un cancello e ci ritroviamo su una spiaggia di sassi, nel punto più vicino possibile al castello. Castle Stalker sorge su di una piccola isoletta, molto vicina alla terra ferma, nel Loch Linnhe e fu costruito attorno al 1320. Per visitarlo occorre prenotare in anticipo, quindi noi ci accontentiamo di osservarlo da fuori. Circondato dalle montagne e con il cielo coperto di nuvole a fare da sfondo, il castello ha davvero un’aria misteriosa.

castle stalker

A questo punto i programmi prevedevano di tornare indietro per esplorare il Glencoe ma il fatto che qui almeno non piova e che le nuvole sembrino innocue ci spinge a proseguire nella direzione opposta, verso le sponde del Loch Awe, il terzo lago di acqua dolce più esteso di Scozia ed il primo per lunghezza con i suoi 41km.

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SCOZIA ON THE ROAD – Day 7: Elgol & Road to the Isles

Per il nostro ultimo girorno sull’Isola di Skye ci concentriamo su una zona che è un pò fuori dai soliti tragitti turistici, ossia il remoto villaggio di Elgol, nella parte sud occidentale dell’Isola. Lasciamo Dunvegan dopo un’abbondante colazione e scendiamo passando da Sligachan, dove ci fermiamo a fotografare il famoso ponte, e una volta giunti a Broadford imbocchiamo la stretta single track road che in mezz’oretta porta ad Elgol.

sligachan bridge

sligachan bridge

sligachan bridge

Lungo la strada ci fermiamo alla Cill Chriosd (Old Church of Kilchrist), costruita nel XVI secolo al posto di una precedente chiesa medievale e rimasta in uso fino al 1840. Le rovine della chiesa sorgono su di una piccola collinetta e si raggiungono salendo una scala di pietra ormai quasi nascosta nell’erba; intorno sorge un cimitero, dove pecore ed agnellini pascolano tra le lapidi.

Cill Chriosd

Cill Chriosd

Cill Chriosd

Proseguiamo costeggiando il Loch Cill Chriosd e il Loch Slapin e raggiungiamo infine Elgol, remoto, anzi sperduto e piccolo villaggio di appena 150 abitanti nella Strathaird Peninsula. Parcheggiamo nei pressi della spiaggia, dove c’è la scuola del villaggio. Mi sorgono spontanee due osservazioni: a) quanti bambini frequenteranno questa scuola? b) quanto sono fortunati ad andare a scuola sulla spiaggia??

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SCOZIA ON THE ROAD – Day 6: Isle of Skye (Fairy Pools, Talisker Bay, Neist Point)

La giornata di ieri era troppo bella per essere vere…oggi il tempo dà il peggio di sé! Il cielo è scuro e minaccia pioggia ma veniamo rassicurati dai proprietari del b&b che ci dicono che fino a mezzogiorno non dovrebbe piovere. Usciamo quindi in fretta subito dopo la colazione per fare qualche breve escursione. La prima tappa sono le Fairy Pools, che distano circa 45 minuti d’auto da Dunvegan. Ai piedi delle Black Cuillin, camminando lungo il fiume Brittle si incontrano dei laghetti dall’acqua così limpida e pura da sembrare delle piscine e si dice che, come spesso accade in luoghi così belli ed incantati della Scozia, siano abitate dalle fate. In effetti un nonsoche di fatato ce l’hanno, con l’acqua cristallina e fresca che zampilla tra le rocce scavando piscinette perfettamente circolari e cascatelle gorgoglianti. Il tempo regge durante tutta la nostra passeggiata e mentre ci addentriamo nella lunga valle esce anche qualche raggio di sole.

Fairy pools

Fairy Pools

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Quando torniamo alla macchina inizia a scendere qualche gocciolina. Guardo l’orologio, mancano 10 minuti a mezzogiorno. I proprietari del b&b ci hanno azzeccato alla grande! Non ci lasciamo scoraggiare e ci dirigiamo verso Talisker, intenzionati a fare una passeggiata fino alla baia. Appena parcheggiato inizia a piovere di brutto, quindi ci rassegniamo ad aspettare in macchina sperando in un miglioramento; intanto ne approfittiamo per mangiare il packed lunch fornitoci dal b&b. Dopo un po’ la pioggia sembra diminuita così, indossate le giacche impermeabili, ci incamminiamo verso la Talisker Bay.

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Sticky Toffee Pudding: ricetta del delizioso dolce inglese

Non avevo mai sentito parlare di Sticky Toffee Pudding fichè dopo una deliziosa cenetta a Dunvegan, sull’Isola di Skye, ho deciso di assaggiarlo. Mi viene presentata una coppetta bianca con questa mattonella marroncina, galleggiante in una salsetta che sembra caramello: è stato amore a primo assaggio! Lo sticky toffee pudding è un dolce classico della cucina inglese ed irlandese ed altro non è che una torta ai datteri guarnita con (tanta!) salsa toffee, della serie che più ce n’è meglio è. Dopo aver cercato la versione che più mi ispirava tra le moltissime presenti in internet, oggi mi sono cimentata nella preparazione di questo dolce, dolcissimo dessert: la ricetta è molto semplice da realizzare ma attenzione, se siete a dieta non proseguite nella lettura!

sticky toffee pudding

STICKY TOFFEE PUDDING

Per la torta ai datteri:
200gr datteri snocciolati
1 cucchiaino bicarbonato di sodio
250ml acqua bollente
180g zucchero di canna mascobado
175g farina
50g burro
2 uova
2 cucchiaini lievito per dolci
una presa di sale

Per la salsa toffee:
40g zucchero di canna (io ho usato mascobado anche qui)
40g burro
un cucchiaio di miele
1 cucchiaino essenza di vaniglia (o 1 bustina di vanillina)
100ml di panna fresca

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SCOZIA ON THE ROAD – Day 5: Isle of Skye (Trotternish Peninsula & Coral Beach)

Ci svegliamo con un cielo azzurro e limpidissimo, una giornata climaticamente perfetta di quelle che non ne troveremo più durante tutta la vacanza, che ci invoglia ancora di più ad uscire subito ad esplorare l’isola. Oggi dedicheremo la giornata alla Penisola Trotternish, che dicono sia la più bella di Skye: Non rimaniamo delusi! Ci dirigiamo subito verso Uig, piccolo villaggio di pescatori e da dove partono le navi per le Ebridi Esterne. A poca distanza dal centro abitato si trova il Fairy Glen, una zona caratterizzata da colline con una strana conformazione geologica, tutte a strati, dove i locali affermano che vivano le fate. In effetti il posto ha un non so che di magico e facciamo volentieri una passeggiata sentendoci catapultati in una fiaba. Scalando le colline si passa attraverso un boschetto di strani alberi che non ho saputo identificare, ancora brulli data la stagione e ricoperti di filosi licheni azzurrini, per poi arrivare ai piedi di quello che viene chiamato “Castle Ewan”, una roccia all’interno della quale è stato scavato uno strettissimo sentiero che permette di arrivarci proprio sulla cima. Qualcuno ha costruito delle spirali di pietre all’interno delle quali la gente lascia piccoli oggetti, forse come regalo per le fate. C’è un’atmosfera strana, ci si sente come un po’ osservati mentre si vaga per le colline silenziose.

fairy glen

Castle Ewan Fairy Glen

fairy glen

Proseguiamo lungo la costa che a noi, che viviamo tra le montagne tra le montagne e certamente non abituati ai paesaggi marittimi, offre panorami mozzafiato: l’oceano è di un blu mai visto prima, intenso e profondo, incorniciato da alte scogliere e da vastissimi pascoli dove scorazzano una moltitudine di pecore ed agnelli che spesso e volentieri si spingono fin sul ciglio della strada. Raggiungiamo lo Skye Museum of Highland Life, un museo all’aperto che consiste in una serie di abitazioni tipiche dell’isola, bianche e con il tetto di paglia, i cui interni sono stati ricostruiti ed appaiono come erano nel secolo scorso. La posizione è suggestiva, ed il piccolo museo interessante e tranquillo (scolaresca di 40 bambini chiassosi a parte!!!). Ho anche l’occasione di scambiare due parole in gaelico con la signora della biglietteria. Due parole davvero, perché dall’agitazione non mi viene in mente niente da dire e mi limito a un “come va?”, spiegandole che sto provando ad imparare la lingua ma che la trovo molto difficile; lei per confortarmi mi dice, con mia grande emozione, che sto andando bene.

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Auld Lang Syne, addio all’anno vecchio e benvenuto all’anno nuovo!

auld lang syne

Sicuramente la grande maggioranza di noi ha già sentito quella canzone, specialmente durante il periodo natalizio, magari ne ha anche canticchiato la melodia. Ma chi sapeva che le origini di queste parole e di questa musica sono scozzesi? Continua a leggere “Auld Lang Syne, addio all’anno vecchio e benvenuto all’anno nuovo!”

SCOZIA ON THE ROAD – Day 4: Urquhart Castle, Eilean Donan Castle e rotta per l’Isola di Skye

Iniziamo la giornata con una tranquillissima e buonissima colazione a base di pancakes e l’immancabile full Scottish, seduti davanti ad una finestra con vista Loch Ness. Questo relax mattutino ci vuole tutto poiché oggi ci aspetta un lungo tragitto in macchina: la prossima meta è l’isola di Skye, distante più o meno tre ore by car. Risaliamo verso Inverness, attraversiamo il fiume Ness, e scendiamo verso la riva occidentale del Loch Ness (qui si chiama tutto Ness!). Percorrendo la strada che si snoda lungo la costa del lago si incontra, un po’ prima della metà, l’Urquhart Castle. Il castello, del quale oggi rimangono delle pittoresche rovine, risale più o meno al XIII secolo e fu fatto esplodere nel 1692 per evitare che cadesse nelle mani dei giacobiti. Nonostante qualcuno ci avesse consigliato di non visitarlo all’interno, abbiamo deciso di fermarci lo stesso….e per fortuna! È uno tra tutti i castelli che abbiamo visitato che mi è piaciuto di più, nonostante rimangano davvero solo pochi ruderi.

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Il costo del biglietto vale tutto: all’inizio è possibile vedere un filmato della durata di circa 10 minuti che spiega, con sottotitoli anche in italiano, la storia del castello e che riserva per gli spettatori una piacevole sorpresa finale; ci sono poi molte tabelle informative che illustrano l’aspetto originale del maniero e raccontano aneddoti e curiosità. Il Loch Ness visto da qui, e sotto un cielo grigio e carico di nuvole, è davvero scuro e inquietante…il famigerato mostro in ogni caso non si è fatto vedere!! Passeggiamo tra i muri di sassi, saliamo in cima alla torre, osserviamo i resti delle cucine, immaginandoci il castello in tutto il suo antico splendore: quante persone hanno vissuto qui? Com’erano le feste nella grande sala dei banchetti? Chi lavorava in queste cucine, spadellando e cuocendo il pane ogni giorno? Come in tutti i castelli, il tempo sembra essersi fermato tra queste pietre, che sono qui da secoli a raccontarci la vita di chi, tra questi muri di sassi, ci ha vissuto.

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urquhart castle

Ripartiamo in direzione Kyle of Lochalsh, dove c’è il ponte che collega la mainland alla vicinissima Isola di Skye.

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