Islay, la Regina delle Ebridi: viaggio sull’isola del whisky torbato

Il titolo “Regina delle Ebridi” calza a pennello alla bella isola di Islay (che si pronuncia “aila”): magnifiche spiagge, paesaggi ampi e selvaggi, una costa frastagliata dalle potenti onde dell’oceano, il tutto reso ancora più unico e speciale dai colori del cielo e dal profumo di whisky. Il cielo di Islay è davvero indimenticabile: le nuvole corrono veloci e creano magnifici contrasti di colore e di luci, gli arcobaleni spuntano in ogni dove e le albe e i tramonti non si risparmiano certo in quanto a bellezza! E poi c’è quell’inconfondibile profumo di whisky, che aleggia attorno alle numerose distillerie dell’isola e che contribuisce a dare ad Islay un’atmosfera unica ed inimitabile!

Tramonto a Port Charlotte
La luce del mattino su Islay

A caraterrizzare Islay è proprio il suo whisky: sul territorio relativamente piccolo dell’isola si trovano infatti ben nove distillerie (con altre due che verranno aperte nei prossimi anni) tra le quali alcune delle più famose e conosciute dell’intera Scozia come Laphroaig, Lagavulin, Ardbeg. Il whisky prodotto su Islay è un whisky fortemente torbato che rispecchia le caratteristiche dell’isola: forte, selvaggio, unico. E proprio al whisky è fortemente legato il turismo di Islay anche se l’isola ha moltissimo altro da offrire ai visitatori curiosi di esplorarla. Raggiungerla non è certo facilissimo, e proprio per la sua posizione raramente viene inclusa nei classici itinerari della Scozia: partendo da Edimburgo o da Glasgow occorre procedere verso ovest, lasciarsi alle spalle il Loch Lomond e dirigersi verso la penisola del Kintyre. Da qui, dall’isolato molo di Kennacraig, parte il ferry Caledonian MacBrayne che in circa due ore arriva a Port Ellen o a Port Askaig. Non ci sono rotte alternative, questo è davvero l’unico modo per raggiungere Islay (a meno che non vogliate viaggiare in aereo, of course)! Siamo sull’isola più meridionale delle Ebridi, a soli 40km dalle coste dell’Irlanda, eppure sembra di trovarsi davvero fuori dal mondo!

La vista sulle Paps of Jura dalla Caol Ila Distillery
Ferry in partenza da Port Ellen, con i bei cottage bianchi del villaggio sullo sfondo

Una volta raggiunta Islay si ha la sensazione di trovarsi in un minuscolo mondo a sè. Dico minuscolo perchè quando ci sono stata, assieme alle mie due amiche Mariaelena ed Evelina, continuavamo ad incontrare le stesse persone ovunque andassimo! Due signore viste sul ferry le abbiamo viste poi una sera cena a Bowmore, e poi pure sul ferry di ritorno. Un gruppo di ragazzi dal vago aspetto vichingo li abbiamo incontrati in due distillerie, in giorni diversi. Una coppia con un cagnlino che abbiamo incrociato durante una passeggiata ce la siamo trovata a cena, seduta al tavolo accanto al nostro. Davvero incredibile, quante risate ci siamo fatte! E poi su Islay c’è questo senso di comunità davvero forte: sembra che tutti si conoscano e quando guidi tranquillo sulle strade dell’isola stai pur sicuro che tutti, e sottolineo tutti, quelli che incontri ti faranno un cenno di saluto con la mano. E’ usanza in Scozia ringraziare con un cenno chi ti fa passare sulle single track road, ma era la prima volta che vedevo invece salutare sempre!

Magnifici paesaggi solitari guidando su Islay
Loch Indaal Lighthouse presso Port Charlotte

I VILLAGGI DI ISLAY

Ma cosa c’è quindi da vedere ad Islay, oltre alle distillerie? Partiamo dai pittoreschi villaggi che sorgono per lo più lungo la costa. Tutti i villaggi principali dell’isola hanno un porto nel loro nome: Port Ellen, Port Askaig, Portnahaven, Port Wemyss, Port Charlotte. Uno dei pochi a distinguersi è Bowmmore, centro amministrativo dell’isola, dove si trovano tutti i principali servizi tra cui banca, ufficio postale, ufficio turistico e supermercato ben fornito. Due i punti di interesse del villaggio: la peculiare Kilarrow Church, conosciuta come Round Church per la sua forma circolare, e la Bowmore Distillery, la più antica distilleria legale dell’isola. Dall’altra parte della baia formata dal Loch Indaal si trova invece Port Charlotte, fondata nel 1828 dall’allora Laird di Islay Walter Frederick Campbell (e chiamata così in onore della madre) per dare alloggio ai lavoratori dell’ormai chiusa Lochindaal Distillery. Qui, tra le casette bianche affacciate al mare, si trova anche il piccolo “Museum of Islay Life” che racconta la storia della vita sull’isola nel corso dei secoli e che è ospitato in una vecchia chiesa all’imbocco settentrionale del villaggio.

Bowmore Round Church
Bowmore Distillery al tramonto
Casette bianche a Port Charlotte

Nella parte sud dell’isola si trova Port Ellen, uno dei due porti principali per raggiungere Islay, con i cottage disposti attorno alla baia dove sorge anche la vecchia Port Ellen Distillery, oggi Port Ellen Maltings che produce il malto per le altre distillerie dell’isola: il villaggio fu fondato nel 1821 sempre da Walter Frederick Campbell che lo chiamò così in onore questa volta della moglie Eleanor. In sua memoria Walter fece costruire anche il faro di Carraig Fhada che si trova dall’altra parte della baia rispetto al villaggio. Port Askaig, sulla costa orientale, altro non è invece che una manciata di case costruite accanto al secondo porto dei traghetti dell’isola, collocato sul Sound of Islay, lo stretto che la separa Islay dalla vicina Isola di Jura. Da Port Askaig parte il traghetto per raggiungere proprio Jura, famosa per la sua numerosa popolazione di cervi e con le inconfondibili “Paps of Jura” che ne definiscono il paesaggio.

Il porto e i cottage di Port Ellen visti dal ferry
Carraig Fhada Lighthouse nei pressi di Port Ellen
Le Paps of Jura viste da Islay nei pressi di Port Askaig

Nella parte più occidentale di Islay si trovano infine i due villaggi di Portnahaven e Port Wemyss, collegati tra loro da una bellissima passeggiata costiera con vista d’eccezione sulla vicina Isola di Orsay e sull’omonimo faro. Questa è, a mio avviso, la zona più bella dell’isola, con magnifiche spiagge e con un mare potente e selvaggio. Entrambi i villaggi furono costruiti per i pescatori che lavoravano in zona e dividono la stessa chiesa che però ha due porte d’entrata, una per gli abitanti di Portnahaven e una per quelli di Port Wemyss, che non sempre andavano d’accordo tra di loro! Con i pittoreschi cottage bianchi, la magnifica vista mare e la tranquilla baia dove si possono vedere spesso le foche questi sono decisamente i villaggi più belli di Islay!

Portnahaven
Port Wemyss
La vista sull’isola di Orsay e sull’omonimo faro

LE SPIAGGE DI ISLAY

Su una bellissima isola, con circa 210km di coste, non possono mancare bellissime spiagge! Se nel sud e lungo la costa orientale il mare è più tranquillo vista la protezione offerta dalla penisola del Kintyre ad Est, la situazione lungo la costa occidentale è decisamente diversa! Sulla Atlantic Coast da Portnahaven ad Ardnave Point si infrangono forti e selvagge le onde potenti dell’Oceano Atlantico: oltre Islay infatti, verso ovest, c’è solo l’Oceano aperto! E vi assicuro che la sua potenza si fa davvero sentire: non mi ha stupita tanto il forte vento, cosa normale da queste parti, ma non avevo mai visto nei miei numerosi viaggi in Scozia un mare così ruggente, con onde così spumeggianti. Questo lato così wild della Scozia l’ho davvero adorato!

Saligo Bay
La mia compagna di viaggio Evelina a Currie Sand

Partendo da Portnahaven e risalendo lungo la Atlantic Coast si trova per prima Currie Sand, una piccola mezzaluna di sabbia e la più occidentale delle spiagge di Islay. Attorno alla spiaggia l’ambiente naturale è magnifico, con una costa frastagliata, erba verde brillante e scorci mozzafiato! Proseguendo ci si imbatte in Lossit Bay prima e in Kilchiaran Bay poi, quest’ultima caratterizzata dalla presenza dei resti di una piccola chiesetta non lontano dalla spiaggia. Machir Bay è la spiaggia più ampia della costa occidentale, conosciuta anche come Kilchoman Beach poichè si trova accanto alla località dove sorge l’omonima e famosa distilleria. Due km di sabbia fine e dorata con alle spalle un bel complesso di dune che abbiamo esplorato lottando contro un vento fortissimo e contro i granelli di sabbia che ci arrivavano in faccia pungenti come fossero spilli!

Currie Sand
Kilchiaran Bay
Machir Bay

Nel tratto più settentrionale della Atlantic Coast si trovano le due spiaggie considerate le più belle dell’isola: a Saligo Bay si dice che ci sia addirittura la luce più bella di Islay, ed in effetti non posso dissentire! E’ questa la spiaggia che più di tutte mi ha stupita per la forza del mare, così potente da creare densi banchi di schiuma a riva. Poco più a Nord si trova Sanaigmore Bay, una delle mie preferite, raggiungibile con una passeggiata molto panoramica e piacevole: magnifico il paesaggio costiero in questo tratto, reso ancora più bello dalla luce dorata del tramonto. C’erano moltissime pecore che, curiose e impaurite, ci osservavano. Chissà se sanno quanto sono fortunate a vivere in un posto del genere!

Mare ruggente a Saligo Bay
Luce magica a Sanaigmore Bay
Il paesaggio costiero a sinistra della spiaggia

Le spiagge nella parte sud orientale di Islay sono, come già detto, più tranquille e con un mare molto più calmo. Qui si trovano Kilnaughton Bay, nella baia di Port Ellen, che abbiamo avuto la fortuna di vedere con dei magnifici colori mattutini e la vicina Singing Sand che, si dice, abbia la caratteristica di “cantare” ossia produrre un particolare rumore quando si cammina sulla sabbia. Proseguendo oltre le famose distillerie Lagavulin e Laphroaig e arrivando fino alla fine della strada ci si imbatte in altre due spiagge, Claggain Bay proprio sotto al parcheggio per le auto e la solitaria Ardtalla, raggiungibile con una passeggiata a piedi. L’ambiente naturale in cui sono immerse è molto rilassante, con ampi prati verdi dove pascolano tante simpatiche pecorelle!

Luci del mattino a Kilnaughton Bay
Ardtalla vista dal sentiero
Pecora ad Ardtalla

LUOGHI STORICI SU ISLAY

Alcuni ritrovamenti archeologici, come strumenti di selce mesolitica e resti di antiche strutture, indicano che Islay fu abitata sin dall’8000 a.C. I resti che sono arrivati fino a noi sono ovviamente più “recenti” e si datano attorno all’anno 500, quando i primi monaci Cristiani arrivarono sull’isola. A questo periodo risalgono i resti delle numerose chiesette, le croci di pietra intagliate, conosciute come “Carved Stone Crosses”: tra tutte sono particolarmente degne di nota quelle di Kilnave e Kildaton, considerate tra le più belle e dettagliate di Scozia. La Kildaton Cross si trova lungo la strada per la baia di Ardtalla, all’interno del cimitero che circonda l’omonima cappella, fu scolpita attorno all’VIII secolo e, assieme alla St. Martin’s Cross dell’Isola di Iona è l’unica rimanente in Scozia con una particolare forma ad anello attorno al corpo della croce, tipica delle croci Pittiche Scozzesi ed Irlandesi. E’ una scultura davvero imponente, con i suoi quasi 3 metri di altezza e 1,5 metri di larghezza: qui trovate la spiegazione degli intagli, ancora ben visibili, presenti sulla croce.

Kildaton Cross con alle spalle i resti della cappella

La Kilnave Chapel and Cross è uno dei luoghi per me più ricchi di pace e fascino di Islay: si trova nel nord dell’isola e si raggiunge guidando per strettissime stradine di campagna. La sua magnifica posizione sulle sponde del Loch Gruinart la rende un luogo davvero indimenticabile, soprattutto se visitato al tramonto con incredibili colori come è successo a noi. E pensare che proprio qui si consumò una tragica vicenda nella storia di Islay: nel 1598 trenta persone appartenenti al Clan MacLeans cercarono riparo all’interno della cappella: i MacDonald, loro rivali, diedero fuoco a Kilnave, uccidendoli tutti. Se la cappella risale al 1300, la croce di Kilnave è invece databile attorno all’anno 700: rispetto a quella di Kildaton questa croce è davvero molto rovinata e corrosa dal tempo, anche perchè scolpita in una roccia diversa, meno duratura e resistente.

La Kilnave Chapel con, davanti, la Kilnave Cross
Il magnifico paesaggio attorno alla cappella

Poco prima dell’anno 1000 i vichinghi arrivarono sulle sulle isole occidentali scozzesi, prima per saccheggiare ma poi anche per stabilirvisi e commerciare, dando inizio ad una lunga lotta contro i Re Scozzesi per la supremazia delle isole che terminò con la vittoria dei secondi. Nel XIV secolo Re Robert the Bruce concesse alcune terre a Angus Og MacDonald, discendente di un potente sovrano Scoto-Norreno, per ringraziarlo del suo sostegno durante le Guerre di Indipendenza Scozzesi. Il figlio di Angus si designò del titolo di Lord of the Isles, Signore delle Isole, e stabilì il centro del suo potere proprio su Islay, a Finlaggan. Ancora oggi sulle due isole di questo piccolo lago, raggiungibili tramite un ponte di legno, si possono osservare i resti della residenza e della corte del Signore delle Isole, utilizzata per più di 150 anni e definitivamente abbandonata nel 1493.

Il sentiro che conduce alle isole del Finlaggan Loch
Uno dei ruderi presenti sulle isole del Finlaggan Loch

Legato alla storia più recente impossibile non citare l’American Monument che si trova nella zona più remota e meridionale dell’isola, sul selvaggio promontorio chiamato “Mull of Oa” o più semplicemente “The Oa”: alte e drammatiche scogliere dove le onde si infrangono rumorose, un ambiente collinare brullo e battuto dal vento dove svetta il monumento dedicato ai più di 500 marinai americani morti in due naufragi avvenuti in zona nel 1918, eretto nel 1920 dalla Croce Rossa Americana. C’è un parcheggio alla fine della strada che proviene da Port Ellen da dove parte la passeggiata circolare di circa 1h30 (3,5km), su sentiero ben segnalato. Purtroppo noi non siamo riuscite a fare tutta l’escursione perchè pioveva di brutto. La visibilità era molto scarsa e fare fotografie decenti, sotto le raffiche di pioggia, impossibile! Peccato!

LE DISTILLERIE DI ISLAY

Un viaggio ad Islay non è completo senza visitare almeno una delle sue famose distillerie! L’isola infatti deve probabilmente la maggior parte della sua notorietà ai suoi whisky torbati e affumicati. Alcuni sostengono che siano addirittura i migliori al mondo! La distilleria più vecchia è quella di Bowmore, fondata nel 1779 mentre la più recente è Ardnahoe, aperta nel 2018. Le nove distillerie di Islay sono sparse attorno all’isola ma le tre più famose, Ardbeg, Laphroaig e Lagavulin si trovano tutte e tre vicine e sono conosciute come le “Kildaton Distilleries“. Il whisky prodotto su Islay è un whisky fortemente torbato che deve il suo particolare sapore alla torba utilizzata per l’affumicatura del malto ma anche alla purezza dell’acqua e all’aria salmastra. Le distillerie sull’isola, in passato, erano molte di più: se ne contavano infatti altre quindici!

Laphroaig Distillery
Ardbeg Distillery

Anche se non amate particolarmente il whisky vi consiglio davvero di visitare alcune delle distillerie di Islay e di fare almeno un tour guidato in una di esse: odorare il profumo inebriante che aleggia nell’aria e vedere il processo di produzione passo dopo passo è un’esperienza davvero impagabile, senza contare che il whisky stesso è parte integrante della storia e delle tradizioni scozzesi. Se invece siete veri appassionati perchè non concedersi un tasting tour, con assaggi guidati di varie tipologie di whisky, magari abbinati a dei prodotti gastronomici particolari? Se volete pure pranzare, alla distilleria Kilchoman trovate un cafè (c’è anche un bellissimo shop con prodotti made in Scotland) e alla Ardbeg un furgoncino che vende street food e bevande calde mentre alla Caol Ila, che ha aperto il suo nuovissimo visitor centre nel 2022, c’è un cocktail bar con vista d’eccezione sulla vicina isola di Jura.

Maltin room della distilleria Laphroaig, dove l’orzo viene fatto fermentare per diventare malto
Alambicchi alla Laphroaig Distillery

DOVE MANGIARE SU ISLAY

Nei prinicpali villaggi dell’isola ci sono varie scelte per mangiare ma visto che non sono poi tantissime vi consiglio assolutamente di prenotare con largo anticipo: noi abbiamo avuto non poche difficoltà a trovare posto, prenotando all’ultimo, e purtroppo alcuni dei locali che volevamo provare non abbiamo trovato posto! Ecco quelli che abbiamo provato:

  • Bowmore Hotel: classico pub di paese (il più antico di Bowmore!) frequentato da locals e turisti, si può mangiare nella bella sala ristorante con moquette in tartan e dettagli in legno oppure, come abbiamo fatto noi, direttamente al pub. Il cibo è semplice, senza tante pretese, ma i prezzi sono super onesti e le porzioni super abboandanti! Qui il sito ufficiale per curiosare. Abbiamo mangiato: scampi fritti, steak pie, una mega pavlova con salsa toffee. Notevole la scelta di whisky!
  • Lochside Hotel: Sempre a Bowmore, un ristorante più moderno con magnifiche vetrate vista mare, luci soffuse, magica atmosfera e dettagli d’arredamente molto Scottish. Il menu è ricco di piatti di pesce e le pietanze sono curate nel minimo dettaglio. Il prezzo è forse un pò sopra la media, ma assolutamente in linea con la location e l’offerta. Qui il sito internete della struttura. Abbiamo mangiato: branzino con burro al limone ed erbette, fish and chips, zuppa del giorno, cheesecake
  • Bridgend Hotel: situato a Bridgend, un piccolo villaggio a nord di Bowmore, è ospitato in un vecchio edificio di pietra circondato dal suo bel walled garden. Il menu è semplice ed offre piatti tipici della cucina scozzese con anche varie pietanze di pesce in un ambiente rilassato ed informale: si può scegliere se mangiare nella sala ristorante o nel Kathy’s bar. Qui il sito dell’hotel. Abbiamo mangiato delle buonissime cozze, zuppa del giorno, fish ad chips e come dolce ho provato per la prima volta in vita mia l’Eton Mess, un dolce al cucchiaio inglese a base di meringhe, lamponi e panna montata.
  • Kilchoman Cafè: Presso la distilleria Kilchoman, nella parte nord occidentale dell’isola, assieme al grazioso negozio del centro visitatori troverete anche questo bellissimo cafè aperto per pranzo o per una buona merenda dalle 10 alle 16.30. Anche qui la prenotazione è consigliata: noi siamo arrivate senza e abbiamo dovuto aspettare un’ora per un tavolo (ed era ottobre, non stagione estiva insomma!). Nel menu potrete trovare sandwich, toast, insalate ma anche piatti più sostanzionsi per pranzo assieme a deliziose torte e dolcetti fatti in casa. Abbiamo mangiato cullen skink, sandwich, baked potatoes e una fetta di victoria sponge.
  • The Balaclava Byre Cafè: Poco fuori da Port Ellen questo cafè è l’unico che abbiamo trovato aperto per fare merenda dopo il tour alla Laphroaig Distillery. E’ un edificio in posizione isolata ma ben segnalato da cartelli con ampio parcheggio e molto spazio esterno, tra cui una bella sala con tavoli e sedie tutte in legno massiccio e gezzo. Nelle belle giorante di sole c’è pure una magnifica vista mare grazie alla posizione un pò elevata. Ci sono sandwich, zuppe e piatti leggeri ideali per pranzo ma anche torte e scones fatti in casa. Noi abbiamo mangiato proprio dei buonissimi scones accompagnati da tazze di tea fumante. Non hanno un sito internet ma li trovate su facebook qui.

DOVE DORMIRE SU ISLAY

Ci sono molti alloggi tra cui scegliere su Islay tra hotel, b&b, ostello, pods, campeggio. Noi abbiamo deciso di stare in appartamento per ottimizzare i costi perchè essendo in tre è stato molto conveniente. Abbiamo trovato un piccolo cottage su Airbnb, il Bridge Cottage, che fa parte della Laggan Estate che ha a disposizione anche altre sistemazioni (qui il sito ufficiale). All’esterno una casupola di lamiera, all’interno il cottage si è rivelato bello ed accogliente, arredato in stile country e dotato di tutte le comodità, tranne però che per il wifi e per la ricezione scarsa del telefono! Bridge Cottage si trova a una decina di minuti d’auto da Bowmore e da Port Ellen, la posizione è davvero ottima e centrale per esplorare l’isola. E’ immerso in un piccolo boschetto con un fiume che scorre sul retro e c’è un posto auto e uno spazio esterno con tavolino per le belle giornate di sole. Il cottage è dotato di due camere da letto (una matrimoniale e una con due letti singoli), un bagno con vasca e doccia, cucina attrezzatissima con tutti gli elettrodomestici compresa la lavatrice, salotto con tv e caminetto elettrico e piccola sala da pranzo all’ingresso. Il riscaldamento è autonomo e l’ambiente è molto caldo!

COME ARRIVARE

Ci sono due modi per arrivare ad Islay: aereo o traghetto. Nel primo caso il volo operato da Loganair parte da Glasgow e dura 45 minuti mentre nel secondo caso, che è anche quello più utilizato, ci metterete molto di più. Occorre prima raggiungere il piccolo e remoto molo di Kennacraig nel Kintyre (circa 4h da Edimburgo) e da qui imbarcarsi sul ferry della Caledonian MacBrayne che in circa 2 ore conduce fino al porto di Port Ellen o Port Askaig (circa 3 corse al giorno). Il traghetto è molto grande, può trasportare molte auto e a bordo troverete vari servizi tra cui un cafè/shop e un ristorante self service. E’ assolutamente consigliata la prenotazione poichè la tratta è molto frequentata e il posto auto a bordo limitato.


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