Edimburgo: cosa visitare sul Royal Mile + Mappa da scaricare

Edimburgo è magica, su questo non c’è dubbio. Se ci siete già stati sono certa che conoscerete perfettamente le emozioni che si provano passeggiando per la sua pittoresca Old Town, nei giardini di Princess Street e nella geometrica New Town. La parte che preferisco è sicuramente la città vecchia, passeggiare lungo il Royal Mile e scoprirne i vicoli, che si chiamano close, e i passaggi. Durante il mio ultimo viaggio, lo scorso settembre, mi ero posta l’obiettivo di percorrere il miglio che divide la città e di entrare in ogni singola viuzza laterale per poter finalmente dire di conoscere il Royal Mile da cima a fondo! Pensavo di avercela fatta, ho scoperto tanti angolini che non conoscevo (di alcuni vi ho già parlato qui) ma una volta tornata a casa…ecco che mi sono accorta di aver dimenticato – non so come – alemeno due o tre close! La mia missione non è conclusa dunque, ma vuol dire che ho una valida scusa per tornare ad Edimurgo!

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Il Royal Mile è la famosa strada scozzese che, nell’antichità, collegava il Castello al Palazzo di Holyrood e che comprende in successione Castle Hill, Lawnmarket, High Street, Canongate, Abbey Strand. In questo articolo ho raccolto i luoghi secondo me più interessanti, le attrazioni da non perdere, i close più misteriosi e affascinanti da esplorare. E poi ho pensato di farvi un piccolo regalo: in fondo all’articolo trovate una mappa da scaricare in formato pdf che ho creato appositamente per voi dove sono elencati tutti i close del Royal Mile con le descrizioni dei più interessanti. Non nascondo che è stato un lavoro immane quindi spero che vi torni utile per visitare il famoso miglio scozzese!

Ma ora… partiamo! Chiudete gli occhi, e immaginatevi di essere ad Edimburgo….

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Camminando lungo il Royal Mile

1. IL CASTELLO DI EDIMBURGO

Partiamo dalla cima del Royal Mile, dal celebre e famoso Castello. Dall’alto della sua roccia di origine vulcanica (detta Castlehill), posizione che lo ha reso inespugnabile nel corso della storia e che è stata abitata sin dal IX secolo, sembra tenere sotto controllo la città. Gli edifici che lo compongono risalgono al XVI secolo e al suo interno si trovano il National War Museum of Scotland e gli splendenti Gioielli della Corona di Scozia assieme alla celebre Stone of Destiny. La spaziosa piazza antistante al castello si chiama “Castle Esplanade” e rappresenta l’estemità occidentale del Royal Mile.

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Il Castello di Edimburgo

2. WITCHES WELL

Appena fuori dalla Castle Esplanande, sulla sinistra, sulla parete occidentale della “The Tartan Weaving Mill” si trova questa fontana commemorativa in ferro che ricorda il luogo in cui più di 300 donne furono bruciate con l’accusa di essere streghe. Castlehill era un luogo molto popolare per questo genere di condanne.

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Witches Well (fonte)

3. RAMSEY GARDEN

Questo complesso di edifici si nota già dai Princess Street Gardens per il suo colore e la moltitudine di tetti e abbaini ammassati uno sull’altro. Progettati nel 1893 dall’architetto Sir Patrick Geddes per accogliere studenti, quelli di Ramsey Garden sono oggi tra gli appartamenti più desiderabili e prestigiosi di Edimburgo.

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Ramsey Garden

4. CANNONBALL HOUSE

La prima casa che vedete alla vostra destra appena fuori dalla Castle Esplanade si chiama Cannonball House perchè, sopra una delle finestre sulla parete occidentale, è conficcata una palla di cannone. Ci sono due ipotesi sulla sua origine: la prima è che sia stata sparata dal castello in direzione di Holyrood Palace che ospitava il Bonnie Prince Charlie durante la sua rivolta giacobita; la seconda e più plausibile è che sia stata messa per segnare l’altitudine sul livello del mare dei bacini sulle colline circostanti che rifornivano la città di acqua dolce. L’edificio che si trova di fronte, il Tartan Weawing Mill, serviva certamente da cisterna per la Old Town.

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La palla di cannone è conficcata sopra la finestra inferiore (fonte)

5. MYLNE’S COURT

Mylne’s Court rappresenta la prima piazza aperta nella Old Town di Edimburgo, progettata e costruita da Robert Mylne nel XVII secolo. Alcuni vecchi edifici sono stati oggi demoliti e gli altri che si vedono tutt’oggi sono stati restaurati dall’Università di Edimburgo come alloggi per gli studenti.

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Mylne’s Court

6.  JAMES COURT

James Court risale al 1725 e prende il nome dal suo costruttore, James Brownhill. In questi edifici vissero molte persone importanti e benestanti, tra cui il famoso filosofo David Hume e James Boswell che assieme a Samuel Johnson scrisse nel 1775 l’opera A Journey to the Western Islands of Scotland. Gli edifici furono rasi al suolo per un incendio e ricostruiti nel 1857. Questo cortile ha tre entrate consecutive sul Royal Mile.

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James Court

7. BRODIE’S CLOSE

Questo close prende il nome da Deacon William Brodie, uno dei personaggi più infami della storia di Edimburgo, rispettabilissimo gentiluomo di giorno e ladro e scassinatore di notte. William nacque qui, nella casa di famiglia, nel 1741 e seguì le orme del padre, un diacono, dopo la cui morte ereditò un cospicuo patrimonio in denaro e immobili. L’edificio in cui visse la famiglia Brodie è stato demolito.

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Brodie’s Close (fonte)

8. GLADSTONE’S LAND

Gladstone Land è un perfetto esempio di un antico edificio storico della Old Town di Edimburgo: fu acquistato da Thomas Gledstanes, un ricco mercante di stoffa, che lo ampliò nel 1620 affittando i lussiosi appartamenti a famiglie benestanti. E’ a tutti gli effetti uno degli edifici più vecchi del Royal Mile. Nel 1934 l’edificio fu salvato dalla demolizione, restaurato e aperto ai visitatori sotto la tutela del National Trust for Scotland. Gled in scozzese significa falco ed ecco svelato il motivo del rapace dorato che si può notare sopra gli archi al piano terra.

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Il falco dorato sulla Gladstone’s Land (fonte)

9. LADY STAIR’S CLOSE

Questo è davvero un bell’angolino del Royal Mile! Imboccando il Lady Stair’s Close si arriva in una piazzetta spaziosa dove sorge la Lady Stair’s House, l’edificio che oggi ospita il Writer Museum, museo che racconta la vita e le opere dei tre grandi autori scozzesi Robert Burns, Walter Scott e Robert Louis Stevenson. La casa fu costruita nel 1622 da Sir William Gray of Pittendrum e comperata nel 1719 dalla vedova di John Dalrymple, Primo Conte di Stair, da cui il nome dell’edificio.

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Lady Stair’s clore e l’omonima Lady Stair’s House, oggi The Writers Museum.

10. THE WELLHEADS

Di fronte alla statua di David Hume si trova la Wellheads, una dei tanti blocchi di pietra che si incontrano lungo il Royal Mile. Da qui, migliaia di cittadini potevano avere accesso all’acqua potabile. Dutante i mesi estivi e in situazioni di carenza, l’acqua veniva razionata: i cittadini potevano usare la fonte solo tra mezzanotte e le 3 del mattino. Queste fontane erano un luogo di ritrovo molto popolare in città.

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La Wellhead di Canongate (fonte)

11. PARLIAMENT SQUARE, PARLIAMENT HOUSE, LAW COURT e ST GILES CATHEDRAL

Nel 1641 venne costruita in questa piazza la Parliament House, che venne usata dal Parlamento Scozzese fino all’Atto di Unione (con l’Inghilterra) avvenuto nel 1707.  Nella piazza si trova anche il Tribunale e, per terra, si può notare l’Heart of Midlothian, un mosaico a forma di cuore che segna il punto dove sorgevano le carceri cittadine. Oggi i passanti vi sputano in segno di scaramanzia! La St.Giles Cathedral domina il profilo della piazza.

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St.Giles Cathedral, in Pariament Square

12. ADVOCATE’S CLOSE

Quello di Advocate Close è uno degli scorci più conosciuti del Royal Mile, non c’è dubbio: l’arco del passaggio forma una cornice attraverso la quale svetta in lontananza lo Scott Monument, nei Princes Street Gardens. Costruito nel 1544 ha ospitato residenti illustri, tra cui pittori, artisti e perfino Regine! Il vicolo, con le sue scale strette e ripide, prende il nome da Sir James Stewart Goodtrees, un avvocato scozzese.

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Advocate Close

13. MERCAT CROSS

Mercat Cross era il punto dove venivano lette le Proclamazioni Reali e altre importanti comunicazioni per i cittadini e si trova subito dopo la St.Giles Cathedral. Quello che si vede oggi non è l’originale ma una replica molto verosimile posizionata nel tardo 1800 ad alcuni metri di ditanza dall’originale (il profilo si può vedere per terra nel punto esatto dove si trovava). Oggi è un punto di ritrovo e partenza di molti guided tour della città.

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Mercat Cross, proprio a fianco della St.Giles Cathedral

14. MARY KINGS CLOSE

Questo close ospita una delle molte strade sotteranee che furono costruite durante la modernizzazione della Old Town. Si crede che il nome di questo vicolo sia legato al proprietario e avvocato di Mary Stuart, Alexander King, la cui figlia si chiamava anch’ella Mary. Nel 1645 un’epidemia di peste colpì gli abitanti del vicolo e, per contenerla, venne deciso di imprigionarli nella loro stessa casa. Le porte del Mary Kings Close furono dunque chiuse per anni, lasciando la gente morire al suo interno. Forse proprio da questo episodio derivano le molte storie di fantasmi che aleggiano sul vicolo. In particolare modo quella di Annie, che vaga alla ricerca della sua bambola perduta. Oggi è possibile partecipare a visite guidate di questo close (prenotazione consigliata).

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All’interno del Mary Kings Close (fonte)

15. STEVENLAW’S CLOSE

Niente di particolare questo close, ma mi è rimasto impresso perchè è davvero stretto! Il nome deriva da Steven Law, sostenitore di Mary Stuart durante la Guerra Civile del 1571. Il Bonnie Prince Charlie frequentava la “Roman Catholic Chapel” proprio qui.

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Stevenlaw’s Close

16. PAISLEY CLOSE

Questo Close è noto per una triste storia: il 24 novembre 1861 l’adiacente edificio di 250 anni in Bailie Fyfe’s Close crollò, uccidendo 35 persone. L’immagine scolpita nella pietra all’entrata del vicolo ritrae Joseph McIver, unico sopravvissuto alla tragedia, che fu tratto in salvo perchè i soccorritori lo sentirono urlare “Heawe awa, lads, I’m no’ deid yet!” (non sono ancora morto!).

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Paisley Close (fonte)

17. TRUNK’S CLOSE

L’origine del nome di questo close è sconosciuta, ma si pensa che derivi dal nome della famiglia che ci viveva tra il 1478 e il 1529, i Turing. Oggi vi si trova la sede della Scottish Book Bank, che promuove la letteratura, e la Cockburn Association che ha come obiettivo quello di mantenere la bellezza ed il fascino di Edimburgo. Quest è uno di quei close che mi sono persa, ma dalle foto sembra davvero interessante!

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Trunk’s Close (fonte)

18. JHON KNOX HOUSE E MOUBRAY HOUSE

Questa casa, verso la fine di High Street sulla sinistra, si nota di certo: sembra molto antica ed infatti risale al XVI secolo, ricostruita dopo che un precedente edificio di un secolo prima venne distrutto.  Deve il suo nome al suo più famoso inquilino, John Knox, padre della Riforma Protestante Scozzose, che sembra essere vissuto qui nel 1572. Oggi è un magnifico esempio di come erano le case sul Royal Mile nei secoli scorsi. La casa di pietra a sinistra, quella con la ripida scalinata, è invece detta Moubray House, una delle più antiche della città, costruita nel 1477 e nella quale visse per un breve periodo Daniel Defoe, autore di Robinson Crusoe.

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John Knox House e Moubray House

19. HYNDFORD’S CLOSE

Qui sorgeva nel XVII secolo la resideza della famiglia Carmichaels, poi residenza del nonno di Sir Walter Scott, Daniel Rutherford, inventore della lampada a gas. Oggi al suo interno si trova un piccolo giardinetto, ma non sono riuscita a capire di cosa si tratti, credo qualche tipo di clinica privata.

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Hyndford’s Close

20. TWEEDDALE COURT

Dietro questo vicolo, proprio di fronte allo Scottish Storytelling Center, si trova la Tweeddale Mansion, antica proprietà di Dame Margaret Kerr, figlia del primo Conte di Lothian. Nel 1806 fu scena di un omicidio i cui colpevoli, nonostante la taglia di 4392£, non furono mai trovati. Nel 1980 l’edificio fu ristrutturato ed oggi ospita la Scottish Poetry Library. Nel cortile si può ammirare un muro di pietra che si crede essere stato un pezzo delle antiche mura della città.

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Tweeddale Court (fonte)

21. WORLD’S END E NETHERBOW PORT

Il World’s End oggi è un famoso pub di Edimburgo ma nei secoli scorsi, quando la città era racchiusa in una cinta muraria, era il punto in cui passavano le mura cittadine la cui posizione originale è segnalata oggi con dei mattoni di ottone sul manto stradale. Poco lontano dal World’s End Close si trovava la Netherbow Port, una delle porte di Edimburgo: per entrare in città era richiesto il pagamento di una tassa e molte delle persone più povere, non potendoselo permettere, non lasciavano mai la Old Town. Era di fatto la fine del loro mondo, la loro World’s End. La targa originale con il nome della porta, che era situata sopra l’arco d’entrata accanto alle picche dove venivano esposte le teste delle persone condannate a morte, e il campanello che suonava quando i prigionieri venivano condotti all’esecuzione, sono tutt’oggi conservati al vicino Netherbow Centre.

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The World’s End Pub (fonte)

22. CRANSTON HOUSE

L’attuale sede della Edinburgh School of English era in origine il Canongate Christian Institute, un’organizzazione che si occupava del benessere dei cittadini e che organizzava concerti ed esibizioni di gospel. In effetti passand l’ho sempre scambiata per una chiesa!

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Insegna sulla Cranston House (fonte)

23. MOROCCO LAND

Questa è una cosa che mi sono completamente persa! Nell’edificio che si trova subito dopo la Edinburgh School of English (Cranston House) c’è un particolare davvero interessante: una piccola statua di un Moro con tanto di turbante e collana con pendente (spostata qui da un edificio precedentemene esistito). La storia narra che Andrew Gray, un giovane scozzese, venne condannato a morte per aver dato il via ad una rivolta. Fuggì in Marocco, dove dopo alcuni anni mise in piedi una piccola fortuna. Una volta rientrato in patria, il fato lo portò a salvare la vita alla figlia del sindaco che era gravemente malata di peste (non si sa come fu coinvolto, nè come fece a guarirla, ma a quanto pare la sua pena fu cancellata). Come in ogni bella storia che si rispetti, i due si sposarono e nella casa in cui andarono a vivere venne esposta la statua del moro.

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La vedete la statua del Moro , sull’edificio a destra? (immagine da google maps)

24. GIBB’S CLOSE

Avete mai sentito la storia di Burke and Hare? Era una coppia di serial killer che terrorizzò Edimburgo nel 1820 uccidendo persone indifese e vendendo i corpi al Dottor Knox dell’Università di Edimburgo che li usava per le lezioni di anatomia: il veloce progredire della scienza aveva aumentato la richiesta di cadaveri e nessuno si chiedeva da dove provenissero quelli che venivano consegnati a scopo didattico. Burke and Hare arrivarono a uccidere 16 persone, ma pare che la cifra potrebbe essere molto più alta. A Gibb’s Close venne uccisa una giovane prostituta, Mary Patterson. Quando i due vennero finalmente catturati, Hare scaricò tutte le colpe su Burke, in cambio della propria libertà. L’omicida venne impiccato a Lawnmarket il 29 gennaio 1829, davanti ad una folla di 25.000 persone. Il suo corpo venne esposto pubblicamente e la sua pelle usata per produrre piccoli oggetti tra cui una piccola custodia esposta al Police Information Point in High Street.

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Ritratto di Burk and Hare (fonte)

25. CHESSEL’S COURT

Questo angolino del Royal Mile è stata una bella scoperta. Si trova dietro alle spalle di un edificio color panna con dei portici ed è ai giorni nostri un ottimo esempio di com’erano i palazzi di Edimburgo nel 1748. Gli alti e colorati edifici di Chessel’s Court fanno da cornice ad un bel giardinetto che, dal Royal Mile, passa davvero inosservato. Al centro del cortile si trova un prato circondato da aiuole fiorite e arbusti sotto i quali rilassarsi è davvero piacevole.

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Chessel’s Court

26. ST JOHN’S CROSS

Poco dopo l’intersezione con New Street, sulla destra, si può notare per terra la St.John’s Cross. Qui sorgeva una alta croce che segnava il confine tra Edimburgo e Canongate, che era un villaggio a sè, sede medievale dell’ordine dei “Cavalieri di St.John”. La croce originale si trova nel cortile della poco distante Canongate Kirk.

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St.John’s Cross (fonte)

27. BIBLE LAND

Proseguendo oltre la St.John’s Cros, appena dopo il negozio di souvenirs “Prestige Scotland”, la decorazione posta sopra la porta di legno passa spesso inosservata. La scultura si trova sull’edificio denominato “Bible Land”, costruito nel 1677, e rappresenta un libro aperto (una Bibbia) sul quale vi è inciso il salmo 133 ” Behold how good a thing it is – And how becoming well – Together such as brethern are – In unity to dwell” (Ecco, quanto è buono e quanto è piacevole, che i fratelli dimorino assieme nell’unità). Nella scultura si vede anche un coltello ricurvo, simbolo della Corporazione dei Calzolai.

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Bible Land è l’edificio centrale: si nota la scultura sopra alla porta di ingresso tra le due vetrine dei negozi.

28. OLD MORAY HOUSE

Ppoprio di fronte si trova la Old Moray House, caratterizzata da un bel balcone di legno scuro e un cancello d’entrata formato da due pilastri appuntiti sormontati da un arco di ferro battuto. Costruita nel 1625 da una Contessa Mary of Home, Moray House rappresenta l’ideale di casa moderna che gli abitanti di Canongate desideravano all’epoca. Sembra che Oliver Cromwell alloggiò in questa casa in occasione di alcune visite alla città. Nel 1707, nel giardino del cortile interno dell’edificio, vennero aggiunte alcune firme all’Atto di Unione che univa Scozia e Inghilterra nel Regno di Gran Bretagna.

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Veduta dal cancello d’entata della Moray House

29. CANONGATE TOLBOOTH

Probabilmente uno degli edifici più fotografati del Royal Mile, l’Old Tolbooth fu costruito nel 1591 ed ospitava uffici municipali e le prigioni del borgo di Canongate (che come abbiamo già visto era staccato dalla Old Town di Edimburgo). L’orologio che lo caratterizza venne aggiunto nel 1820. Oggi l’edificio ospita il “People’s Story Museum”, ad entrata gratuita, che racconta la storia di alcuni abitanti della città dal 1700 ai giorni nostri.

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Il Tolbooth oggi

30. CANONGATE KIRK

Questa chiesa dalla forma molto particolare dà il meglio di sè in primavera, quando gli alberi di ciliegio che la circondano sono in fiore, formando una vera e propria nuvola rosa. La Canongate Kirk fu terminata di costruire nel 1961 ed è circondata dall’omonimo cimitero, luogo di sepoltura di molti abitanti illustri dei secoli scorsi, tra cui l’economista Adam Smith, il poeta Robert Fergusson (che ispirò Burns e del quale si trova la statua fuori dalla chiesa) e, si dice, il segretario di Mary Stuart, Davide Rizzio.

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Canongate Kirk di notte, con i ciliegi in fiore (fonte)

31. HUNTLY HOUSE

Huntly House è un tipico esempio di una casa del XVI secolo del borgo di Canongate, con una base di pietra e la sopraelevazione in legno che all’epoca andavano tanto di moda. Era anche conosciuta come “the speaking house” (la casa parlante) per via delle scritte in latino poste sul muro rivolto verso il Royal Mile. Oggi ospita il Museo di Edimburgo.

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Huntly House (bianca) e Museum of Edinburgh (giallo) – (fonte)

32. BAKEHOUSE CLOSE

Fan di Outlander, questo è il posto giusto per voi! Entrate in Bakehouse Close…non vi dice niente quella scala là a destra, con quella veranda di legno scuro accanto? Questo close è stato la location di alcune scene della terza stagione della serie Tv Outlander, ambientata proprio in Scozia (era la tipografia di Jamie!). E c’è un motivo perchè Bakehouse close sia stato scelto, perchè rappresenta uno dei vicoli meglio conservati della città, in cui davvero sembra di tornare indietro nel tempo. Pensate che l’arco di entrata risale al 1570!

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Bakehouse Close (fonte)

33. DUNBAR’S CLOSE

Dunbar’s Close è senza dubbio il gioiellino del Royal Mile: per due volte ci sono passata davanti senza vederlo ma al terzo viaggio ad Edimburgo non me lo sono fatto scappare! Passata la Canongate Kirk e subito dopo il negozio di decorazioni natalizie sulla sinistra c’è un piccolo angolo di pace che vi attende, un rifugio dal trambusto della città, dalla folla e dal traffico del Royal Mile. Fondato nel 1978 dalla Mushrooms Trust, il giardinetto segue lo schema dei giardini del XVII secolo ed è davvero curato nei mini dettagli: siepi scolpite, panchine di pietra, arbusti e fiori di ogni genere. Questo è un must see sul Royal Mile di Edimburgo, senza ombra di dubbio!

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Dunbar’s Close

34. REID’S COURT & CANONGATE MANSE

Un altro scorcio che si fa notare, se non per la porticina rossa che fa capolino da dietro un cancello di ferro battuto, è la Canongate Manse all’interno di Reid’s Court. In origine era l’abitazione dell’avvocato Sir John Nisbet Earl of Haddington e dei Conti di Aberdeen, una dimora signorile nel borgo di Canongate. Oggi è la residenza del Ministro della Canongate Kirk e ospita gli uffici della Chiesa.

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Canongate Manse (fonte)

35. QUEENSBERRY HOUSE

Queensberry House fu costruita attorno al 1667 e fa oggi parte del Parlamento Scozzese, motivo per cui è circondata da quella rete tanto antiestetica (ammetto che non mi sono mai soffermata ad ammirarla perchè non mi ha mai attirata più di tanto!). Chi vi risiedeva però era un personaggio molto importante quanto impopolare all’epoca: Sir James Dougal, Duca di Queensberry, Commissario della Regina in Parlamento, ricordato per atti di corruzione e per aver tenuta nascosta al mondo l’esistenza di un figlio, a quanto pare affetto da qualche psicosi, che visse incatenato nella sua stanza al piano terra. Un giorno, rientrando in casa, John trovò il figlio, che era riuscito a liberarsi e a lasciare la sua camera, intento a mangiarsi un servo che aveva precedentemente arrostito sullo spiedo. Per quel motivo la casa è considerata stregata. Inquietante, no?

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Queensberry House (fonte)

36. WHITE HORSE CLOSE

Un’altra perla nascosta del Royal Mile, il White Horse Close. Un cortile circondato da edifici bianchi che ricordano la Edimburgo dei secoli scorsi, anche se fu pesantemente restaurato negli anni ’60. Ci sono pareri discordanti sull’origine del nome: pare che esso derivi da White Horse Inn, una locanda che si trovava poco distante e che nel 1600 era la più frequentata della Old Town, anche se qualcuno sostiene che il White Horse in questione fosse il pony preferito di Mary Stuart, che veniva tenuto nelle stalle che sorgevano proprio in questa zona.

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White Horse Close

37. SCOTTISH PARLIAMENT

Alla fine del Royal Mile, sulla destra, si nota subito questo edificio dalle linee architettoniche stravaganti (e molto criticate). L’edifcio è stato progettato nel 1998 dallo spagnolo Enric Miralles ed è stato scelto tra tutti i pervenuti al bando di partecipazione per la creazione della nuova sede parlamentare. Miralles morì due mesi dopo l’inizio dei lavori. Il primo ministro che scelse il disegno morì nello stesso anno. Una scelta nefasta, insomma. L’edificio dovrebbe assomigliare ad un barca in teoria. Ah, e è costato ben 10 volte in più rispetto al preventivo originale.

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Scottish Parliament Building (fonte)

38. THE OLD GIRTH CROSS

Lo vedete quel mosaico li per terra, a fianco del Parlamento? Segna il punto esatto dove si trovavano le Girth Cross, dei monumenti che non ho ben capito come erano fatti (teoricamente un piccolo palchetto) che, come altri punti in giro per la città, venivano usati come luogo di raccolta per proclamazioni pubbliche o per le esecuzioni. La più famosa fu quella della giovane e bella Lady Warriston, condannata a morte nel 1600: venne decapitata con la ghigliottina per aver tramato l’omicidio del marito.

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Per terra, nel mezzo della carreggiata, la pavimentazione che segnalava il luogo dove si trovava ______

39. THE SANCTUARY

Questo particolare non l’ho mai notato, e non lo trovo nemmeno con Google Maps. Se siete stati più attenti di me, per favore, confermatemene la presenza! In Abbey Strand, per terra, si possono notare una serie di piccole S di ottone incastonate nella pavimentazione. Queste lettere marcano il perimetro della zona detta “The Sanctuary“, che comprendeva praticamente tutto l’Holyrood Park e l’Arthur’s Seat: era una specie di riparo per le persone perseguite dalla legge, soprattutto debitori, che una volta entrate nei confini del Santuario presentando apposita domanda al Ministro dell’Abbazia di Holyrood e pagando una piccola tassa avevano protezione e potevano vivere liberi senza dover scontare la loro pena. Dato che all’epoca le procedure legali non erano permesse di domenica, proprio in questo giorno i “protetti” del Santuario potevano uscire per 24 ore e recarsi in città senza pericolo di essere arrestati. Nel 1880 una nuova legge decretò che i debitori non potevano scontare la loro pena con il carcere e quindi il Santuario non ebbe più ragione di esistere. L’edificio principale del complesso “The Sanctuary” è ora un negozietto di souvenirs e centro informazioni e si può notare sulla sinistra appena prima del cancello di Holyrood Palace. Di fronte all’edificio si può notare la scultura araldica che reca i simboli di James V. Ancora, sulla destra, si trova la Old Free Church of Scotland, costruita nel 1850, che oggi ospita in parte la Quee’s Gallery.

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Holyrood Palace al centro, the Abbey Sanctuary sulla sinistra e la Old Free Church of Scotland sulla destra (fonte)

40. QUEEN MARY’S BATH HOUSE

Questo piccolo edificio a forma di torretta sembra essere stato il luogo dove la Regina Mary Stuart si recava per fare il bagno…immersa nel vino bianco! E’ più credibile però che sia stato un piccolo riparo all’interno del grande parco che circondava il Palazzo di Holyrood, posto adiacente alle antiche mura del giardino privato della Famiglia Reale. La Queen Mary’s Bath House si trova a sinistra dell’Holyrood Palace, seguendo la recinzione di ferro.

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41. HOLYROOD PALACE

Chi dice Holyrood Palace dice Maria Stuarda. La curiosità e l’interesse che ho per la romantica e complessa figura di Mary Stuart mi ha spinta a visitare quello che oggi è la residenza ufficiale di Sua Maestà la Regina Elisabetta in Scozia. Nato durante il 1100 come monastero e trasformato poi in residenza reale, Holyrood ospitò molti sovrani scozzesi durante i secoli, venendo più volte distrutto e ricostruito. La più celebre a risiedere in questo palazzo, diviso dal castello dal cosiddetto “Royal Mile”, fu proprio Mary Queen of Scots che vi visse dal 1561 al 1567. Ho apprezzato molto l’audioguida gratuita in italiano, che mi ha dato la possibilità di approfondire molti argomenti durante il percorso e ho adorato la visita agli appartamenti privati di Mary. Per me è stata un’emozione troarmi in quelle stanze che 500 anni erano le sue e dove si è consumata la sua turbolenta storia. Non perdetevi i resti dell’antica abazzia, accanto al castello: davvero suggestivi, anche in una giornata di pioggia!

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Holyrood Palace

Una bella lista, non trovate? Sono sicura che, se avete già visitato Edimburgo, vi eravate persi metà di queste cose. E’ normale, ci ho messo tre viaggi anch’io per esplorare bene il Royal Mile, e mi mancano ancora alcuni angoli da scoprire! Ovviamente, se avete suggerimenti, sono felice di sentirli 🙂

Ed ora veniamo al mio piccolo regalo. Di seguito la mappa con tutti i close del Royal Mile da scaricare, stamapare o mettere sul vostro smartphone e portare con voi il viaggio!

Scaricala qui

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35 pensieri riguardo “Edimburgo: cosa visitare sul Royal Mile + Mappa da scaricare

  1. salve a tutti…. ho avuto la possibilità di volare a Edimburgo il prossimo 5 maggio e ci passerò 3 giorni e mezzo….. aiutatemi a organizzare tutto per benino con una puntata ai luoghi di Harry Potter per descrivrli poi ai miei alunni! alloggerò a Leith e naturalmente sono senza auto e con pochi soldini! helpppp

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  2. Eccomi qui nuovamente. Dopo questa full immersione nella Royal Mile ti faccio una domanda importantissima. Avendo solo una giornata intera a disposizione e qualche ora del giorno precedente cosa mi suggerisci di saltare nella mia visita? Mi è stato detto che il castello non vale la pena di visitarlo internamente. Cosa mi dici di Holyrood Palace? Cosa salteresti di sicuro? Io pensavo di percorrere con spensieratezza la Royal Mile o il Dean Village nelle poche ore che mi rimangono nel giorno d’arrivo e poi concentrarmi bene l’indomani su tutti gli interni che meritano. CaSe o chiese etc etc. Il tuo supporto validissimo e complimenti per la Mappa è stupenda e l’ho stampata al volo. Un bacione cara Bea.

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    1. Ciao Bea! Dunque… nelle poche ore che hai il primo giorno” farei un giretto conoscitivo (come dici tu) della città: Princess Street Gardens, Royal Mile, Castello e Holyrood Palace da fuori e, possibililmente, tramonto su Calton Hill ❤ L'intera giornata invece la dedicherei a una visita interna del Castello o di Holyrood (difficile scegliere, davvero…forse però il castello è un classico da non perdere!) e all'esplorazione del magnifico Dean Village, che non è proprio vicinissimo al centro e quindi un pò "fuori mano" da raggiungere il giorno prima magari… Nell'intera giornata, come dici tu, puoi soffermarti di più sugli interni e sui singoli close/cimiteri!

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  3. Grazie per la preziosa mappa che ci hai fornito. Alcuni Close li conoscevo ma me ne sono persu tantissimi, rimedierò sicuramente, anche perché a settembre tornerò in Scozia!!!!! Grazie ancora

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    1. Ahahhaha grazie Orsa 🙂 🙂 Io spero per te che quel momento arrivi as soon as possible! La Scozia ti aspetta e sarò più che felice di darti altre dritte per organizzare il tuo viaggio perfetto 🙂 Buona domenica a ate!

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  4. Ma che articolo meraviglioso Beatrice! E che dire della mappa? Una chicca strepitosa!!! La prossima volta per colpa tua dovrò dedicare un’intera settimana al Royal Mile 😂😂 davvero un gran lavoro, i miei complimenti!

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    1. Hihihihi Ilaria, c’è davvero da “perderci” delle giornate sul Royal Mile! Quei close sono meravigliosi, ognuno ha la sua particolarità.. e poi sono oasi silenziose e tranquille proprio nel centro di Edimburgo! 🙂

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  5. grazie Beatrice, fantastico, scarico la mappa!! una curiosità, ma come hai fatto a conoscere la storia di tutti questi angoli? te li sei studiati prima? fantastica, al prossimo giro cercherò qualche close. mi ero appuntata bakehouse per outlander (e l’ho trovato) ma altri, più famosi perché ritratti in mille foto, non sono riuscita a trovarli (ma devo ammettere che non li avevo in mappa e il freddo mi uccideva per cui ho lasciato perdere molte cose ehhee).
    ps cosa significa “confela presenza!” al punto 39?

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    1. Grazie Laura! Alcuni sono sfuggiti anche a me, anche se mi ero imposta di scoprirli tutti. Il Bakehouse Close per esempio, non l’ho visto: ero tutta presa dalla foga di entrare nel cimitero della Canongate Kirkyard per cercare la tomba di Rizzio che il close lì di fronte proprio non l’ho visto 😛
      Ah, grazie per la segnalazione dell’errore! Volevo dire “confermatemene la presenza”, adesso correggo! Mi si stavano incrociando gli occhi mentre scrivevo l’articolo e soprattutto creavo la mappa, chiedo perdono 😛
      Mi sono informata sulla storia dei close da vari siti tra i quali ti consiglio questo che è davvero interessante http://www.royal-mile.com/royalmile-closes.html 🙂

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  6. Praticamente bisognerebbe dedicare una giornata intera al Royal Mile e io invece l’ho fatto quasi di corsa, tipo maratona di Edimburgo… E delle cose da vedere non ne ho vista nemmeno la decima parte! Comunque molti di questi posti non li conoscevo (quello di Burke & Hare sì perché la loro storia mi ha sempre fatto venire in mente quella di Jack the Ripper) quindi la tua mappa sarà utilissima per quando riuscirò finalmente a tornare in Scozia ❤️

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    1. Ciao Silvia! Eh già, anch’io la prima volta ad Edimburgo mi sono limitata a camminare lungo il Royal Mile, ignara dei segreti e degli angoli incantevoli che cela! E pensa che mi mancano ancora dei close da visitare…devo assolutamente rimediare!
      Un caro saluto!

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  7. Fantastico! Metà dei Closes non l’ho esplorata! Alla prossima dunque! Grazie ! Mi è presa una nostalgia e una voglia di partire pazzesche! Che meraviglia i vostri articoli!❤ Ciao😘😘😘

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    1. Ciao Patrizia! Ma sai che è venuta nostalgia anche a me, mentre scrivevo l’articolo? Edimburgo è un fortissimo richiamo, una città fantastica! Ma questo tu lo sai benissimo 🙂 A presto!

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    1. Ciao! Hai ragione, mancano un paio di luoghi anche a me… ogni volta credo di aver visitato tutto per benino, e invece poi mi accorgo di aver saltato qualcosa 😛 Tocca tornare in Scozia! 🙂 Grazie per essere passata a leggere!

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