Clan scozzesi: Clan Campbell

Quello dei Campbell è uno dei Clan più noti della Scozia grazie alla loro leggendaria faida con i loro acerrimi rivali, il clan MacDonald. Anche se non fu il Clan più popolare di Scozia, fu certamente tra quelli che ebbero maggior successo e, nel corso del XIII secolo, crebbe nell’ombra fino a diventare il più potente Clan delle Highlands occidentali nel tardo Medioevo.

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STORIA

I genealogisti contemporanei sostengono che il Clan ha avuto origine da un lontano antenato chiamato MacDuibne oppure O’Duibne (figlio di Duibne) e ne collocano le radici ai tempi del leggendario Re Artù. Il cognome “Campbell” deriva dal gaelico Caimbeul ossia “bocca storta o attorcigliata”, forse una caratteristica di un antico capo clan.

L’ancestrale sede del Clan è la regione di Argyll anche se si registra la loro presenza in questa zona solo dal tardo XIII secolo ed il primo Campbell che si ricordi, tale Gillespic Campbell nel 1263, aveva una tenuta nel cuore della Scozia, a Menstrie, a est di Stirling. Tuttavia, prima del 1293, il figlio di Gillespic, Cailean Mòr, dominava anche il Loch Awe dall’isola-fortezza di Innis Chonnell: prorpio da lui tutti i futuri clan chiefs presero il patronimico “MacCailean Mòr”. Purtroppo Cailean fu sconfitto da John MacDougall, signore di Lorn, durante uno scontro nelle colline attorno al Loch Awe.

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(Fonte)

L’ascesa al potere del Clan iniziò effettivamente con i figli di Cailean Mòr, i quali parteciparono alle sanguinose guerre d’indipendenza scozzesi durante il XIV secolo assieme al re Robert Bruce. Un figlio, Neil, fu coinvolto nella fuga di Bruce, a seguito della sconfitta di Methven nel 1306, e per il suo aiuto fu ricompensato con il matrimonio con la sorella del re, Mary. Da allora in poi, i discendenti di Neil iniziarono a far crescere il loro potere nell’ovest, grazie al loro saldo legame con i Bruce e gli Stewart. Essenziale per il loro successo fu il nipote di Neil, Gillespic of Arran: la sua amicizia con Robert the Stewart portò i Campbell di Loch Awe ad acquisire un vasto dominio, dal Firth of Clyde al Firth of Lorn (più o meno, dall’Isola di Arran a quella di Mull). Quandò l’amico salì al trono come Robert II, dando inizio alla dinastia degli Stewart, i fedeli sostenitori Campbell vennero insigniti del titolo di Tenenti Reali nella regione di Argyll. Da allora i Campbell di loch Awe divennero gli occhi e le orecchie della Corona negli indisciplinati territori dell’Ovest e furono coinvolti nella lunga e turbolenta disgregazione dell’impero dei loro rivali, i MacDonald, Signori delle Isole, che furono definitivamente destituiti nel 1493.

A quei tempi, i Clan Chiefs dei Campbell non erano solo dei potenti lord regionali ma avevano anche acquisito un’importante posizione nel cuore del Governo del Paese. Questo processo culminò nel 1483 con la nomina di Colin Campbell, primo Conte di Argyll (Earl of Argyll) a cancelliere del re James III. Durante il XVI secolo i Campbell continuarono a partecipare agli “affari nazionali”. A seguito della Riforma Protestante nel 1560 essi accolsero a braccia aperte la nuova religione e capeggiarono le battaglie contro quei Clan che si rifiutavano di accettarla. Sempre più territori nell’ovest caddero nelle loro mani. Il Re James non si aspettava di certo che i Campbell avrebbero presto giocato un ruolo fondamentale nella caduta dei Clan cattolici e della dinastia Stewart. Forse se avesse ascoltato il Vescovo Andrew Knox il corso della storia sarebbe stato differente. Il chierico scrisse: “Nemmeno io posso pensare che sia buono e redditizio per sua maestà, far acquisire così potere ai Campbell; neppure per sradicare un clan pestifero e soppiantarlo con uno nuovo”. Molte volte, nel corso del XVII secolo, i Campbell combatterono contro gli eredi di James minacciando di distruggere la diffusione della Riforma e sia il primo Marchese (1661) che suo figlio, il IX Conte (1685), finirono sul patibolo per le loro opinioni. Questo periodo negativo per i Campbell finì con l’esilio del cattolico James VII e II nel 1689 e la sua sostituzione al trono con il protestante Guglielmo d’Orange. Da allora in poi la loro forza continuò a crescere e rivestirono un importante ruolo nello scontro tra il Governo e i Giacobiti, sostenitori di James.

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Albero genealogico del Clan Campbell (Fonte)

Il massacro di Glencoe: Nel tardo gennaio 1692, alcuni soldati del reggimento dell’Argyll marciarono da Fort William fino a Glencoe, sede dei MacIan of Glencoe, un ramo dei MacDonald Clanranald. Ne approfittarono dell’ospitalità dei MacIan per 12 giorni finchè, rispondendo ad un segnale lanciato nel bel mezzo della notte, saltarono fuori dai loro letti e massacrarono tutte le persone che trovarono. Il povero Alasdair MacIan fu il primo ad essere ucciso, freddato nella sua vestaglia da notte. Sua moglie, cadendo ai suoi piedi, fu spogliata, trascinata fuori e lasciata morire nella neve. All’alba, 38 tra uomini, donne e bambini erano morti. Glencoe, soprannominato fino a quel giorno “la valle stretta”, diventò da quel momento “Glen of weeping, the very valley of the shadow of death” (la valle delle lacrime, l’autentica valle dell’ombra della morte) come scrisse Thomas Macaulay nella sua nota “Storia dell’Inghilterra”.

I Campbell furono ricompensati per la loro lealtà. Il Re Guglielmo d’Orange conferì loro un Ducato al X Conte nel 1701 e a tempo debito il II Duca venne appuntato come uno dei primi marescialli nella British Army. Egli guidò le truppe di Giorgio I d’Inghilterra nella battaglia di Sherrifmuir contro James Stuart, il “vecchio pretendente”, nella Rivolta Giacobita del 1715. Gli uomini di Campbell parteciparono anche alla disfatta del movimento Giacobita: nel 1746 essi furono l’unico Clan delle Highland a schierarsi con le truppe governative nella sanguinaria battaglia di Culloden, che terminò con la sconfitta del Bonnie Prince Charlie, il “giovane pretendente”. La fine del ‘sogno giacobita’ portò il Clan Campbell ad essere l’indiscusso leader delle Highland occidentali.

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Il massacro di Glencoe (Fonte)

 

SIMBOLI

Clan Crest:

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Motto:

NE OBLIVISCARIS (“non dimenticare”)

Plant Badge:

Ogni clan aveva una pianta distintiva, della quale un rametto veniva messo sul bonnet, tipico cappello scozzeseQuella del Clan Campbell era il Bog Myrtle, il mirto di palude.

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Tartan:

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CASTELLI DEL CLAN CAMPBELL

In una piccola isola all’interno del Loch Awe sorgono le imponenti rovine dell’Innis Chonnel Castle, oggi suggestivamente ricoperte di edera: anticamente era la fortezza da dove Cailean Mòr dominava i suoi territori prima della sua prematura morte per mano dei MacDougall di Lorn, attorno al 1296. Anche se oggi non è che un rudere, il castello, uno dei più vecchi di Scozia, mantiene tutta la sua imponente maestosità e sembra impossibile che sia stato costruito solo da un Lord minore, quali erano i Campbell del XII e XII secolo. Forse Cailean Mòr fu il primo a risiedervi in qualità di custode per conto di Alexander III di Scozia e la fortezza fu in verità costruita come castello reale oppure dai potenti MacDougall of Lorn.

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Innis Chonnel Caslte (Fonte)

In ogni caso gli antenati di Cailean Mòr devono aver sicuramente avuto uno o più castelli da qualche parte nella zona, anche se meno imponenti di Innis Chonnel. Un possibile candidato è l’impronunciabile Caisteal na Nighinn Ruaidhe, ossia il castello della fanciulla dai capelli rossi, che sorge su di un isolotto nel Loch Avich, a ovest del Loch Awe. La fanciulla in questione, secondo molti, era Brigid figlia di Dugal MacCaurre, che dominava sulla zona del Loch Avich. Secondo la tradizione Brigid sposò Dougal Campbell of Craignish, portando le terre di suo padre nell’impero dei Campbell. Guarda caso, nelle colline soprastanti il Loch Avich, si trova Càrn Chailein, il ‘tumulo di Colin’, che marca il luogo dove Cailean Mòr sarebbe stato ucciso dai MacDougall of Lorn, trafitto alla schiena da una freccia.

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I resti di quello che forse è stato il Caisteal Na Nighinn Ruaidhe (Fonte)

Nel 1445 il discendente di Cailean Mòr, tale Duncan Campbell, fu nominato Lord Campbell dal re James II. Poco dopo prese l’audace decisione di spostare la sede del Clan dall’entroterra, cioè dal Loch Awe, alle coste del Loch Fyne, un lungo fiordo con lo sbocco sul mare. Là, ad Inveraray, egli costruì un nuovo castello. Non è ancora chiaro il motivo per cui Duncan scelse di abbandonare la dimora dei suoi avi, ma aveva forse bisogno di vivere in una posizione più centrale dopo l’espansione dell’impero Campbell. Il crescente coinvolgimento di Duncan nel governo nazionale gli richiedeva anche di fare sempre più viaggi nelle Lowlands, in particolar modo ai castelli di Edimburgo e Stirling e Inveraray era nella posizione ideale per raggiungere entrambe le fortezze. Tuttavia l’antica Innis Chonnel non fu totalmente abbandonata ma acquisì il nuovo ruolo di prigione per chi infrangeva la legge dei Campbell. Il più noto prigioniero fu Donald Dubh, ‘Black Donald’, nipote di John, l’ultimo Signore delle Isole (Lord of the Isles), che era stato incarcerato per quasi tutta la vita, dalla gioventù a ‘quando i suoi capelli divennero grigi’.

Inveraray Castle

Il nipote e successore di Lord Campbell, Colin 1°Conte di Argyll (1st Earl of Argyll), fece un secondo e altrettanto significante trasloco attorno al 1464. All’epoca egli sposò Elizabeth Stewart e attraverso il matrimonio acquisì Castle Gloom, situato nelle Ochil Hills a est di Stirling. Rinominato “Campbell Castle” nel 1489, Gloom divenne la sede principale del Conte nelle Lowlands, da dove egli poteva partecipare agli affari reali e svolgere le sue mansioni come cancellieri di Scozia. Lui e i suoi successori svilupparono ed abbellirono la fortezza originale costruita dagli Stewart fino a creare uno dei castelli tardo medievali più impressionanti di Scozia. Nel gennaio 1563 Mary Stuart, Queen of Scots, si recò a Campbell Castle come ospite per partecipare al matrimonio del suo parente, James Stewart Lord Doune, con Margaret, la sorella del 5° Conte di Argyll.

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Castle Campbell (Fonte)

Tra i numerosi rami staccatisi nel corso degli anni dal Clan Campbell originale, il più importante e potente fu senza dubbio quello dei Campbell of Glenorchy che arrivò persino rivaleggiare con i loro predecessori Campbell of Argyll per la supremazia dei territori. Il più importante castello di questo ramo del Clan fu Kilchurn Castle che sorge su un promontorio nel Loch Awe circondato da un bellissimo paesaggio. Un altro castello di un ramo cadetto merita una menzione: Cawdor Castle, vicino a Nairn, acquisito tramite matrimonio ed ingrandito nel corso degli anni.

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Kilchurn Castle

Scozia: itinerario di 15 giorni per assaporare la bellezza di Lowlands, Highlands ed Isole.

Una settimana è poca, dieci giorni diciamo che sono abbastanza ma con ben due settimane…un bel viaggetto ricco e vario in Scozia lo si riesce ad organizzare!  Attenzione però: qundici giorni sembrano moltissimi ma c’è il rischio di farsi prendere la mano nella fase organizzativa e di ritrovarsi ad aver esaurito lo spazio per le varie tappe…e ad avere ancora un sacco di cose da inserire! Meglio dunque non esagerare, soprattutto perchè, come dico sempre, meglio vedere meno cose ma vederle bene, piuttosto di fare le corse e non godersi la vacanza. Le possibilità di creare il proprio personale itinerario sono infinite. In questo che ho pensato per voi è compresa tutta la Scozia, da Edimburgo all’estremo Nord fino ad arrivare all’immancabile isola di Skye. Il bello è la varietà di paesaggi che si incontreranno lungo la strada: la Scozia vi sorprenderà con le sue spiagge bianche, i boschi rigogliosi, i paesaggi desolati ma romantici delle Highlands!

Ma prima di iniziare… se hai a disposizione due settimane da passare in Scozia ti consiglio di acquistare la mia guida che raccoglie un itinerario spiegato giorno per giorno con informazioni generali sulla Scozia, curiosità e altre meravigliose tappe che non trovi nell’itinerario qui sotto! La trovi qui su Amazon.

Giorno 1 e 2: Edimburgo

Una volta arrivati, dedicate del tempo alla scoperta di Edimburgo, dinamica capitale della Scozia, con infinite possibilità di cose da fare e da vedere. Ecco, per esempio, le 10 cose da non perdere in città – secondo me, una mappa del Royal Mile da scaricare con tutte le migliori attrazioni e alcune idee su cosa fare gratuitamente nella capitale. Se vi piace l’idea di partecipare ad un tour guidato in italiano per scoprire la città accompagnati da una guida professionale, ecco qualche idea. Se avete ancora tempo, fate un giretto anche nei quartieri fuori dal centro, non ve ne pentirete!

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Vista della Old Town dai giardini di Princes Street

Giorno 3: da Edimburgo a Stonehaven (circa 3h)

Dopo aver ritirato la macchina a noleggio, si parte salendo lungo la costa Est nella regione del Fife. Per prima cosa fate una pausa nel pittoresco villaggio di Culross, un antico villaggio che è uno dei meglio conservati di tutta la Scozia. Non perdetevi quindi il vicino East Neuk of Fife, un tratto di costa caratterizzato da piccoli villaggi di pescatori dai cottage colorati raggruppati attorno a suggestivi porticcioli. Indecisi su quale dei cinque villaggi visitare? Vi consiglio una passeggiata ad Elie e al suo bel promontorio con il piccolo faro e una sosta a Saint Monans, a mio avviso il più bello di tutti i villaggi! Nel pomeriggio raggiungete quindi Saint Andrews, deliziosa cittadina universitaria dove potrete ammirare le imponenti rovine dell’antica cattedrale costruita nel 1158 e che, nel momento di massimo splendore, era un punto di riferimento religioso per i pellegrini di tutta Europa. Dalla cattedrale seguite la stradina che, lungo la costa, porta al vecchio casello, sede di vescovi e arcivescovi per più di tre secoli. Se avete ancora tempo, vi suggerisco una sosta al Glamis Castle, imponente maniero sede ufficiale dei conti Strathmore e Kinghorne e da molti considerato uno dei più belli castelli di Scozia, oppure allo Scone Palace, luogo di incoronazione di molti re scozzesi, tra i quali Macbeth e Robert Bruce. La meta di oggi è Stonehaven, tranquillo villaggio sul mare con una bella spiaggia di ciottoli ed un buonissimo (e pluripremiato) fish and chips!

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Saint Monans, uno dei villaggi dell’East Neuk of Fife

Giorno 4: Da Stonehaven a Nairn (circa 3h30)

Il mattino è dedicato alla visita di Dunnottar Castle, castello dalla magnifica posizione che si può raggiungere con una bella passeggiata dal porto di Stonehaven: ci si impiega circa una quarantina di minuti all’andata e altrettanti al ritorno, ma ne vale davvero la pena! In alternativa poco lontano dal casello c’è un comodo parcheggio. Si prosegue verso Nord, sorpassando Aberdeen ed inoltrandosi nella campagna fino a raggiungere nuovamente la costa. I villaggi di Pennan e Crovie sono molto suggetstivi e pittoreschi, aggrappati ad uno stretto pezzo di terra ai piedi di una scogliera, separate dall’acqua solo da una stretta stradina. Viene da chiedersi come sia possibile che le piccole casette non vengano spazzate via dalle onde dell’impetuoso Mare del Nord. Si prosegue a Ovest lungo la costa fino a Nairm, cittadina e ex borgo reale delle Highlands. Lungo la costa prima di raggiungerla, molto carina per una passeggiata è la spiaggia a Lossiemouth ma potreste fare una pausa anche nei villaggi di Portsoy, Cullen e Portknockie.

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Dunnottar Castle

Giorno 5: Da Nairn a Golspie (circa 2h30)

La giornata è dedicata all’esplorazione della zona di Inverness ricca di storia e di luoghi molto interessanti da visitare: Culloden Battlefield, la brughiera dove si è combattua nel 1746 la tragica e disastrosa battaglia di Culloden; Clava Cairns, sito preistorico di sepoltura con misteriosi monoliti; Fort George, fortificazione risalente al XVIII, usata tutt’oggi come base militare ma aperta ai visitatori e che è anche un ottimo punti di avvistamento dei delfini. Ci si sposta al vicino e celebre Loch Ness e al magnifico Urquhart Castleche sorge proprio sulle sue sponde. Riprendendo la strada verso Nord, si passa per Beauly dove si possono ammirare i resti del monastero costruito nel 1200. La meta di questa giornata è Golspie, villaggio che sorge sulla costa orientale, sul Mare del Nord.

Loch Ness
Loch Ness

Giorno 6: Da Golspie a Thurso (circa 1h30)

Proseguite verso Nord lungo la costa orientale con scorci magnici sul mare! Poco distante da Golspie si trova il Dunrobin Castle, che sembra davvero uscito da una fiaba con la sua architettura e i suoi splendidi giardini. Fate una pausa nei pressi di Wick per visitare il Sinclair Castle, i resti di un castello costruito a strapiombo sul mare, e i Whaligoe Steps, una incredibile scalinata scavata nella roccia che scende da un’alta scogliera al livello del mare. Proseguendo, nell’angolo Nord Orientale della Scozia, si arriva a John O’Groats  e Duncansby Head, che segna il punto più a Nord della Mainland, isole escluse. Non perdetevi una passeggiata dal faro fino ai Duncansby Stacks, imponenti faraglioni di roccia che spuntano dal mare. Raggiungete poi il vicino Dunnet Head Lighthouse: se la giornata è limpida da qui si vedono anche le Orcadi! A Thurso, la meta di oggi, fate una passeggiata serale lungo la Victoria Walk che offre deliziose vedute verso il mare.

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Duncansby Head

Giorno 7: da Thurso a  Durness (circa 2 h)

Percorrendo la strada A836 si giunge a Durness, passando per numerose spiagge come per esempio quella di Melvich, Bettyhill, di Tongue, o le più piccole di Strathy o Armadale. Durness è un piccolo villaggio che sorge su una bellissima spiaggia, Sango Sands. Dedicate il pomeriggio all’esplorazione della zona di Durness: Smoo Cave, grotta marina visitabile e molto suggestiva, Balnakeil Bay, Sandwod Bay: provate una delle piacevoli passeggiate che la zona ha da offrire.

Melvich Bay

Giorno 8: Da Durness a Ullapool (circa 3h)

Il viaggio riprende scendendo a tratti lungo la costa occientale, a tratti rientrando nell’entroterra. Fate una prima sosta a Scourie e, se il tempo ve lo permette, fate una passeggiata fino allo Scourie Headland. In poco meno di mezz’ora si raggiunge il Loch Assynt, un suggestivo lago al quale vale la pena fermarsi a dare un’occhiata. Sulle sue sponde si trovano le rovine dell’Ardvreck Castle, risalente al XVI secolo e costruito dal Clan MacLeod. Con una deviazione di circa mezz’ora si raggiunge la Achmelvich Beach, una bella spiaggia bianca meta di surfisti e kayak. Si continua verso Sud, fino a raggiungere Ullapool, la più “grande” cittadina che si incontra nella zona e da dove partono i traghetti diretti alle Ebridi Esterne.

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Una magnifica veduta verso Ullapool scattata da Ilaria Battaini: visitate il suo blog di viaggi

Giorno 9: Da Ullapool ad Applecross (circa 3h30)

Molti affermano che si tratti di una delle zone più belle dell’intera Scozia: la strada costiera che da Ullapool conduce ad Applecross e poi al Kyle of Lochalsh, dove si trova il ponte per l’Isola di Skye. La strada che parte da Ullapool e prosegue nell’entroterra è molto più veloce e vi permetterebbe di raggiungere Applecross in meno tempo; tuttavia, percorrendo la costa si gode di un paesaggio magnifico che vale sicuramente il tempo e i chilometri in più! Dunque, da Ullapool si scende lungo la A835 per poi svoltare nella A832 (anzichè proseguire per Inverness, si seguono le indicazioni per Dundonnel e Gairloch, seguendo poi sempre la stessa strada che giunge sulla costa e si snoda su di essa. Il villaggio di Gairloch si trova in una bella posizione sull’omonimo Loch e non lonano si trova la spiaggia Big Sands, con una meravigliosa vista sulle montagne circostanti. Si percorre un tratto nell’entroterra, si imbocca la A896 nei pressi della chiesa di Kinlocheven e si prosegue fino ad arrivare a Torridon, altro grazioso villaggio circondato dalle montagne. Da qui si prosegue verso Shieldaig (altro villaggio dove potreste pensare di pernottare) da dove si imbocca la single track road non classificata che percorre tutta la costa ed indicata come “Wester Ross Coastal Trail” sul classico cartello stradale marrone. L’alternativa è proseguire sulla più veloce strada nell’entroterra, ma decisamente meno scenica. In poco più di un’ora, sorpassando piccoli villaggi di pescatori, si raggiunge Applecross.

Il Red Roof Cottage, una classica immagine da Shieldaig
Red Roof Cottage nei pressi di Shieldaig

Giorno 10: Da Applecross all’Isola di Skye (circa 2h30)

La strada che da Applecross conduce a sud attraverso le montagne è conosciuta come una delle migliori “scenic route” scozzesi. In gaelico è chiamata Bealach Na Ba ovvero “Pass of the cattle“, il Passo del bestiame, perchè era usato nell’antichità per portare il besiame dalla penisola di Applecross ad altre zone delle Highlands (strada segnalata da un cartello blu e rosso, che non passa di certo inosservato!). La strada è stretta (una single track road) e tortuosa, tanto che con condizioni climatiche avverse è sconsigliato percorrerla, ma è circondata da un paesaggio magnifico e offre vedute  mozzafiato sulle zone circosanti. Raggiunto il villaggio di Tornapress si prosegue sulla A896  in direzione Locharron e poi si imbocca la A890 che conduce a Kyle of Lochalsh. Prima di raggiungere le Skye Bridge si può optare per una breve deviazione al pittoresco villaggio di Plockton. Obbligatoria invece la tappa al celebre Eilean Donan Castle, castello più fotogenico e fotografato di Scozia. Da qui, in breve tempo si raggiunge l’Isola di Skye. Pernottamento a Portree. Per un approfondimento sulla zona di Ullapool, Gairloch e Applecros visitate questo sito!

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Bealach Na Ba – Pass of the cattle

Giorno 11 e 12: Isola di Skye

Due giornate piene dedicate alla scoperta dell’Isola di Skye! Il primo giorno potrebbe essere concentrato sulla Trotternish Peninsula, senza ombra di dubbio la zona più conosciuta di Skye e quella dove i turisti si concentrano maggiormente. E non c’è da stupirsene, data la sua bellezza e la miriade di attrazioni naturali che offre. Le elencherò ora velocemente, ma trovate più informazioni in questo articolo. Da Portree, e procedendo lungo la costa della Trotternish Peninsula in senso antiorario, ecco cosa troverete durante il tragitto: Old Man of Storr, singolare formazione rocciosa che sovrasta la strada che costeggia il mare; Kilt Rock, una cascata che si getta in mare da un alta scogliera che, per la sua forma drappeggiata, ricorda le pieghe di un kilt; Staffin Bay, baia nei pressi dell’omonimo villaggio; Duntulm Castle, antico castello di cui oggi non rimangono che pochi massi a ricordarne l’antico splendore; Skye Museum of Island Life un piccolo e graziosissimo museo che ricrea le antiche tipiche abitazioni degli isolani ed il loro stile di vita, con utensili ed attrezzi direttamente dal passato, in una posizione incantevole che sovrasta il mare; adiacente al museo si trova il cimitero che ospita la tomba di Flora MacDonald, eroina scozzese che aiutò il Bonnie Prince Charlie nella sua fuga dopo la sconfitta di Culloden; il Fairy Glen, un luogo davvero magico e fatato nei pressi di Uig, dove si dice vivano le fate: difficile crederlo, passeggiando tra le montagnole ondulate e salendo fino in cima alla roccia detta Castle Ewan per la sua forma che richiama un castelllo. Nell’entroterra si trova invece la catena monuosa del Quiraing: una tortuosa single track road  porta da Staffin a Uig inerpicandosi in un paesaggio montano verde e roccioso e tagliando ‘a metà’ la penisola.

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Trotternish Peninsula

Un’altra giornata è da dedicare alla parte Ovest di Skye. Gli Highlights sono sicuramente la Claigan Coral Beach, una spiaggia di minuscoli coralli che vi stupirà per il suo candore, il Dunvegan Castle antica (e odierna) sede del clan MacDonald nei cui dintorni si possono vedere le foche e il magnifico, scenografico e pittoresco Neist Point Lighthouse, un faro costruito su di una scogliera a picco sul mare, in una posizione davvero fantastica che farà sognare gli appassionati di fotografia, soprattutto al tramonto. Da non perdersi, anche le Fairy Pools: una piacevole passeggiata vi condurrà in un luogo davvero fatato. Qui, tra i limpidi e trasparenti laghetti che si formano lungo il fiume Brittle sembra davvero di intravedere fate ed altre piccole creature, o almeno, se ne avverte la presenza. Non lontano si trova la Talisker Bay, con i suoi sassi neri che, nelle giornate grigie, danno un aspetto davvero drammatico alla spiaggia. Nel villaggio di Talisker si trova anche l’omonima distilleria, che è l’unica su tutta l’isola ed è aperta ai visitatori.

Neist Point Lighthouse
Tramonto a Neist Point Lighthouse

Giorno 13: Road to the Isles fino a Glencoe (circa 3h, ferry+road to the isles)

Prima di tornare sulla mainland, rimane un pò di tempo da dedicare ad una zona di Skye che non è ancora stata presa d’assalto dai turisti e mantiene quel misterioso distacco rispetto alle aeree più frequentate: si tratta di Elgol, remoto e miuscolo villaggio di pescatori nella Strathard Peninsula. La strada per raggiungerlo è stretta, lunga e tortuosa ed è proprio questo a scoraggiare i più ad addentrarsi fin qui. Ma la vista che si ha dalla Elgol Beach vale il viaggio: da qui si ha una visuale mozzafiato sulle Cuillins che sono spesso ricoperte di nubi, con un effetto davvero drammatico. La spiaggia di Elgol in sè è molto bella, ricoperta interamente da pietre rotonde e colorate e con alle spalle una roccia delle stranissime incisioni naturali. Da Elgol ci si avvicina a Armadale, nel sud dell’Isola, dove ci si imbarca sul ferry che in poco più di mezz’ora porta sulla mainland, a Mallaig. Da qui, parte la scenografica Road to the Isles che conduce a Fort William. Non perdetevi le magnifiche Silver Sands of Morar e la mozzafiato Camusdarach Beach, spiagge di fine sabbia bianchissima che vi regaleranno dei panorami davvero incantevoli. Si raggiungono abbandonando la strada principale una volta superato il ponte dopo il villaggio di Morar, imboccando la vecchia strada costiera sulla destra, segnalata da un cartello marrone (colore che indica un luogo di interesse culturale/storico/paesaggistico) e definita “Alternative Scenic Route” o “Alternative Coastal Route”. A Glenfinnan invece troverete i celebri Glenfinnan Monument, monumento commemorativo alla rivolta giacobita del 1745, e Glenfinnan Viaduct, usato come location per i film di Harry Potter. La meta di oggi è Glencoe, suggestiva e solitaria valle che è il paradiso degli escursionisti e degli sport all’aria aperta.

Glenfinnan Monument Loch Shiel
Glenfinnan Monument

Giorno 14: Da Glencoe a Stirling (circa 3h)

Da Glencoe le alternative sono due: percorrere la A82 che porta più velocemente verso la capitale oppure imboccare la più bella strada costiera, con una deviazione di circa 1h30. Procedendo lungo la costa si incontra prima Caslte Stalker e poi proseguendo sul Loch Awe, Kilchurn Castle e la magnifica St. Conan Kirk. Si passa poi attraverso il Loch Lomond National Parkdove le possibili tappe sono: Inchmahome Priory, suggestive rovine di un monastero che sorgeva su di un’isola al centro del Lake of Menteith, nei pressi di Aberfoyle; Doune Castle, fortezza medievale che sorge nell’omonimo villaggio e che è stata usata come set cinematografico per le serie tv Game of Thrones e OutlanderLoch Katrine, se prediligete i paesaggi naturali, definito da molti il lago più bello della Scozia, dove si può fare un giro in barca, in bicicletta oppure a piedi; Loch Lomond, il più grande lago del Regno Unito, con una cinquantina di isolette al suo interno e che da il nome al parco nazionale; Luss, delizioso villaggio che sorge sulle sponde del Loch Lomond dalle carinisime casette colorate; Callander, ex località termale scozzese e considerata la porta d’accesso alle Highland, offre anche molte passeggiate tra cui quella alle cascate Bracklinn Falls. Pernottamento a Stirling, cittadina medievale ed antica capitale scozzese, celebre per il castello (che consiglio di ammirare solo esternamente) che fu residenza degli Stuart reali tra il XV e il XVII secolo, ed il Monumento Commemorativo a William Wallace che proprio qui sconfisse gli inglesi nel 1297.

Foto 3 (Loch Katrine)
Loch Katrine

Giorno 15:  riconsegna auto a Edimburgo (meno di 1h)

In meno di un’ora da Stirling si raggiunge l’aeroporto di Edimburgo dove, una volta riconsegnata la macchina, si intraprende il viaggio di ritorno. Avete ancora tempo perchè il vostro volo è alla sera? Potreste visitare Linlithgow Palace oppure la Rosslyn Chapel!


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Libri // L’Isola di Skye, l’isola di Diletta

STORIE E LEGGENDE DI SCOZIA – ISLE OF SKYE-
di DILETTA NICASTRO

 

Mi sono imbattuta per caso in questo libro, e sono davvero felice di averlo scoperto! Finalmente, dopo varie letture non del tutto soddisfacenti, eccone una interessante, appassionante, che fa sognare. E’ quello che dice nella prefazione all’opera lo scrittore Paolo Gulisano, che ammiro per il suo libro “Il Cardo e la Croce”, e che fa parte di quelle persone che amo definire “scottish addicted”:

Il libro che il lettore ha tra le mani non è semplicemente una guida per turisti: è il racconto di un mondo, di una storia, di una realtà che sembra un sogno. Un sogno chiamato Skye.

Parlando con Diletta Nicastro, l’autrice del libro, si rimane contagiati dal suo entusiasmo e dalla sua passione per la Scozia ed, in particolare, per la magnifica Isola di Skye che conosce praticamente come le sue tasche e della quale è follemente innamorata tanto che ha deciso anche di sposarsi, proprio a Portree! (Momento di romanticismo misto a un pò di invidia, lo ammetto eheheh!). Dopo moltissimi anni di vacanze trascorsi su Skye, per lei ormai l’Isola non ha più segreti, o quasi, e li condivide tutti con i lettori del suo libro: sembra quasi una guida, una raccolta di informazioni di genere e argomenti diversi, una serie di brevi e curiosi racconti dove uno tira l’altro ed è quasi impossibile fermarsi durante la lettura. Io, per esempio, mi sono imposta di leggere solo pochi capitoletti alla volta (aaaaah che sofferenza!) per non divorarlo tutto in un colpo ma per leggerlo invece con più calma.

storie e leggende di scozia isle of skye
La mia copia autografata da Diletta e da Paolo Gulisano, con i corallini della Claigan Coral Beach e un ciuffo di lana di pecora, raccolti a Skye.

 

Diletta nel suo libro parte con un’introduzione generale all’Isola di Skye, il nome, la storia, gli abitanti durante i secoli fino alla tragica avventura del Bonnie Prince Charlie, e prosegue poi raccontando curiosi aneddoti legati alle varie zone dell’Isola: lotte fra clan, creature leggendarie, personaggi eroici e luoghi misteriosi. Il libro si legge con semplicità, è ricco di informazioni interessanti e soprattutto di spunti per chi si accinge a visitare l’isola di Skye, o per chi l’ha già fatto ma la vuole conoscere ancora meglio: state certi che, come la sottoscritta, vi ritroverete a stilare una lista delle “cose da vedere/cose da approfondire” nell’ultima pagina del libro! Non solo: potrete anche cimentarvi con alcune ricette che Diletta condivide alla fine del libro…per un vero assaggio dell’Isola di Skye!

Non voglio dirvi di più su questo meraviglioso libro che aggiungo con molto piacere alla mia “Libreria Scozzese” (in prima posizione!) e vi invito ad acquistarlo per iniziare a scoprirlo voi stessi, per conoscere l’isola di Skye attraverso gli occhi di Diletta e, come lei, innamorarvene perdutamente!

storie e leggende di scozia isle of skye diletta nicastro

Sito web:

http://www.ilmondodimauroelisi.i/isleofskye.htm

Pagina Facebook:

https://www.facebook.com/Storie-e-leggende-di-Scozia-Isle-of-Skye-903004676412327/?fref=ts

Creature fantastiche scozzesi: il cù sith

Il cù sith è una creatura mitologica scozzese, anche se una figura simile esiste anche nel folklore irlandese ed in quello scozzese. Il suo aspetto è quello di un grosso cane da caccia, un oscuro segugio della stazza di un giovane bue e molto simile ad un lupo. Il suo pelo è ispido, il più delle volte nero o di color verde scuro (il verde è il colore attribuito a tutti gli abitanti del mondo fatato) anche se in alcune occasioni può essere bianco. I suoi occhi sono grandi e caratterizzati da un feroce luccichio. La sua lunga coda è arrotolata su se stessa oppure intrecciata mentre le sue zampe sono grandi quanto la mano di un uomo. La sua casa sono le rocce delle Highlands, ma vaga qua e là nelle desolate brughiere scozzesi.

cu sith

Il Cù Sith è sempre stato considerato come un messaggero di morte ed appariva per portare l’anima di una persona che stava morendo nell’aldilà, un po’ come faceva il Grim Reaper, analoga figura mitologica, o la Banshee nella cultura irlandese. Secondo la leggenda, il cù sith cacciava silenziosamente, eccetto che per tre terrificanti latrati che potevano essere sentiti a molte miglia di distanza. Chi riusciva ad ascoltare tutti e tre i latrati mantenendo la calma era al sicuro, mentre chi invece si lasciava sopraffare dal terrore rischiava la morte.

Quando l’abbaiare del Cù Sith veniva udito, gli uomini mettevano al sicuro de donne che stavano allattando i loro bambini perché si credeva che l’essere spettrale le avrebbe rapite per portarle nel mondo fatato, dove sarebbero state costrette ad allattare i figli delle fate.

Come tutti gli esseri fatati, anche il cù sith temeva gli oggetti di ferro ed il sale.

Di seguito, un estratto da “Superstitions of the Highlands and Islands of Scotland” di John Gregorson Campbell, pubblicato nel 1900:

“Un uomo, che stava passando dalle parti di Kennavara Hill, sull’isola di Tiree (Ebridi Interne), incontrò un grande cane nero che riposava sulla spiaggia. Osservandolo, si avvicinò, ma poi decise di cambiare strada per tornare alla sua casa. il giorno dopo l’uomo prese coraggio e si recò nuovamente sul luogo dell’incontro. Impresse sulla sabbia trovò le impronte di un cane, grosse quanto il palmo della propria mano, e decise di seguirle finché non scomparvero. Il cane aveva fatto perdere le proprie tracce ma l’uomo era sicuro che, data la sua stazza, non poteva assolutamente trattarsi di una creatura terrena.”

 Cù Sith

Edimburgo in un Week End

L’ultimo week end di novembre io ed alcuni amici abbiamo trascorso un paio di giorni nella mia amata Edimburgo. Il tempo non è stato clemente, la pioggia ed il freddo non ci hanno data tregua, ed i pochi giorni a disposizione sono letteralmente volati. Le cose da fare e da vedere sono ovviamente moltissime ma siamo riusciti ad organizzare per bene il tutto, in modo da sfruttare al massimo il poco tempo a disposizione. La fortuna poi è stata dalla nostra parte: abbiamo scelto casualmente in week end in cui viaggiare e siamo capitati in città proprio durante i festeggiamenti del patrono scozzese, Saint Andrews: molte attrazioni erano gratuite, come per esempio Holyrood Palace e il Castello, e molte altre avevano delle promozioni sull’acquisto di più tickets… un bel risparmio! Siamo arrivati ad Edimburgo venerdì pomeriggio per poi ripartire il lunedì successivo, poco dopo mezzogiorno: ecco un breve racconto della nostra esperienza in una bellissima Edimburgo natalizia!

VENERDI’ POMERIGGIO

Una volta raggiunto il centro città con l’autobus n° 35, che si prende proprio fuori dall’aereoporto e in poco meno di un’ora (e alla modica cifra di £1,50!) porta direttamente davanti ad Holyrood con moltissime fermate nel tragitto, abbiamo optato per un pranzo pomeridiano in un piccolo locale thailandese (il Ting Thai Caravan). Lungo la strada per il nostro ostello ci siamo imbattuti nella statua di Greyfriars Bobby: un passante si è fermato e ci ha raccontato la commovente storia di questo cane che, nel diciannovesimo secolo, ha vegliato per ben undici anni sulla tomba del suo defunto padrone. Il simpatico passante, felice ed orgoglioso di mostrare un angolo della sua magnifica città a un gruppo di ragazzi stranieri, ci ha anche accompagnati all’adiacente Greyfriars kirkyard, il cimitero dove sono sepolti sia Bobby che il suo padrone.

Greyfriars Bobby
Greyfriars Bobby

 

A pochi passi da Greyfriars si trovava il nostro ostello, sull’angolo tra Grassmarket e Cowgate. Il Budget Backpackers l’abbiamo scelto per la posizione centrale e per il prezzo vantaggioso. Diciamo che oltre a quello, non era proprio uno splendore, ne abbiamo visti decisamente di meglio! Era comunque vivibile, e abbastanza come “rifugio” per la notte, che era poi quello che interessava a noi. Non abbiamo perso tempo e siamo immediatamente usciti per fare una spesa veloce ma ecco che pochi passi prima del più vicino negozio ci siamo imbattuti in una libreria stratosferica!  Armchair Books è una libreria che raccoglie volumi usati, recenti ma anche più datati. Per gli amanti dei libri “antichi”, questo è il paradiso: l’atmosfera, la luce, i colori, il profumo di carta impolverata fanno venir voglia di passarci un intero pomeriggio, a rovistare tra gli scaffali!

Armchair Books
Armchair Books

 

Victoria Street Edimburgo
Victoria Street e le luci di Natale

 

Addentandoci nella Old Town, tra lucette colorate e decorazioni natalizie, ci siamo poi spostati nella zona di Princes Street Gardens, cuore verde della città, dove ogni anno vengono allestiti i mercatini di Natale. La folla in effetti era tutta concentrata all’interno dei giardini, che sono magnifici in questo periodo dell’anno, brillanti di luci colorate e rallegrati dalla musica natalizia. Non avevo mai visitato una grande città durante il Natale e devo dire che mi è piaciuto moltissimo! Tutto molto curato, con un’atmosfera così magica ed attrazioni ed attività per tutti i gusti. Abbiamo passeggiato tra le bancarelle, rapiti dall’infinità di cose buone da mangiare e dagli oggettini carini da comprare (prezzi proibitivi a parte!!), e ci siamo sentiti di nuovo bambini, nello spazio dedicato ai più piccoli, con giochi, il labirinto degli alberi di natale, la giostra, lo zucchero filato…che magia!

Princes Street Gardens Edimburgo Edinburgh Christmas Markets
I Christmas Market di Princes Street Gardens

 

Edinburgh Edimburgo Christmas markets
Le bancarelle dei Christmas Markets

 

Edinburgh christmas
La ruota panoramica

 

Edinburgh Christmas
Un mix natalizio

 

La giornata si è conclusa con un classico giro dei Pub, di cui al momento non ricordo i nomi… me ne è rimasto impresso solo uno, che si trovava all’interno di un edificio che era stato una banca, con soffitti altissimi e decorati, un sacco di gente, ed un’infinita scelta di birre! Abbiamo girato in lungo ed in largo George Street, costellata di locali alla moda, e le zone di Grassmarket, dove si trovano pub più semplici e caratteristici, e Cowgate, con una serie di locali davvero strani e particolari!

pub
“The Standing Order”, il pub nell’edificio che ospitava una banca

 

SABATO

Come ho già detto, casualmente siamo capitati nel week end dei festeggiamenti per Saint Andrews, il patrono della Scozia, e abbiamo approfittato dei biglietti d’ingresso gratuiti o scontati per molte attrazioni. E’ il caso per esempio del St.Giles Cathedral Rooftop Tour (offerta 2×1 sui ticket), un interessantissimo tour guidato sul tetto e nella torre della St.Giles Cathedral, sul Royal Mile. Lo avevo prenotato già da casa quindi abbiamo avuto la guida, un ragazzo giovane, simpatico e paziente, tutta per noi quattro. Il tour è stato davvero molto interessante ed oltre alle “parti alte” della cattedrale, con una bella vista sul Royal Mile e nei dintorni di Edimburgo, la guida ci ha anche spiegato un pò la storia dell’edificio, di St. Giles e ci ha mostrato la magnifica Thistle Chapel, la cappella dell’Ordine del Cardo, che quel giorno era chiusa al pubblico. Se siete ad Edimburgo vi consiglio decisamente questo tour!

 

Dopo una veloce passeggiata a Calton Hill, parco pubblico cittadino dove sono presenti una serie di edifici dal curioso stile architettonico, abbiamo preso l’autobus direzione Rosslyn Chapel. Era da tanto che volevo visitare questa misteriosa chiesetta che si trova a mezz’ora d’autobus dal centro città e che appare nelle ultime scene del film “Il Codice daVinci”. Ne è valsa la pena: la Rosslyn Chapel è un luogo davvero misterioso, con una struttura molto particolore ed elaborata, moltissime sculture alle quali tutt’oggi non si riesce a dare un significato e delle bellissime decorazioni intagliate nella pietra. La cappella di Rosslyn è legata alla leggenda dei templari e del Sacro Graal.

 

La giornata si è conclusa con l’immancabile shopping su Princes Street (obbligatoria per me la tappa da Primark!) e con un giretto ai mercatini di St. Andrews Square, più piccoli rispetti a quelli visitati ieri ma non meno affascinanti!

Ednburgh Castle Castello Edimburgo notte night
Edinburgh Castle by night

 

 

DOMENICA

La nostra ultima giornata intera è stata molto piena ed interessante. Avevo già prenotato da casa i biglietti (gratuiti) per visitare lHolyrood Palace, in modo da evitare la fila alla biglietteria. Sotto una pioggia battente, tutt’altro che la classica pioggerella scozzese, abbiamo iniziato la visita al palazzo. Era la cosa che più mi attirava, che desideravo vedere da tempo, perchè fu la residenza di Mary Stuart, Queen of Scots e, per un brevissimo periodo, del Bonnie Prince Charlie. L’audioguida, compresa nel prezzo del ticket, spiega dettagliatamente ed in modo molto chiaro le varie stanze che si attraversano e sono disponibili anche degli approfondimenti storici da ascoltare per comprendere appieno la storia del palazzo, che oggi è la residenza ufficiale della Regina Elisabetta in Scozia. La parte che più mi ha emozionato è stata quella riguardante Mary Stuart, entrare in quelli che erano i suoi appartamenti e la sua camera da letto e vedere la targhetta che ricorda il luogo in cui venne abbandonato il cadavere di Davide Rizzio, suo consigliere e forse amante, dopo essere stato assassinato alla presenza della regina. Purtroppo, non si potevano scattare fotografie! (Ok lo ammetto, non ho resistito e almeno una ho dovuto farla!!!!!). Fuori dal palazzo, abbiamo visitato la Holyrood Abbey, antica abbazia in rovina, molto suggestiva anche se la pioggia incessante non ci ha permesso di esplorarla a dovere.

 

Avevamo in mente di scalare l’Arthur’s seat oggi ma il tempaccio ci fa desistere. Raggiungiamo invece il vicino Dean Village, conosciuto in passato come “Water of Leith Village” e dove si trovava un importante centro di  macinazione del grano per oltre 800 anni. Sembra che il tempo si sia fermato qui, sull’argine del fiume, dove gli edifici conservano ancora un non so che di medievale ed antico.

Dean Village Edimburgo
Dean Village

 

Dean Village Edimburgo
Dean Village

 

Dopo il Dean Village è stata la volta del National Museum of Scotland. Spinta più da mio fratello, che voleva visitarlo anche perchè gratuito, sono rimasta piacevolmente colpita da questo museo ricco ed interessante. E’ molto grande e spesso mi sono trovata in difficoltà a seguire un filo logico nelle varie mostre ma la più interessante è stata senza ombra di dubbio quella sulla storia scozzese, dai celti ad oggi, in particolare la vetrina dedicata a Charles Edward Stuart. La visita al museo porterebbe via tranquillamente una giornata, facendo un pò di corse l’abbiamo girato sommariamente in un paio d’ore. Dalla terrazza in cima all’edificio si gode di un’ottima visuale sulla città.. peccato che quel giorno era chiusa per il maltempo!

 

La sera abbiamo fatto un altro giretto nei Pub di Edimburgo. Quello che mi è piaciuto di più stavolta è stato il Royal Oak, un pub che non è frequentato dai turisti bensì dai veri edimburghesi (si dice così??). Quando siamo entrati siamo stati accolti da un caminetto scoppiettante e da un simpatico gruppo di persone che ci hanno salutati con entuasiasmo, mentre due signori cantavano e suonavano la chitarra in un angolo e un vecchietto senza denti sorseggiava il suo tè. Alle pareti ho subito notato tre quadri che mi hanno fatto nascere un sorriso di meraviglia: la dichiarazione di Arbroath che sanciva l’indipendenza della Scozia dall’Inghilterra, lo sbarco del Bonnie Prince Charlie su suolo scozzese e un’immagine della battaglia di Culloden, tre momenti salienti della storia scozzese. Mi sono sentita nascere dentro il senso di orgoglio che caratterizza la maggior parte degli abitanti della Scozia qui, in questo pub che ho subito ribattezzato “il covo degli indipendentisti”, in senso positivo, of course!

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The Royal Oak, Edimburgo

 

LUNEDI’

Ovviamente, in men che non si dica è arrivata ora di tornare a casa. Prima del nostro volo, che partiva alle 14, abbiamo approfittato dell’ultima occasione per Saint Andrews Day: l’entrata gratuita al Castello di Edimburgo. Io ci ero già stata ma ho colto la palla al balzo per visitarlo nuovamente e mostrate le cose più imporanti a mio fratello, che invece non ci era mai stato. In poco meno di un’ora e mezza (e praticamente correndo) siamo riusciti a vedere un pò tutto anche perchè, fortunatamente, c’era poca gente.

Edimburgo Castello
Il castello di Edimburgo, lo scorso maggio

Il week end è letteralmente volato! Tre giorni per visitare Edimburgo sono pochi ma credo che, se ben organizzati, permettano comunque di esplorarla in modo soddisfacente. La capitale scozzese è una città bellissima, animata, storica, poliedrica che saprà di certo affascinarvi in ongi suo angolo e coinvolgervi nelle sue mille sfaccettature.

Loch Lomond & The Trossachs National Park: dove inizia la Scozia selvaggia

Condivido questo articolo, che ho scritto per il sito HostelsClub Italia giusto l’altro giorno!


Se avete in programma una vacanza nella frizzante capitale scozzese, Edimburgo, ma volete un assaggio anche della Scozia più selvaggia e naturale il Loch Lomond & The Trossachs National Park fa al caso vostro. E non soltanto perché è facilmente raggiungibile sia da Edimburgo che da Glasgow, ma perché offre una moltitudine di paesaggi mozzafiato, luoghi incontaminati ed una vasta scelta per quanto riguarda gli sport all’aria aperta. Il nome del Parco Nazionale deriva dalla presenza del Loch Lomond, il più grande specchio d’acqua dolce dell’intera Gran Bretagna, e dai Trossachs, zona montuosa dove nacque e visse l’eroe scozzese Rob Roy.

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Una foto aerea del Loch Lomond (fonte: http://www.nationalparks.gov.uk/press/press-images?result_256754_result_page=2)

Sebbene il modo migliore per esplorare la zona sia noleggiare un’auto in modo da avere piena libertà di spostamento, i mezzi pubblici possono essere una valida alternativa. Molto utile è il sito travelinescotland.com, che raccoglie tutte le informazioni sui trasporti scozzesi e permette di creare un piano personale di viaggio. Per quanto riguarda gli alloggi, nella zona del Parco sono presenti numerose strutture tra b&b, Guesthouse e campeggi. Se invece preferite rimanere in un centro abitato un po’ più grande e che offre maggiori servizi, Stirling fa decisamente al caso vostro. La cittadina, antica capitale del Regno di Scozia, si trova poco fuori l’area del Parco Nazionale ed è un’ottima base di partenza per escursioni nelle zone circostanti. Molto suggestivi da visitare sono il castello con l’adiacente cimitero ed il William Wallace Monument.  Appena fuori dalla cittadina, all’interno del Loch Lomond and the Trossachs National Park, le cose da fare e vedere di certo non mancano e avrete solo l’imbarazzo della scelta!

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Nei boschi attorno ad Aberfoyle

…se ti interessa la natura

Se sei un amante della natura troverai un ambiente verde, rigoglioso, con numerosi specchi d’acqua e molti scorci magnifici sulla zona. Il Loch Katrine è secondo molti il lago più affascinante dell’intera Scozia e lo stesso poeta nazionale Sir Walter Scott ne elogiava la grande bellezza in una delle sue opere agli inizi del 1800. In effetti qui sembra di essere in una favola, con il lago circondato da verdissime colline a tratti brulle, a tratti ricoperte da fitte foreste di pini. Molto suggestivo è il sentiero ciclabile che si snoda lungo tutta la sponda Nord del lago, che regala panorami davvero mozzafiato (nonostante la fatica!). Sul vicino e più frequentato Loch Lomond invece si possono effettuare delle mini crociere per assaporare il fascino del lago da una prospettiva diversa e visitare magari una delle oltre 50 isolette che si trovano al suo interno. Molto pittoresco è il villaggio di Luss, che con le sue casette curate e colorate sorge sulla sponda orientale del lago. Una bella e semplice passeggiata è quella che conduce alle Bracklinn Falls, nei pressi del villaggio di Callander: seguite il fragore dell’acqua, un rumoroso richiamo nel bosco. Le cascate si possono osservare bene dal ponte sospeso che sembra usciti da un film de Il Signore degli Anelli!

Foto 3 (Loch Katrine)
Loch Katrine

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Loch Katrine

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Callander Bracklinn Falls

…se ti interessa la storia

La Scozia è la patria dei castelli e le attrazioni storiche non mancano di certo. Anche nel Loch Lomond National Park si trovano dei luoghi davvero interessanti ed il più suggestivo è senza ombra di dubbio Inchmahome Priory: le rovine di questo antico monastero, che risale al 1200, sorgono su di un isoletta nel Lake of Menteith (unico in Scozia a chiamarsi lago, anziché Loch), e si raggiungono con una piccola barchetta a motore. Immerso in un’atmosfera di misteriosa tranquillità, il priorato sembra portare indietro nel tempo, al periodo quando fu il nascondiglio della piccola regina Maria Stuarda in fuga. Doune Castle sorge nell’omonimo villaggio ed è un maniero del XIII secolo, eccellentemente conservato, conosciuto per essere stato usato come location per alcune scene delle serie Tv Game of Thrones e più recentemente Outlander. Si trovano molti vecchi cimiteri in Scozia, il più delle volte affiancati dalle mura di un’antica chiesetta, come quella di Balquhidder, dove si trova anche la tomba dell’amato Rob Roy.

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Inchmahome Priory

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Doune Castle

Rob Roy Grave Balquhidder Old Church
Balqhuidder old church and cementery

…se ti interessa lo sport

Le possibilità di fare sport all’aria aperta di certo non mancano! Che tu sia un abile escursionista, o che stia cercando una passeggiata più tranquilla per gustarti la natura del Parco, la scelta tra sentieri e trekking a breve e lunga percorrenza è davvero varia, sia a piedi che in bicicletta. E poi climbing, equitazione, golf e animal watching: le proposte sono davvero numerose! In una zona in cui l’acqua non manca, anche gli sport praticati sui numerosi laghi sono molto diffusi: canoa, windsurf, sci d’acqua, paddleboarding, pesca. E se sei abbastanza coraggioso… perché non provare una rinfrescante nuotata nelle acque trasparenti di un Loch scozzese?

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In bici sul Loch Katrine

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…a pesca!

Scozia: itinerario di 10 giorni tra Edimburgo, Highlands e Isola di Skye

I giorni di ferie trascorsi in Scozia non sono mai abbastanza: per apprezzare e scoprire la moltitudine di paesaggi ed attrazioni bisognerebbe avere a disposizione dei mesi, e sarebbe ancora poco! Purtroppo, il lavoro è lavoro e le ferie sono quello che sono quindi… meglio godersele al massimo! Con 10 giorni a disposizione per esplorare la Scozia riuscirete ad organizzare un bel viaggio, con un itinerario ricco, vario ma non troppo intenso. Fare le corse per vedere più cose possibile non è un modo di scoprire la Scozia che vi consiglio: piuttosto che correre come trottole, limitandovi a veder scorrere i paesaggi dal finestrino, scegliete di vedere meno ma con più calma, e vi assicuro che non ve ne pentirete! Meno ma meglio, è il mio motto! Quello che segue è l’itinerario che ho pensato appositamente per il mio secondo viaggio in Scozia e racchiude i paesaggi della costa orientale e di quella occidentale, dell’entroterra, dei Parchi Naturali e dell’Isola di Skye.

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