Iona Abbey, l’abbazia sull’isola sacra

C’è un posto in Scozia che sembra uscito direttamente da una favola, un piccolo paradiso sottoforma di isoletta circondata da acque pure e cristalline e da spiagge di sabbia bianchissima: le pecore brucano oziosamente l’erbetta verde, il colore dei machair fioriti contrasta con l’azzurro del mare e un’aria mistica e sacra aleggia tutto attorno. Sto parlando dell’Isola di Iona, della quale vi avevo già raccontato in questo post e che ho avuto la fortuna di visitare in un splendida giornata di sole primaverile.

Ciò che attira i turisti su Iona non è solo il magnifico paesaggio da cartolina ma anche l’importante valenza storica di Iona Abbey, uno dei luoghi più sacri dell’intera Scozia e dei centri religiosi più antichi d’Europa e dalla quale, secoli e secoli fa, partì la cristianizzazione del popolo scozzese ad opera di St.Columba. Ma chi era questo Santo? Columba era un monaco che nel 563 arrivò sull’Isola di Iona dall’Irlanda e, assieme ad altri 12 monici, fondò il primo monastero con l’intento di cristianizzare gli allora “selvaggi e pagani” scozzesi (che all’epoca ancora non si chiamavano scozzesi, ma Pitti e Scoti). Da Iona, che in poco tempo divenne un importante e fiorente centro religioso, i monaci partivano con la missione di portare la fede cristiana in tutta la parte settentrionale della Gran Bretagna e i pellegrini arrivavano da tutta Europa per pregare.

Iona
L’Abbazia di Iona oggi

Nei primi secoli di vita furono molti gli attacchi da parte dei vichinghi ad Iona e alla sua abbazia, in particolare si ricorda quello del 806 in cui 68 monaci vennero massacrati sulla spiaggia detta “Martyr’s Bay”. A seguito di queste tragiche incursioni molti monaci si trasferirono in Irlanda e altri fondarono abbazie in Belgio, Francia Svizzera e altri angoli d’Europa. I resti di St.Columba, morto sull’Isola nel 597 e seppellito nell’abbazia che egli stesso aveva creato vennero riesumati e portati in parte in Irlanda e in parte sulla mainland scozzese. I pochi rimasti sull’isola vennero uccisi nel corso dell’ennesimo raid vichingo e l’abbazia bruciata ma, fortunatamente, non abbandonata.

Più tardi, attorno al 1200 – quando Iona faceva parte del Regno del “Signore delle Isole” (se vuoi approfondire l’argomento ti invito a leggere questo post) la parte centrale della cattedrale venne ricostruita così come si procedette ad edificare un nuovo monastero Benedettino e un convento di suore Agostiniane sulle fondamenta degli edifici creati da Columba. Nel corso degli anni l’abbazia andò via via espandendosi ma a seguito della Riforma Protestante, venne nuovamente abbanndonata e spogliata di ogni bene. E così rimase fino al 1899 quando il Duke of Argyll la affidò al “Iona Cathedral Trust” che procedette al minuzioso restauro di abbazia e convento e fondando nel 1938 la cosiddetta Iona Community. Oggi il sito è gestito da Historic Scotland.

Iona
Iona Nunnery

Accanto all’abbazia di Iona sorge il St.Oran’s Graveyard (Relig Odhráin): un cimitero circondato da un muro a secco con una piccola cappella di pietra che risale – ovviamente ristruturata – al 1150 circa. Il cimitero e la cappella furono costruiti in onore di Oran, uno dei seguaci di St.Columba che per primi fondarono l’abbazia. Su di lui aleggia una misteriosa leggenda: Durante la costruzione della cappella le pareti continuavano a crollare e, una notte durante un sogno, una voce disse a Columba che la stessa non sarebbe mai stata completata se un uomo non fosse stato sepolto vivo al suo interno. Fu allora che Oran scelse di sacrificarsi e di essere sepolto vivo per impedire che le mura della cappella crollassero.  Il cimitero circostante fu usato per secoli come luogo di sepoltura degli antichi re di Dalriada prima e Scozia in seguito e si stima che proprio qui siano seppelliti almeno 48 sovrani scozzesi più 8 re norvegesi e 2 irlandesi. Il sentiero che collega la Iona Abbey al cimitero è detto “Road of the death”,  la strada della morte.

Entrando nella Iona Abbey, oltrepassando la St.John’s Cross (che è una replica dell’originale che si trova nel museo), si incontra per prima cosa la navata buia e silenziosissima interamente costruita di sassi e legno: una pate della parete occidentale è l’originale del XIII secolo e la porta risale al XV. In un angolo si trova il St.Columba’s Pillow: scoperta da un contadino nel 1870 questa pietra ovale con scolpita una croce fu creduta essere il cuscino di Columba. Secondo la storia della vita del Santo scitta da Adomnan (abate di Iona che scrisse una biografia di Columba) Columba era solito dormire con una pietra come cuscino e, dopo la sua morte, tale pietra fu posizionata accanto alla sua tomba. E’ improbabile che la pietra sia proprio la stessa ed è stata datata dagli esperti come risalente ad almeno 200 anni dopo la morte di Columba.

Accano alla chiesa, in una piccola stanzetta alla quale si accede da una minuscola porticina, si trova il Columba’s Shrine che pare sia il luogo esatto dove Columba venne sepolto dopo la sua morte. Proseguendo invece oltre la navata si trova il bel chiostro  ricostruito nel 1960 che ospita al centro la scultura “Descent of the Spirit” dello sculore lituano Jacques Lipchitz. Alle pareti laterali del chiostro sono appoggiate molte delle lastre tombali del St.Oran’s Graveyard, spostate qui per preservarle dall’erosione alla quale andavano incontro stando all’aperto.

All’interno dell’abbazia è presente anche un museo che racconta la storia di Columba, della vita religiosa sull’isola e raccoglie molti reperti tra pietre tombali e antiche croci celtiche. Visitando il museo vi imbatterete anche nella storia de “The Book of Kells” che contiene i testi dei 4 vangeli in latino ed è minuziosamente decorato con miniature colorate e illustrazioni. Ebbene, pare che questo libro, che è considerato dagli esperti una delle più importanti opere d’arte dell’epoca (fu scritto tra il VI e il IX secolo), fu scritto in parte proprio qui, su Iona. Quella esposta oggi è una replica poichè l’originale, a seguito dei raid vichinghi, venne spostato al sicuro in Irlanda (oggi si trova al Trinity College di Dublino).

Iona

spazio

Se vi è venuta voglia di visitare Iona e la sua mistica Abbazia, ecco come raggiungerla:

Per raggiungere Iona dovete prima di tutto arrivare sull’Isola di Mull con il traghetto che parte d Oban. Da Craignure percorrete la penisola sud-occidentale in auto fino a Fionnphort dove un piccolo ferry vi porterà in pochi minuti su Iona. Sull’isola l’accesso alle auto è vietato.

Orari di apertura dell’abbazia:

1 aprile / 30 settembre:
Tutti i giorni dalle 9.30 alle 17.30
(ultimo ingresso alle 17)

1 ottobre / 31 marzo:
Dal lunedì al sabato dalle 10 alle 16
La domenica entrata libera alla maggior parte degli edifici
(ultimo ingresso alle 15.30)

Attenzione, l’abbazia potrebbe rimanere chiusa in pausa pranzo!
Chiuso 25 e 26 dicembre — 1 e 2 gennaio

Ticket:

Adulti: 7.50£
Bambini: 4.50£ (free per i più piccoli)
La Iona Abbey può essere visitata gratuitamente se in possesso dell’Explorer Pass.

Sito ufficiale:

https://www.historicenvironment.scot/visit-a-place/places/iona-abbey-and-nunnery/

Iona

14 thoughts on “Iona Abbey, l’abbazia sull’isola sacra

    1. Ohhhhh no, sai che non è la prima persona che sento affermare che “non c’è niente da vedere”? Io resto ogni volta basita :O Ecco brava Silvia, portala sul mio blog che vediamo di farle cambiare idea 🙂 Un abbraccio!!

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  1. Cosa c’è di più incantevole di una Abbazia antica in mezzo al verde tipicamente scozzese e a quel mare (che ai Caraibi “spiccia casa”, come diciamo da queste parti😂)? Bellissimo, non avevo mai sentito parlare dell’isola di Iona😍

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  2. Al mondo ce ne sono di posti meravigliosi che racchiudono in un solo luogo bellezze paesaggistiche, storia, leggende e misticismo…ma come ce ne sono in Scozia! *_*
    Quella spiaggia è incantevole e poco importa che non ci si possa fare il bagno per l’acqua fredda! *_* A me basterebbe solo guardarla! 😉

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    1. Puoi dirlo forte! Sarei stata delle ore seduta sulla sabbia ad osservare il mare ed il paesaggio in lontananza ❤ Sai che non sono una tipa da spiaggia, ma questo mare del Nord mi stupisce e affascina sempre! Un bacione

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